iniezione

Psoriasi: un’iniezione al mese per una pelle “pulita” per 3 anni

Pubblicato il 29 Mag 2018 alle 6:16am

E’ in arrivo un innovativo trattamento per liberare la pelle dai segni della psoriasi nel giro di un solo mese. Grazie infatti ad una semplice iniezione da fare a casa da solo, il paziente può vedere ottimi risultati ogni 4 settimane, e mantenere la pelle “pulita” per ben 3 anni.

A dimostrarlo uno studio l’“Unicover-3” incentrato sull’anticorpo monoclonale ixekizumab di Eli Lilly, presentato in occasione del 93° Congresso nazionale della Sidemast, la Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse, in corso a Verona.

Il farmaco protagonista del trial agisce sull’interleuchina 17A, fattore chiave nella psoriasi, inattivandone la capacità di accendere e far progredire la malattia. Unicover-3, di fase clinica III, viene descritto come “il primo studio su 3 anni con un risultato di efficacia così elevato“. Sono stati coinvolti e monitorati più di 1.300 pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave, che “in oltre l’80% dei casi hanno ottenuto risultati più che soddisfacenti a 156 settimane rispetto agli indici Pasi 90 e Pasi 100, i ‘misuratori’ di risposta terapeutica più elevata per la psoriasi“. Ma l’efficacia prolungata senza cali di prestazione “non è il solo dato positivo: lo studio ha evidenziato anche un elevato profilo di sicurezza, ovvero massima tollerabilità con modesti effetti collaterali, e di ‘convenienza’, mantenendo cioè i risultati promessi con una sola iniezione autosomministrabile dal paziente al proprio domicilio, visibili già dopo 2-4 settimane dal primo utilizzo rispetto alle 24 settimane di altre terapie simili“. Per il paziente questo significa “confortevolezza per la risposta visiva immediata, facilità di impiego, riduzione del tempo da dedicare alla terapia, tranquillità terapeutica priva di rischi e/o eventuali complicanze: in una parola migliore aderenza terapeutica, di norma difficile nel lungo periodo“.

Per Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica dermatologica dell’università di Verona e presidente del Congresso Sidemast, “abbiamo a disposizione una cura, già molto efficace su 2 anni, ora con risultati mantenuti a un livello costante per un tempo di almeno 3 anni. Sono questi i due target più significativi dimostrati dallo studio Unicover-3“, randomizzato, controllato, in doppio cieco.

Una bellissima notizia dunque per milioni di persone che devono fare i conti giornalmente con questa imbarazzante patologia della pelle.

Colesterolo alto, basta un’iniezione per ridurlo del 70%

Pubblicato il 05 Nov 2017 alle 6:29am

La lotta al colesterolo risiederebbe anche in una nuova classe di farmaci, chiamati ‘oligonucleotidi antisenso’: piccoli frammenti di Rna in grado di ‘sabotare’ i geni che causano l’accumulo della forma ‘cattiva’. (altro…)

Emicrania, da Napoli in arrivo l’iniezione che la calma

Pubblicato il 24 Ott 2017 alle 6:20am

La cefalea, nelle sue più svariate forme (emicrania, cefalea di tipo tensivo, a grappolo, forme primitive), viene considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) al sesto posto tra le maggiori cause di disabilità. Non per nulla la cefalea a grappolo cronica viene anche definita anche «cefalea da suicidio».

Chi soffre di questi problemi è perseguitato da crisi pressoché quotidiane che non lasciano scampo e sono resistenti anche ai farmaci reperibili in commercio.

Il mal di testa, infatti, non è solo una questione di salute, ma rappresenta anche un grave problema sociale. Causa assenze dal lavoro, compromette relazioni interpersonali, mina i rapporti familiari e sessuali. In definitiva riesce a rovinare la qualità della vita, se non la vita stessa delle persone che ne soffrono.

L’emicrania in particolare, rappresenta la terza malattia più frequente del genere umano. Colpisce circa 5 milioni di italiani, con maggiore incidenza, a causa degli ormoni, sulle donne (18% della popolazione femminile) rispetto agli uomini (9%). Si presenta come un dolore acuto e pulsante che può durare anche alcune ore, se non addirittura giorni. Talvolta è accompagnata da nausea, vomito, fastidio per la luce, suoni e rumori.

In un terzo dei pazienti, l’emicrania si accompagna a disturbi neurologici (fenomeno dell’aura) come l’annebbiamento della vista, improvvisi lampi di luce, formicolio agli arti e difficoltà nel linguaggio.

Ma ecco la buona notizia. Che giunge dal 48° Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN), svoltosi a Napoli: nel giro di pochi anni potremmo avere sul mercato un farmaco capace di ridurre del 70% gli attacchi di mal di testa con una semplice iniezione al mese.

«Essendo agli albori di questo nuovo approccio farmacologico, non è ancora possibile conoscere la posizione che occuperà il farmaco nella pratica clinica. In altri termini non possiamo ancora sapere se rappresenterà una terapia di prima linea o una terapia di fase avanzata per le forme di cefalea refrattarie ai più comuni trattamenti. In ogni caso, questa conquista scientifica rappresenta per i pazienti e per i medici una nuova fonte di speranza nella lotta, spesso difficile, contro una patologia così debilitante e diffusa». Spiega Gioacchino Tedeschi, presidente del Congresso SIN e direttore del Centro Cefalee della I Clinica Neurologica dell’Università Vanvitelli di Napoli.

Colesterolo, in arriva un nuovo farmaco, basterà una sola iniezione

Pubblicato il 29 Lug 2015 alle 6:37am

E’ in arrivo un nuovo farmaco capace di ridurre il colesterolo cattivo nel sangue. Il suo nome è Anti-PCSK9.

In Italia sarà disponibile entro un anno, sotto forma di iniezione per ridurre del 50% la quantità di colesterolo cattivo, principale causa di infarti e ictus. Ne basterà soltanto una.

Il nome della famiglia di questo farmaco è Anti-PCSK9, e comprende un’intera gamma di medicinali che saranno utilizzati come alternativa alle comuni statine, presto commercializzate anche in Italia, a un prezzo centinaia di volte più alto rispetto a quello dei comuni medicinali anticolesterolo.

Secondo Le Monde, al cui notizia viene ripresa dal Corriere della Sera, al momento sono tre i medicinali, in corsa per sbarcare sui mercati europei.

In campo tre multinazionali, la francese Sanofi, (che ha appena ottenuto il parere positivo dall’Fda per la commercializzazione della sua molecola negli Usa e dall’Ema per l’Europa), l’americana Amgen (il cui farmaco è stato già approvato in Euopa e aspetta l’ok negli Usa), e la Pfizer.

Nel nostro Paese, tra circa un anno, dovrebbero già essere disponibili l’arilocumab della Sanofi e l’evolocumab della Amgen.