gioco del suicidio

Allarme Blue Whale, il gioco che spinge gli adolescenti a suicidarsi

Pubblicato il 22 Mag 2017 alle 6:34am

Una tredicenne di Pescara è svenuta in classe. Aiutata dalle amiche che conoscevano il suo stato di depressione è riuscita a venirne fuori grazie alla sua confessione choc. Praticava il Blue Whale. Il suo telefono è ora in mano alla polizia.

La 13enne ha ammesso di aver partecipato al terrificante “gioco del suicidio”, la macabra ideazione nata dalla fantasia folle del russo Philip Budeikin. Ora la ragazzina è al sicuro nel reparto di neuropsichiatria dell’ospedale Salesi di Ancona.

Questo gioco che spinge i giovanissimi al suicidio sarebbe addirittura stato inventato dal Cremlino, per tentare di allontanare gli adolescenti russi dall’uso del VKontakte. La psicologa Gloria Trapanese, che ha trattato uno dei casi sospetti, ha spiegato: “Siamo in piena emergenza”. La giovanissima avrebbe percorso tutte le fase di questo gioco pericolosissimo fino ad arrivare al cinquantesimo e ultimo stadio o livello.

Nel corso delle giornate i “tutor” le hanno imposto riti assurdi: dalla sveglia alle 4.20 ogni mattina, guardare film horror tutto il giorno fino ad incidersi le braccia disegnando la balena.

La ragazza aveva dichiarato di volersi gettare dall’ottavo piano della sua abitazione. Non le sono state somministrate terapie farmacologiche, perchè – come spiegano i medici – la migliore cura è sviluppare l’autoconsapevolezza senza narcotizzare le sensazioni della ragazzina. E ora sembra esserci riuscita, è fuori pericolo.