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Depressione, non è genetica, smentita associazione

Pubblicato il 26 Giu 2019 alle 6:09am

A 23 anni dalla scoperta del primo fattore genetico collegato alla depressione, e dopo l’identificazione nel corso degli ultimi due decenni di diverse altre variabili genetiche correlate con i disturbi depressivi, arriva un’ampia ricerca pubblicata sull’American Journal of Psychiatric che smentisce detta correlazione. Lo studio in questione, ha infatti dimostrato l’assenza di legami statisticamente significativi tra i principali 18 geni individuati almeno dieci volte nei principali studi e la depressione.

Lo studio, chiamato “No Support for Historical Candidate Gene or Candidate Gene-by-Interaction Hypotheses for Major Depression Across Multiple Large Samples”, condotto in Colorado, ha utilizzato per la prima volta una vasta banca di biodati con genoma provenienti da ampi campioni di popolazione e di controllo, arrivando così, ad un numero totale di 620 mila unità di persone.

I risultati illustrati sono stati inequivocabili: hanno evidenziato alcuna correlazione tra i geni studiati e la depressione.

Da qui, è emerso, che non risultano differenze significative di con disturbi depressivi maggiori tra i 18 geni individuati rispetto agli altri geni analizzati.

Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, garantiscono gli esperti, non ci sono garanzie che una persona soffrirà di una depressione in base alle caratteristiche di uno o più geni. “Siamo lontani dalla conoscenza di rapporti certi tra genetica e depressione, mentre l’ambiente sembra giocare il ruolo fondamentale”, afferma lo psichiatra Massimo Cozza, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Roma 2, uno dei più grandi in Italia.

Essere belli è questione di geni

Pubblicato il 06 Apr 2019 alle 6:16am

Il segreto della bellezza è scritto nei geni, che hanno un ruolo chiave nella determinazione della bellezza dell’essere umano. E’ quanto emerge da un nuovo studio condotto da Qiongshi Lu e dai suoi colleghi dell’Università del Wisconsin-Madison, pubblicato su ‘Plos Genetics’. Il team ha identificato infatti i ‘geni della bellezza’, scoprendo che sono diversi in uomini e donne.

Il team Usa ha esaminato le informazioni genetiche di 4.383 soggetti, per individuare le parti del genoma legate alla bellezza del viso. Alcuni volontari hanno valutato le foto degli annuari scolastici dei partecipanti sulla base della loro bellezza, e i ricercatori hanno confrontato poi i punteggi con le informazioni genetiche di ciascuno, scoprendo che i loro ruoli e la relazione con altre caratteristiche umane variavano a seconda del sesso. Nelle donne, alcune varianti genetiche legate alla bellezza sembravano essere correlate ai geni che impattavano sulla massa corporea, mentre nei maschi le varianti erano legate ai geni che influivano sui livelli di colesterolo nel sangue.

Lo studio fornisce ora nuovi spunti sui fattori genetici alla base dell’attrattiva di un volto, mettendo in risalto le complesse relazioni tra bellezza e altri tratti umani. “Non esiste un” gene principale “che determini la bellezza di una persona”, ha osservato Qiongshi Lu. “Invece, questo fattore è molto probabilmente associato a un gran numero di componenti genetiche, con effetti deboli” se prese singolarmente. “In particolare, la specificità del sesso è uno schema ricorrente, osservato in quasi tutte le analisi del nostro studio”, conclude.

Tumore al seno, dai geni il rischio di metastasi

Pubblicato il 06 Mar 2019 alle 8:13am

Identificati dai i geni che sono in grado di predire il rischio di sviluppare metastasi nel tumore al seno. La ricerca, sostenuta dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, è frutto del lavoro svolto da parte dell’Istituto Europeo di Oncologia e dell’Università di Milano. Una scoperta tutta italiana che potrà aprire le porte a nuove terapie personalizzate in funzione della probabilità di comparsa di metastasi.

Si tratta della scoperta di una nuova firma molecolare costituita da geni molto espressi in alcuni tumori mammari e in grado di predire il rischio di metastasi a distanza.

Al momento si stanno conducendo studi di validazione dell’efficacia clinica della firma molecolare utilizzando gruppi di pazienti arruolate in studi clinici internazionali. Questo rappresenta un passaggio indispensabile, spiegano i ricercatori, per l’introduzione di tale metodica nella pratica clinica nei prossimi anni.

