malattie degenerative

#ORAMIVEDI Evento di sensibilizzazione – raccolta fondi per Centro clinico NeMO. Occhiali donati anche da Zero

Pubblicato il 20 Nov 2019 alle 7:06am

Milano, 21 novembre 2019 – il negozio Punto Ottico Humaneyes di piazza Filippo Meda ospita una particolare iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi a favore del progetto Occhiale Solidale del Centro Clinico NeMO, un centro di eccellenza ad alta specializzazione, presente a Milano, Roma, Messina e Arenzano, per le malattie neuromuscolari, patologie fortemente invalidanti come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le distrofie muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA).

In mostra per una sera 20 occhiali esclusivi donati da brand come Ahlem, Atelier Jacques Durand, Chrome Hearts, Factory900, Haffmans & Neumeister, Hoet Couture, Maybach, Masahiromaruyama, Morà Busoli, RetroSpecs, Serengeti®, Ryo Yamashita, Theo, Vava, Veronika Wildgruber, Viveur.

Edizioni limitate messe a disposizione da Punto Ottico, come l’occhiale per il quinto anniversario di Jacques Marie Mage e l’occhiale realizzato su misura dall’Atelier Jacques Durand per Renato Zero, il quale ha voluto che venisse realizzata un’esatta replica per l’evento, rinominata “Zero per NeMO”. Tutti questi occhiali, considerati tra i migliori al mondo sia a livello di artigianalità che di design, verranno presentati durante la serata e regalati ai donatori più generosi e appassionati.

Personaggi come Carlo Cracco, Ernst Knam, i fotografi max&douglas e Renato Zero, accomunati dalla passione per gli occhiali e da un’innata sensibilità sociale, hanno dato il loro contributo, ognuno nel suo campo, alla buona riuscita dell’iniziativa. Scrive Renato Zero rivolgendosi al futuro generoso donatore che vorrà Zero per NeMO “A te, che hai scelto l’occhiale che non ho mai indossato, per metterlo a disposizione di questa giusta causa. Guardaci bene attraverso. Perché quelle lenti sono speciali; permettono a chi le indossa di vedere rosa ciò che è nero. Modificando con la sola volontà l’assetto di questo mondo. Se ciò non avvenisse c’è un ottico che si chiama “Dio“. Consultalo! Buona fortuna; paladino del bene.”

Occhiale Zero per NeMO

Un aperitivo a cura di Carlo Cracco ed Ernst Knam, organizzato da Letizia Mazzotta, allieterà gli ospiti con le migliori specialità donate da Amarelli Fabbrica Liquirizia, Bellavista Bollicine, Beppino Occelli Formaggi, Consorzio Vacce Rosse, Vini di Casa Comerci, Acqua Filette, Liquori Compagnia dei Caraibi, Passito Lucà e Toraldo Caffè. Un evento possibile grazie anche al prezioso supporto di HOYA, vicina al progetto di NeMO dal 2018, Nicola Zocatelli e Unione Confcommercio Imprese per l’Italia Milano, Lodi, Monza e Brianza (Associazione Territoriale di Melegnano).

PERCHÈ UN EVENTO COME #ORAMIVEDI

“Oramivedi” significa fermare lo sguardo sull’umanità che ci è accanto, sulla storia che si legge negli occhi delle persone che incontriamo, è un filtro che ci permette di apprezzare di più la bellezza della vita. #Oramivedi è una campagna che inizia con l’evento del 21 novembre e che mira a riportare l’attenzione sul bisogno di cura delle persone affette da una malattia neuromuscolare, valorizzando ogni aspetto della qualità di vita, in particolare sula capacità di comunicare con gli altri.

IL PROGETTO “OCCHIALE SOLIDALE” DEL CENTRO CLINICO NEMO

La vista è per tutti un bene prezioso: circa l’80% di tutte le informazioni che giungono dall’ambiente circostante al nostro cervello passano attraverso i nostri occhi. L’attività di prevenzione visiva è fondamentale, soprattutto in un quadro di complessità clinica come quello che caratterizza i pazienti affetti da malattie neuromuscolari del Centro Clinico NeMO, dove sono diverse le funzioni vitali compromesse, in particolare quella motoria, respiratoria, deglutitoria e dell’eloquio verbale. Questo tipo di malattie, in particolare la SLA, conduce spesso ad un grado di disabilità tale da costringere il paziente a uno stato definito “locked-in”, ossia impossibilitato a muovere qualsiasi arto, a respirare autonomamente e a parlare. Per questo gli occhi diventano fondamentali per comunicare con gli altri e per coordinare i movimenti grazie a dispositivi come il comunicatore oculare.

