malattie degenerative

Trovate staminali umane di ossa e cartilagine utili per cure contro malattie degenerative come artrosi e osteoporosi

Pubblicato il 23 Set 2018 alle 6:03am

La ricerca scientifica è riuscita a scovare le staminali umane che producono ossa e cartilagine. I ricercatori della Scuola di Medicina della Stanford University sono infatti riusciti a isolare le cellule, precedentemente osservate solo nei topi, dalle ossa di esseri umani adulti e ad ottenerle anche da staminali pluripotenti indotte. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Cell, apre la strada a nuovi trattamenti che mirano a rigenerare ossa e cartilagine in malattie legate all’età, come l’osteoporosi e l’artrite, o in lesioni come le fratture.

I ricercatori con a capo Charles Chan, hanno scoperto i processi di regolazione che restavano finora del tutto sconosciuti.

A differenza di alcuni vertebrati, che possono rigenerare intere porzioni dei propri arti, in topi ed esseri umani il tessuto scheletrico ha un potenziale più limitato: riesce a riparare solo danni piccoli o moderati e il tessuto cartilagineo negli adulti ha una capacità rigenerativa quasi nulla.

“Spero che entro i prossimi dieci anni o giù di lì questa nuova fonte di cellule possa davvero cambiare le carte in tavola nella medicina rigenerativa”, commenta Michael Longaker, uno degli autori dello studio. “Se potessimo usare cellule staminali per terapie relativamente non invasive – ha aggiunto – sarebbe un sogno che si avvera”.

”La dieta anti-Alzheimer, le ricette e i consigli nel libro del dott. Fabio Piccini

Pubblicato il 24 Feb 2016 alle 6:27am

La dieta mediterranea aiuterebbe a contrastare le malattie degenerative del sistema nervoso, tanto ridurne l’estensione. Una recente acquisizione medica spiega infatti come la dieta mediterranea sia molto efficace contro l’Alzheimer. (altro…)

Da ricerca italiana arriva terapia “wireless” capace di combattere il Parkinson

Pubblicato il 23 Lug 2015 alle 12:52pm

I neuroni possono stare a portata di “telecomando”. A rivelarlo è una ricerca congiunta eseguita dall’Istituto italiano di tecnologia e BioRobotica del Sant’Anna di Pisa, che ha messo a punto una nuova terapia contro il morbo di Parkinson capace di stimolazione la via “wireless” dei neuroni.

Un sistema non invasivo, che eviterebbe al paziente l’applicazione di elettrodi eliminando così il rischio di tossicità e di allergie grazie all’utilizzo di biomateriali.

Un nuovo passo in avanti verso la cura di malattie degenerative, grazie anche alla collaborazione internazionale tra ricercatori italiani e asiatici della Waseda University di Tokyo.

Che ha analizzato il meccanismo che porta verso la stimolazione neuronale, andando ad individuare quelli che sono i canali della membrana cellulare coinvolti nel fenomeno.

Risultati che hanno dimostrato anche, come l’elettricità delle nanoparticelle sia il requisito fondamentale per ottenere l’eccitazione dei neuroni, aprendo così a prospettive interessanti che spaziano dalla neuroprostetica alla medicina rigenerativa nella cura del Parkinson.

E oltre al cervello, possibile anche la rigenerazione del nervo periferico e la stimolazione sensoriale, ad esempio la stimolazione del nervo acustico nel caso di alcune tipologie di sordità.

Da ricerca italiana il nuovo collirio che combatte le malattie del cervello

Pubblicato il 14 Lug 2015 alle 6:17am

Basteranno d’ora in poi solo poche gocce di un particolare collirio da somministrare negli occhi per aiutare il cervello a rimanersi in forma. (altro…)

Studio italiano ha individuato “l’interruttore” dell’Alzheimer

Pubblicato il 28 Lug 2014 alle 11:08am

Dall’Istituto Europeo per la Ricerca sul Cervello (EBRI) fondato dal Nobel Rita Levi Montalcini i ricercatori hanno scoperto il meccanismo principale capace di innescare l’Alzheimer. (altro…)

L’Alzheimer si combatte anche con lo sport

Pubblicato il 13 Set 2011 alle 8:31am

Giovanni Frisoni, noto neurologo e ricercatore, nonché responsabile del Laboratorio di Neuroimaging all’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, Istituto scientifico che opera da oltre 15 anni a livello internazionale per lo studio e la cura delle malattie neurodegenerative e psichiatriche, sostiene che una regolare attività fisica, e il movimento possono migliorare la performance cognitiva negli adulti di mezza età e ridurre al tempo stesso lo sviluppo di decadimento cognitivo della terza età.
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Nasce Tegon, il primo cane transgenico

Pubblicato il 31 Lug 2011 alle 7:10am

Si chiama Tegon, è un bellissimo cucciolo di cane davvero speciale! Si tratta del primo cane transgenico al mondo. Nato in Corea del Sud, è stato realizzato con una tecnica di clonazione capace di “brillare” quando è esposto ad una luce ultravioletta. (altro…)

Parkinson: in Sardegna scoperto gene all’origine della malattia

Pubblicato il 26 Giu 2011 alle 7:24am

Secondo i dati emersi da una ricerca pubblicata su “Neurogenetics” sembra che l’ insorgenza del Parkinson sia dovuta anche ad un gene, chiamato ‘Tardbp‘. (altro…)

Alzheimer: stress causa scatenante

Pubblicato il 01 Giu 2011 alle 8:10am

Da uno studio condotto dai ricercatori tedeschi del Max Plank Institute of Psychiatry di Monaco di concerto con i colleghi portoghesi dell’Università di Minho a Braga, è emerso quanto lo stress possa incidere sulla comparsa dell’Alzheimer, malattia degenerativa del nostro cervello. (altro…)