longevità

Dieta antinfiammatoria per vivere più a lungo: in cosa consiste?

Pubblicato il 28 Set 2018 alle 8:37am

Secondo una recente ricerca scientifica condotta presso l’Università di Scienze della Vita di Varsavia e pubblicata sul Journal of Internal Medicine, il segreto per vivere più a lungo è quello di seguire una ‘dieta antinfiammatoria’.

Ma in cosa consiste?

In buona sostanza si tratterebbe di mangiare frutta e verdura in grande quantità, visto che sono cibi ricchi di antiossidanti, formaggio fresco, pane integrale, cereali, noci e cioccolato fondente.

E per quanto riguarda i condimenti? E’ possibile usare l’olio extra vergine di oliva o in alternativa olio di colza, mentre per le bevande è necessario puntare solo su acqua, tè, caffè, spremute, vino rosso e poca birra.

La ricerca ha coinvolto nello studio 69.273 uomini e donne svedesi tra i 45 e gli 83 anni, le cui abitudini alimentari sono state tenute sotto osservazione per un lungo periodo di tempo. I risultati hanno mostrato che coloro che avevano seguito un regime alimentare antinfiammatorio avevano ridotto del 18% il rischio di mortalità  e del 20% la possibilità di andare incontro a una malattia cardiovascolare. “Anche solo seguendo parzialmente questa tipologia di dieta è comunque possibile ottenere dei benefici per la propria salute”, ha dichiarato Joanna Kaluza, una delle autrici dello studio. Gli alimenti assolutamente vietati sono però carne rossa non lavorata e trasformata, patatine fritte e bevande analcoliche, che non farebbero altro che alimentare le infiammazioni, mettendo anche in pericolo la nostra salute.

Arriva la mappa dei Paesi dove si muore prima dei 70 anni. In Italia si vive di più

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 6:44am

Sono stati analizzati 180 Paesi, analizzando i decessi per malattie quali cancro, patologie cardiache, polmonari e diabete, dopodiché è stata ricavata la probabilità che un uomo e una donna di 30 anni possano morire prima di compierne 70. Lo studio è stato pubblicato su Lancet ed è tra quelli più dettagliati sulle malattie non trasmissibili. Gli scienziati dell’Imperial College di Londra affermano infatti che oggi per gli esseri umani, nella maggior parte delle nazioni mondiali, sia più probabile morire per malattie non trasmissibili che per altre malattie da contagio, come nel caso dell’HIV.

L’Italia – assieme a Spagna, Portogallo, Svizzera e ad altri diciotto paesi europei – ha mostrato di avere un rischio di mortalità basso. Nel Regno Unito, invece, un uomo di 30 anni ha una probabilità del 13% di morire prima dei 70 anni a causa di una malattia non trasmissibile. Sui dati di questo rapporto si è espresso il professor Majid Ezzati, a capo dello studio: “Le malattie non trasmissibili sono la causa principale di morte prematura per la maggior parte dei paesi. La povertà, la commercializzazione incontrollata di alcool e tabacco da parte delle industrie multinazionali e la debolezza dei sistemi sanitari stanno rendendo le malattie croniche un pericolo più grande per la salute umana rispetto ai tradizionali nemici come batteri e virus”. Alcuni esperti hanno manifestato preoccupazione, sottolineando come la maggior parte delle nazioni non rispetti gli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite al fine di ridurre il numero di morti premature. Quasi 41 milioni di persone all’anno muoiono a causa di queste patologie e circa 17 milioni avviene in età relativamente giovane.

L’Onu tre anni fa ha chiesto di ridurre il numero di morti premature per malattia entro il 2030, ma solo 35 Paesi hanno deciso di fare qualcosa per raggiungere tale obiettivo per le donne e solo 30 per gli uomini. Tra le nazioni che si sono impegnate in questo importante progetto per la salute della popolazione di entrambi i sessi sono: Danimarca, Nuova Zelanda, Norvegia e Corea del Sud. Quelli che con molta probabilità non raggiungeranno l’obiettivo invece sono Regno Unito, Australia, Francia, Germania, India e Cina.

