indagini

Aereo EgyptAir, trovati resti umani e rottami: lʼombra del terrorismo sul disastro

Pubblicato il 20 Mag 2016 alle 3:30pm

Marina e aviazione egiziana hanno individuato “pezzi di rottami dell’aereo Airbus 320 e oggetti di passeggeri a 290 km a nord di Alessandria”. La notizia è stata confermata dal portavoce delle forze armate, brigadiere Mohamed Samir, sulla propria pagina Facebook.

“Le forze armate – si legge nel post – proseguono la ricerca dei resti dei rottami dell’aereo”.

La compagnia aerea Egyptair ha precisato che il ritrovamento è avvenuto “nelle prime ore di oggi”.

Secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa greco, Panos Kammenos, il volo sarebbe precipitato in seguito a “due brusche virate: “L’aereo ha virato di 90 gradi a sinistra per poi girarsi a destra, scendendo rapidamente dai 38mila piedi (più di 11mila metri) ai 15mila piedi (oltre 4mila metri). Le sue tracce sono state perse intorno ai 10mila piedi (3mila metri)”.

Mezzi navali e aerei continuano a ispezionare una vasta area a sud dell’isola di Creta. Trovati anche resti umani. Tre inquirenti francesi dell’ufficio indagini e analisi dell’aviazione civile e un esperto tecnico dell’Airbus sono arrivati in mattinata al Cairo “per partecipare alle inchieste sullo schianto dell’aereo egiziano nel Mediterraneo”.

Fonti aeroportuali al Cairo, aggiungono che “tre altri inquirenti britannici” in rappresentanza di Airbus sono giunti nella capitale egiziana “per la stessa ragione”.

Russia e Usa sono stati i primi a parlare di una bomba a bordo, ma restano ancora aperte anche altre ipotesi, come l’azione di un kamikaze o un guasto. Fondamentale il ritrovamento delle scatole nere.

Caso Giulio Regeni, c’è un colpevole, si tratterebbe del generale Khaled Shalaby

Pubblicato il 06 Apr 2016 alle 10:00am

Sono trascorsi più di due mesi dal ritrovamento del corpo senza vita e martoriato di Giulio Regeni e oggi si parla veramente di svolta nelle indagini della sua uccisione. (altro…)

Giulio Regeni, un anno al servizio di un’azienda d’intelligence a Londra

Pubblicato il 16 Feb 2016 alle 10:01am

Proseguono intanto le indagini sull’uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore italiano brutalmente ucciso in Egitto.

Secondo nuove rivelazioni, emergerebbe che il giovane fiulano quando era a Londra, pare abbia lavorato per un anno presso un’azienda d’intelligence: la Oxford Analytica, fondata da un ex funzionario americano implicato nello scandalo Watergate.

Realtà che analizzerebbe tendenze politiche ed economiche su scala globale per enti privati, agenzie e cinquanta governi. Dal settembre 2013 al settembre 2014, come riporta La Stampa, Giulio avrebbe lavorato alla produzione del “Daily Brief”, una decina di articoli pubblicati quotidianamente per clienti d’elite.

“Era un collega fantastico” – “Giulio era un collega fantastico, socievole, divertente. Ci manca molto”, ricorda Ram Mashru, che con Giulio divideva la stanza presso la Oxford Analytica. E aggiunge “Era estremamente cauto nel condurre il suo lavoro. Certo, c’è sempre la possibilità che abbia attirato l’attenzione di qualche gruppo pericoloso, ma da quanto sappiamo Giulio non si comportava in maniera avventata o negligente”.

Oggi a Roma la salma dello studente italiano Giulio Regeni, ucciso brutalmente a Il Cairo

Pubblicato il 06 Feb 2016 alle 11:56am

Ci sono due arresti per la morte dello studente italiano Giulio Regeni. Lo hanno riferito fonti della sicurezza egiziana.

Attesa per oggi alle 13, all’aeroporto di Fiumicino, la salma del giovane proveniente dal Cairo.

Il corpo sarà trasferito all’istituto di medicina legale La Sapienza dove sarà eseguita una nuova autopsia, disposta dalla procura di Roma che continua con le indagini dell’omicidio del volontario.

Il magistrato ha avviato una rogatoria internazionale per ottenere la trasmissione degli atti da parte dell’autorità egiziana che dovrebbe avvenire sotto forma di cortesia internazionale non essendoci trattati di assistenza giudiziaria tra i due Paesi.

Un team di investigatori italiani seguirà con le autorità egiziane le indagini sulla morte del giovane friulano.

