Donald Trump

L’attrice premio Oscar Susan Sarandon arrestata a Washington per aver manifestato contro Trump

Pubblicato il 02 Lug 2018 alle 7:26am

L’attrice premio Oscar Susan Sarandon è stata arrestata e poi rilasciata per aver manifestato ad un corteo non autorizzato a Washington contro il presidente degli stati Uniti d’America, Donald Trump e la sua politica nei confronti degli immigrati.

La protagonista di «Thelma & Louise», da sempre attivista politica, ha manifestato l’altro ieri a Washington insieme ad altre 575 donne aderenti ai movimenti Women’s March e Center for Popular Democracy. A dare la notizia è stata lei stessa su Twitter : «Sono stata arrestata. Resto forte. Continuo a lottare», ha scritto.

Stati Uniti, Francia e Inghilterra attaccano la Siria con sostegno Nato. Mosca: “Ci saranno conseguenze”

Pubblicato il 14 Apr 2018 alle 10:16am

E’ scattato nel cuore della notte l’attacco minacciato da giorni dal presidente americano Donald Trump in Siria, con un’azione mirata contro il presunto arsenale di armi chimiche del governo di Assad. In azione si sono messi mezzi aerei e navali di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, con l’appoggio della Nato. (altro…)

Corea del Nord ai parlamenti del mondo: “Fermate Trump e il disastro nucleare”

Pubblicato il 25 Set 2017 alle 11:03am

La Corea del Nord si rivolge ai parlamenti e partiti stranieri, per chiedere con una lettera, un’alleanza contro gli Stati Uniti e mettere fine, al “possibile disastro nucleare”. (altro…)

Ospedale Bambino Gesù, promotore del messaggio di Papa Francesco: “Disponibili ad accogliere Charlie Gard”

Pubblicato il 04 Lug 2017 alle 10:27am

La vicenda del piccolo Charlie Gard, il bambino inglese di 10 mesi affetto da Sindrome dell’encefalomiopatia mitocondriale, malattia genetica molto rara e ad oggi inguaribile, ha commosso il mondo intero. (altro…)

Usa attacca postazioni chimiche in Siria, che hanno fatto strage di bambini

Pubblicato il 07 Apr 2017 alle 9:47am

Il presidente americano, Donald Trump, ha deciso di agire contro il regime di Bashar al Assad. L’attacco militare è arrivato dopo un lungo vertice tenuto tra gli alti funzionari della Casa Bianca, il ministro della Difesa Jim Mattis, il segretario di Stato Rex Tillerson e il consigliere per la Sicurezza Nazionale H.R. McMaster.

Una mossa giunta a pochi giorni dal viaggio di Trump in Russia; e secondo alcuni analisti, questo intervento militare americano potrebbe servire agli Usa per dare un maggior peso politico all’incontro avvenuto con il ministro degli esteri, Serghey Lavrov.

La Russia, si sa, e’ il maggior alleato del presidente siriano Assad e oltre ad aiutare militarmente l’esercito governativo, ha bloccato la quasi totalità delle iniziative diplomatiche al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

“E’ di vitale importanza per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti prevenire e scoraggiare la diffusione e l’utilizzo di armi chimiche mortali” ha detto il presidente americano, dimostrando di non aver paura di intervenire con una prova di forza.

Gli Stati Uniti hanno lanciato 59 missili cruise verso la base aerea siriana da cui si presume sia partito l’attacco con armi chimiche a Idlib. Si tratta di missili ‘Tomahawk’, lanciati da due navi americane posizionate nel Mediterraneo.

Si tratterebbe di un attacco “una tantum” . Il Pentagono fa sapere infatti che l’attacco Usa contro la base aerea in Siria ha “ridotto la capacita’ del governo siriano di utilizzare armi chimiche”.

Richard Gere contro il presidente americano Donald Trump: “Ha equiparato rifugiati e terroristi”

Pubblicato il 11 Feb 2017 alle 12:50pm

L’attore americano Richard Gere, da sempre in prima linea a difesa dei diritti umani, si è scagliato nel corso della Berlinale contro il presidente americano degli Stati Uniti D’America Donald Trump, con il suo “Muslim ban” e le politiche contro gli immigrati e i rifugiati. Nel suo mirino anche la destra populista europea. (altro…)

Giorgio Armani “Se Melania Trump mi chiedesse di vestirla, perché no?”

Pubblicato il 17 Gen 2017 alle 7:35am

Melany Trump dopo le polemiche per l’abito Dolce & Gabbana, scelto per festeggiare il Capodanno in Florida con il marito, avrebbe trovato finalmente uno stilista italiano disposto a vestirla, Giorgio Armani.

Che ha dichiarato: “Di mestiere cerco di vestire le belle donne e Melania lo è, se mi chiedesse un vestito perché no?”.

Negli Stati Uniti e in Italia, diversi sono stati gli stilisti che hanno detto no alla nuova First Lady.

La quale, avrebbe destato una certa antipatia nel mondo della moda per una sua infelice dichiarazione subito dopo l’elezione del marito a presidente degli Stati Uniti d’America.

L’affascinante first lady, di origini slovene avrebbe infatti detto di voler somigliare a Jackie Kennedy. E’ evidente che l’accostamento non è stato dei più sensati.

Ma, al di là di questo, ci sarebbe anche una certa antipatia nei confronti del neo eletto presidente degli stati Uniti Donald Trump. O forse anche la paura di perdere clienti importanti, come Madonna, Jennifer Lopez, e tante altre che si sono schierate e battute per la Clinton.

