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Regeni, giornalista egiziana “Non è il primo caso di omicidio al mondo: che andasse al diavolo”

Pubblicato il 26 Apr 2016 alle 9:08am

Fa molto discutere la dichiarazione fatta sulla rete saudita Al Arabya da una giornalista in merito alla morte e torture subite dal ricercatore italiano Giulio Regeni. La presentatrice Rania Yassen prima dà la notizia e poi dice ai telespettatori in diretta: “Voglio dirvi una cosa: tutto questo interesse per il caso Regeni a livello internazionale, come in Gran Bretagna e Usa”.

Tutto ciò indica una sola cosa: “siamo davanti ad un complotto! Come se Regeni fosse il primo caso di omicidio in tutto il mondo!”.

Poi spiega che sono tanti i casi di egiziani spariti in tutto il mondo in particolare in Paesi come Italia e Usa “dove le bande mafiose fanno di tutto”. Poi arrivano anche le offese: “All’inizio francamente sentivo pietà nei riguardi, un ragazzo ucciso, ma adesso basta, che andasse al diavolo!” .

Infine lascia intendere che Regeni appartenesse ai servizi segreti chiudendo il servizio con queste parole: “Non rompete insomma, siamo davvero stufi di voi”.

Bruxelles, identificati i kamikaze, si tratta dei fratelli Bakraoui. Con loro anche l’artificiere del Bataclan

Pubblicato il 23 Mar 2016 alle 10:24am

Identificati i due kamikaze dell’aeroporto Zaventem di Bruxelles. Si tratterebbe dei fratelli Khalid e Ibrahim al Bakraoui, a riferirlo è l’Rtbf. (altro…)

Silvio Berlusconi “spiato” dagli Stati Uniti. Renzi: devono chiarire subito

Pubblicato il 24 Feb 2016 alle 9:35am

Scoppia un vero e proprio caso diplomatico tra Italia e Stati Uniti dopo le ultime rivelazioni di Wikileaks sullo spionaggio americano ai danni di Silvio Berlusconi quando era capo del governo nel 2011.

Il premier Matteo Renzi chiede spiegazioni in merito e la Farnesina convoca l’ambasciatore americano.

Secondo i documenti diffusi dall’organizzazione di Julian Assange – e pubblicati in Italia da Repubblica e L’Espresso – la Nsa avrebbe intercettato le telefonate dell’allora premier e quelle dei suoi collaboratori principali a Palazzo Chigi, tra cui anche conversazioni dirette con leader stranieri come Benyamin Netanyahu.

Ci sarebbe anche un report su un incontro privato avvenuto tra Berlusconi, il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel nel quale Sarkozy avrebbe sollecitato il premier italiano a «prendere delle decisioni» perchè le istituzioni finanziarie italiane rischiavano di «saltare in aria».

L’incontro è del 22 ottobre del 2011.

Circa un mese dopo, Silvio Berlusconi si dimetteva sotto la pressione di uno spread alle stelle, aprendo le porte al suo successore Mario Monti.

Il caso Berlusconi-Wikileaks ha spinto il governo italiano a chiedere le dovute «informazioni in tutte le sedi, anche con passi formali».

Convocato l’ambasciatore americano John Phillips ed il segretario generale Michele Valensise. Phillips, ha fatto sapere la Farnesina, ha ricordato «le nuove procedure adottate da Obama nel 2014 in materia di riservatezza delle comunicazioni» e comunque ha assicurato che porterà «immediatamente» la questione all’attenzione di Washington.

Siria, Medici senza Frontiere non fornirà più coordinate dei suoi ospedali

Pubblicato il 20 Feb 2016 alle 6:06am

Gli ospedali siriani di Medici senza frontiere nei territori controllati dall’opposizione siriana hanno deciso di non fornire più le loro coordinate satellitari alle autorità sia russe che siriane. (altro…)

Corea del Nord, lancio missile a lungo raggio. Condanna di Usa e Russia, Consiglio Onu

Pubblicato il 07 Feb 2016 alle 10:15am

La Corea del Nord lancia nella notte un missile a lungo raggio in direzione di Okinawa. “Missione compiuta, satellite in orbita”, commenta Pyongyang.

