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La grigliata fa male alla salute? Come evitare i possibili danni cancerogeni

Pubblicato il 04 Lug 2019 alle 7:13am

La grigliata è una tradizione ma bisogna stare molto attenti ai possibili danni. Quando si fa un barbecue infatti la cottura della carne può provocare la formazione di sostanze cancerogene: lo ricorda anche l’American Institute for Cancer Research, secondo cui con alcuni accorgimenti possono ridurre i danni sull’organismo. Vediamo quali sono.

“Diverse ricerche hanno mostrato che una dieta ricca di carne rossa e lavorata aumenta il rischio di tumori del colon – spiega Alice Bender, Senior Director of Nutrition Programs dell’istituto – e grigliare carne, sia bianca che rossa, ad alte temperature forma sostanze fortemente cancerogene”.

Il primo consiglio degli esperti è grigliare diversi tipi di alimenti, non solo carni rosse ma anche bianche, il pesce e la verdura. Anche la marinatura, prosegue il decalogo, aiuta a diminuire i rischi. Alternare carne e verdure su uno spiedo, avvertono ancora gli esperti, diminuisce l’area esposta alla fiamma ed è quindi più salutare. Erbe e spezie, sottolinea ancora Bender, è l’indicazione numero quattro, sono molto utili perché contengono antiossidanti naturali.

Poi ancora, il consiglio numero cinque è limitare l’esposizione al fumo, mentre il numero sei è pulire bene le griglie ogni volta che la si utilizza per eliminare i residui che rimangono attaccati che hanno la più alta concentrazione di cancerogeni.

Un altro accorgimento è molto importante, secondo l’esperta e ricercatrice, è quello di ridurre il tempo di cottura.

Consiglio numero nove è scegliere carbone di legni duri, che bruciano a temperature più basse e infine, dieci, prediligere carni più magre, o a cui è stato eliminato il grasso. In ultimo ma non meno importante, girare spesso la carne, in quanto questa procedura di cottura riduce i possibili rischi cancerogeni.

La sauna fa bene al cuore, riduce il rischio di eventi e mortalità cardiovascolari. Ecco perché

Pubblicato il 14 Gen 2019 alle 6:12am

La sauna fa bene al cuore, lo dicono gli esperti. E’ un po’ come fare esercizio fisico: dedicarsi a questa attività per 4 volte alla settimana per circa 30 minuti significherebbe, secondo gli esperti, in entrambi i sessi, una riduzione del rischio di eventi e mortalità cardiovascolari.

A dirlo è uno studio condotto dall’Università della Finlandia pubblicato sulla rivista scientifica Biomed Central, condotto per 15 anni su quasi 1.700 persone con età media di 63 anni.

Fare un bagno turco allargherebbe i vasi, secondo i ricercatori, e farebbe diminuire anche la pressione arteriosa, costringendo il cuore a fare un ‘esercizio’ che lo allena e lo rafforza. Rappresenta, insomma, un efficace allenamento di ‘cardio-fitness’ che non costa fatica ma che è in grado di irrobustire e fortificare la salute del cuore, diminuire il rischio di mortalità.

“A fare la differenza nella prevenzione cardiovascolare è il numero delle saune settimanali: almeno 4, sensibilmente più efficaci rispetto a una o due – spiega Ciro Indolfi, presidente della Società Italiana di Cardiologia (SIC) -. Lo studio evidenzia che gli habitué della sauna in 15 anni hanno sviluppato solo 181 eventi cardiovascolari, risultati poi fatali, corrispondenti a circa 2,7 decessi per 1000 individui contro i 10,1 decessi tra coloro che non la facevano o la facevano in modo saltuario. Valori che attestano una diminuzione significativa del rischio di mortalità. Inoltre, incide anche la durata in cui si resta in cabina: almeno 30 minuti è l’ideale”.

Gli effetti della sauna, precisa l’esperto, “hanno dunque un impatto positivo sulla funzione circolatoria: il calore può migliorarla agendo sulle cellule dell’endotelio che rivestono le arterie, riducendone la rigidità, stimolando nella fase acuta il sistema simpatico, infine abbassando la pressione arteriosa. Inoltre, la sauna determina un aumento della frequenza cardiaca fino a 120-150 battiti al minuto, paragonabile a quello ottenuto con un esercizio fisico di intensità bassa o moderata”.

