Google

Privacy, Class action da 5 miliardi contro Google Chrome perché tracciava gli utenti in Modalità Incognito

Pubblicato il 11 Giu 2020 alle 5:56am

Intentata una causa legale da 5 miliardi di dollari negli Stati Uniti perchè Google avrebbe tracciato i dati degli utenti da web browser, mentre utilizzavano Google Chrome in Modalità Incognito. Nello specifico si tratterebbe di una class action con gli obiettivi molto precisi. Gli utenti da web browser chiedono un risarcimento a Google, perché il colosso del web “li ha illusi” di poter davvero controllare cosa fosse visibile o non visibile delle loro ricerche su Google Chrome, utilizzando la Modalità Incognito. Si tratterebbe di una violazione della legge sulla privacy, sancita anche dalla normativa federale. La somma finale richiesta è pari a 5 miliardi di dollari, 5000 dollari per ogni utente coinvolto nella class action. Secondo i motivi del ricorso che insiste sulla causa presentata al giudice proprio in questi giorni: “Google raccoglie informazioni attraverso Google Analytics, Google Ad Manager e altre applicazioni, nonché plug-in dei siti web, e ancora con app per smartphone, a prescindere che qualcuno abbia attivato o meno l’opzione per condividere i propri dati. Ciò aiuta la società ad apprendere circa amici, hobby, cibi preferiti, abitudini dello shopping, persino le più intime informazioni private e imbarazzati oggetto di ricerche online”.

Google da parte sua ha anche rilasciato una dichiarazione in merito alla vicenda: “La Modalità Incognito di Google Chrome dà la possibilità di navigare in internet senza che le attività siano salvate sul browser e sul dispositivo. Ma come rendiamo noto ad ogni nuovo avvio di una finestra del browser, i siti web potrebbero comunque essere in grado di raccogliere informazioni sulla navigazione”.

Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” un controsenso. L’associazione seguirà l’evolversi della vicenda nei prossimi mesi e se Google dovrà davvero sborsare un totale di 5 miliardi di dollari anche perché sarebbero necessari degli accertamenti volti ad approfondire la questione.

Come Google scova il tumore al seno meglio degli esperti

Pubblicato il 04 Gen 2020 alle 11:59am

Google ha messo a punto un sistema di intelligenza artificiale, in grado di individuare il tumore al seno meglio dei radiologi. È questo il risultato di uno studio condotto dall’Imperial College di Londra, che ha collaborato anche con scienziati americani. Gli esiti finali sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature.

Google AI e radiologi hanno lo stesso grado di accuratezza, ma il computer scopre meglio i falsi positivi

I ricercatori hanno analizzato i dati del computer, creato dagli esperti di intelligenza artificiale del colosso americano, con le informazioni raccolte dai medici. In pratica si è voluto capire se l’intelligenza artificiale fosse migliore dell’uomo nel comprendere le mammografie.

Il problema dei falsi positivi I radiologi sbaglierebbero all’incirca 2 diagnosi ogni dieci, secondo quanto rivelato da l’American Cancer Society. L’associazione degli oncologi americani che sostiene che la metà delle donne che si sottopone agli screening in un periodo di dieci anni ha un risultato di falso positivo.

Il team di ricerca ha scoperto che l’intelligenza artificiale non solo ha le stesse capacità dei medici di individuare il tumore al seno, può anche evitare i falsi positivi, cioè la persona a cui è stato erroneamente diagnosticato un cancro alla mammella. Gli esperti a questo punto sono fiduciosi sulla possibilità di sviluppare tecnologie simili per migliorare il tasso di individuazione del tumore al seno, che colpisce una donna ogni otto. Molto meno diffuso, tra gli uomini, anche se bisogna sempre restare in allerta.

Decine di migliaia di mammografie confrontate I risultati dello studio, sviluppato con l’unità Alphabet Inc’s DeepMind AI, che si è fusa con Google Health nel mese di settembre, è un deciso passo in avanti nel trovare il tumore al seno ai primi stadi.