Il progetto Occhiale solidale ha consentito l’attivazione, presso il Centro NeMO di Milano, di un ambulatorio dedicato alla presa in carico degli aspetti visivi; un ambulatorio dotato della strumentazione e dei dispositivi più idonei alla valutazione di pazienti con diversi gradi di disabilità motoria. Da luglio 2018 l’ottico – optometrista dell’ambulatorio ha potuto eseguire numerose analisi visive in pazienti affetti da malattie neuromuscolari, principalmente affetti da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), individuando altresì la presenza di alterazioni oculari: sono più di 300 i pazienti visitati e, grazie al sostegno di alcune aziende, è stato possibile nell’ultimo anno donare ai pazienti che ne avevano necessità più di 70 paia di occhiali su misura, di cui 15 adeguati all’utilizzo del puntatore oculare. La campagna #Oramivedi consentirà di dare continuità anche nel 2020 al progetto “Occhiale Solidale”, permettendo la presa in carico di bambini e adulti con malattia neuromuscolare.

Dott.ssa Cozza mentre visita un paziente al Centro Clinico NeMO di Milano – Osp. Niguarda

Puntoottico Humaneyes nasce in provincia di Vicenza oltre vent’anni fa per poi espandersi a Milano, Verona, San Bonifacio e Brescia, e più recentemente anche a New York con le sedi di Madison avenue e Brooklyn, con l’intento di diffondere la sua filosofia fatta di ricerca, sviluppo, creatività e ed etica. Puntoottico Humaneyes si avvale della collaborazione di importanti ed esclusive aziende del settore, selezionate seguendo i canoni puri del design e del rigore artigianale del “fatto a mano”, approfondendo ogni aspetto della produzione fino alla realizzazione di un occhiale completamente personalizzato, utilizzando anche materiali preziosi e ricercati quali corno di bufalo, oro e diamanti. Il Centro Clinico NeMO (NeuroMuscular Omnicentre) è un centro clinico ad alta specializzazione, pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le distrofie muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA). Si tratta di patologie altamente invalidanti con un grave impatto sociale, caratterizzate da lunghi e complessi percorsi di cura e assistenziali, per le quali, purtroppo, al momento non c’è possibilità di guarigione. Queste malattie interessano attualmente circa 40.000 persone in tutto il Paese. Il Centro Clinico NeMO ha quattro sedi sul territorio nazionale: Milano, Roma, Messina e Arenzano (Genova). www.centrocliniconemo.it Dona ora per sostenere il progetto: FONDAZIONE SERENA ONLUS – CENTRO CLINICO NEMO, Piazza Ospedale Maggiore n. 3 Milano IBAN: IT20B0306909606100000002769 – BANCA INTESA SANPAOLO causale: Occhiale Solidale

Per Info: PAOLA TOMASI cel. 3201529826 mail: paola.tomasi@centrocliniconemo.it

Trovate staminali umane di ossa e cartilagine utili per cure contro malattie degenerative come artrosi e osteoporosi

Pubblicato il 23 Set 2018 alle 6:03am

La ricerca scientifica è riuscita a scovare le staminali umane che producono ossa e cartilagine. I ricercatori della Scuola di Medicina della Stanford University sono infatti riusciti a isolare le cellule, precedentemente osservate solo nei topi, dalle ossa di esseri umani adulti e ad ottenerle anche da staminali pluripotenti indotte. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Cell, apre la strada a nuovi trattamenti che mirano a rigenerare ossa e cartilagine in malattie legate all’età, come l’osteoporosi e l’artrite, o in lesioni come le fratture.

I ricercatori con a capo Charles Chan, hanno scoperto i processi di regolazione che restavano finora del tutto sconosciuti.

A differenza di alcuni vertebrati, che possono rigenerare intere porzioni dei propri arti, in topi ed esseri umani il tessuto scheletrico ha un potenziale più limitato: riesce a riparare solo danni piccoli o moderati e il tessuto cartilagineo negli adulti ha una capacità rigenerativa quasi nulla.

“Spero che entro i prossimi dieci anni o giù di lì questa nuova fonte di cellule possa davvero cambiare le carte in tavola nella medicina rigenerativa”, commenta Michael Longaker, uno degli autori dello studio. “Se potessimo usare cellule staminali per terapie relativamente non invasive – ha aggiunto – sarebbe un sogno che si avvera”.

