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Coronavirus, le compagnie aeree e gli Stati che fermano voli da o per l’Italia

Pubblicato il 04 Mar 2020 alle 11:59am

L’epidemia di Coronavirus ha spinto molti Stati a vietare viaggi aerei dall’Italia. Alcune compagnie aeree riducono o annullano i collegamenti. Vari Stati mettono in quarantena gli italiani. Si sta registrando infatti, una drastica riduzione dei viaggi globali che non sono necessari, facendo registrare anche un calo, non da poco, delle prenotazioni aeree e conseguentemente anche del turismo; e le restrizioni messe in atto da molti Stati, riguardano italiani che partono o sono diretti in Italia, dopo viaggi di lavoro o vacanze all’estero. Diverse compagnie annullano i voli per Malpensa o diminuiscono i collegamenti, per ragioni di prevenzione e prenotazioni crollate. Ryanar, Lufthansa, American Airlines e Delta, per fare alcuni esempi. (altro…)

Coronavirus, guarita turista cinese a Roma. In Italia 12 morti e 374 contagi. “D’ora in poi tamponi solo a chi ha sintomi”

Pubblicato il 26 Feb 2020 alle 2:12pm

Salgono a 374 i contagiati e a 12 le vittime in Italia da coronavirus. Lo ha comunicato oggi in conferenza stampa il commissario straordinario Angelo Borrelli alla Protezione Civile. L’ultima vittima in Emilia Romagna è un paziente di 70 anni, cittadino lombardo, di Lodi, «già affetto da importanti patologie pregresse». Proveniva da uno dei comuni della zona rossa lombarda, era ricoverato all’ospedale di Piacenza, poi trasferito in terapia intensiva a Parma.

Sale a sei il numero dei minorenni risultati positivi al Coronavirus in Lombardia, due in ospedale (al San Matteo di Pavia e all’ospedale di Seriate in provincia di Bergamo). L’assessore al Welfare Giulio Gallera ha spiegato questa mattina: «Sono 4 i bambini positivi in Lombardia: 2 di 10 anni, 1 di 15 e 1 di 4 anni. Due sono stati dimessi e due sono in ospedale ma stanno bene. Tutti provengono dalla zona di Codogno».

Dieci le regioni colpite dal virus. La zona del focolaio è quella di Codogno, Casalpusterlengo e Lodi. La procura di Lodi ha aperto un’inchiesta conoscitiva per ricostruire le dinamiche sulla diffusione del Coronavirus e sulle procedure adottate negli ospedali di questi Comuni.

Guarita intanto, la turista cinese ricoverata allo Spallanzani di Roma, prima malata d’Italia.

Viene sciolta oggi, la prognosi della coppia cinese, dopo 29 giorni dal ricovero, casi confermati di Covid-19. La coppia cinese è attualmente ricoverata in degenza ordinaria. La donna è stata trasferita dal reparto di rianimazione a quello in condizione cliniche in chiaro miglioramento. Il marito, tuttora, risulta essere ricoverato in regime ordinario, e prosegue con successo la riabilitazione.

Il Consiglio superiore di Sanità fa sapere che i tamponi si faranno solo a sintomatici. Ad annunciarlo è Franco Locatelli alla protezione civile. I tamponi effettuati finora hanno dato nel 95% dei casi esito negativo, confermando che il rischio contagio “è elevato nei soggetti sintomatici mentre è marcatamente più basso nei soggetti asintomatici”. Da qui la “scelta di eseguire i tamponi solo in soggetti sintomatici, visto che siamo in un periodo di pandemia”.

Epilessia, 65mln di malati nel mondo, 500mila solo in Italia

Pubblicato il 13 Feb 2020 alle 7:44am

I malati di epilessia, nel mondo, sono 65 milioni, di cui circa 500 mila solo in Italia, dove ogni anno si diagnosticano 36 mila nuovi casi: 20-25 mila con crisi isolate e 12-18 mila con crisi sintomatiche acute. Di questi, 90 mila sono bambini fino a 15 anni.

Le cause di questa patologia neurologica possono essere diverse e nel 30% dei casi la malattia è farmacoresistente.

Questa la fotografia stilata in occasione della Giornata mondiale dell’epilessia che si è celebrata lo scorso 10 febbraio. Il convegno si è concentrato anche sull’attività fisica.

Però se da una parte, avere una vita sociale con l’epilessia, dall’altro, la ricerca scientifica offre nuove opportunità molto positive: come ad esempio una innovativa terapia anti-neuroinfiammatoria (un ultra-microcomposito composto da palmitoiletanolamide e luteolina) che promette, a seconda dei casi, di ritardare la comparsa della crisi epilettica o di supportare l’azione della terapia farmacologica tradizionale con la possibilità, per il futuro, di ridurre il dosaggio dei farmaci antiepilettici e quindi dei suoi effetti collaterali. “È stato dimostrato che la neuroinfiammazione ha un ruolo importante nella genesi e nella progressione dell’epilessia. Si accompagna, inoltre, ad un elevato grado di stress ossidativo localizzato, in grado di favorire la comparsa dell’attacco epilettico”, spiega Livio Luongo, docente associato di farmacologia all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli.

