fertilità

Tiroide, se non funziona bene a rischio fertilità e cuore

Pubblicato il 26 Mag 2019 alle 7:31am

Una tiroide che non funziona bene, può portare problemi anche alla fertilità femminile. I disturbi tiroidei colpiscono infatti una donna su dieci, e spesso vengono ignorati, e di conseguenza, in assenza di adeguati controlli, non ricevono un trattamento adeguato.

Il cuore, ad esempio, è un organo che viene colpito sempre più spesso dalle alterazioni tiroidee, un eccesso di ormoni infatti, può determinare un aumento del battito cardiaco e può far aumentare addirittura i rischi di un possibile ictus. Tiroide e cuore parlano si influenzano a vicenda, ed è proprio per questo che bisogna tenere sempre i valori nei limiti consigliati per evitare problemi di ipertensione o di arterie ostruite.

Rivolgersi al proprio medico di famiglia per i dovuti accertamenti ed esami del caso.

Studio internazionale rivale: in 70 anni dimezzato tasso di fertilità mondiale

Pubblicato il 10 Nov 2018 alle 12:04pm

Negli ultimi 70 anni il tasso di fertilità medio è man mano sempre più diminuito in tutto il mondo, arrivando oggi quasi a dimezzarsi rispetto al 1950. A rivelarlo è il rapporto Global Burden of Disease, secondo cui nel 1950 il numero medio di figli per donna era di 4,7, nel 2017 è sceso a 2,4 (con grandi differenze tra un Paese e l’altro). La popolazione mondiale intanto è quasi triplicata, passando da 2,6 miliardi di persone a 7,6 miliardi.

In molti Stati europei (Spagna, Portogallo, Norvegia, Cipro), Singapore, Sud Corea, Australia e Usa, ogni donna ha meno di due figli. Il picco si tocca in Niger con 7,1 figli a donna mentre a Cipro si scende ad un figlio a testa.

La stima è che se si scende sotto la soglia di 2,1, la popolazione inizierà a ridursi sempre più con il passare del tempo. Nel 1950 nessun Paese del mondo era in questa situazione che stiamo vivendo oggi.

I figli non si fanno più perché si teme per il loro futuro. Per problematiche economiche, sociali e perché si decide di mettere su famiglia, andare a vivere insieme già quando è troppo tardi.

Fertilità, presto, lʼovaio artificiale umano

Pubblicato il 05 Lug 2018 alle 6:41am

Per la prima volta le strutture che racchiudono gli ovociti immaturi sono state isolate e fatte crescere su un’impalcatura di tessuto ovarico privato delle sue cellule, finché sono state in grado di funzionare. (altro…)

Mamma dopo il cancro: in meno di 2 anni e senza rischio è possibile per 7 donne su 10

Pubblicato il 15 Mag 2018 alle 8:02am

Diventare mamma dopo il cancro è ora possibile. La percentuale di successo per le pazienti oncologiche è salita a 7 su 10 in meno di 2 anni, senza il rischio di recidivanti.

Questo il quadro molto incoraggiante presentato da Institut Marquès in occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana di fertilità e sterilità e medicina della riproduzione (SIFES) è incoraggiante: lo studio dell’Unità specializzata in oncologia e riproduzione della clinica ha dimostrato che, dopo i trattamenti oncologici, 9 pazienti su 10 sono state ritenute idonee a intraprendere un processo riproduttivo.

“Molte di queste donne possono avere un bambino se hanno già completato con successo il trattamento di chemio, radioterapia o interventi chirurgici – spiega la Dottoressa Michela Benigna, ginecologa e membro dell’Unità specializzata in oncologia e riproduzione di Institut Marquès – L’imperativo è che il loro caso venga esaminato da un team multidisciplinare. Solo allora possiamo dire che essere una madre dopo il cancro è sicuro”.

L’82% delle pazienti oncologiche rimaste incinte ha un’età media di 40 anni e per la maggior parte viene da cancro al seno (35%), neoplasie ematologiche come leucemia o linfoma (29%) e cancro ovarico (14%). I trattamenti alle quali si sono sottoposte: fecondazione in vitro (3,9%), donazione di embrioni (11,7%) e donazione di ovociti (84%). Solo il 10% ha vitrificato gli ovociti prima del trattamento del cancro.

Questo è quanto osservato sul campione dagli esperti di Institut Marquès, che da due anni continuano il monitoraggio delle pazienti oncologiche durante la gravidanza. Le pazienti, in buona salute, non hanno presentato una recidiva della malattia.

Preservare la fertilità nelle pazienti oncologiche è diventata una priorità assoluta dal momento che è aumentata l’incidenza del cancro nelle donne in età riproduttiva. Ad ogni modo, anche le percentuali di sopravvivenza sono superiori rispetto al passato e in netta crescita, con un tasso dell’85% per le pazienti sotto i 50 anni.

L’Unità specializzata in oncologia e riproduzione di Institut Marquès nasce con l’obiettivo di orientare le pazienti oncologiche ed informarle sulla possibilità di maternità dopo aver superato un cancro. Il team che la compone si caratterizza per la multidisciplinarietà, ed è formato da esperti di diverse specializzazioni che studiano ogni situazione per giudicare l’appropriatezza.

Nel corso dello studio, infatti, il 10% delle pazienti sono state valutate non idonee ad iniziare un processo riproduttivo per varie motivazioni: trattamento oncologico non concluso, età elevata (oltre 50 anni) o problemi di obesità patologica.

