Fibromialgia

Fibrimialgia e esercizi fisici consigliati

Pubblicato il 31 Mag 2019 alle 6:10am

La fibromialgia è una sindrome che comporta dolore e rigidità muscolare cronica in tutto il corpo, e che spesso è anche causa di cefalee e di disturbi del sonno e dell’umore. Anche se vi sembrerà strano di poter svolgere qualche esercizio fisico, in realtà, non lo è. In quanto, l’allenamento e l’attività fisica possono decisamente aiutare chi soffre di questa debilitante malattia.

Ecco dunque gli esercizi consigliati che possono portare ad una serie di benefici, tra cui:

– Prevenzione del dolore cronico grazie al rafforzamento dell’apparato muscolare – Preservazione dei tessuti muscolari – Prevenzione o riduzione dei sintomi depressivi – Riduzione della difficoltà a concentrarsi – Miglioramento dei disturbi del sonno – Riduzione della disabilità indotta dalla malattia – Riduzione dell’astenia

Gli esercizi considerati più efficaci al fine di ottenere i benefici sopra elencati possono essere sintetizzati qua sotto, anche se la scelta più mirata può essere fatta da un reumatologo o fisiatra, e può variare da paziente a paziente.

Aerobica – Un esercizio aerobico, come la corsa, la camminata o il nuoto, secondo uno studio condotto nel 2017 possono portare una serie di benefici alle persone fibromialgiche, facendo calare la soglia del dolore muscolare Tai Chi – Il Tai Chi, antica arte marziale cinese, una pratica che si svolge compiendo movimenti lenti e di stretching. Oltre a migliorare la consapevolezza del proprio corpo, come mostrato in uno studio del 2018, si è rivelata molto più efficace dell’aerobica nel trattamento dei sintomi della fibromialgia. I soggetti presi in esame hanno riscontrato effetti benefici associati alla partecipazione regolare ed assidua a classi di questa disciplina. Allenamento di resistenza e stretching – un tipo di allenamento che può rafforzare i tessuti muscolari e migliorare la salute, il dolore e la forza muscolare, come dimostra uno studio del 2015 effettuato su donne affette da fibromialgia. Gli esercizi una volta acquisiti possono essere fatti anche a casa, con attrezzi e pesi leggerissimi. Yoga – in grado di rilassare mente e corpo, costituisce un approccio lento e graduale all’attività fisica. Uno studio del 2017 ha dimostrato come lo yoga è in grado di diminuire le disabilità causate dalla fibromialgia e la relativa depressione. Inoltre, può aiutare anche come prepazione ad altre attività disiche più impegnative ed intense.

Consigli per chi decide di fare attività fisica 1. Consultate il vostro medico di fiducia proponendogli la vostra scelta di attività fisica. 2. Seguite scrupolosamente le indicazioni del medico circa intensità e durata dell’allenamento prescelto. 3. Utilizzate un cardiofrequenzimetro per tenere sottocontrollo lo sforzo e non sovraccaricare troppo il vostro organismo. 4. Per allenarvi e prepararvi provate a camminare prima a passo veloce svolgendo qualche esercizio di respirazione ad intervalli regolari. 5. Iniziate con sessioni di 40 minuti due volte a settimana e aumentate l’intensità solo quando ve la sentirete o quando ve lo consiglierà il vostro medico di fiducia. 6. Se vedete che 40 minuti sono troppi, provate a svolgere almeno qualche minuto di esercizio fisico al giorno. 7. Rivolgetevi ad un fisioterapista per imparare ad eseguire con precisione gli esercizi (svolgerli in maniera errata potrebbe peggiorare la vostra situazione). 8. Monitorate sempre il livello del dolore dopo aver concluso l’allenamento per valutare i progressi o i peggioramenti dei vostri sintomi e decidere di conseguenza se continuare oppure no. 9. Fate precedere sempre all’allenamento una fase di riscaldamento e concludete la sessione con una fase di rilassamento muscolare. 10. Ricordate infine che l‘attività fisica non può costituire una cura per la fibromialgia, che va curata con le giuste terapie e i farmaci prescritti dal vostro medico che vi segue.

