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Mascherine, trucco e cura della pelle

Pubblicato il 28 Mag 2020 alle 6:05am

Il contatto prolungato tra pelle e mascherine può provocare alcuni fastidi. A causa della respirazione e della sudorazione, l’umidità aumenta nell’area coperta dal tessuto, contribuendo a rendere l’epidermide più sensibile, e incrementando così anche il rischio che si manifestino sfoghi cutanei. Un trattamento viso biorivitalizzante può essere allora una valida soluzione: grazie a un’azione combinata di scrub, sieri, creme idratanti e lenitive e massaggi mirati, in grado di infondere energia alla pelle stressata.

La possibilità è quella di optare per una pulizia del viso associata a un rituale dermopurificante, che contrasti rossori, impurità ed effetto lucido della zona del viso nascosta dalla mascherina e quella scoperta della fronte. Dopo un massaggio che, partendo dalle tempie, si estende a guance e mento, messi a dura prova dall’attrito con la mascherina, si può passare all’applicazione di una maschera enzimatica e di una crema lenitiva e idratante.

Quali sono gli step per una skincare quotidiana a prova di mascherina?

Lavare il viso mattino e sera per il benessere dell’epidermide e, ora che la cute viene sollecitata per lunghe ore dalla mascherina, è più che mai fondamentale non saltare l’appuntamento con la detersione quotidiana. Altro passaggio imprescindibile è l’applicazione di un prodotto idratante sia al risveglio che prima di andare a letto. Una volta a settimana si può procedere con una leggera esfoliazione, evitando prodotti troppo aggressivi.

L’attrito con la mascherina, si traduce in un’aumentata sensibilità della pelle, quindi meglio puntare su cosmetici delicati e a base di vitamina C, prezioso alleato per quanto riguarda la riparazione dei tessuti e infallibile arma contro il rilassamento cutaneo.

Concedersi con regolarità una face mask idratante e lenitiva, in tessuto che “spalmabile”, particolarmente indicato dopo aver indossato a lungo i dispositivi di protezione, se si punta a lenire le irritazioni, ridurre gli arrossamenti e coccolare la pelle a tutto tondo.

Il make-up non è sconsigliato, ma ad eccezione che non sia troppo presante. Perché bisogna far “respirare” il più possibile la pelle, senza occludere i pori con formule molto coprenti o prodotti “invasivi” che, rischiano anche di rimanere impresse sul tessuto della mascherina.

Poi concentrare la propria creatività sullo sguardo con colorazione di sopracciglia per arcate impeccabili. Per ciglia allungate anche senza mascara. Qualche ombretto leggero se lo si desidera, o smoke eye.

Niente rossetto?

La mascherina nasconde la bocca e per mantenere morbide le labbra si raccomanda l’uso del burro di cacao, magari colorato che sporca meno di un comune rossetto, o un gloss.

Un delicato scrub, realizzabile anche in casa con lo zucchero può certamente fare la dovuta differenza.

Protezione solare? Anche se si indossa la mascherina il fattore protettivo non deve mai mancare. Per evitare l’invecchimento cutaneo.

Mascherina durante l’attività fisica? Risponde l’esperto

Pubblicato il 17 Mag 2020 alle 6:41am

Luigi Festi, chirurgo e specialista in medicina di montagna, chiarisce se la mascherina deve esser portata durante l’attività fisica.

Le mascherine sono davvero utili a prevenire il contagio?

“Si, sono utili. Bisogna però fare un discorso più ampio. Nei primi momenti abbiamo comunicato come queste non fossero utili, ed è stato un errore. Le mascherine chirurgiche che si utilizzano hanno la funzione di proteggere gli altri dall’utilizzatore, dall’aerosol che potrebbe potenzialmente infettare. Non proteggono invece l’utilizzatore dalle particelle potenzialmente infette provenienti da altre persone che non indossano la mascherina. Questo perché attraverso la maschera, durante l’inspirazione, si ha una filtrazione di circa il 70 o 80 percento.”

Perché sia una protezione funzionale è quindi necessario che le indossino tutti?

“Esattamente. Se tutti hanno la mascherina si ottiene un risultato positivo con una buona protezione. Questo perché il dispositivo impedisce all’aerosol di disperdersi nell’aria. Portare la mascherina è quindi molto importante, un atto di rispetto nei confronti degli altri.”

Oltre a portarla è anche opportuno indossarla in modo corretto…

“Certamente, deve essere indossata in modo corretto. Deve coprire naso, bocca ed evitare che espirando le goccioline possano uscire lateralmente. Non deve essere sigillante al cento per cento, ma portata con criterio. Molto spesso si vedono persone in giro con maschera sulla bocca ma non sul naso. Questo, anche se in quantità minore, può rilasciare goccioline nell’aria.”

Cosa succede alla respirazione con le mascherine?

“Durante un’attività normale, che non prevede sforzi, non succede assolutamente nulla. Le mascherine sono fatte in modo che si possa respirare comodamente. Io le uso da più di 40 anni e non ho mai avuto problemi, anche durante interventi di 10 o 12 ore.”

Durante l’attività fisica invece?

“Durante l’attività fisica possono accadere diversi fenomeni. Innanzitutto la formazione di umidità all’interno a causa del respiro che diventa più frequente e poi per colpa della sudorazione. Quindi uno strato di umidità che può rappresentare un pericolo per gli altri nel momento in cui la tolgo o la maneggio perché può essere potenzialmente contagioso.”

Può creare problemi respiratori?

