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Fecondazione assistita, spettano i permessi a lavoro?

Pubblicato il 24 Feb 2018 alle 9:51am

Per le coppie che non riescono ad avere figli in modo naturale, un aiuto può arrivare dalla procreazione assistita, anche se spesso richiede molti tentativi, ricoveri e tanta tanta pazienza.

Con la conseguenza che, al pari di tutti gli altri lavoratori e lavoratrici, bisognerà chiedere di giorni di permesso dal lavoro.

La legge italiana consente di ricorrere alla procreazione assistita alle seguenti coppie:

– coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi in età fertile,

– che abbiano problemi di sterilità (cioè entrambi o anche solo uno dei due si trovi in una condizione fisica permanente caratterizzata dall’impossibilità di procreare)

– o quando la coppia non è riuscita a concepire figli dopo almeno un anno di tentativi.

Condizione assoluta è quella che non ci siano altri metodi terapeutici per risolvere l’infertilità o la sterilità. In pratica la fecondazione deve essere l’ultima spiaggia.

Ma come avviene la fecondazione assistita?

Per ricorrere al trattamento di fecondazione assistita si deve innanzitutto essere in possesso di un certificato che attesti in modo inequivocabile la condizione di sterilità o infertilità degli aspiranti genitori. Con il quale sarà possibile accedere alla fecondazione assistita in strutture pubbliche o private, autorizzate dalle varie Regioni e iscritte in un apposito registro custodito presso l’Istituto superiore di sanità, chiamati centri di procreazione medicalmente assistita, con tutti gli effetti clinici presso cui è possibile iniziare il proprio trattamento di fecondazione, che consiste in tecniche e pratiche cliniche al fine di favorire la gravidanza attraverso il trattamento di ovociti, spermatozoi ed embrioni.

Le tecniche hanno diversi gradi di complessità e invasività andando dalla fecondazione omologa a quella eterologa:

– Inseminazione semplice (nel corpo della donna) – Fecondazione in vitro (all’esterno del corpo della donna) – Trasferimento embrionale – Trasferimento dei gameti – Microiniezione dello o degli spermatozoi – Crioconservazione di gameti e embrioni (congelamento)

La fecondazione assistita per legge non rientra nel termini dell’aspettativa retribuita da lavoro. Non è quindi possibile fare ricorso a questa tutela. E non è neppure considerata una malattia nel senso classico del termine. Ciò non toglie che dall’Inps venga comunque assimilata a una malattia e quindi venga concesso alle coppie che hanno intrapreso l’iter di beneficiare dell’assenza retribuita da lavoro.

Si ha infatti diritto a 3 settimane di malattia retribuita (nello specifico 21 giorni): 1 settimana prima del transfer (trasferimento dell’embrione nell’utero) e 2 settimane dopo il transfer.

Giorni di malattia considerati anche i giorni di ricovero in day hospital.

Per avvalersi di questo beneficio basterà richiedere l’astensione da lavoro motivata da fecondazione assistita come cura della sterilità. La procedura burocratica è la seguente: “La clinica presso cui effettui la fecondazione ti rilascerà il certificato di trattamento sterilità e fecondazione assistita per le giornate di ricovero in day hospital. Questo certificato ti verrà rilasciato in 3 copie: per te, per il datore e per l’Inps. Per i giorni di assenza pre ricovero e post dimissione puoi andare dal medico di base, che ti rilascerà il certificato di malattia con diagnosi “cure per fertilità e fecondazione assistita secondo circolare Inps 7412, 4 marzo 2005”.

Questo certificato verrà inviato direttamente per via telematica all’Inps e ti verrà rilasciata copia per il datore di lavoro. Mentre per l’Inps il certificato dovrà contenere sia la diagnosi sia la prognosi, al datore di lavoro servirà solo il certificato con la prognosi (quindi i giorni di assenza).

Per i ricoveri in day hospital (pick up e transfer) servirà il certificato di ricovero rilasciato dalla clinica; le giornate successive alle dimissioni – massimo 2 settimane – richiederanno il certificato del medico curante. Così come anche l’eventuale settimana di assenza per malattia pre-ricovero per fecondazione necessiterà di certificato del medico di base.

Infertilità maschile, in arrivo il radar per gli spermatozoi

Pubblicato il 29 Mag 2017 alle 10:34am

Per combattere l’infertilità maschile arriva il “radar” per gli spermatozoi: un strumento molto efficace per esaminarli in maniera non invasiva, tracciandone l’identikit molecolare e distinguendo i “buoni” dai “cattivi”.

Descritto sulla rivista scientifica Molecular Human Reproduction dai ricercatori dell’università britannica di Sheffield, lo strumento potrebbe essere impiegato per diagnosticare le cause della sterilità maschile e per selezionare gli spermatozoi migliori in vista della fecondazione in provetta.

