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Ecco dove si consumano più farmaci: troppi antibiotici e statine

Pubblicato il 21 Ott 2018 alle 6:17am

Secondo una recente indagine, sono troppi gli antibiotici che vengono consumati al Sud. Lo stesso dicasi per la vitamina D in tutta Italia, e un consumo in eccesso di statine in un gruppo di regioni del meridione.

Resta poi da approfondire la questione del consumo di farmaci cardiovascolari.

A dirlo è l’Agenzia Italiana del Farmaco che ha elaborato e reso noto per la prima volta online i Report regionali sul consumo dei farmaci in tutto il 2017.

Obiettivo principale dei rapporti è fornire ai referenti regionali uno strumento per la programmazione sanitaria e delle iniziative di formazione e informazione. I Report sono stati elaborati sulla base dei dati utilizzati per la stesura del Rapporto OsMed 2017: per ciascuna regione sono state presentate le analisi contenute nel Rapporto nazionale, ritenute di maggior impatto.

Ebbene “Le differenze che emergono, partendo dagli antibiotici, confermano un consumo diverso fra Nord e Sud, e già diversi studi – ha spiegato Francesco Trotta, coordinatore del gruppo di lavoro Osmed – fanno pensare ad una potenziale inappropriatezza. Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono le regioni con i consumi maggiori”.

Per le statine, la differenza viene considerata fra gli esperti da approfondire, ma le regioni che ne consumano di più sono la Campania, la Puglia, la Sardegna e le Marche.

Infine i farmaci generici: resta più netta la propensione dei pazienti delle regioni del Nord a scegliere un farmaco a brevetto scaduto, e per questo più economico, mentre per i farmaci biosimilari (i biologici a brevetto scaduto) la situazione è più che altro a macchia di leopardo.

Resistenza agli antibiotici, il primato all’Italia

Pubblicato il 14 Feb 2016 alle 7:05am

Durante un convegno patrocinato dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità si è parlato a lungo di resistenza agli antibiotici, il cui primato è detenuto sall’Italia.

Ma non solo, l’Italia rappresenta anche uno dei maggiori paesi consumatori di antibiotici in Europa (dopo solo la Grecia).

Un antibiotico su cinque viene adoperato in maniera inappropriata. Aspetto che provoca un ampio sviluppo di ceppi di batteri resistenti, per i quali è sempre pià difficile trovare il trattamento adeguato.

I livelli più elevati di antibiotico-resistenza sono maggiori al Centro – Sud, dove si attesta anche il più alto il consumo di antibiotici.

Le infezioni collegate all’assistenza intra-ospedaliera colpiscono ogni anno circa 284.000 pazienti (7% – 10% del numero di pazienti ricoverati) provocando la morte di circa 4.500-7.000.

Le infezioni più comuni sono la polmonite (24%) e del tratto urinario (21%).

Parlando di strategie per fronteggiare tale emergenza si cerca di puntare sull’accelerazione dello sviluppo di nuove molecole antibiotiche, al fine di renderle immediatamente accessibili ai pazienti, e l’attuazione di una sorta di “educazione antibiotica”, nonché l’utilizzo più adeguato degli antibiotici sia a livello privato sia a livello ospedaliero.

Attraverso un uso corretto di vaccini, un uso consapevole di antibiotici e una serie di regole di carattere generale nonché l’uso quotidiano di lcune che vanno dal lavaggio delle mani alla riduzione dell’utilizzo dei cellulari in ospedale, in quanto strumento “inconsapevole” di trasmissione batterica.