Fonti italiane stanno cercando di ricostruire cosa è accaduto a Giulio. Si cerca tra i sindacati indipendenti, i contatti con attivisti e soggetti critici nei confronti di Al Sisi, gli scioperi e le manifestazioni di protesta a cui il giovane ha partecipato.

Attentati di Parigi di novembre organizzati in tre covi in Belgio

Pubblicato il 13 Gen 2016 alle 10:41am

La strage di Parigi del 13 novembre scorso sarebbe stata preparata in tre distinte abitazioni, in Belgio. A renderlo noto è la procura di Bruxelles, secondo cui il primo covo si trova nella capitale, nel quartiere di Schaerbeek, il secondo ad Auvelais, provincia di Namur, e il terzo a Charleroi.

In quest’ultimo si sarebbe nascosta la mente dell’attacco, Abdelhamid Abaaoud, rimasto ucciso nel blitz di Saint Denis, avvenuto lo scorso 18 novembre.

Secondo il procuratore federale, l’appartamento di Schaerbeek è stato affittato sotto falsa identità, a nome di Fernando Castillo, l’1 Settembre 2015.

Nel covo sono stati ritrovati materiale esplosivo, una bilancia di precisione, tracce dell’esplosivo artigianale TATP, cinture, uno schema disegnato a mano che rappresenta una persona con una cintura esplosiva.

La falsa identità utilizzata per l’appartamento di Charleroi è quella di Ibrahim Maaroufi. L’abitazione è stata affittata il 3 settembre del 2015 e durante la perquisizione del 9 dicembre sono state trovate le impronte di Bilal e Abaaoud ma nessuna arma o esplosivo.

Infine, la casa di Auvelais è stata affittata per un anno il 5 ottobre 2015 scorso a nome di Soufiane Kayal. Anche questa sotto falso nome.

Aldo Moro, analisi dei Ris sui vestiti dello statista e il suo Dna

Pubblicato il 12 Ago 2015 alle 9:32am

La commissione parlamentare di inchiesta che segue il caso Aldo Moro ha incaricato i Ris dei carabinieri per analizzare i reperti recuperati all’interno del covo delle Br di via Gradoli, Roma, dove lo statista era prigioniero.

Al fine di poterli comparare con il suo profilo genetico.

Quando l’ex presidente della Democrazia Cristiana fu assassinato nel’78 non esistevano ancora gli esami del Dna e il Ris a tal fine vogliono “estrarre” dai campioni il maggior numero di dati”.

Intanto nuove rivelazioni arrivano da una testimone sentita da uno dei magistrati della commissione che ha riaperto il dossier di via Gradoli. Secondo la donna, nel covo delle Br durante il rapimento di Moro abitava anche una persona bionda “dagli occhi di ghiaccio” che usciva dallo stabile la mattina presto vestita da aviatore o comunque con una divisa che ricordava l’Aviazione commerciale.

La stessa donna ha parlato anche di un trasloco tra la mezzanotte e le cinque del 18 aprile 1978 nello stabile dove era tenuto prigioniro lo statista, e dove la mattina alle 9.30 fu scoperta la base operativa delle Br.

E di un trasloco aveva raccontato anche un’altra testimone nel primo processo Moro.

Pino Daniele si poteva salvare. Ucciso da occlusione del bypass

Pubblicato il 07 Feb 2015 alle 12:09pm

Pino Daniele si poteva salvare. E’ morto per un’occlusione del bypass. (altro…)

Terrorismo: procura indaga 10 islamici a Roma

Pubblicato il 14 Gen 2015 alle 6:17am

E’ stata aperta un’indagine da parte della procura di Roma su alcuni stranieri di fede islamica residenti nel nostro Paese, sospettati di avere legami con la Jihad. (altro…)

‘Gomorra la serie’ la produzione pagava il pizzo per fare le riprese nella villa del boss

Pubblicato il 20 Lug 2014 alle 10:19am

Estorsione aggravata della camorra alla casa cinematografica Cattleya per la produzione televisiva ‘Gomorra la serie’. (altro…)

Moglie di Bossetti “Mi portò sul campo di Yara, era a cena con me alle 21”. Furgone ha un particolare unico

Pubblicato il 27 Giu 2014 alle 1:04pm

Ieri la moglie di Bossetti, è andata in carcere a trovare il marito. “Come stanno i ragazzi? Hanno chiesto di me?“, avrebbe chiesto il presunto killer.