”La dieta anti-Alzheimer, le ricette e i consigli nel libro del dott. Fabio Piccini

Pubblicato il 24 Feb 2016 alle 6:27am

La dieta mediterranea aiuterebbe a contrastare le malattie degenerative del sistema nervoso, tanto ridurne l’estensione. Una recente acquisizione medica spiega infatti come la dieta mediterranea sia molto efficace contro l’Alzheimer. (altro…)

Da ricerca italiana arriva terapia “wireless” capace di combattere il Parkinson

Pubblicato il 23 Lug 2015 alle 12:52pm

I neuroni possono stare a portata di “telecomando”. A rivelarlo è una ricerca congiunta eseguita dall’Istituto italiano di tecnologia e BioRobotica del Sant’Anna di Pisa, che ha messo a punto una nuova terapia contro il morbo di Parkinson capace di stimolazione la via “wireless” dei neuroni.

Un sistema non invasivo, che eviterebbe al paziente l’applicazione di elettrodi eliminando così il rischio di tossicità e di allergie grazie all’utilizzo di biomateriali.

Un nuovo passo in avanti verso la cura di malattie degenerative, grazie anche alla collaborazione internazionale tra ricercatori italiani e asiatici della Waseda University di Tokyo.

Che ha analizzato il meccanismo che porta verso la stimolazione neuronale, andando ad individuare quelli che sono i canali della membrana cellulare coinvolti nel fenomeno.

Risultati che hanno dimostrato anche, come l’elettricità delle nanoparticelle sia il requisito fondamentale per ottenere l’eccitazione dei neuroni, aprendo così a prospettive interessanti che spaziano dalla neuroprostetica alla medicina rigenerativa nella cura del Parkinson.

E oltre al cervello, possibile anche la rigenerazione del nervo periferico e la stimolazione sensoriale, ad esempio la stimolazione del nervo acustico nel caso di alcune tipologie di sordità.

Da ricerca italiana il nuovo collirio che combatte le malattie del cervello

Pubblicato il 14 Lug 2015 alle 6:17am

Basteranno d’ora in poi solo poche gocce di un particolare collirio da somministrare negli occhi per aiutare il cervello a rimanersi in forma. (altro…)

Studio italiano ha individuato “l’interruttore” dell’Alzheimer

Pubblicato il 28 Lug 2014 alle 11:08am

Dall’Istituto Europeo per la Ricerca sul Cervello (EBRI) fondato dal Nobel Rita Levi Montalcini i ricercatori hanno scoperto il meccanismo principale capace di innescare l’Alzheimer. (altro…)

L’Alzheimer si combatte anche con lo sport

Pubblicato il 13 Set 2011 alle 8:31am

Giovanni Frisoni, noto neurologo e ricercatore, nonché responsabile del Laboratorio di Neuroimaging all’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, Istituto scientifico che opera da oltre 15 anni a livello internazionale per lo studio e la cura delle malattie neurodegenerative e psichiatriche, sostiene che una regolare attività fisica, e il movimento possono migliorare la performance cognitiva negli adulti di mezza età e ridurre al tempo stesso lo sviluppo di decadimento cognitivo della terza età.
 (altro…)

Nasce Tegon, il primo cane transgenico

Pubblicato il 31 Lug 2011 alle 7:10am

Si chiama Tegon, è un bellissimo cucciolo di cane davvero speciale! Si tratta del primo cane transgenico al mondo. Nato in Corea del Sud, è stato realizzato con una tecnica di clonazione capace di “brillare” quando è esposto ad una luce ultravioletta. (altro…)

Parkinson: in Sardegna scoperto gene all’origine della malattia

Pubblicato il 26 Giu 2011 alle 7:24am

Secondo i dati emersi da una ricerca pubblicata su “Neurogenetics” sembra che l’ insorgenza del Parkinson sia dovuta anche ad un gene, chiamato ‘Tardbp‘. (altro…)

Alzheimer: stress causa scatenante

Pubblicato il 01 Giu 2011 alle 8:10am

Da uno studio condotto dai ricercatori tedeschi del Max Plank Institute of Psychiatry di Monaco di concerto con i colleghi portoghesi dell’Università di Minho a Braga, è emerso quanto lo stress possa incidere sulla comparsa dell’Alzheimer, malattia degenerativa del nostro cervello. (altro…)