fase 2

Iss: “E’ ancora epidemia, immunità di gregge lontana”

Pubblicato il 05 Mag 2020 alle 6:32am

Anche se la curva dei contagi continua a decrescere sia come casi che per numero di sintomatici, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro pochi giorni fa in conferenza stampa sull’andamento dell’epidemia o meglio pandemia da SarCov2, ha detto “Passo dopo passo non è uno slogan, ma esprime esattamente il senso del documento che disegna gli scenario epidemiologici in vista della riapertura, in modo poter affrontare la fase 2 mantenendo il tasso di contagiosità R sotto il valore 1”.

Tuttavia, ha aggiunto Gianni Rezza dell’Iss, il 10% delle trasmissioni “si stima da persone che non hanno sintomi. Ciò va a favore dell’uso dei test sierologici”.

“Il tasso di contagiosità del nuovo coronavirus è sotto 1 in tutte le regioni. La curva dell’epidemia di Covid-19 continua sostanzialmente a decrescere nel numero di sintomatici e dei casi in tutte le regioni. Si è ridotto il numero delle zone rosse: sono 74 comuni in 7 regioni, quindi è segno della capacità di individuare precocemente focolai e limitarli. La curva dell’epidemia di Covid-19 è analoga negli italiani e negli individui di nazionalità straniera. Negli individui di nazionalità straniera sono stati rilevati 6.395 casi. In Italia ci sono 6395 casi di covid in Italia tra immigrati ma i casi sono partiti con uno sfalzamento di 2-3 settimane. L’84% di chi e’ morto aveva più malattie, due o tre. I decessi totali sono oltre 25mila. La logica del documento epidemiologico elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) con la Fondazione Bruno Kessler è riaprire il Paese cercando di capire quale variabile ha più peso nella diffusione del virus”. Ha chiarito Brusaferro…

E ancora… “I modelli dovranno essere aggiornati periodicamente e tarati sulle realtà regionali”. Sulla base dei dati dello studio previsionale Iss sulla fase 2 il documento conclude con una raccomandazione: ossia, stare sotto l’indice di contagio R0 pari a 1 considerando che i casi che abbiamo ogni giorno sono solo la punta dell’iceberg. Questo, perché, le persone asintomatiche in Italia potrebbero essere fra il 4% e il 7% della popolazione”.

Fase 2 e spostamenti, cosa cambia da domani 4 Maggio

Pubblicato il 03 Mag 2020 alle 1:37pm

Da domani 4 maggio, sono consentiti gli spostamenti per incontrare esclusivamente i propri congiunti, che devono considerarsi tra gli spostamenti giustificati per necessità. E’ comunque fortemente raccomandato limitare al massimo gli incontri con persone non conviventi, poiché aumenta il rischio di contagio. In occasione di questi incontri devono essere rispettati: divieto di assembramento, distanziamento interpersonale di almeno un metro e obbligo di usare le mascherine per la protezione delle vie respiratorie.

Chi sono i congiunti con cui è consentito incontrarsi?

Per congiunti si intendono le persone a cui fa riferimento anche la giurisprudenza in tema di responsabilità civile. Secondo il DPCM, infatti, si tratta di coniugi, partner conviventi, partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge).

Si può uscire per fare una passeggiata?

Il DpCm dice che si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute, per necessità (il decreto include in tale ipotesi quella di visita ai congiunti), o per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. Pertanto, le passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a realizzare uno spostamento giustificato da uno dei motivi appena indicati. Ad esempio, è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa, acquistare giornali, andare in farmacia, o comunque per acquistare beni di prima necessità o per l’igiene della persona, la la vita quotidiana, ovvero per recarsi presso uno qualsiasi degli esercizi commerciali aperti.

Inoltre, è giustificata ogni uscita dal domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto.

La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata. In ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento, e quindi all’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro fra le persone.

Ma ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5°?

I soggetti che presentano una sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.

Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?

Sì, ma solo per acquistare prodotti rientranti nelle categorie di generi di cui è ammessa la vendita, espressamente previste dal Dpcm 26 aprile 2020, la cui lista è disponibile (allegato 1 e allegato 2).

Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?

Sì. Il decreto prevede che sia in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, anche se comporta uno spostamento tra regioni diverse.

Una volta che si sia fatto rientro presso il domicilio/abitazione/residenza, come consentito dal dPCM 26 aprile 2020, è possibile spostarsi nuovamente al di fuori della Regione di domicilio/abitazione/residenza raggiunta?

Il Dpcm del 26 aprile 2020 consente lo spostamento fra Regioni diverse esclusivamente nei casi in cui ricorrano: comprovate esigenze lavorative o assoluta urgenza o motivi di salute. Pertanto, una volta che si sia fatto rientro presso il proprio domicilio/abitazione/residenza anche provenendo da un’altra Regione (come consentito a partire dal 4 maggio 2020), non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della Regione in cui ci si trova, qualora non ricorra uno dei motivi legittimi di spostamento più sopra indicati.

Ho un figlio minorenne, posso accompagnarlo in un parco, una villa o un giardino pubblico?

Sì. L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è consentito, condizionato però al rigoroso rispetto del divieto di ogni forma di assembramento nonché della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Non possono essere utilizzate le aree attrezzate per il gioco dei bambini che, ai sensi del nuovo d.P.C.M., restano chiuse. Il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto.

È consentito fare attività motoria o sportiva?

L’attività sportiva e motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente, a meno che non si tratti di persone conviventi. A partire dal 4 maggio l’attività sportiva e motoria all’aperto sarà consentita non più solo in prossimità della propria abitazione. Sarà possibile la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti. È obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri, se si tratta di attività sportiva, e di un metro, se si tratta di semplice attività motoria. In ogni caso sono vietati gli assembramenti. Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione.

Posso utilizzare la bicicletta?

L’uso della bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che proseguono l’attività di vendita. È inoltre consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto. In ogni circostanza deve comunque essere osservata la prescritta distanza di sicurezza interpersonale.

Posso andare al cimitero per omaggiare un caro defunto, anche al di fuori delle cerimonie funebri?

Sì, è consentito spostarsi nell’ambito della propria regione per far visita nei cimiteri ai defunti, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e del divieto di assembramento. Come per i parchi, anche nei cimiteri deve sempre essere rispettato il divieto di assembramento e, ove non fosse possibile evitare tali assembramenti, il Sindaco può disporne la temporanea chiusura. Per le regole relative alle cerimonie funebri, anche all’interno dei cimiteri, si veda l’apposita faq. Quali sono le regole per gli spostamenti da e per l’estero? Per le informazioni relative agli spostamenti da e per l’estero, si consiglia di consultare il sito del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Quali sono le regole per gli spostamenti da e per l’estero?

Le informazioni relative agli spostamenti da e per l’estero, sono riportate sul sito ministeriale degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Fase 2, ipotesi spostamenti fuori dal proprio Comune

Pubblicato il 22 Apr 2020 alle 9:33pm

Permettere gli spostamenti anche fuori dal proprio Comune e all’interno delle singole Regioni dal 4 maggio, con i limiti alla mobilità intra-regionale. E’ questa l’ipotesi, a quanto si apprende da diverse fonti, sul tavolo del governo in vista dell’avvio della “fase 2”. Niente di deciso, viene spiegato, ma questo sarebbe al momento l’orientamento prevalente. “La revisione delle misure di distanziamento sociale non significa un “liberi tutti” ma non possiamo chiudere i cittadini in casa per sempre”, ha detto il premier Giuseppe Conte nel corso della cabina di regia con Regioni e enti locali.

La fase 2 “prevede quindi una ripartenza sempre all’insegna della massima cautela, nella consapevolezza che si dovrà sempre tenere sotto controllo la curva epidemiologica e non farsi trovare impreparati in caso di ricadute.

Il piano prevede un allentamento delle misure restrittive, ma non uno stravolgimento”, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi. Un punto ribadito oggi anche dal Comitato tecnico scientifico (Cts) per l’emergenza coronavirus.