Insonnia: la causa è in 956 regioni del Dna che regolano emozioni, stress e tensioni

Pubblicato il 01 Mar 2019 alle 7:52am

L’americano Massachusetts General Hospital (Mgh) e l’Università britannica di Exeter, hanno individuato 57 geni associati ai sintomi dell’insonnia, analizzando i dati di 450.000 persone conservati nella Biobanca del Regno Unito, insieme a quelli di 15.000 norvegesi e 2.200 americani. “I geni che abbiamo scoperto potrebbero ora essere il bersaglio per nuovi trattamenti”, commenta Jacqueline Lane del Mgh. “Sappiamo da tempo che c’è una correlazione tra insonnia e disturbi cronici”, aggiunge Samuel Jones di Exeter, “ora abbiamo la prova che il rischio di depressione e malattie del cuore aumenta a causa di questo disturbo”. (altro…)

Individuati i geni della solitudine

Pubblicato il 16 Lug 2018 alle 6:53am

Sentirsi soli o riuscire ad essere socievoli dipende anche dai geni: esistono infatti 15 varianti genetiche legate a questi tratti del carattere. A spiegarlo sulla rivista scientifica Nature Communications sono i ricercatori dell’università di Cambridge.

Grazie ad un’analisi condotta in Gran Bretagna su circa 500.000 volontari, coinvolti nel programma britannico Biobank, il gruppo guidato da John Perry ha scoperto che c’è anche un possibile fattore biologico alla base di quella solitudine patologica che impedisce ad alcune persone di riuscire a entrare in contatto con chi le circonda, pur desiderandolo.

I ricercatori hanno infatti identificato 15 varianti genetiche associate all’isolamento sociale e altre invece in chi è più socievole e frequenta palestre, pub, club o gruppi religiosi.

“Ciò significa che non tutte le persone malate di depressione hanno questi geni, e che è anche per questo che gli stessi farmaci non funzionano su tutti i pazienti”, spiega all’ANSA Maurizio Pompili, professore di Psichiatria all’università La Sapienza di Roma.

“C’è un peso genetico su cui le terapie standard non funzionano. In altre parole – continua – non si può risolvere tutto con la terapia farmacologica o psicologica se ci sono queste basi genetiche. Se ne possono però gestire le conseguenze, aiutando queste persone ad esempio a migliorare la loro capacità di risolvere i problemi a livello sociale e ridurre le difficoltà tipiche di chi ha queste difficoltà di socializzazione”.

Nello studio si è anche osservato un legame tra i chili di troppo, la solitudine e i sintomi depressivi. Un maggior indice di massa corporea renderebbe più vulnerabili alla depressione e alle malattie cardiovascolari le persone con queste varianti genetiche della solitudine, spiega ancora l’esperto.

Tumore al seno, può colpire anche gli uomini

Pubblicato il 12 Mag 2017 alle 10:12am

Anche gli uomini possono essere colpiti dal tumore al seno, anche se in misura estremamente minore. Tra tutti i tumori maschili, l’incidenza di quello alla mammella è dell’1%, contro il 25% di quello alla prostata. (altro…)

Sindrome premestruale, la colpa è dei geni

Pubblicato il 05 Gen 2017 alle 10:20am

Per la sindrome premestruale, identificata negli anni ’60, fino ad oggi non era stata ancora identificata alcuna causa. (altro…)

La scelta di quando avere il primo figlio arriva dal dna

Pubblicato il 02 Nov 2016 alle 12:06pm

A che età avere il primo figlio? La risposta può essere dettata non solo dall’età e da scelte personalei ma anche dai geni, per la precisione 12 aree specifiche del Dna che possono determinare anche il numero di bambini che si avranno. (altro…)

Se il caffè rende nervosi è tutta colpa dei geni

Pubblicato il 08 Ott 2014 alle 10:50am

Se il caffè rende nervosi o insonni la colpa sarebbe dei geni. Ne sono convinti i ricercatori dell’università di Harvard che hanno pubblicato uno studio sulla rivista Molecular Psychiatry. (altro…)

I belli sono in genere più sani dei brutti, si ammalano meno

Pubblicato il 02 Lug 2014 alle 10:31am

Non è uno scherzo, lo rivela uno studio americano pubblicato sul giornale Evolution and Human Behaviour. Le persone brutte o meno attraenti, si ammalano più di quelle belle. Perché? (altro…)