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Infermieri e infortuni sul lavoro, un’app negli ospedali per aiutarli

Pubblicato il 12 Giu 2019 alle 7:23am

I dati che emergono dal più recente rapporto dell’Inail che ha analizzato la condizione fino al 2010 sul fronte sicurezza nelle strutture sanitarie italiane, rivela che il 50% degli infortuni che avvengono nelle strutture sanitarie, capitano agli infermieri, a causa dello stress e per il maggior contatto con il pubblico. Si tratta di problemi muscolari per il sollevamento e lo spostamento dei pazienti ma anche dermatiti per il contatto con sostanze chimiche e biologiche pericolose. Queste le principali cause degli infortuni e delle malattie professionali maggiori quali incappano questi lavoratori del settore sanitario. (altro…)

Inail, nel 2016 in calo morti sul lavoro, ma aumentano le malattie professionali

Pubblicato il 06 Lug 2017 alle 7:11am

Secondo i dati Inail, nel 2016 si sono registrate “poco meno di 642 mila denunce di infortuni” sul lavoro, un numero pressoché stabile rispetto a quello dell’anno precedente.

Ma quelle che riguardano incidenti mortali scendono a 1.104, il livello minimo guardando alle serie storiche comparabili dal 2008 in poi.

Lo stesso vale anche per le morti, quelle accertate che sono 618, di cui il 54% ‘fuori azienda’.

Si tratta dunque, anche in questo caso di un minimo, con un ribasso di almeno il 12,7% sull’anno 2015.

Aumentano invece le malattie professionali. Con ben 60mila denunce, 1.300 in più rispetto all’anno precedente. Il 30% in più sul 2012. Un dato allarmante anche perché la maggior parte di chi si ammala lavorando viene colpito da malattie che riguardano il sistema osteomuscolare, psicofisico e attribuibili ad amianto, ecc.

Ricordiamo, però, che tra questi numeri non sono inclusi i lavoratori a nero. Ancora tantissimi nel nostro Paese.

Amianto Ilva, condanna di 4-9 anni e mezzo ai dirigenti colpevoli della morte di 21 operai

Pubblicato il 24 Mag 2014 alle 6:21am

Il giudice, Simone Orazio, della II sezione penale del Tribunale di Taranto, ha condannato in primo grado, a complessivi 189 anni di carcere 27 imputati per disastro ambientale e omicidio colposo, per il decesso di 21 operai morti di cancro a causa dell’esposizione ad amianto.

Condanna di 4-9 anni e mezzo, di carcere per gli ex manager e direttori generali dello stabilimento siderurgico di Taranto Italsider/Ilva.

La pena più alta, nove anni e mezzo, è andata al manager Sergio Noce. Condanna di 9 anni per Gianbattista Spallanzani e 9 anni e 2 mesi per Attilio Angelini, accusati tutti di disastro ambientale e della morte di ventuno persone per mesiotelioma.

Pietro Nardi e Giorgio Zappa, ex dg di Finmeccanica sono invece stati condannati a otto anni e mezzo.

Fra gli imputati compaiono anche il patron dell’Ilva Emilio Riva, morto il 30 aprile scorso, suo figlio Fabio Riva e l’ex direttore di Taranto Luigi Capogrosso, condannati a sei anni.

Secondo l’accusa, l’amianto fu adoperato in modo massiccio nello stabilimento di Taranto, ed ancora oggi è presente in alcuni impianti Ilva.

Gli operai non furono formati ed informati sui rischi che correvano a causa di tale sostanza, e non ricevettero visite mediche atte a preservare la loro salute.

Il giudice ha pertanto stabilito una provvisionale anche per malattia professionale nei confronti dell’Inail, di euro 3,5 milioni.

Tecnopatia: malattia professionale da uso eccessivo del mouse, risarcito un impiegato bancario

Pubblicato il 23 Mag 2013 alle 11:30am

Il suo nome è “sindrome pronatoria dell’arto superiore destro causata da tecnopatia procurata da ‘overuse’ da mouse da computer“, ed è la nuova malattia professionale riconosciuta dalla sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila lo scorso 14 febbraio e che riguarda milioni di lavoratori italiani. (altro…)