finanza

Sterilizzazione incremento IVA e accise, le novità a partire dal 1 gennaio 2019

Pubblicato il 27 Dic 2017 alle 7:41am

Per l’anno 2018 non ci saranno aumenti nel 2018 delle aliquote dell’Iva ordinaria e agevolata, delle accise, delle aliquote dei tributi e delle addizionali regionali e degli enti locali, ma in maniera progressiva a partire dall’anno successivo, ovvero dal 1 gennaio 2019 e fino al 2021 l’Iva ordinaria passerà dal 22% al 25% mentre l’aliquota agevolata aumenterà al 13% dal 2020.

Le novità 2018 per il Settore Agricolo Tra le novità IVA 2018 sono previste nuove percentuali di compensazioni dal 1 gennaio 2018 da parte dei produttori agricoli in regime speciale IVA. Sarà innalzata la percentuale di compensazione IVA per le carni vive bovine e suine prevedendo in misura non superiore, al 7,7 % e all’8% per ciascuna annualità 2018, 2019, 2020. In base a tale meccanismo, quanto più saranno elevate le percentuali di compensazione tanto più si avvicineranno all’aliquota IVA applicata ai singoli prodotti, tanto maggiore sarà il beneficio che ne deriverà al produttore agricolo che venderà i suoi prodotti.

In materia di spettacolo teatrale, inoltre, si estenderà l’aliquota IVA ridotta al 10% ai contratti di scrittura relativi a tutti gli spettacoli teatrali, ai concerti, alle attività circensi e di spettacolo viaggiante e si prevederà che la stessa aliquota ridotta si applichi anche nei casi in cui le relative prestazioni siano condotte da intermediari (articolo 39, comma 13 DDL 2018).

Split payment IVA 2018 Pubblica Amministrazione Lo spilt payment, è la cosiddetta scissione dei pagamenti, per cui i fornitori della Pubblica Amministrazione emettono fattura ma non incassano l’IVA, che la PA versa direttamente al fisco. Ciò significherà che sono le stesse Pubbliche Amministrazioni a dover liquidare l’IVA sugli acquisti senza che debbano provvedere i loro fornitori. Manovra correttiva del 2018 riguarderà anche l’estensione dello split payment a tutte le società controllate dalla Pubblica Amministrazione.

Ossia, un’obbligatorietà del versamento dell’IVA non solo per i rapporti tra PA e privati ma anche per ad altri soggetti: Stato, organi statali benché dotati di personalità giuridica, enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti, Camere di Commercio, Istituti Universitari, ASL e degli enti ospedalieri, le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche, le società controllate direttamente o indirettamente da qualsiasi tipo di amministrazione pubblica e quelle partecipate per una quota non inferiore al 70% da qualsiasi amministrazione pubblica o società assoggettata allo split payment. In questo modo non ci sarà più la distinzione tra controllo diretto e controllo indiretto che aveva creato confusione nell’applicazione dell’imposta.

Le novità in materia IVA, infine, saranno contenute nella manovra, e molte delle quali interesseranno i cittadini e le aziende.

Arrestati gli imprenditori Ricucci e Coppola per giro di fatture false per oltre un milione di euro

Pubblicato il 20 Lug 2016 alle 10:24am

I finanzieri del Comando provinciale della guardia di finanza di Roma, hanno arrestato, questa mattina, gli imprenditori romani Stefano Ricucci e Mirko Coppola. Nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, su richiesta della procura dopo indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Roma.

Secondo gli inquirenti, le fatture false, per importi complessivamente superiori al milione di euro, sarebbero state, per Ricucci, lo strumento per ottenere un’ingente quantità di liquidità finanziaria.

Proprio 10 anni fa Stefano Ricucci aveva scontato quasi tre mesi di carcere a Regina Coeli perché secondo i pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, sussistevano i pericoli di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato in relazione alla collocazione delle sue quote del pacchetto azionario Rcs.

Banche, Renzi respinge accuse conflitto di interesse

Pubblicato il 28 Gen 2016 alle 11:17am

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi respinge al mittente le accuse di conflitto di interesse sul salvataggio di alcune banche italiane (Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Banco Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti) mosse da Forza Italia, Lega e Movimento Cinque Stelle.

E sottolinea: “Non c’è stato un singolo evento che possa giustificare le accuse di conflitto di interesse”.

La prima mozione è stata respinta dal Senato, con 178 voti contrari e 101 a favore. L’Aula del Senato ha detto “no” anche a quella presentata dal M5S, e i voti contrari sono stati 174, mentre 84 quelli a favore e 1 astenuto.

Le due mozioni hanno anche aggiunto pressione al governo Renzi accusato dai partiti di opposizione di conflitto di interesse, poiché il padre di uno dei più stretti alleati del premier, il ministro per le riforme Maria Elena Boschi, è stato vicepresidente di Banca Etruria fino a quando l’istituto non è stato messo in amministrazione straordinaria.

Il fratello del ministro aveva lavorato presso la banca stessa. Boschi ha negato le accuse di conflitto di interesse per il salvataggio delle banche ed è sopravvissuta al voto di sfiducia, lo scorso dicembre, presentato dal M5S.

Sulla vicenda delle banche il governo italiano è riuscito a raggiungere un accordo il “last minute” con la Commissione europea, per aiutare gli istituti italiani a gestire i portafogli di crediti in sofferenza.

Canone Rai in bolletta, multa di 500 euro per chi evade

Pubblicato il 17 Ott 2015 alle 12:23pm

Toccherà pagare una multa di 500 euro a chi evaderà il canone Rai. E’ questo ciò che si legge in una delle ultime bozze sulla Legge di Stabilità. L’articolo 12 che prevede una “sanzione amministrativa pari a cinque volte” l’importo del canone di abbonamento che per il 2016 è fissato in 100 euro.

LE MISURE SULLA RAI

Il canone Rai si pagherà in bolletta e subirà una sforbiciata, passando nel 2016 da 113,50 a 100 euro, mentre nel 2017 scenderà a 95 euro. Misura messa in atto al fine di combattere l’evasione fiscale, che nel 2015 potrebbe arrivare fino al 30%, toccando quota 600 milioni.

Un sistema di riscossione ancora in via di definizione. Il testo prevedrebbe infatti il rinvio dei dettagli ad un decreto del Ministero dello Sviluppo da presentare entro 45 giorni: il canone si pagherà a rate e soltanto sulla prima casa, come il Tesoro ha già precisato nei giorni scorsi. Con la nuova norma, la tassa non dovrebbe essere più legata al possesso del televisore, ma a quello dei vari device come smartphone, tablet e pc, con cui si può vedere la Rai. Toccherà eventualmente al singolo utente chiedere l’esenzione dichiarando all’Agenzia delle Entrate il mancato possesso di tali mezzi.

Una volta messo punto il canone in bolletta resta nel mirino di Assoelettrica, che prende atto della decisione del governo auspicando che le modalità operative vengano definite “attraverso un costruttivo confronto con gli operatori e l’Autorità per l’energia”.