“Si, perché essendo una barriera non garantisce un ottimale afflusso di ossigeno, soprattutto sotto sforzo. Quindi può essere un problema nel momento in cui il corpo richiede più ossigeno. Inoltre, se la si indossa correttamente, all’interno della mascherina si accumula una parte dell’anidride carbonica espirata. Nella normale attività respiratoria questa ha il tempo di uscire, sotto sforzo il maggior numero di atti respiratori fa si che venga respirata e che se ne accumuli sempre di nuova. Nel momento in cui se ne accumula troppa la funzionalità respiratoria non è più ottimale.

Unione Naz. Consumatori su mascherine: “Che siano distribuite tramite i Comuni”

Pubblicato il 12 Mag 2020 alle 7:36am

“Mascherine, guanti e alcol vanno distribuiti gratuitamente dallo Stato attraverso i Comuni. Solo così potrà essere garantito a tutte le famiglie di avere i dispositivi minimi necessari per poter uscire di casa”. A dirlo è Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Anche quando, raramente, le mascherine arrivano finalmente in farmacia, spariscono prima della fine della giornata, evidentemente perché molti, impauriti di non averne abbastanza, fanno incetta di prodotti. Ecco perché serve una distribuzione pubblica, famiglia per famiglia” prosegue Dona.

“In ogni caso, viste le speculazioni intollerabili sui prezzi, serve immediatamente quanto chiediamo da mesi, ossia azzeramento dell’Iva e prezzi imposti anche per mascherine Ffp2 ed Ffp3, guanti e disinfettanti” conclude Dona.

Sterilizzazione delle mascherine con raggi Uv

Pubblicato il 04 Mag 2020 alle 7:16am

In Sicilia la prima mascherina in gomma riutilizzabile all’infinito e a Bergamo la Bergamask, sterilizzabile in microonde. (altro…)

WAidid: “Rischio elevato avviare fase 2 senza prima effettuare test sierologici sui lavoratori. Italia non arrivi in ritardo come per tamponi e mascherine”

Pubblicato il 29 Apr 2020 alle 6:15am

Test sierologici per i dipendenti delle fabbriche e delle aziende che riprenderanno le proprie attività produttive con l’avvio della fase 2. A lanciare l’appello l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini immunologici (WAidid) a seguito del termine del lockdown annunciato dalle Istituzioni. Obiettivo deve essere quello di riprendere quanto prima le attività produttive contenendo la curva del contagio da Covid-19 attraverso l’indagine sulla presenza di anticorpi specifici, nonché l’identificazione precoce dei positivi asintomatici, che gli studi di siero-prevalenza consentono di ottenere. (altro…)

Mascherine, è allarme farmacisti: “Accordo sul prezzo o stop alla vendita”

Pubblicato il 24 Apr 2020 alle 6:03am

Federfarma lancia un appello alle autorità perché intervengano sulla speculazione sulle mascherine. L’associazione di categoria segnala difficoltà nella distribuzione dei dispositivi di sicurezza, chiedendo di poterli vendere “a prezzi imposti e senza inutili adempimenti burocratici”… Annunciando che l’alternativa potrebbe essere lo stop alle vendite. Infatti, aggiunge, poi… oggi le mascherine sono introvabili e hanno prezzi altissimi.

Fin dai primi di marzo, l’associazione dei titolari di farmacie, ha avanzato diverse proposte come ad esempio, effettuare in farmacia la distribuzione delle mascherine, provenienti dal canale della Protezione civile e destinate a utenza “debole”; poter vendere mascherine anche senza il marchio CE per ridurre i tempi di immissione in commercio; ridurre al 4% l’iva su mascherine rispetto all’attuale 22%, in modo da garantirne la vendita a prezzi equi.

“L’unica cosa concreta – spiega il presidente di Federfarma, Marco Cossolo – che si è potuta constatare sono gli innumerevoli controlli effettuati dalle Autorita’ preposte, con l’elevazione di pesantissime sanzioni per il mancato rispetto di adempimenti burocratici e, ancor piu’ grave, con il sequestro di dispositivi (per mancanze non imputabili alle farmacie), che non fanno altro che lasciare la popolazione esposta al rischio di contagio. Nessun cenno per spiegare l’alterazione dei prezzi alla fonte di cui le farmacie sono le prime vittime”.

A fronte di questo, conclude, “non sembra rimanere altra strada che suggerire alle farmacie di astenersi dalla vendita di mascherine e dispositivi di protezione individuale. Il rischio più grande, al di là delle sanzioni inflitte, è quello che un’intera categoria, che si spende ogni giorno per il bene della collettività, venga annoverata odiosamente tra gli speculatori”.

Coronavirus: una macchina in grado di sterilizzare le mascherine

Pubblicato il 09 Apr 2020 alle 6:15am

Azienda della provincia di Pavia ha progettato una macchina per sterilizzare le mascherine e poterle riutilizzare in tempi rapidi. La “De Lama”, che ha sede a San Martino Siccomario (Pavia). ditta leader nella produzione di sterilizzatori per l’industria farmaceutica, ha inviato il prototipo all’ospedale Policlinico San Martino di Genova dove verrà sperimentato. A darne notizia è il 6 aprile, “il Ticino”, settimanale della Diocesi di Pavia.

La macchina (creata dopo uno studio effettuato da una team di scienziati e tecnici di diverse industrie e università) è in grado di decontaminare anche migliaia di mascherine in un’ora.

Marco Bianchi, responsabile comunicazione e marketing dell’azienda pavese “In particolare le famose mascherine FFP2 e FFP3 sono diventate un bene raro. La nostra idea è quella di consentire una rapida decontaminazione delle mascherine, per favorirne un rapido rutilizzo negli ospedali”.