governo giallo rosso

Manovra, governo Giallo -Rosso: dal tetto per i contanti all’aumento su affitti e vendite

Pubblicato il 17 Ott 2019 alle 1:08pm

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri la legge di bilancio per il 2020, il decreto fiscale a essa collegato e ha inviato a Bruxelles il documento programmatico di bilancio, un testo ufficiale dove vengono riportate tutte le spese e le entrate che l’esecutivo stima per l’anno prossimo.

La legge di bilancio, o manovra, dovrà essere votata successivamente anche dal parlamento entro la fine di quest’anno, ma intanto, è stata deliberata salvo intese. Questa formula viene utilizzata tutte le volte che l’esecutivo non riesce a trovare un accordo e lascia intendere che nei prossimi mesi potranno essere apportate alcune modifiche. Secondo il governo, queste riguarderanno però solo aspetti secondari e le misure che la manovra contiene sono solo da considerarsi definitive. Vediamole allora meglio, nel dettaglio.

Le voci di spesa Il costo maggiore che il governo dovrà affrontare riguarderà la famosa sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell’Iva. L’imposta sul valore aggiunto, che sarebbe dovuta partire dal 2020, è stata neutralizzata grazie a uno stanziamento di 23,1 miliardi di euro.

Altri 3 miliardi di euro saranno invece investiti per tagliare il cuneo fiscale, cioè le tasse sul costo del lavoro. Grazie a questa misura, i lavoratori che guadagnano meno dovrebbero trovare – in media – 40 euro in più in busta paga ogni mese, mentre per i datori di lavoro non cambierà nulla: è stata infatti bocciata la richiesta di Luigi Di Maio che prevedeva sconti alle imprese in cambio del salario minimo.

Il governo ha poi deciso di prorogare i sussidi alle imprese del piano Industria 4.0, quelli per l’anticipo pensionistico dell’Ape social, il meccanismo grazie al quale chi svolge un mestiere usurante o a rischio può andare in pensione prima, e quelli per Opzione donna, un altro anticipo sulla pensione che riguarda le lavoratrici del settore privato. Sul fronte previdenziale, è stata confermata anche quota 100 che Italia Viva, il partito di Renzi, vuole abolire a tutt’oggi, già a partire dal prossimo anno (tale misura si applica su base temporale triennale). L’esecutivo ha poi stanziato alcuni fondi per la tutela delle persone con disabilità, ministero creato dal precedente governo, ma poi, non si sa perché, abolito da questo nuovo arrivato, per gli aumenti contrattuali dei dipendenti pubblici e per l’eliminazione del superticket, cioè la tassa di 10 euro che le regioni possono decidere di far pagare in aggiunta al ticket.

Le entrate Il governo prevede poi di recuperare diversi miliardi di euro dalla lotta all’evasione fiscale, da sempre un tema al centro del dibattito pubblico, pensando di poterla raggiungere grazie a una serie di misure, repressive, e vincolanti, come ad esempio l’istituzione di un registro unico per gli operatori del gioco pubblico e l’implementazione dei pagamenti elettronici, più facili da tracciare. Oggetto della serrata polemica politica negli ultimi giorni… abbassamento progressivo della soglia dell’utilizzo di contante, che dovrebbe passare dai tremila euro attuali ai mille del 2021, e di restituire alle persone parte dei soldi che hanno speso pagando con bancomat e carta di credito, tramite una sorta di lotteria settimanale i cui contorni sono, almeno per il momento, ancora del tutto da chiarire.

Conte allo Speciale Tg1 “Non vogliamo criminalizzare nessuno” ma “incentivare l’utilizzo della moneta elettronica”. “Ho parlato di un patto con i cittadini onesti, vogliamo dire a tutti che essere onesti conviene”. Chi ricorrerà ai pagamenti digitali si ritroverà un ”superbonus, il bonus della befana da 200-250 euro, a crescere” e anche un concorso a premi, una ”lotteria con 50 milioni”.

La lotta all’evasione fiscale potrebbe poi passare anche da un inasprimento delle pene per gli evasori ma, secondo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, non ci sarà nessuna riforma del sistema penale a breve.

Prevista la riduzione delle commissioni bancomat e carte per i negozianti, e sanzioni per quelli che rifiutano i pagamenti con le stesse, pari a 30 euro oltre il 4% del valore della transazione per la quale è stato negato il pagamento con le carte. Istituita una lotteria con estrazioni e premi speciali per gli acquisti fatti con carta di credito o bancomat.

