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Coronavirus, mamma di 43 anni è la prima a testare il vaccino

Pubblicato il 19 Mar 2020 alle 7:58am

E’ stata una mamma di due bambini, Jennifer Haller, di 43 anni, la prima paziente a testare il vaccino anti Covid-19: «Per me è una grande opportunità» ha detto la donna. Che vive a Seattle, negli Usa, come riporta l’Agi, nell’attesa della prima iniezione al Kaiser Permanente Washington Research Institute.

Il video dell’iniezione è tra i più visti sui social network.

Su Twitter e Facebook in molti definiscono lei e gli altri volontari per la sperimentazione degli “eroi”. Lo studio mira a iscrivere un totale di 45 adulti sani in un arco di tempo di sei settimane. Ogni partecipante riceverà due iniezioni a circa un mese di distanza l’una dall’altra in dosi variabili.

Leggings modellanti, i capi preferiti da moltissime donne anche nel 2020

Pubblicato il 06 Feb 2020 alle 6:39am

E’ la rinascita dello shapewear che trascina il settore della moda, grazie ai leggins modellanti, diventati tra i capi preferiti di ogni donna, soprattutto se alla moda e con un fisico longilineo. (altro…)

Paillettes per le prossime feste di Natale e Capodanno

Pubblicato il 22 Dic 2019 alle 7:52am

Le paillettes non sono più né “antiche” né scontate anzi, fanno talmente anni Ottanta da essere diventate irresistibili. (altro…)

Endometriosi, come viene e come si affronta

Pubblicato il 09 Dic 2019 alle 6:04am

L’endometriosi è stata definita come malattia dell’utero “fuori posto”. (altro…)

Carenza di ferro, 1 donna su 3 soffre nella vita fertile

Pubblicato il 30 Nov 2019 alle 7:21am

Una persona su 3 soffre di carenza di ferro, con o senza anemia: una condizione può essere anche molto debilitante e, se prolungata e non adeguatamente trattata, può portare a gravi conseguenze per la salute di chi ne è affetto. A causa di una sintomatologia aspecifica – affaticamento, pallore, fragilità alle unghie, perdita di concentrazione, irritabilità e, in alcuni casi, picacismo (desiderio di ingerire cose non commestibili come argilla e ghiaccio) sono i segnali più comuni – carenza marziale resta un problema poco conosciuto e sotto stimato, tralasciando le possibili implicazioni derivanti per la salute. (altro…)

Aids, Winnie Byanyima alla guida del programma delle Nazioni Unite. Per la prima volta una donna

Pubblicato il 21 Ago 2019 alle 8:00am

Sarà, per la prima volta una donna, alla guida del programma delle Nazioni Unite per la lotta contro l’Aids (Unaids): si tratta dell’ugandese Winnie Byanyima, che succede a Michel Sidibé dopo l’interim della svedese Anna Gunilla Carlsson. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres ha voluto la nomina di Byanyima “in un momento cruciale per la lotta all’Aids”, per la sua lunga esperienza sul campo. “La fine dell’Aids come minaccia per la salute pubblica entro il 2030 è un obiettivo che è alla portata del mondo, ma non sottovaluto la portata della sfida” ha dichiarato Byanyima subito dopo la nomina.

Con una formazione di ingegnere aeronautico e una lunga esperienza in campo politico e diplomatico, Byanyima è stata direttrice esecutiva dell’organizzazione non governativa Oxfam dal 2013 e prima aveva operato per sette anni nel Dipartimento Onu per l’uguaglianza dei sessi. A 30 anni era stata eletta all’Assemblea parlamentare ugandese. Si è poi occupata in seno all’Unione africana delle questioni contrattuali delle donne in Africa. Ha un master in ingegneria meccanica in materia di risparmio energetico e ambiente presso il Cranfield Institute of Technology nel Regno Unito e una laurea in ingegneria aeronautica conseguita a Manchester.

Protesi innovativa su una donna che non aveva più le braccia

Pubblicato il 07 Apr 2019 alle 7:10am

‘Per me è una nuova vita. Riesco oggi a mangiare da sola, a fare qualche faccenda domestica e tenere mio figlio per mano ma anche ad alzarmi semplicemente gli occhiali, cosa che prima non potevo fare”. Sorride e si commuove, Maria Maione, la donna che racconta ora con gioia, come la sua vita sia cambiata in seguito all’impianto protesico che ha ricevuto alcuni anni fa e che le ha restituito l’autonomia di entrambe le braccia.

