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Endometriosi, la diagnosi precoce è fondamentale. Donne in difficoltà durante il Covid

Pubblicato il 20 Nov 2020 alle 6:20am

Con la pandemia aumentano le difficoltà per le donne che soffrono di endometriosi, malattia che può essere a volte anche invalidante. L’APE Associazione Progetto Endometriosi è in prima linea per aiutarle, ma serve ancora molto di più, da fare.

In Italia sono circa 3 milioni le donne che soffrono di endometriosi, una malattia complessa, talvolta invalidante, ancora poco conosciuta, per la quale non esistono cure definitive e spesso diagnosticata in ritardo. Una malattia che può provocare danni gravissimi, incidendo su organi vitali come i reni, ureteri, vescica, intestino e compromettendo la fertilità. Per la maggior parte ad essere coinvolte sono giovani donne – la fascia d’età più colpita è infatti quella tra i 25 e i 35 anni – che fanno fatica a ricevere la necessaria diagnosi che possa portare a cure mirate e indispensabili. Una malattia che ha origine dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, chiamato endometrio, in altri organi (ad esempio ovaie, tube, peritoneo, vagina e nei casi più gravi anche intestino e vescica), che crea dolori fortissimi, soprattutto durante il ciclo mestruale, e sofferenze fisiche acute – e di conseguenza anche psicologiche -, limitando la vita quotidiana, i rapporti interpersonali e di coppia. Secondo alcuni studi, una donna malata di endometriosi deve assentarsi dal lavoro per 5 giorni al mese e il 14% di queste donne perde il lavoro.

Se la salute è la priorità per gran parte delle persone, soprattutto in questo periodo storico, e con la pandemia le attenzioni sul settore della sanità sono altissime, si rischia che il Covid metta in secondo piano le altre patologie, principalmente quelle, come l’endometriosi, che non sono ancora considerate come prioritarie dal sistema sanitario nazionale. I tempi di attesa per avere una visita specialistica, già lunghissimi prima del Covid – è stato stimato che una donna aspettava sei mesi in media prima di poter avere un appuntamento – sono in aumento, degenerando una situazione in cui la tempistica è fondamentale. Per questo l’APE – Associazione Progetto Endometriosi che mette insieme pazienti di tutta Italia – lavora per creare consapevolezza sulla malattia e per limitare i danni che l’endometriosi genera, portando all’attenzione la necessità della diagnosi precoce.

«Conoscere l’endometriosi significa ridurre il tempo diagnostico e intervenire tempestivamente, preservando la salute e la fertilità della donna», spiega Annalisa Frassineti, presidente di APE.

Oltre ai tempi lunghi per trovare un centro o uno specialista che possa garantire diagnosi e monitoraggio della patologia indicandone le cure – in diverse regioni italiane non esistono centri specializzati e le donne spesso devono percorrere migliaia di km per trovarli -, le persone con endometriosi non vedono riconosciuti i diritti che dovrebbero spettare a chi soffre di una malattia tanto grave. Solo le donne considerate agli stadi più gravi possono ricevere alcune prestazioni sanitarie gratuitamente, come le visite di controllo ogni sei mesi, seppure ci siano ancora lacune da colmare. Dal 2017 l’endometriosi è stata infatti inserita tra i livelli essenziali di assistenza (Lea) come malattia cronica invalidante, ma solo relativamente ai casi più avanzati, cioè quelli considerati al 3° o 4° grado. Le altre donne non hanno forme di tutela e possono arrivare a spendere fino a 2.500 euro l’anno per curarsi.

Come evidenziato dall’Associazione Progetto Endometriosi, per aiutare queste pazienti diventa fondamentale tracciare la malattia ed intervenire in modo specifico. Il Registro nazionale di patologia istituito nel 2017 per raccogliere tali dati non è ancora attivo e dunque non è neanche chiaro il numero delle donne affette da endometriosi. In Emilia Romagna, dove c’è un registro regionale, sono stati attivati dei percorsi diagnostici assistenziali, i quali, attraverso la collaborazione di ospedali, consultori e centri specializzati, puntando sulla formazione e l’informazione, rendono più veloci le diagnosi e dunque anche le cure.

Sul sito dell’APE – www.apendometriosi.it – ci sono tutte le informazioni utili e i progetti, per aiutare concretamente le donne affette da endometriosi e per entrare a far parte della rete nazionale.

