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Intercettazioni, il governo dice sì alla riforma

Pubblicato il 01 Gen 2018 alle 9:45am

Il Governo ha attuato, alcuni giorni fa, la delega alla legge 103/2017 varando definitivamente la riforma delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, al fine di contemperarne l’importanza strategica a interessi tutelati dalla Costituzione. Entrerà in vigore dopo sei mesi dalla pubblicazione. La parte che sancisce il diritto dei giornalisti ad avere copia dell’ordinanza di custodia cautelare, una volta resa nota alle parti, sarà invece in vigore a partire da un anno.

Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri rivede le disposizioni in materia e conferma il ruolo delle intercettazioni come fondamentale strumento di indagine, anche se ne disciplina il procedimento e le responsabilità della selezione delle comunicazioni intercettate, in modo da impedire l’indebita divulgazione di fatti e riferimenti a persone estranee all’oggetto dell’attività investigativa.

Il provvedimento introduce infatti nel codice penale il delitto di “diffusione di riprese e registrazioni di comunicazioni fraudolente” (con esclusione di quelle realizzate per esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca) e dispone il divieto di trascrizione, anche sommaria, delle comunicazioni o conversazioni ritenute irrilevanti per le indagini.

Con tale legge si rivede la disciplina del deposito degli atti, secondo una procedura in due fasi: al deposito delle conversazioni e delle comunicazioni, segue l’acquisizione soltanto di quelle rilevanti e utilizzabili, con il conseguente stralcio e custodia nell’archivio riservato di quelle irrilevanti e inutilizzabili. Il pubblico ministero, al quale è rimessa la valutazione delle esigenze investigative, diviene il custode dell’archivio riservato e garantisce sulla riservatezza della documentazione, così da escludere, fin dalla conclusione delle indagini, ogni riferimento a persone e fatti estranei alla vicenda oggetto di attività investigativa.

Nella riforma viene rivisto anche l’uso dei captatori informatici nei dispositivi elettronici portatili (i cosiddetti trojan horse), si semplifica l’utilizzo di intercettazioni nei procedimenti per i più gravi reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione e viene rafforzata la tutela della riservatezza nelle comunicazioni tra avvocato difensore e assistito.

Giornalisti palestinesi contro Google per aver cancellato dalle carte geografiche il nome della loro terra

Pubblicato il 10 Ago 2016 alle 8:20am

Il Forum dei giornalisti palestinesi ha pubblicato una protesta contro Google “per aver cancellato dalle sua carte geografiche il nome della Palestina e per averlo rimpiazzato con quello di Israele”. A riferirlo è il sito web ‘Memo’ di monitoraggio del Medio Oriente.

Secondo il Forum questo sviluppo, avvenuto il 25 luglio, “rientra nei piani di Israele di fissare il proprio nome come Stato legittimo nelle generazioni a venire ed abolire per sempre quello della Palestina”.

Si tratterebbe, dunque, secondo i giornalisti palestinesi, di una “falsificazione della storia, della geografia e del diritto dei palestinesi alla propria terra”.

Una petizione di sostegno ha già raccolto 136 mila firme. Nelle carte di Google i territori nazionali di Israele, Giordania, Libano ed Egitto sono presentati in maniera evidente, mentre la Cisgiordania e Gaza restano senza una chiara attribuzione.

Intercettazioni: M5S annunciata battaglia contro “legge-bavaglio”

Pubblicato il 15 Set 2015 alle 7:49am

Giro di vite sulle intercettazioni con misure previste “contro i magistrati e contro i giornalisti”: è la denuncia che arriva dal Movimento 5 Stelle che darà “battaglia” già da oggi, quando le nuove regole “antidemocratiche” e “vergognose” saranno all’esame dell’aula della Camera. (altro…)