A soli 26 anni, nell’aprile 2014, lei rimase vittima di un grave infortunio mentre lavorava nei campi a Benevento che le costò la perdita di entrambe le braccia: a destra a livello della spalla, a sinistra conservando un residuo dell’omero, corto ma estremamente mobile e forte.

Il trattamento innovativo, mai tentato prima, è stato illustrato nell’ambito dell’Innovation Village, il network degli innovatori che si è tenuto al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli e che ha visto presenziare ed intervenire oltre alla Maione, anche l’ingegnere Andrea Giovanni Cutti del Centro Protesi Inail, i chirurghi dell’Ausl della Romagna Guido Staffa e Maurizio Fontana, il direttore regionale Inail Campania Daniele Leone, il direttore centrale assistenza protesica e riabilitazione Giorgio Soluri.

Nel 2015 avvenne il primo trattamento protesico, secondo tecniche tradizionali, che però non fu facile da gestire. ”Il percorso nuovo è costituito da due interventi chirurgici più l’applicazione di due protesi costruite apposta per Maria per riuscire a darle l’autonomia di cui aveva bisogno – ha spiegato Andrea Giovanni Cutti responsabile ricerca applicata del Centro Protesi Inail – Tutto è nato ed è stato gestito dal centro protesi dell’Inail in collaborazione con Ausl Romagna e i nostri fornitori esterni”.

Il primo intervento chiamato Tmr (targeted muscle reinnervation) è consistito nel collegare i nervi che controllavano il braccio ai muscoli della spalla che, dopo l’amputazione, non venivano più utilizzati. In questo modo, la donna, pensando ai movimenti della mano, del polso e del gomito avrebbe potuto controllare, in modo intuitivo, le articolazioni artificiali della protesi sia per il braccio destro che per il sinistro. Questo intervento è stato realizzato nel 2017 nell’ospedale civico di Faenza, e ha riguardato entrambi gli arti ed eseguito dal dottore Guido Staffa dell’Ausl della Romagna con la collaborazione del collega Oskan Aszmann dell’Università Medica di Vienna. Il secondo è un intervento di ortopedia denominato ‘osteointegrazione’ effettuato sulla parte sinistra e, come avviene con gli impianti dentari, è consistito nell’inserire un perno direttamente nell’osso, con una parte che fuoriesce dalla pelle a cui collegare la protesi mioelettrica quando la si indossa. Una protesi non invasiva che consente la mobilità della spalla.

Milano: fermato 40enne romeno che ha rapinato e stuprato anziana in casa

Pubblicato il 30 Set 2018 alle 12:09pm

E’ stato arrestato dalla polizia l’autore della rapina e dello stupro subiti da una 70enne milanese il 21 settembre scorso nella sua abitazione ubicata nel quartiere Comasina. (altro…)

Rimosso un tumore ovarico grande come un uomo adulto, 60 kg per 90 cm di diametro

Pubblicato il 06 Mag 2018 alle 7:38am

E’ accaduto al Danbury Hospital, nello Stato americano del Connecticut, dove ci sono voluti dodici chirurghi e cinque ore di intervento per operare una paziente 38enne e toglierle un tumore ovarico che pesava sessanta chili e aveva raggiunto un diametro di novanta centimetri.

La donna, alla quale è stato tolto un tumore delle dimensioni di un uomo adulto, ha preferito rimanere anonima.

Il tumore di cui soffriva aveva iniziato a crescere nell’ovaia sinistra della paziente a novembre, aumentando di quattro chili ogni settimana. “I tumori mucinosi alle ovaie tendono a essere grossi – ha commentato Vaagn Andikyan – ginecologo oncologo del Western Connecticut Health Network che ha guidato il team di medici – ma casi di questo tipo sono incredibilmente rari. Potrebbe essere tra i dieci o venti tumori più grandi mai operati al mondo”.

Tecnicamente il tumore era benigno ed era rimasto confinato nella sola ovaia, ma le dimensioni mettevano a repentaglio la vita della donna che “non mangiava più, non camminava e c’erano rischi di complicazioni per il sistema venoso”. A tre mesi dall’operazione la donna sta meglio ed è tornata al suo lavoro di insegnante.

Agnocasto, il rimedio naturale per regolarizzare il ciclo mestruale e migliorare fertilità e buonumore

Pubblicato il 01 Apr 2018 alle 8:40am

L’agnocasto è un arbusto della famiglia delle Verbenacee ed è efficace nella regolazione del ciclo mestruale femminile. Ma se assunto da un uomo questo rimedio naturale gli fa perdere gli ardori sessuali, proprio come accadeva nel Medioevo che veniva coltivato nei monasteri per conservare la castità . (altro…)