Domenica 12 maggio Giornata Mondiale della Fibromialgia

Pubblicato il 12 Mag 2019 alle 6:24am

Domenica 12 maggio si celebra la Giornata mondiale della Fibromialgia. Patologia invisibile e dolorosa che ha colpita anche la pop star Lady Gaga. Nel nostro Paese questa malattia di natura reumatologica colpisce circa 3 milioni di italiani, in netta prevalenza donne tra i 25 e i 55 anni, ma pur essendo stata scoperta e catalogata ventisei anni fa dalla Dichiarazione di Copenaghen nell’ambito delle ‘malattie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo’ viene ancora oggi, spesso definita come la “malattia invisibile” per alcune caratteristiche che la contraddistinguono e che ne rendono articolata e complessa la cura e la diagnosi.

La Fibromialgia è una sindrome dolorosa cronica, da sensibilizzazione centrale, caratterizzata dalla disfunzione dei circuiti neurologici preposti all’elaborazione degli impulsi provenienti dalle afferenze del dolore dalla periferia al cervello. Si manifesta con diversi sintomi: dolore muscolo scheletrico diffuso, affaticamento costante, rigidità in diverse parti del corpo, insonnia, continui mal di testa, scarsa resistenza all’esercizio fisico, astenia o l’alterazione della concentrazione.

E’ una malattia che progressivamente condiziona e che limita le abitudini quotidiane delle persone, nei luoghi di lavoro e in casa, provocando un drastico peggioramento della qualità della vita di chi ne è affetto.

Ci sono persone che si abituano, la sopportano, tranquillamente, e altre invece che al contrario non ci riescono.

Pur essendo per certi versi una malattia invalidante, in Italia non è ancora riconosciuta come tale.

Le persone che soffrono di fibromialgia non riescono a ricevere cure adeguate. La difficoltà diagnostica dà infatti molto spesso il via a un percorso lungo e costoso e, in assenza di una cura specifica, richiede trattamenti su più fronti, da fisioterapia, a farmaci convenzionali e non convenzionali, ozonoterapia sistemica, yoga, ecc.

L’associazione CFU Italia (Comitato Fibromialigici Uniti), presieduta da Barbara Suzzi, presente su tutto il territorio nazionale gestita da soli malati, si batte da tempo affinché, nel pieno rispetto dell’art.32 della nostra Costituzione che tutela salute di tutti i cittadini, anche la Fibromialgia sia inserita nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) per ampliare i diritti dei malati e per riconoscere cure, spese mediche ed esami diagnostici al pari delle altre malattie invalidanti. CFU Italia attualmente sta seguendo l’iter della legge all’esame del Senato e per sensibilizzare la cittadinanza sarà presente in tante città italiane, a partire da Roma, con propri banchetti informativi e raccolta firme. In supporto alla sua attività, con un video promozionale della giornata, è scesa in campo anche l’attrice Marina Giulia Cavalli, volto noto ddella fiction di “Un posto al Sole”.

Ossigeno-ozonoterapia, il trattamento medico che cura diversi disturbi e patologie dalla Fibromialgia al ringiovanimento cutaneo

Pubblicato il 28 Mar 2019 alle 6:56am

L’ozonoterapia, o più correttamente l’ossigeno-ozonoterapia, è un trattamento con azione antinfiammatoria e antidolorifica, indicato nei pazienti affetti da lombosciatalgia, lombocruralgia e cervicobrachialgia, dovute a patologie specifiche della colonna vertebrale, quali l’ernia del disco o protrusione discale. I pazienti che ne sono colpiti presentano dolore alla schiena o al collo; il dolore dalla schiena può irradiarsi al gluteo, alla coscia e lungo l’arto inferiore, mentre la sintomatologia dolorosa dal collo può estendersi sino al braccio e alle dita della mano.

L’ossigeno-ozono è una terapia molto valida con molteplici applicazioni, priva di effetti collaterali. Ricorrono all’ossigeno-ozono terapia diverse celebrities, come Nick Nolte, Pam Anderson, Kirstie Alley e il nostro amatissimo Massimo Boldi.

