giorgia meloni

Mai più bambini dimenticati in auto. Approvata la legge Meloni dei seggiolini anti-abbandono

Pubblicato il 08 Ott 2019 alle 11:39am

La legge Meloni è realtà. Il ministro per le Infrastrutture Paola De Micheli ha infatti, firmato ieri, il decreto attuativo dell’articolo 172 del Nuovo codice della strada per prevenire l’abbandono dei bambini nei veicoli a 4 ruote.

E’ al via, quindi, l’obbligo di installazione dei dispositivi antiabbandono sui seggiolini per i bambini di età inferiore ai 4 anni. L’obbligo sarà operativo non appena il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nei prossimi giorni.

Si tratta del passaggio conclusivo della legge, dopo l’approvazione del Parlamento con il voto di tutti i gruppi politici, il parere favorevole acquisito dalla Commissione europea e il via libera dei giorni scorsi del Consiglio di Stato.

In considerazione dell’importanza di questi dispositivi auto, volti a salvare la vita di tanti bambini, che spesso per una dimenticanza o distrazione, vengono dimenticati dai genitori o parenti in auto, come già accaduto negli ultimi anni, sono allo studio – fa sapere il Mit – le modalità per attuare l’agevolazione fiscale prevista per favorirne l’acquisto ed incrementare le relative risorse.

A farsi promotrice della legge era stata la leader e presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che, nelle ultime settimane, aveva denunciato l’immobilismo del precedente ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che non aveva dato seguito al voto del Parlamento ormai avvenuto diversi mesi fa.

Nave Diciotti, ministro Salvini indagato: “Vergogna, non ci fermeranno”. Governo sblocca situazione migranti con Cei e Paesi ExtraUe

Pubblicato il 25 Ago 2018 alle 11:42pm

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è indagato dalla Procura di Agrigento per sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale. Indagato anche il capo di Gabinetto del Viminale. Secondo i magistrati, avrebbero privato illegalmente della libertà personale i migranti soccorsi in mare dalla nave Diciotti a cui, da giorni, è vietato scendere dall’imbarcazione ormeggiata nel porto di Catania.

Dura la reazione del ministro dell’Interno e leader della Lega parlando dalla festa della Lega di Pinzolo. “Indagano un ministro che difende i confini del Paese. E’ una vergogna” ma “non ci fermeranno”. “Cosa porti a casa? Che ti indagano. Aspetto con il sorriso il procuratore di Agrigento, voglio spiegargli le mie ragioni. Aspetto un procuratore che indaghi i trafficanti e chi favoreggia l’immigrazione clandestina. Gli ricordo che gli scafisti comprano armi e droga che poi viene spacciata magari fuori dalle scuole dei nostri figli”.

La vicenda della nave Diciotti in serata trova la sua soluzione: tutti gli immigrati verranno sbarcati nelle prossime ore, 20 andranno in Albania, altri 20 in Irlanda e 100 si occuperà la Chiesa. Da Catania i migranti saranno trasferiti a Messina e poi distribuiti in vari centri. Una risoluzione che arriva quasi in contemporanea con la notizia che il ministro dell’Interno Matteo Salvini è indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio proprio per la questione della nave Diciotti. Il vice-premier si dice non turbato dalla vicenda giudiziaria che lo ha colpito, pronto per la sua arringa, orgoglioso degli accordi con l’Albania ed il Vaticano su cui ha lavorato in prima persona. Ed in serata è proprio la Cei a confermare che garantirà l’accoglienza ad un centinaio di migranti “per porre fine alle sofferenze di queste persone in mare da giorni”.

Nel pomeriggio di oggi, la polizia ha impedito un tentativo di sfondamento effettuato dai manifestanti che contestavano il blocco dei migranti sulla nave Diciotti ferma da giorni nel porto di Catania. Un poliziotto è rimasto ferito e portato in un cellulare della polizia di Stato per le prime cure. Una decina di giovani con salvagenti e tavolette si sono lanciati a mare nel tentativo di raggiungere il pattugliatore della Guardia Costiera gridando ‘libertà, libertà’.