“Non è vero, il razzo è esploso a sudovest dell’isola Jeju”, replica la Corea del Sud.

Per gli Stati Uniti è “Un’azione provocatoria in palese violazione delle risoluzioni dell’Onu”.

E per questo, le Nazioni Unite, su richiesta di Washington, Tokyo e Seul, convocano subito un consiglio di sicurezza.

Il Giappone reagisce a quanto accaduto con queste parole: “Il lancio di un missile da parte della Corea del Nord non è accettabile”. Ad affermarlo è il premier giapponese, Shinzo Abe.

La Cina da parte sua esprime “rammarico” ma invita tutti a mantenere la calma, ad “agire con cautela onde evitare di intraprendere azioni che potrebbero ulteriormente far salire la tensione nella penisola”.

Infine, la Russia dichiara “La Corea del Nord mostra una preoccupante mancanza di rispetto della legge internazionale e “il corso scelto da Pyongyang non può non essere oggetto di una netta critica”.

Il ministero russo degli Esteri esorta la Corea del Nord, con cui ha buoni rapporti di dialogo, a riflettere sul fatto che la “contrapposizione all’intera Comunità internazionale non risponde agli interessi stessi del Paese”.

Oggi a Roma la salma dello studente italiano Giulio Regeni, ucciso brutalmente a Il Cairo

Pubblicato il 06 Feb 2016 alle 11:56am

Ci sono due arresti per la morte dello studente italiano Giulio Regeni. Lo hanno riferito fonti della sicurezza egiziana.

Attesa per oggi alle 13, all’aeroporto di Fiumicino, la salma del giovane proveniente dal Cairo.

Il corpo sarà trasferito all’istituto di medicina legale La Sapienza dove sarà eseguita una nuova autopsia, disposta dalla procura di Roma che continua con le indagini dell’omicidio del volontario.

Il magistrato ha avviato una rogatoria internazionale per ottenere la trasmissione degli atti da parte dell’autorità egiziana che dovrebbe avvenire sotto forma di cortesia internazionale non essendoci trattati di assistenza giudiziaria tra i due Paesi.

Un team di investigatori italiani seguirà con le autorità egiziane le indagini sulla morte del giovane friulano.

Fonti italiane stanno cercando di ricostruire cosa è accaduto a Giulio. Si cerca tra i sindacati indipendenti, i contatti con attivisti e soggetti critici nei confronti di Al Sisi, gli scioperi e le manifestazioni di protesta a cui il giovane ha partecipato.

Migranti, Juncker “Grazie all’Italia per la solidarietà e per gli aiuti alla Turchia”

Pubblicato il 03 Feb 2016 alle 11:30am

I 3 miliardi che l’Europa si è impegnata a versare per sostenere la Turchia nella gestione dei rifugiati “sono necessari e ci tengo a ringraziare gli Stati membri, e soprattutto l’Italia, che hanno dato prova di solidarietà”.

A sottolinearlo, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker intervenuto oggi al Parlamento europeo di Strasburgo.

“La Turchia ha sul suo territorio 3 milioni di rifugiati e si è impegnata a gestirli, ma noi dobbiamo rispettare i nostri obblighi nei suoi confronti”, ha ricordato Juncker.

L’anno scorso si è evitata l’uscita della Grecia dall’Euro, e “se non ho voluto la Grexit dall’Eurozona, non la voglio certo da Schengen”, ha aggiunto ancora il presidente della Commissione europea sottolineando anche le raccomandazioni alla Grecia decise ieri dall’esecutivo che non vogliono “stigmatizzare il comportamento” di Atene, ma spingere a un miglior controllo delle frontiere esterne.

“Possiamo salvare Schengen solo applicando Schengen”, ha concluso.

Ue, frontiere chiuse per 2 anni: Italia sola ad affrontare nuovi arrivi

Pubblicato il 27 Gen 2016 alle 6:44am

Nel vertice dei ministri dell’Interno dei 28 Paesi dell’Unione europea che si è tenuto ad Amsterdam è emerso che nessuno Stato vuole far saltare Schengen (l’accordo sulla libera circolazione delle persone).