MA COME FUNZIONA LA OSSIGENOTERAPIA? La terapia prevede l’utilizzo di una miscela gassosa di due gas, ossigeno e ozono che, se somministrato alle giuste quantità, con un programma mirato, un protocollo personalizzato, permette di curare diverse patologie: acne , flebiti, malattie neurovegetative, artrosi, piede diabetico, sindrome della stanchezza cronica, fibromialgia, oltre quelle qua sopra citate. E trova anche, un’ampia applicazione in campo estetico: per la cura di cellulite, smagliature e ringiovanimento cutaneo.

L’ossigeno ozono terapia ha molti vantaggi, dicevamo. Riequilibra il sistema immunitario, interviene in casi di reazioni eccessive del corpo come le allergie, migliora il metabolismo cellulare, la circolazione sanguigna, il micro circolo capillare, scioglie i grassi e disinfiamma i muscoli contratti. E’ una ottima soluzione per la resistenza dei batteri agli antibiotici in quanto può distruggere anche i ceppi batterici più complessi.

L’ozono è un gas che si forma naturalmente nell’atmosfera: delle scariche elettriche modificano la struttura dell’ossigeno (O2) in ozono (O3). Quindi una molecola di ozono è composta da 3 atomi di ossigeno. Uno di questi atomi è instabile e tende a separarsi dagli altri due. Proprio questa instabilità rende l’ozono benefico.

L’ozono fu scoperto nel 1832 da un medico tedesco, Christian Schonbein, che ne descrisse l’odore e l’elevata capacità ossidante, ma negli anni Ottanta, fu un medico italiano, Cesare Verga, a scoprirne gli effetti benefici con l’utilizzazione della miscela di ossigeno-ozono applicata a patologie discali. La terapia viene utilizzata da diversi anni in diverse parti del mondo, tra cui anche in Italia.

«Questo trattamento non è una terapia alternativa ma una pratica medica, naturale, biologica ed efficace», dice il professor Marianno Franzini, presidente della Sioot (Società italiana ossigeno-ozono terapia). «A supporto di ciò esistono oltre 2500 diverse pubblicazioni scientifiche che confermano la bontà del trattamento. Non solo, una ricerca della FDA pubblicata sulla prestigiosa rivista “Science” ha evidenziato come il nostro sistema immunitario produca molecole di ozono per difendersi dalle infezioni. Per tale motivo la terapia combatte alcune patologie per le quali non c’è una cura gold-standard, come le infezioni da antibiotico-resistenza, la stanchezza cronica e la fibromialgia. Inoltre l’ozono terapia rappresenta il trattamento risolutivo per il 97% delle ernie discali e delle protrusioni discali».

OZONOTERAPIA E MEDICINA ESTETICA «L’ozono terapia è molto indicata nel trattamento della cellulite dato che ne combatte le cause, mediante tre meccanismi d’azione: esercita un’azione idrofoba, cioè scinde gli acidi grassi lunghi, riattiva la circolazione veno-linfatica ed elimina il ristagno dei liquidi attraverso le urine», spiega anche Maria Teresa Baldini, chirurgo estetico a Milano, Forte dei Marmi e Roma. «La sua applicazione è semplice e indolore. Si aspira da un’apparecchiatura certificata una miscela di ossigeno-ozono che viene somministrata con microiniezioni sottocutanee nelle gambe. Alla fine del trattamento è consigliato bere mezzo bicchiere di acqua ozonizzata per intensificarne l’azione. Sono consigliate circa 10/14 sedute con cadenza bisettimanale per ottenere dei buoni risultati. L’ozonoterapia è anche indicata per ridurre le borse sotto gli occhi, due/tre microiniezioni per borsa riducono il gonfiore».

L’ozono terapia svolge una potente azione antiage, essendo in grado di stimolare la rigenerazione cellulare. Bastano infatti poche sedute per conferire alla pelle elasticità e tonicità. Consigliata anche a chi è in giovane età, in via preventiva, l’ossigeno-ozonoterapia è in grado di ridurre lo stress ossidativo e quindi la formazione delle piccole rughe.

