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Clima, Hollande: “Non deludiamo il mondo”. Obama: “Usa inquinatori pentiti, ci assumiamo responsabilità”

Pubblicato il 30 Nov 2015 alle 1:56pm

In una capitale francese blindata si è aperto oggi il summit Cop21, sul clima.

Per i 150 leader mondiali riuniti oggi a Parigi fino al prossimo 11 dicembre, si tratta dell’ultima occasione per salvare il nostro pianeta.

Una sfida colossale ma non impossibile da affrontare che porti ad un accordo storico che limiti il riscaldamento climatico onde evitare ripercussioni irreversibili.

Francois Hollande: “Ai nostri figli dobbiamo lasciare un pianeta preservato dalle catastrofi e sostenibile”. “Abbiamo un obbligo di successo”, ha detto il ministro degli Esteri francese e presidente della Conferenza Laurent Fabius.

Mentre il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon rivolgendosi ai capi di stato ha avvertito: “Il futuro del mondo è nelle vostre mani, non sono consentite indecisioni. Voi avete il potere di assicurare il benessere di questa e della prossima generazione”, trovando un accordo per arginare entro i due gradi l’aumento delle temperature del pianeta causato dalle emissioni inquinanti. Per farlo i leader dovranno cercare “il compromesso, il consenso e, se è necessario, anche la flessibilità”.

Tra i leader intervenuti per primi anche il presidente americano Barack Obama, che ieri sera insieme ad Hollande si è recato al Bataclan per rendere omaggio alle vittime del 13 novembre.

“Sono venuto di persona come rappresentante della prima economia mondiale e del secondo inquinatore per dire che noi, Stati Uniti, non solo riconosciamo il nostro ruolo nell’aver creato il problema ma che ci assumiamo anche la responsabilità di fare qualcosa in proposito. Possiamo cambiare il futuro qui e adesso. Bisogna “agire ora, mettendo da parte gli interessi di breve termine”.

Presente al summit anche il premier italiano Matteo Renzi che dopo la stretta di mano con il segretario dell’Onu ha postato su Facebook la foto dell’incontro commentando: “L’Italia vuole stare tra i protagonisti della lotta all’egoismo, dalla parte di chi sceglie valori non negoziabili come la difesa della nostra madre terra. Quattro miliardi di dollari da qui al 2020, lo sforzo delle istituzioni e delle aziende a cominciare da Eni e Enel, un grande investimento educativo per le nuove generazioni. Siamo tra i paesi leader nella ricerca con scienziati di altissimo livello. Siamo tra i protagonisti della Green economy. Abbiamo ridotto le emissioni del 23% negli ultimi 20 anni. Sull’efficienza energetica, con i contatori intelligenti, puntiamo alla leadership mondiale. Dunque, noi facciamo la nostra parte. Ma allo stesso tempo siamo consapevoli che abbiamo bisogno di un accordo internazionale, altrimenti tutto sarà inutile”.