Comprevendite Imposte registro. Brutte notizie per chi compra o vende casa: triplicano le imposte di registro. L’imposta ipotecaria e catastale sulle compravendite immobiliari private (prima casa e altri) passa da 50 a 150 euro. Ma si riduce da 200 a 150 quella sui trasferimenti di immobili soggetti ad Iva.

Cedolare secca Nella manovra ci sarà il ritocco della cedolare secca sugli affitti a canone concordato che sono in scadenza nel 2019. Si passa dal 10% al 12,5%, quindi la stangata è del 25%. La cedolare secca, inoltre, dovrebbe non solo essere confermata nel 2020, ma dovrebbe diventare strutturale.

Piano casa Il piano Casa comprende bandi per finanziamenti concessi ai Comuni (con popolazione superiore a 60mila abitanti) entro il limite di 20 milioni per ciascun progetto. I piani saranno cumulabili con altre misure a favore della casa, come ecobonus e sismabonus. Dotazione del fondo: 1 miliardo.

Bonus facciate Il governo agevolerà i proprietari e i condomini che vogliono rifare le facciate dei palazzi. È prevista in questo caso un credito fiscale che può arrivare al 90%. Un’operazione che coinvolgerà non solo le grandi città ma anche i piccoli centri e le periferie.

Bonus mobili Resterà in vigore per tutto il 2020 la detrazione fiscale per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, finalizzati all’arredo degli immobili oggetto di interventi di ristrutturazione. Previsto uno sconto Irpef o Ires pari al 50%.

Sisma bonus Prorogato per il 2020 anche lo sconto fiscale per i contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici. La detrazione arriva fino all’80%, soprattutto se si agisce sulle parti comuni dei condomini rendendole a prova di terremoto.

Ecobonus Proroga al 31 dicembre 2020 della detrazione al 50 o al 65% per gli interventi di efficienza energetica degli immobili. In particolare gli sconti scatteranno per l’installazione di pannelli solari, impianti dotati di caldaie di classe A, micro-cogeneratori, dispositivi domotici per gli impianti.

Ristrutturazione In arrivo la proroga delle bonus per le ristrutturazioni edilizie: fino al 31 dicembre del 2020 è previsto una detrazione del 50% fino a 96mila euro di spesa. La detrazione sarà ripartita in 10 quote annuali. Lo sconto spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo.

Abrogazione flat tax al 20% Come riportato nel DPB, al fine di riequilibrare il regime di tassazione, viene abrogata la flat tax al 20% prevista per imprenditori e lavoratori autonomi che abbiano conseguito nell’anno precedente all’esercizio dell’opzione ricavi o compensi compresi tra 65.001 e 100.000 euro (art. 1, comma 17, l. 145/2018). Peraltro, il DPB fa riferimento alla necessità di limitare abusi, pur essendo previste, a questo riguardo, specifiche disposizioni nella legge istitutiva del regime (art. 1, comma 19, l. 145/2018). La flat tax al 20%, la cui entrata in vigore è fissata per il 1° gennaio 2020, potrebbe quindi non risultare mai operativa, riproponendo un’evoluzione simile a quella vista in passato nel caso dell’IRI.

Regime dei minimi e forfettario Con riferimento, invece, alla seconda misura descritta nel DPB, vengono rivisti i parametri del “regime dei minimi”, elencando espressamente quelli che potrebbero essere oggetto di integrazione ovvero di modifica nell’assetto normativo attualmente in vigore. Sul punto, il riferimento al “regime dei minimi” potrebbe non essere accurato, in quanto tale regime (previsto dall’articolo 1, commi da 96 a 115 e 117, l. 244/2007) è stato abrogato dall’art. 1, comma 85, lett. c), l. 190/2014. Peraltro, risulta abrogato anche il “regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” previsto dall’art. 27, commi 1 e 2, DL 98/2011, ancorché specifiche disposizioni transitorie siano state disposte per i soggetti che avevano optato per tale regime prima dell’abrogazione. Quanto al regime forfettario introdotto dalla l. 190/2014, si ricorda come questo costituisca il regime “naturale” di imposizione per i contribuenti aventi limitato volume d’affari, in linea con gli obiettivi del “Think Small First” auspicati dalla Commissione UE nello “Small Business Act” del 25 giugno 2008 (cfr. anche il considerando 6 della Decisione del Consiglio UE 2016/1988). In attesa delle previsioni di dettaglio che saranno formalizzate nel testo normativoentro il limite di 65.000 euro annui.