L’incontro è durato circa due ore: i due hanno parlato prevalentemente dei tre figli. Nel colloquio, autorizzato dal pubblico ministero, non vi sarebbe stato alcun segnale di cedimento o contraddizione da parte di Bossetti e la donna avrebbe detto al marito “Ti credo innocente ma c’è il Dna, ora devi spiegare”.

La moglie dell’uomo, interrogata nei giorni precedenti, nella caserma di Ponte San Pietro, ha ripetuto più volte di credere al marito: “Mio marito non è un assassino. Non è un pedofilo”.

E quando gli inquirenti le hanno richiesto dove si trovasse il marito la sera del 26 novembre 2010, ha risposto “non ricordo“, e “può essere“, avvalendosi della facoltà di non rispondere o sottolineando che il non ricordare non significasse niente, ovvero che la sua amnesia circa quella giornata è normale dopo quattro anni.

Ma con il passare delle ore, qualche ricordo sembra ora essere tornato. La donna ha infatti dichiarato: “Quella sera cenai con mio marito alle nove di sera”. Elemento questo che va ad aggiungersi ai tanti che stanno emergendo in questi giorni.

Intanto, dal verbale dell’interrogatorio emerge anche che la donna avrebbe raccontato agli inquirenti, che lei e il marito si recarono sul luogo del delitto, dove fu trovato il corpo senza vita della ragazzina di Brembate.

La Comi avrebbe infatti rivelato: “E’ capitato in una circostanza, molto tempo dopo il ritrovamento di Yara, che transitando per andare a Capriate San Gervasio, volevamo andare a vedere il luogo. Inizialmente non trovammo la strada, ma alla fine ci siamo arrivati. Che io sappia mio marito non c’era mai andato”.

Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non che emergerebbe un altro inquietante dettaglio. Ovvero, quando gli inquirenti le hanno chiesto “È a conoscenza di una chiamata di Bossetti Massimo a sua madre (Ester Arzuffi, ndr) avvenuta proprio nel contesto del rinvenimento del cadavere di Yara Gambirasio e mentre si trovava a transitare in Chignolo d’Isola, con la quale informava la donna di ciò che stava accadendo, chiedendole anche se volesse raggiungerlo?”. Lei ha risposto di non sapere nulla.

Ma nel verbale dell’interrogatorio è stato sottolineato dalla procura che Massimo Giuseppe si sarebbe trovato proprio a Chignolo d’Isola quando fu scoperto il cadavere di Yara e ne informò la madre.

Ma non è tutto. Secondo quanto riportato da “Il Fatto Quotidiano”, l’identikit del furgone di Bossetti “Ha un particolare unico”. Gli investigatori, avrebbero tra le mani un’altra prova che inchioderebbe il muratore di Mapello. Di cosa si tratti per ora resta top secret, ma sembrerebbe, che possa essere ritenuta “Come fosse il suo Dna”.

Il mezzo è un Iveco Daily cassonato, composto da motrice e da un cassone aperto per accogliere il materiale da lavoro. Un mezzo piuttosto comune, ma che si differenzierebbe dagli altri per un elemento ben preciso.

Inoltre, il mezzo sarebbe stato comprato da Bossetti di terza mano, e porterebbe una data di immatricolazione anteriore alla scomparsa di Yara. Dato confermato dalla ditta Bonacina di Chignolo d’Isola dove Bossetti andava a rifornirsi di materiale edili.

I titolari, infatti, avrebbero raccontato che dal 2008 al 2013, il muratore utilizzava sempre lo stesso mezzo. A questo punto è importante ricostruire la storia del furgone. Ad oggi si sa solo che l’Iveco è uscito dal concessionario nel 2008 e negli anni è stato modificato, fino a quando non lo ha acquistato il presunto assassino di Yara, il quale, confermano gli investigatori, non lo cambia.

Ma il mezzo presenterebbe una caratteristica particolare che avrebbe già permesso al Ros di identificarlo nella zona di via Rampinelli in orario compatibile alla scomparsa della ragazza.

Ma non è tutto. Altra cosa non trascurabile, sarebbe emerso che le gocce di sangue di Yara e quelle del presunto assassino presenti sui vestiti della ragazza, secondo la scientifica sarebbero cadute contemporaneamente su slip e leggins. Ipotesi che farebbe escludere che a depositare il dna di Ignoto 1 possa essere stato un taglierino trafugato a Bossetti sul quale era rimasta una macchia di sangue secco.

Proprio, ieri, infatti è trapelata la notizia di un furto di materiale dal furgone di Bossetti, che a dire degli investigatori, risalirebbe solamente a pochi mesi fa.