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Quando il mal di testa può provenire anche dal formaggio

Pubblicato il 28 Lug 2020 alle 6:04am

Il mal di testa può provenire anche da ciò che noi mangiamo. Possiamo essere allergici, al formaggio e non saperlo e avere anche un forte mal di testa.

Ma che cos’è la tiramina?

Ci sono cibi particolarmente ricchi di questa molecola che scatenano il mal di testa, che a volte può essere anche molto debilitante.

Ma vediamo quali sono, i formaggi incriminati

La lista è piuttosto lunga, di formaggi ricchi di tiramina, ma ne comprende 3 famosi e molto usati, soprattutto dagli sportivi. Si tratta di:

– Grana padano – Parmigiano reggiano – Emmenthal

Da uno studio condotto nelle università del Nord Europa, a parità di disagio tra gruppi di lavoratori, come turni massacranti, ipertensione e carenza di sonno dovuto al lavoro è emerso infatti che chi assumeva formaggi freschi non subiva mal di testa. Nel gruppo di lavoratori che non mangiavano i tre formaggi di cui sopra, ma solo

– Robiola – Mozzarella – Crescenza il mal di testa non compariva nemmeno nei vari disturbi.

Questa importante ricerca ha evidenziato anche che il mal di testa può provenire dall’intolleranza al lattosio. Ciò accade, a differenza di quanto accade con le allergie che colpiscono il sistema immunitario, perché l’intolleranza denota la mancanza di sostanze di cui il nostro organismo ha più bisogno e la tiramina metterebbe a nudo.

I formaggi che aumentano il colesterolo

Pubblicato il 15 Lug 2020 alle 6:38am

Il colesterolo è una sostanza presente nei prodotti di origine animale. Si ritrova nel sangue sotto forma di “colesterolo buono” (HDL) e “colesterolo cattivo” (LDL). Quanto quello cattivo è alto significa che si corrono rischi per le malattie cardiovascolari. (altro…)

Colesterolo alto: gli 8 formaggi che si possono mangiare

Pubblicato il 02 Gen 2020 alle 8:00am

Tra gli alimenti che bisogna evitare quando si ha il colesterolo alto, c’è anche il formaggio in quanto ricco di grassi saturi. Tuttavia, sono numerosi gli studi che, di recente, hanno riabilitato questo gustoso alimento visto che è anche ricco di acidi grassi, in grado di alzare i livelli di colesterolo buono, un fattore protettivo (e non di rischio) per le malattie cardiovascolari. E’ bene ricordare però che chi soffre di ipercolesterolemia dovrebbe fare molta attenzione alla frequenza e alla quantità di formaggio assunta e dovrebbe consigliare il proprio medico per una alimentazione sana e variegata. Detto ciò, esistono formaggi più grassi e più magri. I primi sono quelli con più alto contenuto di colesterolo: attenzione quindi a parmigiano, pecorino e formaggio spalmabile. Questo non vuol dire eliminarli dalla dieta completamente ma fare molta attenzione alle quantità.

Fiocchi di latte: formaggio ottenuto con una cagliata classica ridotta in piccoli fiocchi, hanno un sapore delicato e molto dolce. Sono considerati un formaggio magro perché contengono una percentuale molto bassa di grassi, dal 3% al 5% e contengono pochissimo colesterolo: 100 gr di fiocchi di latte ne contiene solo 17 mg, che vuol dire, via libera.

Crescenza: uno tra i formaggi con minor contenuto di colesterolo. Ogni 100 gr di questo prodotto contiene “solo 53 mg di colesterolo che messo a paragone con altri formaggi è davvero molto poco.

Ricotta: uno dei formaggi magri (o meglio, latticini) migliori in assoluto in quanto ricca di proteine e povera di lipidi. La quantità di colesterolo è di circa 51mg ogni 100 gr ma è ricca di sostanza benefiche come minerali quali calcio e fosforo, vitamine come riboflavina e retinolo. Gli esperti consigliano di mangiarne una quantità ridotta di ricotta come proteine, circa 2 volte a settimana.

Feta: formaggio greco che contiene 68mg di colesterolo ogni 100 gr. Una quantità che permette di essere inserita in una dieta variegata e bilanciata anche a fronte delle numerose qualità. Le proteine della feta, sono altamente digeribili perché il processo di produzione prevede la parziale idrolisi delle caseine e, dunque, l’aumento della frazione solubile delle stesse. La feta è anche ricca di riboflavina e retinolo, calcio e fosforo. Attenzione però che sia anche ricca di sodio, elemento sfavorevole soprattutto per chi soffre di pressione arteriosa.

Mozzarella: formaggio che non è certamente da bandire! Anche se 100 gr di mozzarella forniscono circa 250 calorie, l’apporto di colesterolo non è altissimo, “solo” 46mg ogni 100 grammi. Non solo: è anche ricca di sostanze importanti come calcio, fosforo, vitamina B2 e A. In condizioni normopeso, gli esperti consigliano di inserire la mozzarella nell’alimentazione non più di 1 o 2 volte a settimana.