Endometriosi, come viene e come si affronta

Pubblicato il 09 Dic 2019 alle 6:04am

L’endometriosi è stata definita come malattia dell’utero “fuori posto”. (altro…)

Lombardia, endometriosi: un nuovo decreto regionale per la cura delle pazienti

Pubblicato il 11 Lug 2018 alle 6:05am

La Regione Lombardia interviene sull’assistenza delle circa 160.000 donne che soffrono di endometriosi. Una malattia infiammatoria cronica che colpisce le donne in età fertile, causa di forti dolori addominali e spesso anche infertilità. (altro…)

Giornata mondiale Endometriosi: uno sguardo positivo verso il futuro grazie alla procreazione medicalmente assistita

Pubblicato il 24 Mar 2018 alle 5:45am

Il mese di Marzo è il mese della consapevolezza dell’endometriosi che quest’anno culminerà oggi, sabato 24 con la Giornata Mondiale, istituita per sensibilizzazione della popolazione sulla malattia. (altro…)

Arrivano i nuovi Lea: procreazione, eterologa rimborsata dal SSn

Pubblicato il 14 Gen 2017 alle 6:17am

Un passaggio definito storico dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, quando ieri ha annunciato la firma del decreto da parte del presidente del Consiglio Gentiloni, in convalescenza al Policlinico Gemelli di Roma, per i nuovi Lea: i livelli essenziali di assistenza, le prestazioni sanitarie obbligatorie per tutte le regioni che non venivano rinnovate da 15 anni e che ora saranno erogate in forma gratuita. (altro…)

Endometriosi, il ministro Lorenzin annuncia: “Terapie esenti dal ticket e inserite nei nuovi Lea”

Pubblicato il 20 Mar 2016 alle 7:00am

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha dichiarato ieri sulla sua pagina Facebook “Sono molto felice di poter dire oggi che è la Giornata mondiale dedicata all’endometriosi che l’impegno che avevamo preso un anno fa con tutte le donne è stato mantenuto e che la promessa fatta è diventata realtà. Con la conclusione dell’iter di aggiornamento dei nuovi Lea, questa patologia rientrerà infatti nell’elenco delle malattie croniche invalidanti che danno diritto all’esenzione”.

“Colgo anche questa occasione – ha proseguito la Lorenzin – per dire a tutte le donne che ogni giorno si confrontano con questa malattia, e sono tante, in Italia si stima siano più di tre milioni, che sono loro vicina, come ministro e come donna”.

“Sin dall’inizio del mio mandato ho posto grande attenzione a questa patologia che è spesso di difficile diagnosi e che oltre a provocare grandi sofferenze compromette la vita di relazione di chi ne è colpita e mette anche a rischio la sua fertilità. Proprio per dare una risposta concreta ai bisogni assistenziali connessi a questa malattia ho voluto che fosse inserita nei nuovi Lea e le ho dedicato una specifica attenzione anche nel Piano nazionale per la fertilità”.

“In questa Giornata – ha concluso il ministro – vorrei quindi che tutte le donne ammalate di endometriosi sappiano che non sono sole, che il ministro della Salute si occupa delle loro problematiche assistenziali, della loro salute”.

Gb, ragazza sanguina da occhi e da più parti del corpo: i medici non capiscono il perché

Pubblicato il 17 Mar 2016 alle 8:00am

Marnie-Rae Harvey, 17 anni, è dal marzo 2013 che ha iniziato a perdere sangue da un occhio e, col tempo, le emorragie si sono manifestate anche dal naso, dalle gengive, dalle unghie e dal cuoio capelluto. In pratica, qualsiasi cosa sfiori, anche con un polpastrello, sul proprio corpo inizierebbe a sanguinare.

Per prima cosa si è pensato a una delle tante forme di leucemia e si sono eseguiti gli opportuni esami ma i risultati lo hanno escluso.

Le ricerche sono continuate. I genitori di Marnie l’hanno portata anche all’estero e alla fine l’unica diagnosi è stata quella di un problema al sistema immunitario.

Un disturbo, che tutt’oggi viene ancora definito “misterioso”. Nessuna ferita, problemi di coagulazione, né disfunzioni della ghiandola lacrimale sebbene i sintomi parlino di forte debolezza e vertigini.

Ulteriori esami sono previsti tra marzo e aprile, con l’utilizzo di terapie che portano alla menopausa con la speranza che possa trattarsi di una forma anomala e unica al mondo di endometriosi, e pertanto curarla.

Con un trattamento non è esente da pesanti effetti collaterali. Nel 70% dei casi la sterilità.

Endometriosi: grazie ad un test del sangue, diagnosi e cura precoce

Pubblicato il 30 Nov 2014 alle 12:39pm

Basterà, d’ora in poi, fare delle semplici analisi del sangue per capire se una donna soffre o meno di endometriosi. Ad affermarlo è uno studio che è stato condotto dalla Fondazione Italiana Endometriosi cui risultati della ricerca sono stati pubblicati su J.Cell.Physiol. (altro…)

Giornata Mondiale Endometriosi, dal Ministero fondi per migliorare le condizioni di vita delle donne affette

Pubblicato il 13 Mar 2014 alle 1:52pm

Il 30-40% dei casi di infertilità femminile è riconducibile all’endometriosi, una patologia che affligge circa 3 milioni di donne in Italia e 14 milioni in tutta Europa. (altro…)

Endometriosi: possibile rimozione dall’ovaio senza rischi per la salute

Pubblicato il 07 Feb 2012 alle 10:48am

Rimuovere l’endometriosi dall’ovaio è ora possibile senza arrecare danni alla salute della donna. A spiegarlo è uno studio italiano condotto dai ginecologi dell’Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma, che si è concentrato su un intervento in caso di cisti ovariche senza comprometterne la fertilità delle donne. (altro…)