invalidità

Gene Jolie, l’Inps riconoscerà invalidità anche per mastectomia preventiva

Pubblicato il 26 Feb 2019 alle 11:07am

Il gene che ha Angelina Jolie, quello legato alle mutazioni brca1 e brca2 che possono far insorgere il tumore al seno e alle ovaie, entra nelle linee medico-scientifiche di cui terranno conto le commissioni dell’Inps che decideranno sull’invalidità anche quando l’intervento chirurgico di mastectomia è stato fatto in via preventiva, prima dell’insorgenza della malattia. Il 13 febbraio l’Inps ha emanato una comunicazione a tutte le commissioni, firmata dal coordinatore generale medico legale Massimo Piccioni e dal vice coordinatore Onofrio De Lucia. (altro…)

Cassazione, datore di lavoro può ingaggiare investigatore per accertare che lavoratore è realmente ammalato

Pubblicato il 19 Ago 2016 alle 6:57am

Secondo la Cassazione la malattia del lavoratore non sempre può essere validamente attestata da un certificato medico: se dagli elementi oggettivi emerge che la patologia è inesisente, perché, il certificato perde di efficacia.

I giudici di legittimità sono tornati su tale casistica con la sentenza numero 17113 depositata il 16 agosto 2016 chiarendo che i datori di lavoro possono contestare i certificati sanitari prodotti dai lavoratori e che possono farlo non solo con accertamenti medici contrari ma anche basandosi su elementi di fatto.

La controversia, nel caso specifico era sorta a seguito di licenziamento comminato a un dipendente da parte di un’azienda in ragione di una “simulazione fraudolenta dello stato di malattia”, testimoniata dal compimento, da parte del lavoratore di una serie di azioni e movimenti incompatibili con la dichiarata lombalgia.

Per la Corte di Cassazione, la certificazione perde di credibilità se sussistono elementi di fatto idonei a dimostrare che la malattia non esiste o, comunque, che essa non è in contrasto con il regolare svolgimento dell’attività lavorativa.

I giudici hanno ribadito che i datori di lavoro possono legittimamente investigare, anche attraverso apposite agenzie, sulle condotte dei propri lavoratori estranee allo svolgimento dell’attività lavorativa se c’è il sospetto che tali condotte possano influenzare in qualche modo l’adempimento della prestazione dedotta in contratto.

Pedinare il dipendente assente per malattia è possibile anche se la commissione di atti illeciti o comunque irregolari è solo sospettata.

Le agenzie, in ogni caso, operano lecitamente esclusivamente se non sconfinano nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria, che l’articolo 3 dello Statuto dei lavoratori riserva direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori.

Su questi presupposti, il controllo del lavoratore mediante “007” per accertare l’effettività di una malattia (giustificato anche solo dal sospetto) non è ostacolato né dal principio di buona fede né dal divieto di cui all’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, dato che il datore di lavoro può decidere autonomamente quando e come compiere i controlli anche occulti e dato che il prestatore d’opera deve operare diligentemente per tutto il rapporto di lavoro.

In aumento gli italiani, che nascondono la propria malattia per paura di essere licenziati

Pubblicato il 15 Dic 2013 alle 7:30am

Secondo i dati diffusi dal Rapporto sulle politiche della cronicità, dal titolo “Permesso di cura“, presentato venerdì 13 dicembre a Roma dal Coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici (Cnamc) di Cittadinanzattiva è emerso che quasi la metà (49%) delle persone con malattie croniche preferisce non prendere permessi sul lavoro per curarsi, mentre il 43% è costretto a nascondere la propria patologia e il 40% esegue un lavoro non adatto alla propria condizione di salute. Il motivo? Sono sempre più frequenti i casi di licenziamento o mancato rinnovo del contratto sia riguardanti persone con queste patologie che per i loro familiari. (altro…)