Attenzione però a non correre pericoli: “La sauna – conclude Indolfi – è sconsigliata nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare, come quelli con scompenso cardiaco, ipertensione, ipotensione, infezioni acute, epilessia, miocarditi, pericarditi. Perciò, per una sauna prolungata è necessario sempre un controllo medico preventivo”.

Fimp, obesità infantile, allarme in Italia

Pubblicato il 28 Ott 2018 alle 7:59am

Il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) interviene sul nuovo allarme obesità. (altro…)

Disfunzione erettile, le linee guida da parte degli esperti

Pubblicato il 24 Mag 2018 alle 7:55am

La disfunzione erettile è un problema particolarmente delicato di cui tanti uomini preferiscono non parlare per imbarazzo a partner e specialista. Infatti, il 43% di essi, dopo 3 anni dall’insorgenza del disturbo, tace e preferisce non fare alcuna visita medica. Al punto che, più del 40% non si confida neanche con la propria partner. (altro…)

Malattie respiratorie sempre più diffuse tra i bambini: come prevenirle?

Pubblicato il 24 Ott 2017 alle 8:12am

Le malattie respiratorie sono sempre più diffuse tra i bambini. Ogni anno il 30 per cento dei bambini italiani in età prescolare viene colpito da polmonite, bronchiti, faringiti, laringiti o tracheiti. (altro…)

Celiachia, intolleranza al glutine, no a diagnosi fai da te

Pubblicato il 26 Ott 2016 alle 12:05pm

E’ una moda pericolosa dicono gli esperti, quella di autodiagnosticarsi una intolleranza al glutine, o meglio una ‘sensibilità al glutine non celiaca’.

Perché, molti sono i presunti intolleranti “i veri celiaci e come tali vanno inquadrati e seguiti da uno specialista”. A lanciare l’allarme sono i gastroenterologi della Sige (Società italiana di gastroenterologia), che ricordano come questa condizione, “dai contorni assai sfumati”, è finita da qualche tempo sotto i riflettori, facendo allargare la rosa delle potenziali proteine alimentari colpevoli di disturbi simili a quelli della sindrome dell’intestino irritabile (pancia gonfia, dolori addominali, diarrea alternata a stipsi), molto frequenti tra la popolazione, soprattutto le donne.

Sintomi ai quali si accompagnano spesso anche stanchezza, malessere generale, cefalea, difficoltà di concentrazione, eczemi, dolori articolari.

“In un mondo sempre più dominato da mitologie dietetiche fomentate da un’informazione ad alto flusso, di facile accesso ma non controllata e non sempre attendibile sottolinea Antonio Craxì, presidente della Sige – il ruolo di una società scientifica è quello di fornire al pubblico la visione più aggiornata, comprensibile e nel contempo bilanciata su quanto la ricerca scientifica, ma anche le mode del momento pongono all’attenzione di tutti”.

La Sige, “che raccoglie il maggior numero dei clinici e dei ricercatori italiani attivi nel campo delle malattie digestive, si pone come interlocutore attento e consapevole dei bisogni di salute, ma anche delle incertezze che derivano da una informazione spesso improntata a soddisfare esigenze commerciali più che a sostenere il benessere individuale”, prosegue Craxì.

Gli inibitori dell’amilasi-tripsina o Ati, che rappresentano il 4% appena di tutte le proteine del frumento, sarebbero in grado di accendere l’infiammazione a livello dell’intestino, da dove si diffonderebbe a una serie di tessuti quali linfonodi, reni, milza e addirittura al cervello. “Si tratta di osservazioni preliminari – afferma ancora Carolina Ciacci, ordinario di Gastroenterologia dell’Università di Salerno – che andranno valutate e validate attraverso studi clinici nell’uomo”.

Le Ati sono piccoli frammenti di proteine antigeniche, contenute nel frumento insieme al glutine, che inducono una risposta immunologica nella quale si producono soprattutto citochine (molecole infiammatorie) e questo segna l’inizio di una microinfiammazione “che non siamo ancora in grado di misurare, ma che induce malessere”. Questi pazienti non sono celiaci e hanno sintomi gastrointestinali o talora molto vaghi come cefalea, difficoltà di concentrazione, senso di testa vuota anche a distanza di minuti dopo aver consumato cibi contenenti frumento. Anche per questo ci si sta orientando a parlare non più o non solo di ‘intolleranza al glutine’, ma di ‘intolleranza al grano’.