La Fase 2, dunque, con la parziale riapertura delle attività commerciali, che dovrebbe coinvolgere non più di 2,7 milioni di lavoratori. Ad annunciarlo il capo della task force Vittorio Colao nel corso dell’incontro in videoconferenza tra Governo e parti sociali, secondo quanto riferito da partecipanti alla riunione. La ripresa riguarderà persone che si aggiungeranno a quelle che hanno lavorato anche durante il lockdown, essendo impiegate nelle attività considerate essenziali per affrontare l’emergenza coronavirus. Secondo Colao per le riaperture la sicurezza sanitaria a livello locale è condizione essenziale e dovrà essere valutata sulla base di tre criteri:  la situazione epidemiologica, l’adeguatezza del sistema sanitario locale e la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale.

Lockdown Covid-19: Appello di Waidid, sì a esami sierologici e tamponi in caso di positività per evitare ricadute in Fase 2

Pubblicato il 15 Apr 2020 alle 6:28am

Tamponi da processare o con metodica tradizionale o con test rapidi per tutti i sintomatici, per tutti i contatti stretti di casi positivi e per chi richiede cure ospedaliere di qualsiasi tipo (parto, problemi medici acuti di qualsiasi genere, chirurgia d’elezione, terapie farmacologiche). Esami sierologici a chi è negativo al tampone ma è sintomatico (soprattutto se da più di 5 giorni), ai contatti stretti anche asintomatici dei casi positivi verificativi più di 7 giorni prima, agli operatori sanitari e ai lavoratori che devono riprendere le proprie attività. Gli esami diagnostici utilizzati in modo appropriato rappresentano l’unica strategia per interrompere la diffusione del contagio e per prepararsi all’interruzione del lockdown.

Secondo l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) interrompere il lockdown è possibile solo se si prevede una strategia allargata e integrata di monitoraggio di Covid-19 attraverso l’impiego appropriato degli esami diagnostici a disposizione, ovvero dei test diagnostici anche rapidi per SARS-CoV-2 su tampone nasofaringeo e i prelievi del sangue per l’esame degli anticorpi contro SARS-CoV-2. Questi ultimi possono, infatti, aumentare in modo considerevole le nostre conoscenze sull’epidemiologia di COVID-19 e distinguere coloro che sono protetti da coloro ancora suscettibili all’infezione.

“Seppur ancora in fase di validazione – spiega Susanna Esposito, Presidente WAidid e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma – sappiamo ormai che gli esami sierologici eseguiti su sangue venoso e su sangue capillare hanno un ruolo importante nella strategia di monitoraggio e di contrasto alla diffusione di Covid-19. È vero che è necessario definire ulteriormente i test più sensibili e specifici ma, soprattutto negli ospedali, nelle residenze per anziani e nelle aziende che prevedono di riprendere a breve le proprie attività lavorative, oggi è sbagliato non impiegare gli esami sierologici standard o rapidi considerate le evidenze scientifiche raccolte nelle ultime settimane”.

Waidid raccomanda, quindi, l’impiego allargato degli esami diagnostici a disposizione, compreso l’utilizzo dei test sierologici, da eseguire soprattutto su alcune categorie di persone, in particolare chi è negativo al tampone ma ha sintomi suggestivi per infezione da SARS-CoV-2 (soprattutto se da più di 5 giorni), ai contatti stretti anche asintomatici dei casi positivi verificativi più di 7 giorni prima, agli operatori sanitari e ai lavoratori che devono riprendere le proprie attività.

“Si parla molto di interrompere il lockdown – continua Susanna Esposito – ma questo non sarà possibile se non attraverso adeguate indagini di sieroprevalenza per valutare la percentuale di soggetti con IgG contro SARS-CoV-2, così da evitare drammatici errori e ricadute in caso di una seconda ondata epidemica. Ormai sappiamo bene che un veicolo importante di trasmissione della malattia sono i portatori asintomatici, la cui identificazione deve essere effettuata all’interno di un percorso di monitoraggio integrato ma più aggressivo di quello che tuttora viene utilizzato in molte realtà del nostro Paese”.