droghe leggere

La Cassazione dice no a prodotti derivanti dalla coltivazione di cannabis

Pubblicato il 31 Mag 2019 alle 10:49am

Per la Cassazione, la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti “derivati dalla coltivazione della cannabis”, come olio, foglie, infiorescenze e resina. Lo stabilito le sezioni unite penali della suprema corte che così danno uno stop alla vendita, commercializzazione di ‘cannabis cosiddetta light’, che oramai si trovava sotto forma di caramelle, snack, panettoni, bibite e chi più ne ha più ne metta, non soltanto come prodotti a uso farmaceutici.

La commercializzazione di ‘cannabis sativa L’. e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell’ambito di applicazione della legge n.242 del 2016 che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapa” delle varietà per uso a fini medici, “pertanto integrano reato”, afferma la Cassazione nella sua massima sulla ‘cannabis light’, “le condotte di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della ‘cannabis sativa L.’, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante”. Saranno dunque i giudici di merito, di volta in volta, a valutare quale sia la soglia di ‘efficacia drogante’ che rientra nei ‘parametri’ del consentito.

Il verdetto emesso dalle Sezioni Unite si è concluso con l’annullamento con rinvio della revoca di un sequestro di prodotti derivati dalla cannabis, come chiesto in subordine dal Pg della Suprema Corte che si era espresso per l’invio degli atti alla Consulta, come prima indicazione.

Sulla Cassazione a proposito della cannabis “non sono sorpreso dalla sentenza, mi dispiace per i posti di lavoro, che spero possano essere riconvertiti. Ma è un messaggio chiaro, chiarisce una cosa ovvia, la droga fa male e ci si può divertire in modo diverso”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Dritto e Rovescio su Rete 4, ieri sera, commentando la sentenza avversa ai canapa shop, contro i quali il ministro dell’Interno aveva lanciato una durissima campagna di sesibilizzazione e battaglia in merito.

Studio europeo “Imagen”, bastano pochi spinelli per alterare il cervello dei ragazzi

Pubblicato il 16 Gen 2019 alle 7:13am

Bastano pochi spinelli per alterare la struttura del cervello nei ragazzi. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience dai ricercatori dell’Università del Vermont, negli Usa. Un anomalo incremento del volume della corteccia cerebrale, in corrispondenza di aree legate alle emozioni e alla memoria, è stato osservato per la prima volta in quattordicenni che avevano consumato cannabis occasionale.

Il risultato ottenuto dai ricercatori ora apre a nuovi interrogativi sulla legalizzazione della sostanza a scopo ricreativo. “A quanto pare basterebbe consumare solo uno o due spinelli per modificare i volumi della materia grigia in questi giovani adolescenti”, ha sottolineato lo psichiatra Hugh Garavan.

I ricercatori hanno infatti analizzato i dati relativi allo sviluppo cerebrale e salute mentale di adolescenti di Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Germania nell’ambito del progetto europeo “Imagen”. Lo studio in questione ha incluso 46 quattordicenni che avevano fatto uso di cannabis appena una o due volte in totale.

Dall’osservazione fatta gli specialisti si sono rilevati aumenti anomali di alcune aree della materia grigia che erano risultati essere sensibili ai cannabinoidi: le alterazioni più significative sono state riscontrate nell’amigdala (legata alla paura e altri processi emotivi) e nell’ippocampo (legato alla memoria e alle abilita’ spaziali).

La ricerca continua ora, in quanto, resta ancora da capire quali siano la portata e il significato di queste alterazioni strutturali.

Cassazione: pena ridotta per lo spaccio di droghe leggere, 9mila i detenuti che potranno richiederla

Pubblicato il 30 Mag 2014 alle 7:50am

Saranno circa 9mila, i detenuti che potranno uscire prima dal carcere. Lo ha deciso la Cassazione che ha stabilito che i condannati in via definitiva per spaccio lieve di sostante stupefacenti, anche con recidiva, potranno chiedere il ricalcolo della pena al ribasso, dopo due verdetti della Corte costituzionale. (altro…)