Il ministro Conte questa sera in una nota diffusa sul social ha detto: “Come già annunciato dal ministro Salvini, i migranti ancora a bordo della nave Diciotti sbarcheranno nelle prossime ore. Ringraziamo l’Albania, l’Irlanda e la Cei per avere aderito all’invito a partecipare alla redistribuzione. Ne accoglieranno rispettivamente 20, 20 e 100. Vogliamo rassicurare coloro che hanno espresso preoccupazione per le loro condizioni: abbiamo prestato loro continua assistenza sanitaria e fornito tutto il vitto necessario. Ricordo che siamo intervenuti a soccorrere il barcone nonostante questo navigasse in acque Sar maltesi e sia stata Malta a rivendicare per prima il coordinamento delle operazioni di salvataggio il 15 agosto scorso. Abbiamo assicurato l’immediato trasbordo a terra di 13 persone che versavano in condizioni critiche. Successivamente abbiamo assicurato lo sbarco di 17 minorenni non accompagnati. Oggi 11 donne e 6 uomini sono stati fatti sbarcare a seguito di ulteriori visite mediche. Questo Governo esprime una politica sull’immigrazione rigorosa e coerente, ma non abbandona a se stesse persone che sono in pericolo di vita o comunque versano in condizioni critiche. I numeri ci danno ragione. Gli sbarchi sono diminuiti dell’85%, se compariamo questo periodo di Governo con il medesimo lasso temporale dell’anno precedente. Con questo Governo il Mediterraneo non è più il cimitero dei migranti senza nome. Le politiche dei governi precedenti non hanno impedito che circa 34.000 migranti trovassero la morte negli ultimi 15 anni. Una politica rigorosa non solo vale a contrastare i traffici illeciti e le tratte “disumane” ma consente di evitare un così inaccettabile numero di vittime in mare. L’incontro che si è svolto ieri a Bruxelles, in tema di immigrazione, e che si è concluso con un nulla di fatto, non è una sconfitta dell’Italia, come qualcuno superficialmente ha scritto. E’ una sconfitta dell’Europa. Non attesta solo un arretramento rispetto alle Conclusioni che tutti e ventotto i Paesi membri hanno liberamente sottoscritto nel corso del Consiglio Europeo dello scorso giugno. Attesta una palese violazione dello “spirito di solidarietà” che anima i Trattati e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Questo Governo si è presentato in Europa con le carte in regola. Come pure richiesto da molti Paesi membri, questo Governo sta perseguendo una politica sull’immigrazione ben più rigorosa rispetto al passato, in modo da evitare che le coste italiane costituiscano l’approdo indiscriminato dei migranti e, quindi, fattore di stimolo per i traffici illegali e in modo da evitare che i migranti possano ricollocarsi liberamente negli altri Paesi europei. Questo Governo, inoltre, ha offerto un significativo contributo al fine di elaborare e pervenire a un serio progetto di politica europea – complesso, articolato, multilivello – in materia di migrazioni. Le Conclusioni condivise a fine giugno hanno costituito un buon compromesso tra le varie istanze dei Paesi membri, con la raggiunta consapevolezza della necessità di superare l’attuale regolamento di Dublino. Nonostante questo, l’Italia deve prendere atto che lo “spirito di solidarietà” stenta a tradursi in atti concreti. Ho scritto ieri che ne avremmo tratto le conseguenze. Chiarisco meglio: siamo al lavoro per porre una riserva all’adesione dell’Italia al piano finanziario pluriennale in corso di discussione. A queste condizioni, l’Italia non ritiene possibile esprimere adesione a un bilancio di previsione che sottende una politica così incoerente sul piano sociale. E’ questo il nostro contributo per far crescere l’Europa. Non possiamo accontentarci di uno spazio comune di mercato, di un’aggregazione di Paesi che si ritrovano sulla base di meri interessi economici. Abbiamo dell’Europa una concezione più elevata. Siamo un Paese fondatore e anche per questo avvertiamo una maggiore responsabilità. Vogliamo che a tutti gli sforzi sin qui compiuti per edificare questo complesso edificio europeo sia offerta un’adeguata prospettiva di sviluppo, che possa esprimersi anche sul versante dei rapporti sociali”.

