infertilità maschile

Infertilità maschile, efficace la tecnica che preleva spermatozoi direttamente dai testicoli

Pubblicato il 23 Mar 2019 alle 7:29am

L’infertilità maschile è causa di quasi la metà dei mancati concepimenti. L’incapacità di fecondare un ovocita sembra infatti maturare lungo il percorso che porta i gameti maschili dagli organi deputati alla loro produzione verso l’esterno. Il percorso che ha inizio dall’epididimo e termina con l’eiaculazione è quello in cui gli spermatozoi vengono maggiormente «stressati». Al punto che, se prelevati direttamente dai testicoli di persone che fino a quel momento sono infertili, mostrano tassi di danneggiamento del Dna analoghi a quelli rilevabili in uomini che hanno già avuto figli o che non mostrano comunque problemi di fertilità.

Jonathan Ramsay, urologo dell’Imperial College di Londra, ha dichiarato che funzionano gli spermatozooi prelevati direttamente dai testicoli. Una importante scoperta questa, che è stata presentata nel corso del congresso della Società Europea di Urologia, che si è tenuto alcuni giorni fa a Barcellona.

Assieme ai suoi collegi, il ricercatore è arrivato a questa conclusione, dopo aver posto a confronto lo sperma prelevato direttamente dai testicoli di 63 uomini infertili – alle cui spalle era già avvenuto un fallimento di una procedura di iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo – con quello di 76 volontari, il cui liquido seminale è stato raccolto soltanto dopo l’eiaculazione. Obbiettivo del lavoro svolto?

Naturalmente, quello di comparare la qualità del seme raccolto. Ebbene, osservando le cellule in laboratorio, i ricercatori hanno notato un danno della doppia elica del Dna esteso per una quota prossima al 15 per cento, sia tra gli uomini infertili che fertili. La percentuale, considerata fisiologica e non in grado da sola di compromettere la capacità riproduttiva, è risultata di gran lunga inferiore rispetto a quella rilevata (40%) raccogliendo lo sperma degli uomini infertili attraverso l’eiaculazione. Un riscontro questo, molto importante che ha spinto Ramsay ad affermare che «evidentemente il danno ossidativo si concretizza soprattutto a livello dei dotti». Motivo per cui ricorrendo al prelievo degli spermatozoi direttamente dai testicoli – procedure che in alcuni centri di procreazione medicalmente assistita (Pma) vengono già effettuate, soprattutto nei casi in cui l’infertilità maschile è da ricondurre a deficit di eiaculazione o all’ostruzione dei diversi dotti: sono note con gli acronimi «Tesa», «Pesa» e «Tese» – «si può immaginare che questi uomini, pur avendo già visto fallire una procedura di Pma, possano comunque diventare padri», per dirla con Sheena Lewi, docente di medicina riproduttiva all’Università di Belfast e presidente della British Andrology Society.

Gli esperti dichiarano che la ridotta capacitazione degli spermatozoi, ovvero la possibilità di fecondare la cellula uovo femminile una volta incontrata nelle tube, possono essere diversi fattori: patogeni sessualmente trasmessi, sostanze sprigionate dal fumo, inquinanti, molecole infiammatorie maggiormente presenti in persone in sovrappeso o obese. Secondo Ramsay, «questa scoperta potrebbe contribuire a risolvere una buona parte di quei casi di infertilità maschile per cui non si trova ancora una soluzione».

«Oggi sappiamo che gli spermatozoi di queste persone sono più integri a livello testicolare di quanto non appaiano dopo l’eiaculazione», aggiunge Lewi, lasciando intendere come sia a questo punto importante acquisire ulteriori prove: l’eventuale fecondazione fugherebbe i dubbi residui. Procedure di prelievo degli spermatozoi direttamente dai testicoli «potrebbero aumentare i tassi di successo delle procedure di procreazione assistita – chiosa Maarten Albersen, andrologo dell’Università di Leuven (Belgio) -. Di questo aspetto, una volta verificato lo step successivo, occorrerà tenerne conto soprattutto in quei Paesi in cui il numero di cicli di Pma rimborsati è limitato e molti uomini si sottopongono a trattamenti destinati comunque al fallimento».