“Avere una tecnica capace di esaminare la struttura molecolare degli spermatozoi senza danneggiarli è molto interessante – ha osservato Allan Pacey, coautore della ricerca – perché la maggior parte delle tecniche che oggi abbiamo a disposizione per analizzare le molecole presenti negli spermatozoi finiscono per distruggerli, usando coloranti o rompendo la loro membrana cellulare per guardare all’interno”.

Nati i primi topi senza contatto tra spermatozoo e ovulo

Pubblicato il 15 Set 2016 alle 6:52am

Secondo una nuova ricerca, pubblicata su «Nature Communications», molto presto, le donne potrebbero non essere più così indispensabili nel processo di concepimento di un bambino. Sono nati infatti i primi topi da embrioni formati senza il contatto tra spermatozoo e ovulo.

Un esperimento in cui gli spermatozoi non hanno infatti fecondato la cellula uovo ma `bozze´ di embrioni.

Tale esperimento è avvenuto presso l’università britannica di Bath, grazie ad un gruppo coordinato dall’embriologo molecolare Tony Perry, e che potrebbe presto aprire a nuove soluzioni e strade per la cura della fertilità nell’uomo e per la salvaguardia della specie.

Gli autori dello studio lo hanno definito come una «partenogenesi» al maschile.

Nuova frontiera della fecondazione: ovociti e spermatozooi ricavati dalla pelle

Pubblicato il 30 Apr 2016 alle 5:41am

Dopo cinque anni di ricerca i ricercatori sono riusciti a trovare il modo di ottenere cellule con marcatori compatibili con le cellule germinali, grazie ai fibroblasti (cellule della pelle appunto) e attraverso la “riprogrammazione cellulare”, tecnica con la quale Shinya Yamanaka ha ottenuto il premio Nobel per la Medicina nel 2012. (altro…)

Scoperto il ‘turbo’ degli spermatozoi. Si tratta di un enzima che li fa viaggiare spediti verso l’ovulo

Pubblicato il 19 Mar 2016 alle 6:36am

E’stato scoperto dalla dottoressa Melissa R. Miller e il suo team dell’Universita’ della California a Berkley il ‘turbo’ degli spermatozoi, il meccanismo molecolare che permette loro di viaggiare spediti verso l’ovulo per fecondarlo. (altro…)

Eterologa: il Consiglio di Stato boccia la Lombardia, pazienti non devono pagare tutto

Pubblicato il 12 Apr 2015 alle 7:11am

Le cure per la fecondazione eterologa non dovranno essere più a totale carico dei pazienti. (altro…)

Gb, verso via libera ad embrioni con 3 genitori per la cura di malattie rare genetiche

Pubblicato il 28 Giu 2013 alle 11:31am

La Gran Bretagna è sempre più vicina al via libera alla fecondazione assistita con tre genitori per la cura di rare malattie genetiche.

L’annuncio è stato dato dal medico, Sally Davies; ora l’ultima parola tocca al Parlamento. Ebbene, tale tecnica consisterebbe nel creare un embrione con il materiale genetico di una coppia, sostituendo però i mitocondri difettati con quelli sani di una terza donatrice.

Su questo nuovo metodo si è anche espresso il più importante organismo etico britannico, che ha dato subito l’ok. In un secondo momento, però, si è tenuta anche una consultazione popolare via web che è durata due anni, in cui la maggioranza dei cittadini si è detta favorevole all’introduzione di questa tecnica.

Al contrario, però, alcuni gruppi cattolici sostengono che sia il primo passo verso la creazione di bambini “geneticamente modificati”.

Si ricorda che le malattie mitocondriali colpiscono un bambino ogni 6.500, e possono portare seri problemi cardiaci, cerebrali ed epatici, oltre che distrofia muscolare. Ecco il perché gli scienziati hanno deciso di ricorrere ad embrioni con tre genitori.

Sparando con gli ultrasuoni si possono ridurre gli spermatozoi

Pubblicato il 02 Feb 2012 alle 10:25am

Ecco un nuovo metodo contraccettivo, tutto al maschile, che consiste nel bombardare gli spermatozoi con gli ultrasuoni per ridurli, fino ad una concentrazione considerata troppo bassa per la fecondazione. (altro…)

Malattie genetiche: embrioni fecondati da 3 genitori biologici

Pubblicato il 23 Gen 2012 alle 8:45am

L’equipe inglese del Wellcome Trust e della New Castle University, presto effettuerà esperimenti di fecondazione “a tre” su embrioni umani. (altro…)

Pillola dei 5 giorni dopo: cos’è e come funziona?

Pubblicato il 15 Nov 2011 alle 9:00am

La pillola dei 5 giorni dopo, è il contraccettivo d’emergenza di ultima generazione, che è stato già approvato dall’Ema, ossia l’agenzia europea del farmaco, che è in commercio già in Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna. (altro…)