esami da fare

Tumore del rene, un’ecografia per la prevenzione

Pubblicato il 13 Mar 2020 alle 6:30am

Un’ecografia fatta una volta l’anno può essere una misura efficace per cercare di controllare i calcoli renali e fare anche prevenzione contro il cancro al rene. A dirlo, il professor Pierfrancesco Bassi, urologo, direttore dell’unità clinica di urologia e nefrologia del Policlinico Gemelli di Roma. “La colica renale è il primo segno rilevatore della presenza di un calcolo – spiega Bassi – Oggi si può risalire con facilità alle cause che lo hanno generato e identificare i fattori di rischio che portano all’insorgenza della calcolosi”. “Se in famiglia qualcuno ha avuto i calcoli”, prosegue l’urologo, “bisogna fare un’ecografia una volta all’anno”. L’uso di questa diagnostica, tra l’altro, ha fatto raggiungere successi nella lotta contro il cancro, visto che ha “portato a scoprire i tumori del rene quando sono piccoli e curabili”. Un corretto stile di vita, come smettere di fumare, sono fattori essenziali per prevenire il tumore alla vescica. Oggi in urologia esistono molti strumenti che permettono di fare diagnosi e prevenzione precoce: oltre all’analisi dei valori del Psa (un enzima prodotto dalla prostata), ci sono anche l’ecografia transrettale e la risonanza magnetica prostatica multiparametrica. “Il Psa è ciò che guida la diagnosi precoce”, spiega, come la risonanza prostatica oggi veda gli italiani “leader del settore” a livello internazionale.

Gravidanza, come scoprire l’ovaio policistico

Pubblicato il 12 Feb 2020 alle 8:16am

L’ovaio policistico si presenta quando vi è una grande presenza di follicoli inattivi, di ridotte dimensioni, che vengono chiamati micro-cisti. L’origine di questa condizione ha carattere ginecologico, non ormonale e può essere agevolmente accertata mediante una semplice ecografia. Secondo le recenti ricerche, una donna su quattro, soprattutto in un range d’età fra i 20 e i 30 anni – soffre di ovaio policistico. In alcuni casi questa condizione può comportare difficoltà nell’ovulazione o ritardi nel ciclo.

Qualora questi episodi si verifichino, appare opportuno rivolgersi subito ad imo specialista per valutare la condizione complessiva dell’apparato riproduttore.

Brufoletti, peluria sul volto, disturbi al ciclo mestruale, che può diventare assente, irregolare o scarso, irritabilità, sono questi i sintomi principali per una diagnosi certa e reale.

Tuttavia, la diagnosi dell’ovaio policistico non può essere solo clinica, ma si può avvalere anche di alcuni esami.

E’ necessario ricorrere a un dosaggio ormonale e ecografia. I primi sono eseguiti attraverso un prelievo e un esame del sangue, per valutare il livello ematico di androgeni, la seconda, un’ecografia transvaginale, che serve per visualizzare l’aspetto delle ovaie e le loro dimensioni.

La sindrome delle ovaie policistiche è una delle principali cause dell’infertilità femminile, a causa dei livelli anomali di FSH, LH, prolattina e testosterone causati da questa patologia.

l’eccesso di insulina possa essere una delle cause prevalenti della sindrome delle ovaie policistiche determinando un aumento della produzione di androgeni e interferendo, in questo modo, con la capacità di ovulare. Si è evidenziato, inoltre, come questa patologia sia riscontrata prevalentemente in donne con un basso grado di infiammazione. Questa condizione ha come conseguenza la stimolazione nella produzione di androgeni. Su questa patologia, inoltre, influisce anche il fattore ereditario: dal punto di vista statistico, infatti, una rilevante percentuale di donne affette da PCOS ha una storia familiare connessa a questa patologia.