Armani, ha anche chiarito, proprio per evitare possibili attacchi: “Mi auguro che i detrattori di Trump si possano ravvedere su ciò che farà, se farà delle belle cose avranno sbagliato, altrimenti avranno avuto ragione”.

Donald Trump no all’aborto, sì al “Muro al confine con il Messico e via 2-3 milioni di clandestini”

Pubblicato il 14 Nov 2016 alle 11:17am

«Stop» agli attacchi contro i neri, gli ispanici, i gay: lo ha chiesto Donald Trump, dopo essere stato incalzato dalle domande nel corso di un’intervista con la Cbs registrata nel suo appartamento nella Trump Tower a New York in cui ha annunciato una crociata contro l’aborto e l’immigrazione clandestina con precedenti penali.

«Io sono pro vita, i giudici saranno pro vita», ha detto Trump sottolineando che alla Corte suprema nominerà giudici contrari all’aborto e giudici «pro secondo emendamento», quello che garantisce il diritto di possedere armi.

Nell’intervista il presidente eletto afferma che se la sentenza “Roe v. Wade” della Corte suprema del 1973, quella che ha riconosciuto il dirito all’aborto negli Stati Uniti, venisse ribaltata le donne «dovranno andare in un altro stato» se vorranno abortire. Ma quindi alcune donne non potranno abortire?, gli ha chiesto l’intervistatrice, e lui ha risposto «Sì forse dovranno andare in un altro stato». E questo è giusto?, ha insistito la giornalista «Vedremo cosa succederà, ci vorrà tempo», ha risposto il presidente Trump.

Trump si è detto però favorevole ai matrimoni gay, legalizzati l’anno scorso dalla Corte suprema ma riferendosi all’immigrazione clandestina ha spiegato quali saranno i suoi piani per contenerla “Quello che faremo è buttare fuori dal Paese o incarcerare gli immigrati irregolari che sono criminali o hanno precedenti, membri di gang, trafficanti di droga”, e “Renderemo più “sicure” le frontiere: “Sono molto bravo nelle costruzioni”. Infatti, l’intento di Trump è quello di far costruire un muro al confine con il Messico, per evitarne in parte il passaggio.

Donald Trump sottoscrive il contratto con l’elettore americano

Pubblicato il 13 Nov 2016 alle 5:27am

Mentre continuano le proteste in diverse città americane, contro il neo eletto presidente, Donald Trump sottoscrive il “contratto con l’elettore”, da realizzare nei primi 100 giorni. Un contratto che ricorda tanto quello sottoscritto in Italia dall’ex premier Silvio Berlusconi.

Tra i 18 punti del “Contratto di Donald Trump con l’elettore americano” spiccano senz’altro alcune priorità: rinegoziare o ritirarsi dall’accordo commerciale Nafta tra Usa-Canada-Messico, rinunciare all’accordo transpacifico (Ttp), dare mandato al segretario al Tesoro di etichettare la Cina come manipolatore valutario, deportare gli oltre due milioni di immigrati illegali criminali e cancellare i visti con i Paesi che non se li riprendono.

Ma nel suo contratto Trump promette anche diverse riforme: cinque per eliminare la corruzione e la collusione con interessi speciali a Washington (limiti di mandato per i parlamentari e per i lobbisti), sette per proteggere i lavoratori americani (dai grandi accordi commerciali alla revoca delle restrizioni sull’estrazione di idrocarburi), cinque per ripristinare il ruolo costituzionale della legge (tra cui la sospensione dell’immigrazione dalle regioni affette dal terrorismo dove i controlli non possono essere sicuri).

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Manifestazioni di protesta negli Usa contro Donald Trump “Non è il mio presidente”

Pubblicato il 10 Nov 2016 alle 10:32am

In America migliaia di persone sono scese in piazza per dire no all’elezione di Donald Trump. “Non è il mio presidente”, si legge sui moltissimi cartelli. Le manifestazioni piu’ importanti a New York e Chicago.

Non sono mancati arresti, almeno 30 a Manhattan. In migliaia, nonostante la pioggia, si sono radunati a Union Square e hannno sfilato verso midtown fino ad arrivare alla blindatissima Trump Tower sulla Fifth Avenue, dove si trova l’abitazione del nuovo presidente americano.

Città in tilt per ore a causa del traffico. A Los Angeles bruciato un pupazzo di cartapesta raffigurante il neo eletto presidente degli Stati Uniti d’America.

Il passaggio di consegne avverrà il prossimo 20 gennaio a Washingon. Intanto il presidente uscente Barack Obama ha rilasciato una dichiarazione dopo il discorso tenuto ieri da Hillary Clinton con cui ha auspicato dialogo e un passaggio di consegne di successo, normale e pacifico.

“Incontrerò il presidente in pectore Trump. Dimostreremo a tutto il mondo che questo avverrà, così come avvenne otto anni fa tra l’allora presidente Bush e me. Farò ciò che posso per il nuovo presidente, siamo tutti nella stessa squadra: non siamo democratici, o repubblicani, siamo Americani”.

“È stata una campagna elettorale dura e combattuta: è difficile adesso per i sostenitori del partito democratico, potrebbero essere delusi, specie i più giovani, ma occorre continuare a lottare per quello in cui si crede. Serve capire i propri errori ed imparare non scoraggiandosi”.