Un esercito di precari in Italia, si parla di oltre 3 milioni

Pubblicato il 01 Feb 2020 alle 7:11am

L’Istat ha diffuso la stima provvisoria su occupati e disoccupati di dicembre 2019. I dipendenti a termine, ovvero i precari, a dicembre, aumentati di ben 17 mila unità su novembre, arrivando a toccare quota 3 milioni 123 mila. A rilevarlo l’Istat, facendo registrare un nuovo massimo storico. (altro…)

Coronavirus, stanziati 5 milioni di euro per lo Stato di Emergenza. Due casi confermati, uno sospetto

Pubblicato il 31 Gen 2020 alle 4:30pm

Il consiglio dei ministri ha dichiarato oggi lo stato di emergenza della durata di sei mesi in conseguenza del rischio sanitario connesso al Coronavirus, cinese. Stanziati pertanto, i primi 5 milioni di euro. I contenuti della delibera saranno stilati dalla Protezione civile e dal Ministero della Salute. “Alla luce della dichiarazione di emergenza internazionale dell’Oms – dichiara il ministro della Salute, Roberto Speranza – abbiamo attivato gli strumenti normativi precauzionali previsti nel nostro Paese in questi casi, come già avvenuto nel 2003 in occasione dell’infezione Sars. Le misure assunte sono di carattere precauzionale e collocano l’Italia al più alto livello di cautela sul piano internazionale”. (altro…)

Virus Cina, disposizioni per i medici di base italiani

Pubblicato il 24 Gen 2020 alle 7:50am

I medici di famiglia italiani, specie quelli che hanno lo studio nelle grandi città, o dove ci sono gli aeroporti internazionali, si attrezzano per fare fronte ad ogni eventualità che il Coronavirus dalla Cina possa arrivare anche in Italia.

Informazioni sulla situazione, descrizione dei sintomi e percorsi epidemiologici sono stati indicati dall’Iss e dal ministero della Salute vengono trasferiti ai medici di famiglia.

Un alert è già stato inviato ai camici bianchi territoriali di Milano e Roma, soprattutto.

“Vogliamo sottolineare ai cittadini che non siamo in una situazione di allarme, ma vanno predisposte tutte le azioni necessarie affinché la popolazione possa stare tranquilla, soprattutto tenendo conto che in questo momento l’influenza stagionale sta raggiungendo il suo picco”, spiega il segretario nazionale di Fimmg Silvestro Scotti. I sintomi del Coronavirus che si e’ diffuso nella citta’ di Wuhan, in Cina – dice ancora l’esperto – sono praticamente sovrapponibili con quelli portati dall’influenza, “i cittadini devono sapere che i medici di base sono informati ma e’ anche importante che non si crei la psicosi con corse inutili al pronto soccorso per dei normali sintomi influenzali“.

Gli stessi medici di famiglia avranno tutte le informazioni e linee guida necessarie aggiornate sia dall’Iss che dal Ministero. Nell’avviso inviato ai medici di Roma sono contenute anche le indicazioni in caso di viaggio all’estero: “il lavaggio accurato delle mani per almeno 20 secondi, consumare solo cibo ben cucinato e bere acqua in bottiglia, evitare luoghi di assembramento, mercati di animali vivi o morti, evitare il contatto stretto con pazienti malati o in caso non si possano adottare queste misure coprirsi narici e bocca con una mascherina, evitare di tossire o starnutire senza coprirsi con un fazzoletto o in mancanza di questo tossire nell’incavo del gomito”.

Tumori, guarigioni sopra la media Ue

Pubblicato il 23 Gen 2020 alle 7:15am

In Italia chi si ammala di tumore ha più possibilità di guarire rispetto a chi contrae queste malattie in altri paesi europei.

A dirlo, il rapporto «State of Health in the EU: Italy. Country Health Profile 2019» presentato a Bari.

Lo studio si sofferma sui dati della sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di malattie oncologiche. Il primo gradino che un malato di cancro deve superare: dopo 5 anni le probabilità di guarire definitivamente si alzano. Bene anche i tassi di sopravvivenza di chi si cura in Italia, piuttosto che altrove.

In particolare il rapporto riferisce che per il tumore alla prostata in Italia la sopravvivenza è pari al 90 per cento contro una media europea dell’87%. Per il cancro ai polmoni è del 16% in Italia e 15 in Europa, per quello al seno 86% in Italia contro l’83 europeo. Infine i dati per il tumore al colon: 64 in Italia e 60 in Europa.

Anche il rapporto annuale dell’Aiom, Associazione italiana di oncologia medica aveva confermato che il cancro non è più un nemico imbattibile. Quasi 3 milioni e mezzo di italiani (3.460.025, il 5,3 per cento) vivono dopo la diagnosi di cancro. Un dato in costante aumento, basti pensare che sono 2 milioni e 244 mila nel 2006, 2 milioni e 587mila nel 2010, circa 3 milioni nel 2015. Il tasso di sopravvivenza medio in generale cresce: il 63% per le donne e il 54% per gli uomini, vivo a 5 anni dalla diagnosi.