«Per una sferzata rigenerante a tutto l’organismo e per potenziare la risposta antiossidante, si può ricorrere all’autoemoterapia (o GAET), messa a punto in Germania, ma diffusa in tutto il mondo – continua ancora la specialista -. La miscela gassosa, in concentrazioni calibrate, che viene messa a contatto con il sangue prelevato dal paziente che viene attivato con ossigeno-ozono e poi reinfuso, è un trattamento non invasivo e privo di effetti collaterali. Per ringiovanire invece, viso, collo e décolleté, si eseguono delle microiniezioni della miscela nelle zone da trattare. Il consiglio è quello di fare un ciclo di una/due sedute settimanali almeno per un mese. Il costo? Molto inferiore rispetto a quello di un filler, ma il risultato è molto più naturale e persistente nel tempo, in quanto viene stimolata la produzione naturale di collagene».

Fibromialgia: in Sicilia un gruppo di lavoro specializzato

Pubblicato il 17 Ott 2018 alle 8:31am

Un enorme passo in avanti arriva dalla sanità siciliana, grazie ad un’importante iniziativa messa in campo dal governatore Nello Musumeci e dall’assessore Ruggero Razza, che ha istituito un gruppo di lavoro per l’approfondimento di problematiche legate alla Fibromialgia, Encefalomielite mialgica benigna e Sensibilità chimica multipla. (altro…)

Fibromialgia, la malattia invisibile che ha costretto Lady Gaga a disdire 10 concerti del tour europeo

Pubblicato il 04 Feb 2018 alle 8:30pm

Fibromialgia, patologia reumatologica di cui soffre anche Lady Gaga, la quale ha annunciato sui social che proprio a causa di questa malattia è costretta ad annullare le ultime 10 tappe della sua tournèe europea, perché ‘devastata dai dolori’.

La patologia, apparentemente invisibile è infatti definita anche ‘sindrome del dolore che non si vede’. E’ una patologia, quasi interamente al femminile, che causa un insieme di sintomi fisici e psichici particolarmente debilitanti ma che non compaiono nelle analisi di laboratorio. Si presenta con dolori muscolari e senso di affaticamento, disturbi del sonno, reflusso gastroesofageo, colon irritabile e anche problemi cognitivi e di memoria.

In Italia il 15 novembre scorso la Commissione Affari sociali della Camera ha approvato un testo che prevede di includere la fibromialgia nell’elenco delle malattie croniche di rilevante impatto sociale e sanitario e che devono rientrare nei Lea, i livelli essenziali di assistenza.

Piercarlo Sarzi Puttini, reumatologo dell’Ospedale Sacco di Milano l’ha definita un “dolore del corpo e dell’anima”, di cui soffrono circa due milioni di italiani, e al 90%, donne.

“Una sindrome – ha precisato – difficile da diagnosticare, perché concorrono sintomi numerosi e diversi fra loro. Non si può estirpare chirurgicamente e riduce le capacità di svolgere un’efficiente attività lavorativa e di avere una vita sociale appagante”.

Le cause? “Può esserci predisposizione genetica – ha detto lo specialista in reumatologia – ma concorrono soprattutto variabili ambientali, socioculturali: lo stress a cui ogni giorno è sottoposta la donna giustifica la prevalenza nel sesso femminile. Ci possono anche essere stati, nella vita di queste pazienti, un particolare trauma, dinamiche familiari negative, abusi fisici o sessuali. Ma il primo movente è senz’altro un disturbo della percezione del dolore”.

Era il 13 settembre quando, al Toronto Film Festival, la cantante ha rivelato per la prima volta di soffrire di fibromialgia. La pop star americana di fama internazionale su twitter ha annunciato che dovrà dedicarsi alla sua salute e uscirà a breve un documentario in cui parla della fibromialgia sperando che serva ad aumentare la consapevolezza su tale sindrome e a connettere tra loro le persone che ne soffrono.