Una volta effettuata la diagnosi, qualora non sussistano problematiche rilevanti, non è necessario alcun trattamento terapeutico, ma è necessario regolarizzare il proprio stile di vita, ad esempio prediligendo alimenti a basso contenuto di zuccheri. Qualora, invece, si rilevi una connessione fra la diagnosi e la persistenza di rilevanti problemi di salute, il primo passo è generalmente diretto ad affrontare i singoli sintomi che si sono venuti a manifestare nel corso del tempo. Innanzitutto, qualora venga riscontrata amenorrea od oligomenorrea, appare opportuno un trattamento farmacologico con somministrazione di estrogeni e progestinici, che possano consentire una diminuzione degli androgeni. In alcuni casi, soprattutto qualora vengano riscontrati elevati livelli di glucosio, il medico può prescrivere anche la metformina – utilizzata generalmente per il diabete di tipo 2 -, che può comportare effetti positivi sulla regolarità delle mestruazioni. Qualora la sindrome delle ovaie policistiche sia correlata ad una difficoltà nel rimanere incinta, il medico può ritenere opportuno un trattamento farmacologico a base di FSH e LH a supporto dell’ovulazione.

Apnee notturne: cosa sono, cause ed esami

Pubblicato il 16 Nov 2018 alle 6:09am

Le apnee notturne sono interruzioni della respirazione, anche di diversi secondi, dovute all’ostruzione delle vie respiratorie superiori. Smettere ripetutamente di respirare nel corso della notte ha degli effetti secondari sul corretto funzionamento dell’organismo; nel breve periodo determina sonnolenza, cefalea e riduzione dell’attenzione, ma a lungo andare causa anche seri danni alla salute complessiva. (altro…)

Esami gratuiti in gravidanza, ecco quali sono

Pubblicato il 09 Mag 2017 alle 9:56am

Il Ministero della Salute ha aggiornato la lista degli esami gratuiti che vengono offerti alle donne in gravidanza dal Servizio Sanitario Nazionale.

Per ottenere le prestazioni è necessaria un’impegnativa con il codice di esenzione per la gravidanza, rilasciata dal medico di base, ginecologo del consultorio familiare o ospedale. Con questa richiesta ci si può sottoporre agli esami richiesti, pubblici o convenzionati.

PRIMO TRIMESTRE – Per la diagnosi prenatale viene offerto a tutte le donne il test combinato con un prelievo di sangue materno e ecografia per valutare la translucenza nucale. L’amniocentesi e la villocentesi rimangono gratuite solo per le donne che, indipendentemente dalla loro età, hanno un rischio aumentato, rilevato attraverso il test combinato o dovuto a condizioni familiari. Un Pap-test viene offerto alle donne di età superiore ai 24 anni, che non lo hanno eseguito negli ultimi 3 anni, come previsto dai programmi di screening del Servizio Sanitario Nazionale. Un esame colturale delle urine viene offerto per identificare infezioni renali che potrebbero causare complicanze durante la gravidanza. Poi la ricerca, per le donne a rischio, degli anticorpi di alcune malattie che si possono trasmettere attraverso i rapporti sessuali (Gonorrea, Clamydia, Epatite C).

SECONDO TRIMESTRE – Un esame più approfondito (curva da carico con 75 grammi di glucosio ) al quarto e al sesto mese di gravidanza, è gratuito per le donne a rischio diabete.

TERZO TRIMESTRE – Tampone vaginale per tutte le donne per la ricerca del batterio (Streptococco β emolitico gruppo B ) causa di gravi infezioni neonatali. In caso di risposta positiva , anche la somministrazione di una terapia antibiotica per previene il rischio di infezione del neonato. L’ecografia del terzo trimestre non è più gratuita per tutte le donne, ma esclusivamente per quelle per le quali il medico identifica una patologia materna o fetale per cui è importante eseguire un esame ecografico.

Fegato grasso, attenzione alla troppa carne rossa

Pubblicato il 30 Apr 2017 alle 7:08am

Un’assunzione eccessiva di carne e di proteine animali può contribuire a causare il fegato grasso. A dare l’allarme alcuni studiosi di Rotterdam che stanno portando avanti uno studio su oltre tremilaquattrocento soggetti con un’età media di settantuno anni.

L’attenzione verso il fenomeno del fegato grasso sia emersa piuttosto di recente. In passato, infatti, tale situazione tendeva a non generare preoccupazione mentre oggi la si ritiene una delle cause principali di alcune malattie croniche del fegato stesso.

