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Coldiretti: “Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri importati in Italia”

Pubblicato il 08 Mar 2019 alle 5:42am

Sarà possibile d’ora in poi conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero in Italia, cadendo così quello che viene ora definito come il “segreto di Stato” sui cibi stranieri. Ad annunciarlo è Coldiretti nel riferire del pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall’estero detenuti dal Ministero della Salute e fino ad ora preclusi dall’Autorità giudiziaria.

Si tratta dunque di un “risultato storico”, dice ancora la nota associazione dei consumatori, attraverso una nota, dopo la richiesta al Ministero della Salute, “per mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti”.

“Solo nel 2018 in Italia – ricorda Coldiretti – è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione Europea tra le quali figurano 70 ovvero il 17% di prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenienti da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). In altre parole – precisa ancora – oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare arrivano dall’estero (83%). In questi casi, spiega l’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana – le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di individuare e rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro”.

Tornano in vigore i dazi Ue sull’importazione di riso dalla Cambogia e Myanmar

Pubblicato il 28 Gen 2019 alle 8:00am

Tornano in vigore i dazi Ue sull’importazione di riso da Cambogia e Myanmar a seguito della richiesta presentata dall’Italia nel febbraio 2018 dal nostro Paese e da Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Romania, Bulgaria e Ungheria.

A darne notizie è l’ANSA, la quale dichiara che la Commissione Ue ha avviato la procedura di approvazione, che salvo colpi di scena, si concluderà mercoledì 16 gennaio 2019. Una misura necessaria, che dovrebbe essere operativa entro la prossima settimana e che avrà una durata di tre anni prolungabili. I dazi saranno pari a 175 euro la tonnellata nel primo anno, 150 nel secondo e 125 nel terzo.

Il regolamento sarà adottato con procedura scritta, cioè senza passare dal collegio dei Commissari. La decisione arriva dopo un’indagine dell’Esecutivo Ue che ha riconosciuto le gravi difficoltà causate tra il 2012 e il 2017 al settore risicolo europeo, principalmente italiano (il 50% della produzione Ue), dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Myanmar.

Il regolamento sospende per tre anni il regime di scambi agevolato sul riso di cui i due Paesi asiatici godono in quanto economie povere ed è lo stesso su cui i Paesi membri si erano spaccati il 4 dicembre scorso, incapaci di raggiungere la maggioranza qualificata necessaria per approvarlo. Condizione che ha consentito alla Commissione europea di decidere in autonomia.

Si conclude così una vicenda iniziata il 16 febbraio 2018, quando l’Italia aveva presentato richiesta a Bruxelles per il ripristino dei dazi invocando la clausola di salvaguardia prevista dalle norme europee nel caso i regimi commerciali preferenziali Ue per i paesi poveri creino difficoltà ai produttori europei.

Coldiretti: l’elenco dei cibi importati contenenti sostanze pericolose

Pubblicato il 26 Ott 2017 alle 7:11am

Coldiretti ha stilato una lista di alimenti pericolosi per la salute. Una lunga lista di alimenti contenenti microtossine, residui chimici, additivi, coloranti e metalli pesanti. (altro…)