Più bassa invece la media eurpea: 57 per le donne e 49 per gli uomini. In Italia almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.

Un risultato ottenuto grazie ad armi sempre più efficaci e alla maggiore adesione ai programmi di prevenzione e cure specialistiche mirate.

Proprio nel rapporto presentato a Bari viene evidenziato che «nel 2017, però, solo il 60 per cento delle donne della fascia di età tra i 50 e i 69 anni si era sottoposto a screening per il tumore al seno nei due anni precedenti. In questo caso la media Ue è più alta: il 61.

Decisamente ancora bassi i tassi di screening per il cancro al collo dell’utero: 40 per cento delle donne tra i 20 e 69 anni che si è sottoposto a screening negli ultimi tre anni. Molto più alta la media Ue: 66 per cento.

Va dunque evidenziato che nonostante la scarsa adesione alle campagne di prevenzione che offrono esami gratuiti, la sopravvivenza in Italia è molto più alta che altrove. Importante sottolineare la necessità di prendere parte ai programmi di screening anche se i casi di cancro sono in diminuzione (371mila nuovi casi nel 2019 contro 373mila del 2018) la prevenzione è la prima arma per sconfiggere la malattia. Dei casi del 2019 sono stimati 42.500 nuovi casi di tumore al polmone.

Accanto alla prevenzione importante anche un corretto stile di vita: circa un terzo dei decessi avvenuti in Italia nel 2017, ovvero 98mila, è attribuibile a fattori di rischio connessi ad una dieta sbagliata, al fumo, all’alcol e scarsa attività fisica.

Consultori: cosa sono e a cosa servono

Pubblicato il 17 Gen 2020 alle 7:42am

Dalla prevenzione dei tumori femminili, soprattutto quello della cervice uterina, alla promozione di corsi di accompagnamento alla nascita; dalle attività mirate alla procreazione consapevole e responsabile, alle consulenze in menopausa o alla coppia. E, ancora, punti di ascolto per gli adolescenti e interventi nelle scuole per promuovere l’educazione affettiva e sessuale, corretti stili di vita, prevenire episodi di bullismo e cyberbullismo. (altro…)

Istat, Italia un Paese di vecchi, famiglie in calo e sempre più single

Pubblicato il 02 Gen 2020 alle 6:56am

“Le famiglie, 25 milioni e 700 mila, sono sempre più numerose e sempre più piccole”. Così l’Istat nell’Annuario. “Il numero medio di componenti è passato da 2,7 (media 1997-1998) a 2,3 (media 2017-2018), soprattutto per l’aumento delle famiglie unipersonali che in venti anni sono cresciute di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33,0% nel 2017-2018, ovvero un terzo del totale delle famiglie”, spiega l’Istituto di statistica. (altro…)

Sanità italiana, nona al mondo per qualità e servizi

Pubblicato il 22 Nov 2019 alle 6:33am

Il nostro Servizio sanitario nazionale è nono al mondo per qualità e servizi, dopo Islanda, Norvegia, Olanda, Lussemburgo, Australia, Finlandia, Svizzera e Svezia. È la ‘certificazione’ che arriva dalla prima analisi fatta a livello nazionale ‘Global Burden of Disease (GBD) Study’, pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet Public Health e coordinata dall’IRCCS Materno-Infantile Burlo Garofolo di Trieste. E per questo “Ne emerge un quadro globalmente positivo – afferma all’ANSA Lorenzo Monasta, primo autore del lavoro – pur con alcune criticità”.

Tra le criticità rilevate… ci sarebbero, invecchiamento rapido della popolazione, spiega ancora Lorenzo Monasta, “è spiegato infatti, col fatto che in Italia abbiamo uno dei tassi di fertilità più bassi al mondo (1,3%) e contemporaneamente una tra le più alte speranze di vita (che ci colloca all’8/0 posto nel mondo per aspettativa di vita alla nascita, 85,3 anni per le donne, 80,8 per gli uomini nel 2017)”.

Questo scenario, continua l’esperto, sta cambiando il panorama epidemiologico delle malattie, aumentando il carico delle patologie croniche tipiche dell’invecchiamento, dai problemi di vista e udito all’Alzheimer e altre demenze. Basti pensare che gli anni di vita con disabilità legati ad Alzheimer e altre demenze sono aumentati del 78% dal 1990 al 2017 e i decessi per Alzheimer più che raddoppiati (+118%). “L’altro aspetto significativo – aggiunge Monasta – è che dal 1990 ad oggi è aumentata gradualmente la spesa privata del cittadino per la salute, di pari passo a una riduzione del finanziamento pubblico alla salute, riduzione che, quindi, non è frutto di una aumentata efficienza del servizio sanitario”. In particolare, rileva l’esperto, dal 2010 al 2015 il finanziamento statale in rapporto al PIL è sceso dal 7% al 6,7%, mentre nello stesso arco di tempo la spesa privata per la salute è passata aumentato dall’1,8% al 2%. Inoltre, dal 1995 la spesa complessiva per la salute in rapporto al PIL è aumentata dell’1,15%, aumento assorbito, però, non dal finanziamento pubblico, ma da quello privato.