malattia professionale

Amianto Ilva, condanna di 4-9 anni e mezzo ai dirigenti colpevoli della morte di 21 operai

Pubblicato il 24 Mag 2014 alle 6:21am

Il giudice, Simone Orazio, della II sezione penale del Tribunale di Taranto, ha condannato in primo grado, a complessivi 189 anni di carcere 27 imputati per disastro ambientale e omicidio colposo, per il decesso di 21 operai morti di cancro a causa dell’esposizione ad amianto.

Condanna di 4-9 anni e mezzo, di carcere per gli ex manager e direttori generali dello stabilimento siderurgico di Taranto Italsider/Ilva.

La pena più alta, nove anni e mezzo, è andata al manager Sergio Noce. Condanna di 9 anni per Gianbattista Spallanzani e 9 anni e 2 mesi per Attilio Angelini, accusati tutti di disastro ambientale e della morte di ventuno persone per mesiotelioma.

Pietro Nardi e Giorgio Zappa, ex dg di Finmeccanica sono invece stati condannati a otto anni e mezzo.

Fra gli imputati compaiono anche il patron dell’Ilva Emilio Riva, morto il 30 aprile scorso, suo figlio Fabio Riva e l’ex direttore di Taranto Luigi Capogrosso, condannati a sei anni.

Secondo l’accusa, l’amianto fu adoperato in modo massiccio nello stabilimento di Taranto, ed ancora oggi è presente in alcuni impianti Ilva.

Gli operai non furono formati ed informati sui rischi che correvano a causa di tale sostanza, e non ricevettero visite mediche atte a preservare la loro salute.

Il giudice ha pertanto stabilito una provvisionale anche per malattia professionale nei confronti dell’Inail, di euro 3,5 milioni.

Tecnopatia: malattia professionale da uso eccessivo del mouse, risarcito un impiegato bancario

Pubblicato il 23 Mag 2013 alle 11:30am

Il suo nome è “sindrome pronatoria dell’arto superiore destro causata da tecnopatia procurata da ‘overuse’ da mouse da computer“, ed è la nuova malattia professionale riconosciuta dalla sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila lo scorso 14 febbraio e che riguarda milioni di lavoratori italiani. (altro…)

Per la Cassazione è possibile che il cancro al cervello sia causato dal cellulare

Pubblicato il 20 Ott 2012 alle 9:42am

La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di risarcimento danni di Innocente Marcolini, manager che aveva chiesto una pensione d’invalidità dell’80%, sostenendo che l’uso di telefoni senza fili (cellulari e DECT) per molte ore al giorno può essere una concausa del cancro benigno (ganglio di Gasser), che lo aveva colpito. (altro…)