grassi saturi

Grassi saturi, linee guida dell’Oms, tutte da rifare secondo un gruppo di ricercatori

Pubblicato il 14 Lug 2019 alle 6:04am

Nel 2018 l’Oms ha reso nota una bozza delle nuove linee guida sui grassi saturi (trans e non), nelle quali sosteneva di puntare a un sostanziale abbassamento di entrambe le categorie nella dieta, e a una loro sostituzione sempre più crescente con gli acidi grassi mono e polinsaturi. Ora però un commento pubblicato sul British Medical Journal da nutrizionisti di tutto il mondo attacca con decisione quella bozza, accusandola di essere frutto di un approccio datato e superato, che prenderebbe di mira una sola classe di nutrienti, come se l’alimentazione potesse essere scomposta in fattori unici, come si pensava di poter fare anni addietro, addirittura nei Cinquanta.

Gli esperti accusano infatti l’Oms di aver considerato solo alcuni studi e non altri, e di aver trascurato i benefici di intere categorie di alimenti che contengono acidi grassi saturi, ma anche molti altri componenti essenziali, che al contrario andrebbero persi.

Gli autori fanno alcuni esempi di acidi grassi saturi teoricamente da condannare: lo stearico nel cioccolato fondente, il palmitico nella carne e l’eptadecanoico nei derivati del latte. I quali hanno effetti fisiologici completamente differenti e influenzati dalla matrice in cui si trovano.

Dal punto di vista degli effetti sulla salute di una riduzione degli acidi grassi saturi, secondo gli autori i dati sarebbero tutt’altro che conclusivi e, proprio per questa la complessità della materia, si presterebbero a interpretazioni molto diverse.

Il consiglio definito quindi, è quello di riscrivere le linee guida con un approccio molto più moderno, analizzando ogni singolo acido grasso e, alimento che lo contiene, per evitare che si creino mode come quella delle margarine, nate con l’idea di sostituire alcuni grassi saturi e risultate poi piene di altri elementi ancora peggiori dal punto di vista nutrizionale.

Ecco quali sono i cibi che ci fanno vivere più a lungo o meno

Pubblicato il 07 Lug 2016 alle 6:17am

Secondo una recente ricerca condotta da Harvard Chan School e Brigham and Women,s’ pubblicata sulla rivista scientifica JAMA Interna Medicine, esistono dei cibi che ci allungano la vita e altri che ce la accorciano.

Il segreto starebbe nei grassi insaturi (polinsaturi e monoinsaturi) contenuti in alcuni alimenti, i quali andrebbero preferiti ai grassi saturi e soprattutto, ai grassi trans.

I quattro cibi salutari sono: olio extravergine d’oliva, frutta secca, semi (quelli di lino o di girasole), salmone.

La dieta raccomandano gli esperti dopo aver monitorato 126mila persone per 32 anni, sempre variegata e bilanciata.

I cibi da evitare sono invece quelli che contengono grassi saturi della carne rossa, del lardo, del burro e simili: che è meglio sostituirli con l’olio di semi, di soia o d’oliva.

Sostituendo i grassi saturi con i grassi insaturi, i soggetti della ricerca hanno ottenuto una significativa riduzione del rischio di morte per cancro, malattie neurodegenerative, malattie respiratorie e cardiovascolari.