Infertilità maschile: la rucola protegge le cellule spermatiche dagli additivi chimici di alimenti e bevande

Pubblicato il 02 Mar 2019 alle 7:30am

La rucola, non ci crederete, ma protegge le cellule spermatiche dagli additivi chimici di alimenti e bevande. Una scoperta importante che arriva da uno studio condotto dal gruppo di ricerca del professor Carlo Foresta dell’Università di Padova e quello del professor Kais Rtibi dell’Università di Jendouba (Tunisia). (altro…)

Infertilità maschile, in arrivo il radar per gli spermatozoi

Pubblicato il 29 Mag 2017 alle 10:34am

Per combattere l’infertilità maschile arriva il “radar” per gli spermatozoi: un strumento molto efficace per esaminarli in maniera non invasiva, tracciandone l’identikit molecolare e distinguendo i “buoni” dai “cattivi”.

Descritto sulla rivista scientifica Molecular Human Reproduction dai ricercatori dell’università britannica di Sheffield, lo strumento potrebbe essere impiegato per diagnosticare le cause della sterilità maschile e per selezionare gli spermatozoi migliori in vista della fecondazione in provetta.

“Avere una tecnica capace di esaminare la struttura molecolare degli spermatozoi senza danneggiarli è molto interessante – ha osservato Allan Pacey, coautore della ricerca – perché la maggior parte delle tecniche che oggi abbiamo a disposizione per analizzare le molecole presenti negli spermatozoi finiscono per distruggerli, usando coloranti o rompendo la loro membrana cellulare per guardare all’interno”.

Andrologia: le cinque regole per salvare la fertilità dei ragazzi

Pubblicato il 28 Mag 2016 alle 7:21am

Dagli andrologi italiani arrivano cinque regole essenziali salva-fertilità per i ragazzi. Dagli ultimi dati emerge infatti che circa la metà degli adolescenti di oggi ha almeno un problema andrologico. (altro…)

Nello sperma del coccodrillo il “segreto” per contrastare la sterilità maschile

Pubblicato il 06 Mag 2016 alle 7:49am

Un gruppo di scienziati australiani è arrivato alla conclusione che lo sperma dei coccodrilli marini può essere efficace nello studio all’infertilità maschile.

I risultati di una ricerca condotta dall’Università di Newcastle sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B. Gli studiosi sono riusciti nel corso delle analisi ad individuare un gruppo di proteine, molto simili a quelle presenti nell’uomo, che permettono agli spermatozoi di muoversi e riconoscere gli ovuli.

“Speriamo di usare il coccodrillo come modello per comprendere le funzioni dello sperma a livello basico e vedere se possiamo applicare questa scoperta nel trattamento della sterilità nella nostra specie”, ha spiegato Brett Nixon, leader del gruppo di ricerca.

Durante i test questi scienziati sono riusciti a raccogliere lo sperma di vari esemplari di coccodrillo, e ad incubarli in condizioni simili a quelle dell’apparato riproduttivo femminile.

In questo modo gli studiosi hanno identificato un interruttore chimico, presente negli esemplari femminili, capace di contribuire all’attivazione delle oteine.

Nixon ha spiegato che in molti casi di infertilità maschile sono legati a difetti di sperma, che in condizioni normali emergerebbe dai testicoli in una forma immatura e che difficilmente incontrerebbe condizioni favorevoli per fecondare un ovulo.

“Appaiono normali ma non hanno la capacità di nuotare e crediamo che non abbiano neanche la capacità di riconoscere un ovulo e partecipare alla riproduzione”.

Nuovo studio Papilloma Virus nell’uomo può portare infertilità

Pubblicato il 28 Feb 2014 alle 7:15am

Un recente studio condotto dall’Azienda ospedaliera di Padova sul Papilloma Virus e sulle conseguenze nel corpo umano, ha rivelato che tale virus possa colpire anche gli uomini diffondendosi nel sangue e nel liquido seminale causando così infertilità. (altro…)

Infertilità maschile: un elevato consumo di grassi può diminuire gli spermatozoi

Pubblicato il 16 Mar 2012 alle 7:00am

Sembra che per gli uomini la dieta, sia molto importante ai fini della qualità e fertilità degli spermatozoi. (altro…)

Infertilità maschile: primato ai milanesi

Pubblicato il 03 Apr 2011 alle 8:00am

I maschi milanesi hanno ottenuto il primato italiano per l’infertilità. Le cause sarebbero da attribuire all’inquinamento, fumo, droghe, alcol, alimentazione scorretta ma anche al scarso utilizzo del preservativo. (altro…)