Menopausa precoce, ringiovanire le ovaie con le cellule staminali ora si può

Pubblicato il 23 Mar 2018 alle 8:14am

Ringiovanire le ovaie è ora possibile grazie alle cellule staminali: a sei mesi dall’intervento le prime 2 donne che hanno avuto il trattamento sperimentale perché affette da menopausa precoce hanno avuto di nuovo il ciclo mestruale. Le cellule staminali sono state iniettate per la prima volta direttamente nelle ovaie e il risultato, presentato nel corso del congresso della Società di endocrinologia degli Stati Uniti, è stato ottenuto nell’università dell’Illinois a Chicago. (altro…)

Fertilità maschile, in 40 anni diminuita negli occidentali del 50%

Pubblicato il 27 Lug 2017 alle 6:04am

Spermatozoi e fertilità negli uomini occidentali è in serio pericolo. Ad esserne certo è Hagai Levine, direttore dell’Environmental Health Track della Hebrew University di Gerusalemme e il suo team proveniente da Stati Uniti, Brasile, Danimarca, Israele e Spagna, che ha eseguito la prima revisione sistematica dei trends sulla conta degli spermatozoi. (altro…)

Fecondazione eterologa: nel 2015 in Italia 601 bimbi nati così

Pubblicato il 07 Lug 2017 alle 10:55am

Il Ministero della sanità ha fatto un quadro annuale e generale sulla procreazione assistita, l’attuazione della legge del 2004, prendendo come riferimento l’anno 2015. (altro…)

Gwyneth Paltrow promuove su sito web uova di giada per fertilità, ginocologi avvertono: “Sono pericolose”

Pubblicato il 26 Gen 2017 alle 7:16am

L’attrice americana Gwyneth Paltrow sul suo sito web Goop.com, dove spesso dispensa consigli su salute, benessere, femminilità e fertilità, suggerimenti che molto spesso vengono smentiti da esperti del settore perché controproducenti, questa volta, torna a parlare di fertilità promuovendo l’uovo di giada, della grandezza di 5 centimetri, che inserito in vagina, secondo l’attrice, servirebbe ad aumentare la fertilità, il tono muscolare e a godere di piaceri più intensi anche sotto le lenzuola. (altro…)

Fertility Day, è protesta nelle piazze. Non è piaciuta la campagna della Lorenzin

Pubblicato il 22 Set 2016 alle 12:19pm

E’ polemica per la foto diffusa ieri dal Ministero della salute a proposito della campagna in occasione del Fertility Day.

“È evidente che c’è stato qualche errore se si è scatenato tutto questo clamore – si difende il ministro Lorenzin ai microfoni di SkyTg24 -. Chi è responsabile della foto va a casa. La foto è diversa da quella che abbiamo vidimato, chi è responsabile va a casa, si assumerà le sue responsabilità”.

E in merito alla diffusione dell’opuscolo (poi ritirato), aggiunge: “Siamo in un Paese abbastanza particolare. La prima campagna non piaceva e l’abbiamo cambiata. La seconda campagna ha scatenato tutte queste polemiche. Io rispondo alle polemiche ma, ragazzi, parliamo di salute. Mi piacerebbe che tutti fossero focalizzati sulla cosa di cui stiamo parlando, la salute. In politica ci sono le strumentalizzazioni. C’è un sacco di gente che aspira a fare il ministro. Benissimo, io nel frattempo mi occupo di cure, prevenzione, fondo sanitario, accesso alle cure”.

Il ministro parla poi di numeri a sostengno della campagna che ha fortemente voluto e realizzato: “Ci sono 700.000 persone che stanno provando ad avere figli e che non ci riescono per vari motivi, spesso per patologie che potevano essere curate. E molti non sanno che c’erano delle terapie, oggi gratuite. Spero sia una grande giornata che possa dare almeno un primo spunto di informazione sulla propria salute e che se ne esca con molte nozioni in più”.

Ma la gente non ci sta, tante le famiglie, le coppie e i giovani a scendere in piazza.

“Siamo in attesa sì, ma di diritti, perché proprio alle generazioni che oggi sono invitate a procreare vengono sistematicamente negati”.

Una voce che si alza oggi nelle piazze di almeno 9 città italiane per la contromanifestazione dal titolo Fertility Fake promossa da varie associazioni (tra cui Cgil, Arci, Act, Artemisia, Unione degli Universitari, Rete degli studenti medi, Unite in rete, Libere tutte, Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo).

“Siamo in attesa di un lavoro, siamo in attesa di una casa, siamo in attesa di diritti per tutte/i durante il periodo di maternità e paternità, siamo in attesa di tutele quando il lavoro lo perdiamo o lo interrompiamo, siamo in attesa di asili nido, siamo in attesa di un sostegno per poter affrontare il difficile percorso della procreazione medicalmente assistita” dicono i giovani che oggi scendono in piazza. E ancora: “Siamo in attesa di un Governo che si prenda le proprie responsabilità e non colpevolizzi le persone”.

22 Settembre Fertility Day, è polemica per gli slogan scelti per il lancio della campagna

Pubblicato il 01 Set 2016 alle 8:22am

Si svolgerà il prossimo 22 settembre il Fertility Day ma la polemica scoppia sui social.

Agli internauti non piaciuto l’approccio della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin per promuovere una giornata nazionale di informazione su maternità e paternità.

A destare scalpore le cartoline ideate apposta per il lancio dell’evento. Una serie di immagini esplicative, accompagnate da didascalie discriminanti verso quanti non vogliono o non possono avere figli per una serie di ragioni anche economiche, lavorative, sociali, di coppia, o di malattie e infertilità.

Gli slogan scelti, vanno da “La bellezza non ha età, la fertilità sì” a “Datti una mossa! Non aspettare la cicogna”, passando per “Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi” e “La fertilità è un bene comune”, giudicate voi.