Per verificare l’affidabilità di questo sistema, i ricercatori hanno predisposto il sistema in modo tale che identificasse il tumore al seno su decine di migliaia di mammografie. Successivamente il gruppo di lavoro ha confrontato le prestazioni del sistema con i risultati del personale medico. Le mammografie di donne inglesi erano 25.856, mentre quelle americane 3.097, per un totale di 28.953 mammografie analizzate.

I risultati della ricerca?

La ricerca in questione, ha dimostrato che l’intelligenza artificiale è stata in grado di identificare tumori con un grado di accuratezza del tutto simile a quella dei radiologi. A cambiare è il numero di falsi positivi, che sono scesi del 5,7% tra le mammografie americane e dell’1,2% tra l’esame diagnostico svolto su cittadine britanniche. Queste differenze riflettono i modi in cui le mammografie sono lette. Negli Usa solo un radiologo legge i risultati e il test è svolto ogni anno o due. In Gran Bretagna l’esame è svolto ogni tre anni ed è letto da due radiologi. Se non sono d’accordo, se ne consulta un terzo.

Google acquista Fitbit per 2,1 miliardi di dollari

Pubblicato il 04 Nov 2019 alle 6:57am

Google ha annunciato di acquistare Fitbit, azienda leader nel settore dei dispositivi wearable dedicati al fitness. Un accordo che porterà il grande colosso quotato in borsa all’espansione anche nell’ambito dei fitness tracker e degli smartwatch.

La conferma, arriva in seguito a giorni di indiscrezioni, che porta ad un accordo del valore di 2,1 miliardi di dollari che dovrebbe concludersi già a partire dal 2020.

L’azienda di Mountain View ha deciso infatti di fare un grande investimento nel settore dei wearable, considerando l’acquisizione di Fitbit come una grande opportunità per investire maggiormente in WearOS, ma anche alla creazione di dispositivi indossabili da introdurre sul mercato questa volta marchiati Google.

Google lancia gli sms 2.0 e una nuova sfida a Apple

Pubblicato il 22 Giu 2019 alle 11:19am

Il gigante Google si dice pronto a lanciare Sms 2.0, il nuovo protocollo – chiamato Rich Communication Services, Rcs – che consente ai vecchi messaggini di farsi multimediali. Non ancora adottati dagli operatori telefonici, i cosiddetti “Sms+” saranno introdotti da Google sugli smartphone Android in Francia e Regno Unito, rappresentando così una vera sfida per i iMessage di Apple. (altro…)

Google rompe i rapporti con Huawei: stop agli aggiornamenti Android per i cellulari

Pubblicato il 20 Mag 2019 alle 10:07am

Già a partire dalle prossime ore tutti i telefoni del colosso cinese Huawei rischierebbero di perdere l’accesso agli aggiornamenti del sistema operativo Android, cioè la mente che fa funzionare tutto. Non solo, applicazioni e servizi diventati ormai indispensabili per gli utenti occidentali, come Gmail e Play Store, ma anche il negozio digitale di Big G, scomparirebbero dai successivi prodotti firmati Huawei. E non unicamente in terra del Dragone, dove da sempre le app di Mountain View sono bandite, ma anche nel resto del mondo.

Lo rivela in esclusiva Reuters che avrebbe ricevuto una soffiata da una fonte ben informata, interna alla compagnia californiana: un’indiscrezione confermata anche dal sito di tecnologia The Verge, mentre un portavoce di Google ha dichiarato “ci stiamo adeguando all’ordine e valutando le implicazioni”, senza rilasciare dettagli in merito.

Una mossa questa molto importante ma che potrebbe comunque avere delle serie ripercussioni sull’azienda produttrice e segnare definitivamente la sua caduta dal mercato mondiale degli smartphone.