Per questo, molte di queste persone intolleranti finiscono con l’adottare spontaneamente una dieta gluten-free che in alcuni contesti, come gli Stati Uniti, è stata scelta anche da un americano su 4, facendo esplodere il mercato dei prodotti gluten-free.

Un’app può salvare la vita, parola di esperti

Pubblicato il 19 Lug 2016 alle 6:55am

Per migliorare la gestione dei pazienti con malattie croniche o patologie cardiache l’Inghilterra ha deciso di affidarsi alla tecnologia. A breve i pazienti che hanno problemi come il diabete o la fibrillazione atriale riceveranno gratuitamente dal Servizio sanitario dei dispositivi elettronici (collegabili a smartphone o smartwatch) e delle app, che li aiuterà a tenere la prorpia salute sotto controllo.

Secondo Simon Stevens, direttore generale di Nhs England, i pazienti che usano Uber e Airbnb non avranno problemi a sfruttare questi nuovi sistemi di monitoraggio, che permetteranno di ridurre il tasso di mortalità e di salvare tante vite umane.

Attraverso le app, infatti, i pazienti potranno essere collegati costantemente con degli esperti, essere informati su prossime visite di controllo, assunzione farmaci, monitoraggio dei valori, riuscire ad intercettare i sintomi in arrivo e chiedere aiuto.

Menopausa, Vivere bene il cambiamento: il libro degli esperti Antonio Canino e Nicla Vozzella

Pubblicato il 14 Gen 2016 alle 7:32am

La menopausa è un evento fisiologico che colpisce tutte le donne indistintamente, da una certa età in poi. Rappresenta il termine del ciclo mestruale e della fertilità femminile. La perdita dell’attività ovarica con l’arrivo di numerosi cambiamenti fisiologici, psichici, trofici, metabolici e sessuali. (altro…)

Salute bambini, attenzione al menu’, i consigli degli esperti

Pubblicato il 22 Dic 2015 alle 6:46am

Le feste di Natale sono ormai alle porte ma molto spesso i bambini proprio in questo periodo tendono ad ammalarsi, raffreddarsi a causa di orari sregolati per la chiusura delle scuole, viaggi in posti esotici, in montagna, troppo abbondanti e non adatti a loro durante le feste di Natale, l’arrivo dell’influenza stagionale che avrà il suo picco a gennaio.

Ecco allora il decalogo degli esperti.

“Raccomandiamo ai genitori in questo periodo dell’anno di prestare molta attenzione all’alimentazione dei propri figli, rispettando sempre i loro orari e abitudini, avendo cura del loro abbigliamento soprattutto durante le passeggiate all’aria aperta o in montagna. In questo periodo è molto diffuso il virus respiratorio sinciziale, causa principale della bronchiolite, infezione virale acuta che colpisce in particolare le basse vie aeree dei bambini di età inferiore ai due anni, con maggior prevalenza nei primi 6 mesi di vita. Subito dopo Natale,poi, assisteremo al massimo picco dell’epidemia influenzale”, precisa Susanna Esposito, Direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano e Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (Waidid) che stila un decalogo guida per prevenire i malesseri di stagione.

1. Evitare cibi troppo elaborati. 2. Limitare il consumo di salame e insaccati vari che, insieme alle conserve di frutta e verdura fatte in casa, possono dar vita ad intossicazioni importanti come il botulismo. 3. Nel preparare il cenone di Natale, adottare una serie di comportamenti corretti e prudenti. 4. Lavare bene le mani prima di manipolare qualsiasi alimento. 5. Cuocere bene i cibi in modo che anche le parti interne raggiungano una temperatura di 70 gradi. 6. Consumarli subito dopo la cottura, senza farli freddare per poi riscaldarli. 7. Evitare ogni contatto fra cibi crudi e cotti. 8. Gli alimenti da fare attenzione sono soprattutto uova crude e verdure non lavate: “con questi alimenti uno dei rischi più frequenti è la salmonellosi, un’intossicazione caratterizzata da sintomi quali nausea, vomito e dolori addominali. I derivati di uova crude, poi, come gelati e dolci alla crema, oltre alla maionese e salse varie, sono alimenti responsabili delle intossicazioni da Staphylococcus aureus.