Giorgia Meloni di Fdi esprime tutto il suo sostegno al ministro Salvini: “Scandaloso e sovversivo indagare un ministro che cerca di fermare l’invasione di clandestini, come chiesto a gran voce dai cittadini italiani nelle ultime elezioni politiche, per costringerlo invece a far sbarcare gli immigrati e a non cambiare nulla. Ancora più scandaloso se si tiene conto che mai nessun magistrato ha pensato di indagare il precedente governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, pur essendoci tutti i presupposti. Nessuno creda di potersi porre al di sopra della volontà popolare e di piegare la nostra democrazia alla propria ideologia. Fratelli d’Italia esprime la sua solidarietà a Salvini e chiede al Ministro della Giustizia e al Presidente della Repubblica di intervenire immediatamente per censurare questo gravissimo atto. E ci aspettiamo una parola di sdegno anche da quella parte significativa della magistratura non obnubilata dal furore ideologico”.

Giorgia Meloni, nel suo programma: sostegno alla natalità, liste pulite e zero inciuci

Pubblicato il 04 Dic 2017 alle 5:34am

“Noi chiediamo tre cose agli alleati: un programma che dica prima, cosa si farà per gli italiani. Chiarezza da chi pensa che la Merkel sia un interlocutore o chi sull’unità d’Italia ancora un po’ tentenna. Poi vogliamo coerenza, con la clausola anti inciucio. Nessuna intesa con il Pd ma nemmeno con i grillini. Infine una selezione sulle liste elettorali. Propongo alla coalizione di istituire una commissione per vagliare le candidature, questo lavoro non lo deve fare la magistratura ma la politica”. Così Giorgia Meloni si è espressa così alla convention di Fratelli d’Italia che si è tenuta alcuni gironi fa a Trieste.

La leader del partito ha sottolineato che solo chi detesta la Patria poteva immaginare lo ius soli. “La cittadinanza deve essere – ha proseguito la Meloni – sudata, meritata, richiesta e celebrata”.

E ancora: “Noi non avremmo potuto celebrare il nostro congresso in nessun’altra città. Trieste è la più italiana delle città, quella che più di tutte ha rischiato di essere strappata alla patria. A settant’anni di distanza ancora aspettiamo che la sinistra chieda scusa per la posizione presa sulle truppe di Tito, chieda scusa per quel Palmiro Togliatti a cui dedichiamo strade e piazze”.

Se il centrodestra avrà la maggioranza ha promesso – verrà di nuovo istituita la commissione parlamentare d’inchiesta affinché si sappiano i nomi dei debitori insolventi delle banche per i quali gli italiani hanno saldato i loro conti. Il programma di Fdi ha aggiunto la leader è lungo e articolato, dalle pensioni (“bisogna mettere mani alle pensioni d’oro che costano 11 miliardi con delle leggi vergognose e ingiustificabili”) alla politica per le imprese, con defiscalizzazioni per impedire che delocalizzino la produzione.

Infine, ha toccato un punto molto cruciale, tra i principali che intende condividere con gli alleati: “Un imponente piano di sostegno alla natalità che si sia visto nella storia d’Italia perché non ci interessa occuparci di un’Italia non più popolata da italiani”.

Roma, Rita Dalla Chiesa possibile candidata a sindaco per il Centrodestra

Pubblicato il 11 Feb 2016 alle 6:04am

Sarebbe Rita Dalla Chiesa, volto noto della tv Mediaset e Rai, la possibile candidata di Forza Italia e Fdi, per la corsa al Campidoglio.

“Ringrazio per la fiducia – dichiara la conduttrice – io non ho ancora deciso niente però. Dovrò incontrare nei prossimi giorni con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, poi vedremo”.

“Credo che Roma meriti il massimo rispetto e il massimo amore”.