Gorgonzola: questo formaggio, contiene circa 70mg di colesterolo ogni 100 gr, è una quantità non certo bassa ma nemmeno proibita se questo alimento viene inserito in una dieta sana ed equilibrata. Questo perché il gorgonzola è anche ricco di acqua che mantiene una percentuale di colesterolo accettabile.

Pamigiano Reggiano: ricco di proprietà benefiche come vitamina A e B, zinco e ferro, bisogna moderare le quantità in quanto è anche ricco di colesterolo: 100 gr di parmigiano reggiano ne contengono ben 88mg. Per questo motivo, gli esperti consigliano di mangiarne un pezzettino non più di una volta a settimana.

Tofu: privo di colesterolo, rappresenta una buona scelta per prevenire l’ipercolesterolemia.

Perché i formaggi possono causare mal di testa

Pubblicato il 12 Dic 2019 alle 6:41am

I cibi ricchi di tiramina possono scatenare mal di testa. La tiramina è una molecola dal forte potere vasodilatatore. I formaggi freschi come nel caso della mozzarella, della robiola e della crescenza non presentano questo problema perché la tiramina si forma in maggiore quantità durante la stagionatura, per cui possono essere consumate senza problemi anche da chi soffre di cefalea. Cosa diversa invece per il Grana Padano, l’Emmenthal, il Parmigiano Reggiano, lo Zola. Anche piccole quantità di questi formaggi possono determinare disturbi nei soggetti sensibili.

Recenti studi scientifici dimostrano, infatti, che alte dosi di vitamina D, del quale latte e derivati sono la prima fonte, a contribuire alla prevenzione dell’emicrania.

Il sintomo del mal di testa ricorre anche in diverse intolleranze, come ad esempio quella al lattosio, e può nascondere una forma di celiachia. Il problema del mal di testa rientra tra i sintomi delle allergie alimentari. Le allergie, non sono da confondere con le intolleranze. L’intolleranza al lattosio non va scambiata con l’allergia alle proteine del latte, che è possibile diagnosticare grazie a dei test.

I cibi che combattono il mal di testa sono quelli ricchi di magnesio. Secondo gli esperti infatti, il magnesio potrebbe essere utile per il rilassamento della tensione che può interessare i vasi sanguigni e provocare il mal di testa. Ecco perché il consiglio principale, dicono i ricercatori è quello di arricchire la propria alimentazione co albicocche secche, mandorle, avocado, riso integrale e legumi. Anche gli spinaci, invece, aiutano ad abbassare la pressione sanguigna e ad alleviare il mal di testa. Buona quindi insalata con foglie larghe, spinaci a cui aggiungere noci e mandorle.

Il gorgonzola è il formaggio perfetto per gli intolleranti al lattosio

Pubblicato il 05 Set 2017 alle 10:21am

Il gorgonzola è un formaggio privo di lattosio. La notizia è divenuta ufficiale dopo la sperimentazione organizzata dal Consorzio Gorgonzola in collaborazione con il Centro di Ricerca CREA di Lodi. (altro…)

Il formaggio riduce il rischio di diabete 2, ma attenti ad obesità e colesterolo

Pubblicato il 18 Set 2014 alle 6:38am

Secondo un recente studio, condotto dalla Lund University Diabets Center di Malmoe, l’assunzione di 8 porzioni di formaggio al giorno può ridurre la probabilità di ammalarsi di diabete di tipo 2 del 23%. (altro…)

Latte e derivati: cosa c’è da sapere

Pubblicato il 22 Mag 2011 alle 8:40am

Tra i prodotti lattiero-caseari troviamo un gran numero di alimenti:

– il latte (pastorizzato, crudo, UHT, concentrato…); – i formaggi; – gli yogurt e i latti fermentati; – le creme e i dessert a base di latte.

Panna fresca e burro non rientrano, invece, nei prodotti lattiero-caseari, ma nei corpi grassi. Dei prodotti caseari possiamo dire che sono ricchi di principi nutritivi come:

– proteine di buona qualità, ma in quantità inferiore rispetto alle carni; – acidi grassi e colesterolo in quantità più o meno considerevoli, secondo il grado di “alleggerimento” del prodotto. Pertanto, i prodotti allo 0% sono quasi privi di materie grasse; – vitamine idrosolubili (le vitamine del gruppo B) e vitamine liposolubili (prodotti interi o parzialmente scremati); – minerali e oligoelementi in quantità inferiori; – “zuccheri” (glucidi) la cui qualità varia a seconda del procedimento tecnologico di produzione.

Il formaggio è più ricco di calcio rispetto al latte. Essendo un derivato del latte, ha la stessa origine e gli stessi costituenti, ma i tenori e le composizioni pur essendo simili, in modo significativo in funzione del procedimento di produzione utilizzato. I formaggi (del tipo latte incagliato, poi coagulato) hanno tenori molti più alti di lipidi, di proteine, di calcio rispetto al latte o allo yogurt.