elezioni

Le quattro ipotesi per il nuovo esecutivo di Mattarella

Pubblicato il 13 Ago 2019 alle 5:51am

Al Colle, si palesano quattro possibili scenari. E dopo la fine della prima parte della crisi, sarà compito del presidente Sergio Mattarella, decidere quale proporre agli italiani.

La prima ipotesi è quella di un “governo di garanzia elettorale”. Come riporta la Stampa, si tratterebbe di un esecutivo di transizione, che avrebbe come fine quello di portare il Paese alle urne. Un governo elettorale, vista l’impossibilità di far fare la campagna come premier ai ministri. E allora si vocifera sui nomi che potrebbero reggere questa fase di transizione: nel toto nomine spiccano due ex presidenti della Corte Costituzionale, Valerio Onida e Giovanni Maria Flick, ma anche quello di Giovanni Tria. Non solo. Perché potrebbe essere ancora Giuseppe Conte a vedersi assegnato l’incarico. Il centrodestra, però, non approverebbe questa possibilità.

Un secondo esecutivo potrebbe essere quello “no Tax”, che resti in carica almeno fino a febbraio e scriva la legge di Bilancio, rispettando i parametri europei. Se venisse scelta questa ipotesi, il candidato premier più accreditato è Carlo Cottarelli.

Terza possibilità è quella di un “governo tecnico”, che prevede il voto a maggio 2020 e avrebbe in programma l’approvazione della legge di Bilancio, il taglio dei parlamentari e correzione della legge elettorale. In questo caso, il toto nomina si arricchirebbe di nomi: in lista, Elisabetta Casellati, presidente del Senato, e Roberto Fico. Ma anche la vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia.

Infine, l’ultima ipotesi è quella di un accordo politico e il governo così formato resterebbe in carica fino al 2022. E il futuro premier più gettonato, sarebbe Mario Draghi, che a novembre lascerà la guida della Bce o ancora Giuseppe Conte.

Elezioni Abruzzo: vince il Centro Destra. Lega primo partito

Pubblicato il 11 Feb 2019 alle 11:11am

Il Centrodestra vince le elezioni regionali in Abruzzo, con un boom della Lega superiore alle previsioni. Sostanziale tenuta del Centrosinistra come coalizione (non bene il Pd come partito) e risultato nettamente deludente per i 5 Stelle. E’ la sintesi di quanto accaduto alle elezioni regionali in Abruzzo.

L’Abruzzo è ora la settimana regione italiana controllata dal Centrodestra insieme al vicino Molise, alle regioni del Nord (Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia) e Sicilia.

Marco Marsilio è il nuovo governatore, una vittoria schiacciante per il Centrodestra il cui candidato ottiene quasi il 48,02% dei voti.

A seguire Giovanni Legnini (Centrosinistra allargato) molto distanziato, il 31,45%.

Poco sopra il 20%, con il 20,05%, il candidato pentastellato Sara Marcozzi.

Nel dettaglio: la Lega di Matteo Salvini diventa il primo partito in Abruzzo con il 26% delle preferenze (i più ottimisti del Carroccio parlavano alla vigilia del 25). Vero e proprio balzo in avanti rispetto alle Politiche quando aveva ottenuto il 13,8%. M5S in caduta libera dal 39,85% del 4 marzo 2018 al 18% circa. Il Pd scende dal 13,82% al 12% circa. Forza Italia sotto il 10% e rispetto alle Politiche (14,44%) perdendo circa cinque punti. Bene Fratelli d’Italia, oltre il 5%, leggermente in crescita sulle elezioni del 4 marzo (5,03%).

Michela Vittoria Brambilla da’ vita al Movimento Animalista

Pubblicato il 21 Set 2017 alle 8:29am

«In un Paese dove si ferma tutto, solo la caccia non si ferma mai. Rifletta il ministro Galletti e attivi i poteri del governo per sostituirsi all’inerzia delle Regioni e sospendere in extremis la stagione venatoria». (altro…)

Referendum costituzionale, il NO in vantaggio di 8 punti

Pubblicato il 23 Ott 2016 alle 7:39am

Il Corriere della Sera riporta i risultati di un sondaggio IPSOS sul referendum costituzionale che vede il ‘no’ in vantaggio di otto punti, grazie al risultato del voto dei giovani, che in larga maggioranza sono per il rifiuto del quesito.

I numeri di Ipsos rivelano anche che è ancora alto il numero degli indecisi e degli astenuti, mentre il ‘no’ prevale tra gli uomini rispetto alle donne e nella fascia d’età tra i 35 e i 49 anni.

Il ‘sì’, invece, prevale solo nella fascia dei 65 anni e oltre mentre i 50-64enni sono quelli con il maggior tasso di indecisione.

E per quanto riguarda il titolo di studio, il sì avrebbe la meglio tra i laureati mentre il no tra i diplomati, mentre la maggior parte di chi ha la licenza elementare non ha proprio intenzione di andare a votare.

Facendo riferimento invece alle aree geografiche, il no è più diffuso al nord-est e al centro-sud. Mentre il ‘Sì’ prevale tra pensionati e ceti elevati (30%).

