errore sanitario

Si sottopone alla chemio per 5 anni, ma scopre che si tratta di vasculite

Pubblicato il 22 Nov 2018 alle 8:20am

Si sottopone per 5 lunghi anni a pesanti cicli di chemioterapia per curare una grave e rara forma di tumore al polmone ma il suo quadro clinico non accenna a migliorare, fino alla sconcertante ed incredula scoperta. (altro…)

Infermiera lascia il phon acceso vicino a un neonato, amputata gamba al piccolo

Pubblicato il 11 Giu 2018 alle 8:13am

I medici del Xincai Maternity and Child Health Care Hospital, di Zhumadian, in Cina, sono stati costretti ad amputare la gamba di un neonato di soli quattro giorni dopo che un’infermiera ha lasciato un asciugacapelli acceso vicino al suo minuscolo arto per quasi due ore. Il piccolo, nato prematuramente di 36 settimane, ha subito gravissime ustioni ed è stato subito sottoposto all’intervento chirurgico.

Come documentano anche alcuni filmati delle telecamere a circuito chiuso, l’orribile incidente è avvenuto dopo che un’infermiera ha asciugato con il phon tre neonati che erano stati appena lavati.

Nel video, rilasciato dalla stazione televisiva cinese Henan Metropolitan News Channel, si vede il membro del personale che mette da parte l’asciugacapelli prima di allontanarsi. Nella stanza c’è anche un’altra infermiera che porta avanti altri compiti nella stanza, apparentemente inconsapevole di quello che sta accadendo. L’apparecchio soffia aria calda sulla gambina sinistra del bambino per ore. La pelle del bambino ha subito ustioni tali da rendere inevitabile l’amputazione della gamba.

Le due infermiere ritenute responsabili dell’incidente, avvenuto il 14 dicembre 2017, sono state licenziate dall’ospedale e la direzione ha rilasciato scuse alla famiglia del piccolo di appena 4 giorni. “Se avesse prestato attenzione ai bambini e rapidamente rimosso il phon, mio figlio avrebbe avuto solo ustioni minori” ha detto a Henan Metropolitan News Channel il padre del neonato. Wan Yunfeng, il vice direttore dell’ospedale, ha assicurato che il nosocomio coprirà con 610.000 yuan (£ 71.000) le spese mediche per le cure del piccolo.

Ora la famiglia del neonato chiede di essere risarcita per riuscire a provvedere al futuro del bimbo.

Morta donna per trasfusione di sangue infetto, famiglia riceve risarcimento danni per 700 mila euro

Pubblicato il 28 Mag 2018 alle 6:47am

E’ stata uccisa da una trasfusione di sangue infetto, i giudici della Corte d’Appello di Venezia hanno condannato il Ministero della Salute a risarcire la famiglia della donna con 700 mila euro di euro.

La vittima M.G. di Cadoneghe è deceduta all’età di 42 anni il 4 giugno del 2007 dopo un calvario lungo decine di ricoveri. Malata fin da quando ero bambina di talassemia, aveva bisogno di continue trasfusioni del sangue per restare in vita.

La donna, nata nel 1965 a Padova, all’età di vent’anni è stata contagiata dall’epatite C. Si era sottoposta a una trasfusione di sangue in una delle strutture dell’Azienda ospedaliera di Padova ma una delle sacche, molte provenienti dai paesi dell’Est Europa, non era stata sottoposta ad un adeguato controllo clinico.

Ecco allora che è accaduto l’irreparabile.

Elisa Bedin, morta a 29 anni dopo atroci sofferenze per la donazione di un polmone infetto

Pubblicato il 22 Mag 2018 alle 11:42am

Il Giornale di Vicenza scrive della dolorosa vicenda di Elisa Bedin (morta a 29 anni) e della lotta fatta dai suoi genitori affinché giustizia venisse fatta. A causa di un madornale errore sanitario.

I familiari della giovane vicentina deceduta in seguito a mesi di sofferenze nel 2012, ha deciso di denunciare ora quanto accaduto alla loro congiunta. Per sei anni papà Gilio, mamma Rosanna e la sorella Lara hanno tentato di ricostruire la verità, tentando di capire cosa realmente fosse accaduto a quella giovane in seguito al trapianto di polmone.

Ebbene, secondo la ricostruzione dei fatti, fatta dai suoi cari, Elisa ha vissuto un vero e proprio calvario negli ultimi mesi della sua vita. Prima malata di fibrosi cistica fin dalla nascita, nel 2011 si era sottoposta a un trapianto di polmoni. Un trapianto riuscito secondo i medici che l’hanno operata, senza nessun intoppo, ma che spiegano i familiare della giovane “Ci ha portato via nostra figlia dopo mesi di sofferenze, per un errore in sala operatoria”.

La famiglia di Elisa Bedin, risiede a Valmarana di Altavilla, nella provincia di Vicenza.

La vicenda si è ora conclusa con un risarcimento da parte dell’ospedale perché dai referti è emerso quello che loro temevano. Uno dei polmoni che loro figlia aveva ricevuto proveniva da una donatrice in fase terminale. Era compatibile ma “ricoperto di sostanza purulenta”. Questo avrebbe causato una infezione fulminea nel corpo della ventinovenne che poi è deceduta dopo tantissime sofferenze.