LA REVISIONE L’altro filone, la revisione delle agevolazioni fiscali (tax expenditures) comprende la graduale cancellazione delle detrazioni Irpef per i redditi al di sopra dei 120 mila euro (l’1 per cento del totale) e una serie di aumenti di bolli: ne nascerà uno nuovo per i certificati penali. Significativo, con 1,8 miliardi di maggiori entrate, è il capitolo delle tasse ambientali: tassa sulla plastica, eliminazione di benefici per i camion e pullman ritenuti inquinanti (fino ad Euro 4), stretta sulle auto aziendali più vecchie.

Cittadinanza, con governo Giallo- Rosso riparte alla Camera ddl ius culturae

Pubblicato il 29 Set 2019 alle 6:07am

La legge sullo ius culturae, l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di ragazzi stranieri al termine di un percorso di studi, riprende ora il suo iter parlamentare, con buone possibilità di approvazione, visto ora il cambio di maggioranza al governo.

Il testo era stato incardinato un anno fa in quota opposizione, ed ora il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia (M5s) lo ha reinserito in calendario per giovedì prossimo, 3 ottobre. Una decisione questa presa proprio nel giorno in cui il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, ha sollecitato l’approvazione della legge. Nell’ottobre 2018 Leu aveva ottenuto l’incardinamento in Commissione del ddl di Laura Boldrini, che riproponeva la legge naufragata in Senato nella scorsa legislatura dopo il sì della Camera. Il ddl Boldrini prevede sia lo ius soli, cioè l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei bambini nati in Italia da genitori stranieri regolarmente residenti nel nostro Paese, sia lo ius culturae. Una legge richiesta sin dal 2007 dalle associazioni cattoliche, dalle Alci agli scout, e dalle associazioni impegnate in favore dell’integrazione. La netta opposizione della Lega lo aveva bloccato. Ora la maggioranza è cambiata e Roberto Speranza è andato al governo, tenendo il ruolo di relatore che si batte fortemente per questa legge.

Reddito di cittadinanza, soldi a 500mila stranieri in più

Pubblicato il 14 Set 2019 alle 7:28am

E’ in costruzione un decreto, al ministero del Lavoro che interpreta il dettato del decreto 4 del 2019, ovvero che dovrà essere emanato un decreto con la lista di Paesi stranieri per i quali non bisogna avere documentazione aggiuntiva”, ha spiegato ai giornalisti Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, secondo quanto riporta la Verità. Ma questo, vorrebbe dire un aumento delle famiglie che hanno diritto a ricevere il reddito mensile.

Infatti, durante il governo gialloverde, Lega e Movimento 5 Stelle avevano stabilito un accordo, per regolare gli assegni di cittadinanza, attorno ai quali si era già sviluppata una diatriba tra i due partiti alleati. Da una parte, il Carroccio, che avrebbe voluto ridurre al minimo le possibilità di assegnare il reddito ai cittadini stranieri, dall’altra i grillini, che invece avrebbero voluto comprendere nella manovra, diverse famiglie immigrate. Alla fine, Luigi Di Maio aveva dichiarato che avrebbe voluto dare il reddito di cittadinanza ai cittadini stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni. Poi, dato che il numero sarebbe stato troppo elevato, erano stati messi a punto alcuni interventi tecnici. In questo modo, i nuclei aventi diritto all’assegno si sarebbero attestati sulle 150mila unità, rispetto a un totale di 1,3 milioni di famiglie. La spesa, in questo modo, sarebbe stata intorno a un miliardo di euro.

Ora che la Lega non è più al governo, le cose cambiano… A ottenere il reddito di cittadinanza sarà più facile. Grazie all’eliminazione dell’obbligo di depositare alcuni documenti. In questo modo, si passerà a 265mila nuclei familiari in più a mezzo milione di persone. E alla spesa calcolata lo scorso anno si aggiungerebbero 600 milioni in più.

A chiedere l’annullamento dell’obbligo di presentare una serie di documenti diverse associazioni, che vorrebbero far saltare l’emendamento Lodi. Questo obbliga gli stranieri a presentare una certificazione rilasciata dallo Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dal Consolato italiano, per attestare il reddito del cittadino straniero e la composizione nel nucleo familiare. Senza l’obbligo di presentare questo documento, ricevere il reddito di cittadinanza diventerebbe più semplice.

Tanti italiani hanno dovuto rinunciarvici per una serie di paletti che erano stati messi dallo Stato. Eppure ci sono tantissime persone sotto la soglia di povertà. Giovani ed esodati che non riescono a trovare un lavoro, ma che per una strana combinazione di cose, o perché hanno la casa di proprietà, o perché lavoro perso di recente non possono accedervi.