In particolare, della cirrosi epatica ma anche di patologie cardiovascolari.

Nella fase iniziale, non si hanno quasi mai dei sintomi. I fastidi vengono poi avvertiti soprattutto in presenza di steatosi epatica, ossia un accumulo eccessivo di grasso, che fa avvertire un senso di fastidio nella parte destra dell’addome. In caso di disturbo oppure ogni qualvolta si noti qualcosa di anomalo è sempre opportuno rivolgersi ad uno specialista, che in questo caso, consiglierà gli esami da fare, in primis un’ecografia addominale.

Altra raccomandazione importante, consigliano gli esperti, è quella di curare la propria alimentazione e di svolgere attività fisica.

Una dieta equilibrata che deve essere anche varia, evitando abusi di carne (soprattutto rossa) e proteine di originale animale.

Perché, aumentano il rischio di fegato grasso e appesantiscono l’attività renale.

Tiroide, ecco quali sono le analisi per il controllo del suo funzionamento

Pubblicato il 27 Mar 2017 alle 7:09am

In Italia le malattie legate al malfunzionamento della tiroide sono in netto aumento. Se qualcosa non funziona a risentirne è tutto il corpo, essendo responsabile del controllo del metabolismo e delle sue funzioni principali.

Un controllo specialistico e un esame del sangue possono prevenire le complicanze cardiovascolari, ossee e metaboliche che anche solo una lieve disfunzione tiroidea, se non riconosciuta o adeguatamente trattata, potrebbe determinare.

La tiroide, ghiandola endocrina situata alla base del collo, produce due tipi di ormoni: l’ormone tiroxina chiamato anche T4 e l’ormone triiodotironina chiamato anche T3.

Questi due ormoni lavorano insieme al mantenimento dell’equilibrio e della crescita del nostro organismo oltre che allo sviluppo dell’energia.

Ebbene, quando questi ormoni vengono a mancare l’organismo si ‘spegne’ procurando così un senso di affaticamento (come nel caso dell’ipotiroidismo) o, al contrario, se la loro produzione in eccesso (è il caso dell’ipertiroidismo) causa una grande, eccessiva, sferzata di energia.

Per questo, già dai primi campanelli d’allarme è bene rivolgersi subito al medico di famiglia che prescriverà subito gli esami del caso e se necessario un maggior approfondimento presso un endocrinologo che saprà interpretare e investigare eventuali risultati poco chiari.

Esame della tiroide

E’ un esame che consiste semplicemente in un prelievo del sangue, rigorosamente a digiuno, rivolto a testare i livelli di TSH l’ormone che stimola la tiroide a produrre gli ormoni T3 – T4, di cui parlavamo prima. Se il TSH è ridotto, significa che la ghiandola sta funzionando troppo (ipertiroidismo). In caso contrario, se presenta valori elevati, la tiroide sta lavorando troppo poco (ipotiroidismo). Alle analisi di laboratorio spesso viene affiancata anche una ecografia tiroidea come approfondimento per avere una diagnosi più precisa.

Gli esami utili per diagnosticare l’ipotiroidismo (carente produzione di ormoni) o l’ipertiroidismo (eccessiva produzione di ormoni) sono:

Il dosaggio dell’ormone triiodotironina (T3) Il dosaggio dell’ormone tiroxina (T4) Il dosaggio della parte libera dell’ormone T3 e dell’ormone T4 chiamato rispettivamente FT3 (Free T3) e FT4 (Free T4) L’analisi del TSH o ormone tireotropo L’analisi degli anticorpi anti-tireoglobulina (anti-TG) o degli anticorpi antitireoperossidasi (anti-TPO) chiamati anche anti-microsomi.

Per quanto riguarda i costi, se volete effettuare questi esami del sangue, il ticket ammonta a somme differenti a seconda dell’esame prescritto:

T3 (triodotironina libera) con ticket € 9,50 T4 (toroxina libera) con ticket € 9,50 TSH (Ormone Tireotropo) con ticket € 8,44