Il caffè allunga la vita

Pubblicato il 04 Lug 2018 alle 10:22am

Bere caffè è confermato dai ricercatori, allungherebbe la vita delle persone, anche quando se ne consumerebbe davvero tanto. A rivelarlo un recente studio pubblicato da Lancet Internal Medicine, secondo cui la mortalità calerebbe del 12% anche in chi è più sensibile agli effetti della caffeina. (altro…)

Longevità: dopo i 105 anni la vita umana è “senza limiti”

Pubblicato il 29 Giu 2018 alle 11:30am

Superati i 105 anni di età il rischio di morire si stabilizza e diventa impossibile dire quale sia il limite della durata vera della vita umana. A sostenerlo, per la prima volta, è una ricerca italiana pubblicata sulla rivista scientifica “Science” e condotta nell’Università La Sapienza di Roma. Lo studio si basa sui dati relativi a quasi quattromila italiani ultracentenari, raccolti fra il 2009 e il 2015.

“Se esiste un limite biologico alla vita umana, questo non è ancora diventato visibile o non è stato raggiunto”, spiega all’ANSA la coordinatrice dello studio, Elisabetta Barbi, del Dipartimento di statistica della Sapienza. Dall’analisi dei dati degli ultracentenari è emerso che il rischio di morte accelererebbe esponenzialmente con l’età fino a 80 anni, per poi rallentare progressivamente fino a rimanere costante proprio dopo i 105 anni.

Scoperto il segreto della longevità

Pubblicato il 04 Giu 2018 alle 6:33am

Si chiama beclin-1 ed è la proteina la cui mutazione è in grado di ridurre il rischio di sviluppare tumori e malattie legate a cuore e reni, di promuovere la longevità, permettendo di vivere più a lungo e in buona salute. A scoprirlo un team di ricercatori dell’Università del Texas, che ne aveva già individuato l’efficacia nella cura dell’Alzheimer.

La proteina in questione, esaminata dal gruppo guidato da Beth Levine è responsabile del processo di autofagia, quel meccanismo con cui le cellule riciclano i materiali di scarto e la cui scoperta nel 2016 è valsa il Premio Nobel per la Medicina al giapponese Yoshinori Ohsumi.

“L’autofagia può allungare la vita del 12%”, ha commentato David Clancy della Lancaster University, estraneo alla ricerca. “Questo lavoro fa capire che è possibile interferire con i meccanismi dell’invecchiamento, ritardandone i segni”, ha aggiunto Ilaria Bellantuono dell’Università di Sheffield, anche lei non coinvolta nello studio.

Vivere più a lungo, ecco quali sono gli alimenti preferiti dai centenari

Pubblicato il 22 Mar 2018 alle 1:27pm

Il rapporto tra cibo e longevità arriva dall’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (Aigo) al convegno annuale della Federazione italiana delle società delle malattie dell’apparato digerente (Fismad)) in corso dal 21 al 24 marzo a Roma. Nel piatto dei centenari si scopre che ci sono cose molto semplici. Che ogni pasto è composto in media dal 70% di vegetali, di cui però solo il 20% è fatto di frutta perché contiene molti zuccheri, mentre l’altro 30% è composto da proteine magre, ma tutti gli alimenti sono conditi da abbondante olio d’oliva. (altro…)

Positive Nutrition: la dieta che fa vivere più a lungo e in buona salute

Pubblicato il 08 Mag 2017 alle 10:45am

Restrizione calorica, “cibi positivi”, attività fisica e tecniche anti-stress: sono questi i principali fondamenti della Positive Nutrition. Una nuova alimentazione che vuole combattere l’infiammazione silente, causa dell’insorgenza della maggior parte delle malattie croniche e del sovrappeso.