Depressione, un test di Google aiuta a scoprirne i segnali

Pubblicato il 28 Ago 2017 alle 9:58am

Generalmente le persone che presentano sintomi di depressione mostrano e provano frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza personale. Tendono a chiudersi in se stesse, a non avere stimoli dal mondo esterno, vivendo una condizione di costante malumore e pessimismo generale, anche per il futuro avvenire. (altro…)

Google, arriva l’app per mandare Sos a contatti di fiducia

Pubblicato il 09 Dic 2016 alle 6:48am

Lo smartphone può diventare un “pulsante” con cui lanciare un Sos in caso di emergenze. E’ la nuova pensata di Google. La compagnia annuncia infatti dal suo blog l’applicazione “Contatti di fiducia” (“Trusted Contacts”) con cui una persona può scegliere di condividere in ogni momento, tramite smartphone, la sua posizione con un gruppo di persone da rassicurare o da allertare in caso si verifichino situazioni di pericolo.

L’applicazione permette di condividere la propria posizione, anche con il cellulare spento, e di inviare un messaggio ai contatti inseriti come preferiti.

Ideata al fine di far sapere in caso di emergenza – come un incidente d’auto o un terremoto – o situazioni quotidiane di pericolo, che si sta bene o si ha bisogno di aiuto.

Un’app dunque, che va oltre la funzione del “Safety Check” di Facebook in caso di disastri naturali o attentati.

Questo, perché, mostrerà anche uno “status di attività” del proprio smartphone. Anche i contatti potranno richiedere di vedere la posizione se sono preoccupati per qualche motivo: e l’utente potrà declinare la richiesta se è tutto a posta.

Qualora non arrivi risposta entro un certo lasso di tempo la sua posizione viene condivisa in modo automatico. Si può decidere se si vuole, in qualsiasi momendo di sospendere la condivisione dei dati.

L’app è stata lanciata per ora sui dispositivi Android, mentre una versione per iOS di Apple arriverà molto presto.

Giornalisti palestinesi contro Google per aver cancellato dalle carte geografiche il nome della loro terra

Pubblicato il 10 Ago 2016 alle 8:20am

Il Forum dei giornalisti palestinesi ha pubblicato una protesta contro Google “per aver cancellato dalle sua carte geografiche il nome della Palestina e per averlo rimpiazzato con quello di Israele”. A riferirlo è il sito web ‘Memo’ di monitoraggio del Medio Oriente.

Secondo il Forum questo sviluppo, avvenuto il 25 luglio, “rientra nei piani di Israele di fissare il proprio nome come Stato legittimo nelle generazioni a venire ed abolire per sempre quello della Palestina”.

Si tratterebbe, dunque, secondo i giornalisti palestinesi, di una “falsificazione della storia, della geografia e del diritto dei palestinesi alla propria terra”.

Una petizione di sostegno ha già raccolto 136 mila firme. Nelle carte di Google i territori nazionali di Israele, Giordania, Libano ed Egitto sono presentati in maniera evidente, mentre la Cisgiordania e Gaza restano senza una chiara attribuzione.

Storica pizzeria napoletana fa causa a Google per un milione di euro di risarcimento danni

Pubblicato il 25 Giu 2016 alle 6:41am

La storica pizzeria napoletana “Brandi” cita in giudizio il motore di ricerca più famoso del mondo, Google, per il quale il locale è risulatto essere “chiuso definitivamente”.

Ad aprire le ostilità contro il colosso di Mountain View è l’avvocato Angelo Pisani, fondatore di Noiconsumatori.it, che “per i gravi danni d’immagine e patrimoniali causati a uno dei simboli di Napoli nel mondo”, “chiederà un milione di euro di risarcimento danni”.

Una situazione «gravissima, durata almeno dal 25 aprile fino al 5 maggio quando, dopo i numerosi reclami dei gestori, l’errata informazione è stata finalmente cancellata mentre ora resta da spiegare al pubblico la falsa notizia, sfruttata ad arte anche dalla concorrenza», sottolinea il legale della storica pizzeria napoletana.

Smartphone, le app spiano gli utenti. La conferma arriva da uno studio

Pubblicato il 08 Nov 2015 alle 11:47am

Le applicazioni per i dispositivi Apple e Android sono delle vere e proprie ‘spie’ condividono i dati personali degli utenti con piattaforme tipo Google, Apple e Facebook senza chiederne un esplicito permesso. (altro…)