“Non credo che mio padre sarebbe in disaccordo con questa cosa scelta. Per tutta la vita ho cercato di fare delle scelte che fossero in accordo col cognome che porto. Ho cercato, anche nelle scelte professionali, di camminare su una strada sulla quale mi avrebbe fatto camminare mio padre. Penso di esserci riuscita. Sicuramente è una bella manifestazione di stima nei miei confronti. Sono una persona che grazie a Dio non ha scheletri negli armadi. Sono trasparente. Da un lato mi ha fatto piacere che abbiano pensato a me, ma dall’altro mi hanno gettato, pur col paracadute, in un baratro”.

Scelta non gradita dal leader della Lega Nord, Matteo Salvini, in corsa con il centrodestra che diserterà l’incontro con Silvio Berlusconi per trovare la quadra più giusta sulle prossime candidature per le elezioni amministrative.

Bologna: il nuovo centrodestra, Salvini contro Alfano

Pubblicato il 09 Nov 2015 alle 10:27am

“Non siamo a ricordare il passato. Non si vive di nostalgia”. Questa la sintesi del discorso tenuto ieri dai leader di Lega, Fi e Fdi da Bologna.

“La leadership – ha sottolineato Matteo Salvini – la scelgono i cittadini, non un palco, un microfono o una piazza. Oggi siamo qui per dire che insieme si vince se qualcuno è in cerca di poltrone questa è la piazza sbagliata”.

Ad aprire il comizio Silvio Berlusconi. “Con questa ritrovata unità vinceremo le prossime elezioni. Con Matteo, con Giorgia e con Silvio non ce ne sarà più per nessuno”. Insieme, Fi, Lega e Fdi, potranno “superare il 40%”. Questa, evidenzia “è una giornata fondamentale per il futuro di tutti noi e dell’Italia”.

Una ripartenza con quelli che chiama gli “amici degli ultimi venti anni”, con un omaggio a Bossi accolto con qualche mugugno, sopra e sotto il palco. Ma una ripartenza tutta nuova.

“Qui comincia qualcosa di nuovo guidato dalla lega, non è un nuovo 1994 e non è la casa delle libertà”. L’alleanza di centrodestra deve “ripartire da Roma e Milano: servono persone determinate che vogliano fare il sindaco”. Gli fa eco il leader del Carroccio. Un nome per Milano, assicura, “io ce l’ho”, ma “per serietà i nomi li facciamo prima con gli alleati, poi coi milanesi e poi in tv”. E “se c’è qualche candidato migliore di quelli della Lega lo sosterremo: a me interessa unire”. Poi dal palco ringrazia le forze dell’ordine ferite negli scontri e promette: “Dopo i campi rom sgombereremo i centri sociali, uno per uno e col sorriso”. Non manca una frecciatina al leader escluso, Angelino Alfano. “Non andremo mai con un personaggio inutile e incapace come Angelino Alfano. Alfano, occupati dei poliziotti, cretino che non sei altro, difendi la tua gente, difendi gli italiani per bene, espelli qualche clandestino se ne sei capace, e lascia perdere la politica che non fa per te”.

“Renzi non sa neanche leggere la bussola -replica la Meloni – nella legge di stabilità non c’è nessun taglio agli sprechi, né taglio tasse. Stanno lì a vantarsi di togliere norme ridicole introdotte da loro, mettono Marino a fare il sindaco poi lo sfiduciano e vogliono essere ringraziati: siate coerenti e dimettetevi, adesso andate a casa”.

In piazza Maggiore, luogo simbolo del centro sinistra, erano presenti circa 20mila persone. La manifestazione bolognese è stata un buon successo di affluenza (non certo i 100mila annunciati da Salvini, ma comunque un discreto colpo d’occhio) in una città totalmente blindata, con numerosi cortei antagonisti che si sono conclusi con una carica, un funzionario di polizia ferito e due manifestanti fermati: un bilancio che, data la tensione della vigilia, si temeva molto peggiore.

Tra i punti principali del programma: meno tasse, meno europa, più lavoro, meno rom, immigrati e chiusura dei centri sociali.

Spot Fdi antigay fa verso a Sanremo

Pubblicato il 20 Feb 2013 alle 4:38pm

”Vota con la testa e con il cuore, non votare con il culo. Noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”.

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