infermiera

Aosta: infermiera uccide i due figlioletti con iniezione letale prima di togliersi la vita

Pubblicato il 16 Nov 2018 alle 12:36pm

Sono stati prima sedati e poi uccisi con un’iniezione letale di potassio due bambini morti ieri sera a ad Aymavilles (Aosta), Nissen di 7 anni e Vivien, di 9 anni. A somministrare la sostanza letale, che viene utilizzata per le esecuzioni negli Stati Uniti, è stata la loro madre Marisa Charrere, infermiera nel reparto di cardiologia dell’Ospedale Parini di Aosta.

Sui loro corpi disposta l’autopsia. Prima di uccidere i due bambini, al donna ha scritto due lettere, trovate in casa, nelle quali si doleva del peso insopportabile delle avversità della vita.

Le forze dell’ordine sono state allertate dal marito e padre dei due piccoli, dopo il suo rientro a casa verso mezzanotte.

L’uomo ha avuto una crisi di nervi dopo la tragedia ed è stato ricoverato in psichiatria. La madre di Marisa Charrere ha avuto un malore ed anche lei è stata condotta in ospedale.

“Poco prima della mezzanotte ho sentito un rumore di sedie, poi delle urla. Quindi il silenzio. Pensavo che giocassero, chi avrebbe mai immaginato quello stava succedendo. Osvaldo è rientrato a casa poco più tardi”, racconta Rita, madre di Simone Reitano, vicino di casa della famiglia Empeurer. “Osvaldo, il marito, dopo essere entrato in casa, ha visto la scena – ricorda – e poi è uscito. Mi ha detto ‘Marisa, Marisa ha ammazzato i figli e si è ammazzata lei!’ Non riuscivano a portarlo via”.

“Non se lei fosse depressa, non ha mai dato avvisaglie. Non li ho mai sentiti litigare” afferma Simone Reitano, vicino di casa. “Era una famiglia modello, affiatatissima. Mai uno screzio. I bambini giocavano spesso qui in cortile, con la bici, e andavano in montagna”.

Infermiera lascia il phon acceso vicino a un neonato, amputata gamba al piccolo

Pubblicato il 11 Giu 2018 alle 8:13am

I medici del Xincai Maternity and Child Health Care Hospital, di Zhumadian, in Cina, sono stati costretti ad amputare la gamba di un neonato di soli quattro giorni dopo che un’infermiera ha lasciato un asciugacapelli acceso vicino al suo minuscolo arto per quasi due ore. Il piccolo, nato prematuramente di 36 settimane, ha subito gravissime ustioni ed è stato subito sottoposto all’intervento chirurgico.

Come documentano anche alcuni filmati delle telecamere a circuito chiuso, l’orribile incidente è avvenuto dopo che un’infermiera ha asciugato con il phon tre neonati che erano stati appena lavati.

Nel video, rilasciato dalla stazione televisiva cinese Henan Metropolitan News Channel, si vede il membro del personale che mette da parte l’asciugacapelli prima di allontanarsi. Nella stanza c’è anche un’altra infermiera che porta avanti altri compiti nella stanza, apparentemente inconsapevole di quello che sta accadendo. L’apparecchio soffia aria calda sulla gambina sinistra del bambino per ore. La pelle del bambino ha subito ustioni tali da rendere inevitabile l’amputazione della gamba.

Le due infermiere ritenute responsabili dell’incidente, avvenuto il 14 dicembre 2017, sono state licenziate dall’ospedale e la direzione ha rilasciato scuse alla famiglia del piccolo di appena 4 giorni. “Se avesse prestato attenzione ai bambini e rapidamente rimosso il phon, mio figlio avrebbe avuto solo ustioni minori” ha detto a Henan Metropolitan News Channel il padre del neonato. Wan Yunfeng, il vice direttore dell’ospedale, ha assicurato che il nosocomio coprirà con 610.000 yuan (£ 71.000) le spese mediche per le cure del piccolo.

Ora la famiglia del neonato chiede di essere risarcita per riuscire a provvedere al futuro del bimbo.

Morfina a neonato per non farlo piangere, arrestata infermiera a Verona

Pubblicato il 04 Ago 2017 alle 9:55am

La polizia di Verona ha arrestato un’infermiera di 43 anni che prestava servizio presso la Asl locale, per aver somministrato morfina a un neonato senza un valido motivo. L’episodio risalirebbe alla notte tra il 19 e il 20 marzo 2017. (altro…)

Ebola: “Il cane dell’infermiera spagnola contagiata deve essere ucciso”, il web si mobilita

Pubblicato il 09 Ott 2014 alle 7:23am

La Ue preoccupata per il caso di Teresa, l’infermiera contagiata da Ebola a Madrid dopo aver curato un missionario infettato e tornato dalla Sierra Leone, Manuel Garcia Viejo, a causa del virus il 25 settembre, vuole abbattere Excalibur, il cane della donna.

Il marito di Teresa ha, infatti, denunciato che un funzionario della sanità di Madrid lo avrebbe informato della necessità di abbattere il cane per precauzione. Ma l’uomo attualmente ricoverato e sotto osservazione, si preoccupa per la sorte del loro animale, lanciando un appello tramite Whatsapp, immediatamente ripreso e rilanciato da molti animalisti spagnoli.

Il partito animalista iberico, Pacma, invece, ha richiesto con un comunicato, che il sacrificio del cane sia fermato. Nessuno studio scientifico dimostra che l’Ebola può essere trasmessa dall’uomo ai cani e viceversa e per questo mi sembra inutile uccidere l’animale.

La petizione per Excalibur è partita su Change.org.