donazione sangue

Anche gli animali domestici possono donare sangue

Pubblicato il 14 Lug 2019 alle 6:15am

Anche gli animali domestici potrebbero servire trasfusioni di sangue, proprio come accade per gli umani. Uno studio inglese – il primo nel suo genere – rivela infatti che la maggior parte dei proprietari non considera questa possibilità, ossia, far diventare il proprio cane o gatto un donatore di sangue. Eppure ce ne è tanto bisogno.

Una ricerca condotta da due ricercatrici del Royal Veterinary College e pubblicata sulla rivista scientifica Vet Record, indaga proprio sulla consapevolezza dei proprietari di animali domestici di far donare sangue ai propri amici a 4 zampe.

Dalle interviste effettuate è emerso infatti che il 70% dei proprietari non era consapevole del fatto che anche il proprio cane o gatto potesse un domani servire sangue e pertanto, da qui, l’esigenza di donazioni volontarie. Una volta informato, però, l’89% degli intervistati si è detto disponibile a donare il sangue del proprio animale, anche se con qualche titubanza, specialmente per i gatti, che, si sa, a differenza dei cani, sono più restii a fidarsi anche dei medici.

Come per gli umani, anche gli animali hanno diversi gruppi sanguigni e bisogna fare molta attenzione alla compatibilità nel momento in cui viene fatta una trasfusione, onde evitare di scatenare reazioni immunitarie nei confronti di sangue estraneo – molto pericolose per l’animale già malato e in serie difficoltà fisiche e psichiche .

Nei Paesi anglosassoni come Regno Unito e Stati Uniti esistono dei centri di raccolta di sangue animale.

In Italia la medicina trasfusionale veterinaria è regolamentata dalle linee guida del Ministero della salute, che prevedono che in caso di necessità i professionisti si avvalgano di enti certificati per la raccolta. Un esempio è la Banca del sangue canino dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

Ministero della Salute, il World Blood Donor Day 2020 si terrà in Italia

Pubblicato il 06 Giu 2019 alle 7:50am

L’edizione 2020 del “World Blood Donor Day – Giornata mondiale donazione sangue” si terrà in Italia. Ad annunciarlo il Ministero della Salute.

L’Italia ospiterà l’evento globale dell’edizione 2020 del WBDD per volontà dell’Organizzazione mondiale della sanità che ha scelto il nostro Paese tra gli altri candidati. “L’Oms ha apprezzato l’autorevolezza e l’efficacia della proposta italiana – dichiara il ministro della Salute Giulia Grillo -. L’assegnazione dell’evento globale è un riconoscimento alla qualità del nostro sistema sangue e alla generosità dei nostri donatori, che insieme riescono a garantire l’autosufficienza all’Italia sia per gli interventi urgenti che per migliaia di pazienti che dipendono quotidianamente dalle trasfusioni e dai medicinali plasmaderivati”.

La candidatura dell’Italia è stata voluta dal Ministero della Salute, coordinata dal Centro nazionale sangue e supportata associazioni e federazioni di donatori. L’impegno prevederà la realizzazione della futura campagna di comunicazione ufficiale Oms e l’organizzazione di eventi celebrativi e scientifici in tutto il territorio nazionale.

Attualmente sono 1,7 milioni i donatori in Italia, di cui 1,3 milioni i periodici.

Al San Raffaele di Milano una nuova tecnica per donare il sangue

Pubblicato il 18 Giu 2017 alle 7:56am

Al San Raffaele di Milano arriva una nuova tecnica di donazione del sangue che sarà molto utile e efficace per i nati prematuri e per i talassemici. (altro…)

Usa: gay possono donare il sangue, ma ad una condizione

Pubblicato il 24 Dic 2015 alle 6:00am

Negli Usa le autorità sanitarie locali revocano parzialmente il bando che esclude le donazioni di sangue ai gay e ai bisessuali.

La Food and Drug Administration ha infatti emesso una nuova direttiva che permette di donare sangue a patto che il donatore non abbia avuto rapporti sessuali nell’ultimo anno trascorso.

Una preclusione che la comunita’ gay non ha voluto accettare perché definita ‘discriminatoria’.

La Fda ha motivato tale decisione chiarendo che si è rifatta alle ultime ricerche scientifiche, secondo cui il divieto generalizzato non è necessario per evitare la trasmissione dell’Hiv, virus che causa l’Aids.

“In ultima analisi, il differimento e’ supportato dalle migliori prove scientifiche disponibili, rilevanti per la popolazione americana”, ha detto il dr. Peter Marks, vice direttore del dipartimento di biologia della Fda.

Gli Stati Uniti si allineano dunque a quanto stabilito recentemente da altri Paesi come Francia, Gran Bretagna, Giappone e Australia.

E se il divieto dovesse rimanere in gran parte del mondo, inclusi 18 Paesi membri dell’Unione europea, in Italia la donazione è già consentita e a livello delle precauzioni è già uguale sia per gli etero che per i gay.

Donazione sangue, riconosciuta retribuzione anche a chi non risulta idoneo

Pubblicato il 17 Nov 2015 alle 6:09am

Si conclude l’iter previsto dall’articolo 8, comma 2, della legge 21 ottobre 2005, n. 219, con cui sono disciplinate le modalità attraverso le quali i lavoratori dipendenti possono vedersi riconosciute retribuzione e contribuzione figurativa, nel caso in cui il medico del servizio trasfusionale certifichi la non idoneità alla donazione.

Anche chi, volendo infatti donare il proprio sangue (o emocomponenti), risulti non idoneo avrà diritto alla retribuzione che spetta a chi effettivamente effettua il prelievo.

A stabilirlo un decreto interministeriale firmato dal ministro della Salute Lorenzin, per il quale sono stati stanziati 406mila euro all’anno.