Se ne è parlato a lungo, nei giorni scorsi, al quarto Congresso internazionale Science in Nutrition organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini per la scienza nell’alimentazione, a Milano, al quale è intervenuto anche Barry Sears, biochimico americano ideatore della dieta a Zona che ha presentato il suo ultimo libro intitolato appunto “Positive Nutrition: i pilastri della longevità” (Edito da Sperling & Kupfer, pagg. 264). Scritto insieme a Benvenuto Cestaro e Giovanni Scapagnini.

Secondo lo specialista infatti, siamo tutti più grassi. Il consumo calorico è aumentato nel corso degli ultimi anni di circa trecento calorie giornaliere rispetto al 1970 e, pertanto, gli obesi sono passati dal 15 al 36% della popolazione adulta nell’arco di quarantacinque anni.

Mangiamo troppo e anche male. Ma una semplice dieta ipocalorica non basta. Secondo lo specialista servirebbe un attacco mirato che abbia col fine primario di disinfiammare e portare al dimagrimento progressivo.

Per questo motivo, Barry Sears, presidente della Inflammation Research Foundation sostiene che possa essere un’arma a doppio taglio: in quanto ci permette di difenderci dalle invasioni microbiche e consente alle lesioni fisiche di guarire. Se, però, la risposta infiammatoria non si risolve in maniera adeguata, allora diventa un’infiammazione a bassa intensità che può attaccare i nostri stessi organi, accelerando l’insorgere di malattie croniche.

“Mantenerla entro una certa zona – non troppo bassa, non troppo alta – è uno dei fattori chiave della Positive Nutrition, in quanto permette appunto di ridurre l’insorgenza precoce di patologie croniche”.

Più giovani con almeno 100 minuti di attività fisica a settimana e le 7 regole chiave

Pubblicato il 07 Mag 2017 alle 12:42pm

In occasione del 4° Congresso Internazionale Science in Nutrition organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini per la scienza nell’alimentazione in corso a Milano, si torna a parlare dell’importanza dell’esercizio fisico. (altro…)

Correre allunga la vita, un’ora al giorno ne ‘regala’ sette in più

Pubblicato il 17 Apr 2017 alle 8:00am

Secondo una recente ricerca condotta dalla Iowa State University, pubblicata su Progress in Cardiovascular Disease, un’ora di corsa al giorno può regalare fino a 7 ore di vita in più. (altro…)

Italiani primi al mondo per salute e longevità

Pubblicato il 22 Mar 2017 alle 10:43am

Gli italiani sono al primo posto del mondo per una buona salute. Con 93,11 punti su cento si posizionano in testa alla classifica stilata dal Global Health Index, il cui studio è stato pubblicato da Bloomberg, indicatore che tiene conto di diversi fattori tra cui la durata media della vita, la nutrizione, la salute mentale e fattori di rischio come tabagismo e pressione sanguigna.

Primi, dunque, su 163 Paesi considerati e messi a confronto. Un’aspettativa di vita buona fin dalla nascita che supera gli 80 anni (contro i 52 del Sierra Leone, ultimo della lista).

Ma c’è di più, oltre alla durata, conterebbe anche la qualità. Il nostro Paese infatti supererebbe anche altre nazioni note per la loro longevità: da quelle del Nord Europa come Islanda che è seconda con 91,21 punti, la Svezia con 88,92, a quelle orientali come Giappone con 89,15 punti, Singapore con 90,23 punti, sino ad arrivare alla Spagna, sesta in classifica con i suoi 89,19 punti.

Ma a proposito di dieta, patrimonio immateriale dell’Unesco, sarebbe l’ingrediente principale di questa buona salute e longevità della nostra popolazione italiana.

Buono anche il benessere psicofisico in quanto risulta essere il più basso rispetto ad altri Paesi ben più ricchi del nostro come la Germania, che è 16esima, o gli Stati Uniti, che sono addirittura 34esimi.