I ceti più colpiti e indifesi scelgono il ‘No’. Operai e disoccupati si schierano contro la riforma (33 e 31%), seguiti dagli studenti.

I cattolici osservanti si schierano per il Sì (e d’altronde alcune organizzazioni si sono apertamente espresse in questo senso), a differenza dei saltuari e dei non credenti. Infine, fortissime le differenze nei segmenti politici: la sinistra massicciamente orientata per il No, il centrosinistra (e il centro) orientati per il Sì, il centro destra per il ‘No’.

Bufera su Trump, diffuso video sessista: rischia di essere sostituto dal repubblicano Pence

Pubblicato il 08 Ott 2016 alle 11:14am

“E’ una cosa orribile. Non possiamo permettere che quest’uomo diventi presidente” ha dichiarato Hillary Clinton su Twitter commentando il video pubblicato dal Washington Post in cui Donald Trump usa frasi sessiste nei confronti delle donne. (altro…)

Elezioni Londra, vince il sindaco musulmano Sadiq Khan

Pubblicato il 07 Mag 2016 alle 10:26am

La città di Londra sceglie un sindaco musulmano, Sadiq Khan. Un deputato laburista di 45 anni, ex avvocato dei diritti umani e figlio di immigrati.

Suo padre era autista degli autobus rossi che simboleggiano appunto la capitale inglese.

Nato da pachistani immigrati nel Regno Unito a fine anni ’60 (padre autista, madre sarta), musulmano praticante ma laico, ex avvocato dei diritti umani, Khan ha coronato il suo sogno passando alla guida di una delle più cosmopolite capitali d’Europa, grazie alla sua lunga carriera politica cominciata quando aveva trent’anni con l’elezione ai Comuni e proseguita con i primi incarichi di governo: fino alla nomina a sottosegretario agli Enti Locali e poi ai Trasporti nel gabinetto di Gordon Brown, l’ultimo a guida Labour nel Paese. Sposato con una sua ex collega sempre avvocato, Saadiya, Khan ha due figlie, oggi adolescenti.

E’ appassionato degli sport più tradizionali del regno ed è tifoso sia del Liverpool sia del Surrey County Cricket Club.

Le sue origini affondano in case popolari di Henry Prince, nel quartiere di Wandsworth, dove – quinto di otto figli, sette maschi e una femmina – è cresciuto con la famiglia: dieci persone in un appartamento di tre stanze. Un passato di lavoro e di riscatto di cui ne va fiero: “Si riparte dal luogo in cui sono cresciuto – ha twittato ieri da lì – per mettere riparo alla crisi degli alloggi creata dai Tory”.

Trivelle, referendum del 17aprile, ecco cosa cambia

Pubblicato il 17 Apr 2016 alle 6:35am

Oggi Domenica 17 aprile i cittadini italiani saranno chiamati al voto in occasione del referendum sulle trivellazioni in mare, indetto in seguito alla richiesta di dieci Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto), poi scese a nove dopo il ritiro dell’Abruzzo. Si vota dalle 7 di mattina alle 23 di sera. (altro…)

Elezioni: corsa al Campidoglio, Irene Pivetti sarà la capolista della Lega

Pubblicato il 08 Apr 2016 alle 6:17am

L’investitura alla capolista della Lega per la corsa al Campidoglio arriva direttamente dal leader del Carroccio Matteo Salvini in una conferenza stampa, giovedì mattina, alla Camera: si tratterebbe di Irene Pivetti. (altro…)

Hillary Clinton stravince in South Carolina e sfida Donald Trump: “Giù tutti i muri”

Pubblicato il 28 Feb 2016 alle 10:56am

Hillary Clinton ha vinto le primarie democratiche in South Carolina. L’ex First lady Usa ha ottenuto ben il 73,5% delle preferenze conquistando 39 delegati mentre il suo principale avversario, Bernie Sanders, si è aggiudicato il 26%, con 14 delegati.

“Altro che costruire muri, dobbiamo buttare giù tutte le barriere”, ha commentato a caldo la Clinton riferendosi al favorito per la nomination repubblicana, Donald Trump.

Il quale le ha replicato “Non dobbiamo far tornare l’America Grande, l’America già lo è”.

Vittorio Sgarbi: “Potrei candidarmi come sindaco di Milano, Bologna o Trieste”

Pubblicato il 25 Gen 2016 alle 7:00am

”Potrei candidarmi a sindaco di Milano, Bologna o Trieste. Ne ho parlato anche con Berlusconi, vediamo come vanno le primarie di Milano, e quali saranno i sondaggi”.

Questo l’annuncio fatto ieri da Sgarbi, che per ora ha “congelato” le dimissioni da assessore alla Rivoluzione al comune di Urbino.

”Una proposta la mia che potrebbe far bene anche al centrodestra”, ha aggiunto il critico d’arte.

”Trieste – osserva Sgarbi parlando con l’ANSA – sarebbe la sfida più divertente; Bologna la più pericolosa, perché c’è una logica consolidata di voto a sinistra; Milano la città di maggior peso. A Milano peraltro ho fatto l’assessore per due anni, ho lavorato con Sala all’Expo”.

Nelle prossime settimane la decisione di candidarsi con una propria lista a sindaco.