Fibromialgia e dolore cronico, come alleviarlo anche a tavola

Pubblicato il 07 Mag 2017 alle 8:45am

La fibromialgia, è una patologia muscolo scheletrica che colpisce soprattutto le donne. Si presenta come dolore cronico diffuso e tutta una serie di sintomi di non poco conto.

«Presenta, infatti, astenia, disturbi del sonno, di ansia, dell’umore e della sfera cognitiva che minano seriamente alla qualità della vita, relazionale e lavorativa delle persone», spiega il reumatologo Giannantonio Cassisi, segretario CReI. «Riguarda in prevalenza le donne e pare che solo il 20% dei pazienti che hanno dolore cronico diffuso abbiano la fibromialgia. È una malattia difficile da comprendere: bisogna conoscerla molto bene, e una cura ad oggi non è stata ancora trovata».

Il problema colpisce il 13% della popolazione, «riguarda nella stessa misura entrambi i sessi e può essere diagnosticata in base a due criteri: se si ha dolore alla parte alta e bassa e da ambo i lati del corpo per tre mesi consecutivi, oppure, secondo quelli che sono i topografici di Manchester, ossia se i pazienti indicano dei punti sui quadranti appositamente disegnati su un manichino».

Le cause possono essere diverse, «dalle malattie degenerative allo stress, passando per una carenza di vitamina D, fino ad arrivare ad una poliartrosi che perdura da parecchio tempo. Ecco perché bisogna allora stare particolarmente attenti alla diagnosi».

Una dieta scorretta, dice ancora l’esperto e colleghi, riuniti a Roma per il XX Congresso Nazionale del Collegio reumatologi Italiani (CReI) dedicato alle “Malattie senza dolore”, può determinare uno squilibrio della flora batterica intestinale finendo così per amplificare la percezione degli stimoli dolorosi. Dunque via libera alla dieta mediterranea, occhio alle intolleranze, sì all’integrazione con vitamina D: questi i primi consigli per chi soffre di fibromialgia e dolore cronico diffuso.

Infatti, secondo diverse ricerche è emerso che anche l’intestino potrebbe giocare un ruolo chiave nell’esordio della fibromialgia.

«Molti dei fibromialgici infatti presentano disturbi gastro-intestinali, come l’iperproliferazione batterica nel tenue o il colon irritabile». Il neurologo e nutrizionista Menotti Calvani dell’Università Tor Vergata di Roma, spiega «Sappiamo che molti dei recettori per neurotrasmettitori presenti nell’intestino influenzano il tono dell’umore e i centri del dolore. Sappiamo pure che l’intestino dei fibromialgici, in terapia con antidolorifici e gastroprotettori che riducono l’acidità gastrica, è più permeabile di altri. Questo vuol dire che mettono in circolo, nel corpo, più sostanze che causano dolore, come adrenalina e dopamina, per esempio».

Riequilibrare l’intestino significa dunque poter ridurre la sintomatologia della sindrome fibromialgica. Ma cosa bisogna fare? «In primis, si deve valutare se ci sono intolleranze: sappiamo che il 36% dei fibromialgici è intollerante al lattosio, mentre il 49% lo è al glutine». «Poi bisogna valutare se c’è carenza di vitamina D o un’alimentazione che non segue i principi della dieta mediterranea, con cibi poco cotti e ricchi di fibre che aiutano la corretta funzionalità intestinale».

Altro consiglio è quello di ridurre gli zuccheri, controllare la presenza o meno dell’alterazione di un gene, quello della produzione di acido folico, che grazie a una serie di meccanismi interni permette di eliminare omocisteina, anche questa causa di aumento del dolore. Da non dimenticare infine la buona abitudine di fare una costante attività fisica, che aiuta anche l’intestino a normalizzarsi.

Il 12 maggio è la giornata mondiale della Sindrome della Stanchezza Cronica e Fibromialgia

Pubblicato il 24 Apr 2011 alle 12:35pm

È una patologia diffusa in tutto il mondo e in Italia ne soffrono più di 300.000 persone. (altro…)