E’ stato, però, chiesto alla Commissione Ue, di «preparare le procedure per l’attivazione» per la proroga massima consentita, in casi eccezionali, di ripristinare le frontiere: entro due anni.

A favore di questo emendamento Germania, Austria, Danimarca, Svezia, Francia e Slovenia.

I Paesi chiudono le frontiere bloccando la rotta balcanica, l’Italia si troverà a dover affrontare pertanto tutto da sola, un flusso enorme di migranti circa 400mila solo di sbarchi.

A caratterizzare il vertice anche uno scontro molto acceso fra diversi Paesi Ue – Austria in testa – e la Grecia, accusata di non riuscire a gestire, nel modo più adeguato, il flusso migratorio proveniente dalla Turchia.

“Se non possiamo proteggere il confine esterno Ue, la frontiera fra Grecia e Turchia, allora il confine esterno di Schengen dovrà spostarsi verso l’Europa centrale”, ha detto la ministra dell’Interno dell’Austria, Johanna Mikl-Leitner, rilanciando l’idea di una “mini Schengen”.

Da qui l’idea “degli hotspot” per tenersi pronti ad un ipotesi di flusso dalla frontiera nord-est a seguito della rotta balcanica, ha sottolineato il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

“Non possiamo mettere il filo spinato in mare” – “A chi chiede di innalzare muri dico: vi rendete conto che non possiamo mettere il filo spinato nel Mediterraneo e nell’Adriatico? Vogliamo rivedere Dublino, una foto ingiallita di un Continente che non esiste più”, ha sottolineato il ministro dell’Interno.

Pakistan, assalto armato all’università: oltre 30 morti, 4 terroristi uccisi

Pubblicato il 20 Gen 2016 alle 11:07am

E’ di almeno 30 morti il primo bilancio dell’assalto armato rivendicato dai talebani in una università nella provincia di Khyber Pakthunkwa, del nord ovest del Pakistan. (altro…)

Al Qaeda minaccia l’Italia in un video: “Ha occupato Tripoli e per questo se ne pentirà”

Pubblicato il 15 Gen 2016 alle 7:20am

«L’Italia romana ha occupato Tripoli». Il numero due dell’organizzazione di al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), l’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, in un video della durata di 23 minuti e 24 secondi il cui contenuto è stato rivelato dall’agenzia mauritana ‘al-Akhbar’, minaccia l’Italia.

Gli «invasori» italiani si pentiranno e saranno «umiliati e sottomessi». Per Anabi, inserito a settembre dello scorso anno dagli Usa nella lista nera dei terroristi più ricercati, quello in corso in Libia è un vero e proprio «complotto», a partire dall’accordo firmato a dicembre a Skhirat dai rappresentanti dei parlamenti di Tripoli e Tobruk, fino alla cosiddetta «occupazione» da parte dell’Italia.

Stando al terrorista, «un generale italiano», di cui non fornisce altri dettagli, «è a capo di un governo fantoccio di cui fa parte gente della nostra razza che ha venduto la sua religione», alla stregua di quanto accadde in Iraq con «la nomina di Paul Bremer dopo la campagna criminale di George Bush», per non parlare di come «il suo compagno di crimini Donald Rumsfeld ha insozzato Baghdad».

Nel video, Anabi spiega che «con le rivoluzioni arabe l’Occidente crociato ha assistito al ritorno dei musulmani alla loro religione, ha preso atto del loro desiderio ostinato di applicare la sharia, e non ha trovato altro rimedio che tornare a occupare quei territori, mettendo le sue avide mani sulle ricchezze e sul petrolio e continuare a controllarli».

Ma «la minoranza euro-americana controlla il mondo in generale e la nostra ummah (comunità, ndr) musulmana in particolare», mentre «chi non si rassegna e resiste è definito un terrorista ed è ricercato vivo o morto», laddove «il concetto di terrorismo mira a diffamare il jihad». Ai libici, il terrorista chiede pertanto di «trovare l’unanimità, unificare i discorsi, ordinare le fila e chiarire le divergenze» contro il «complotto» in corso.