medicina rigenerativa

Medicina rigenerativa per lesioni tendinee e artrosi

Pubblicato il 13 Feb 2020 alle 6:56am

Le cellule staminali, l’utilizzo di quelle adipose e del cordone ombelicale, nonché i Fattori di Crescita Piastrinici fanno parte di una nuova promettente branca della Medicina detta Medicina Rigenerativa, cosiddetta, PRP. Un concentrato di Fattori di Crescita alla base di numerose nuove metodiche in campo medico, soprattutto in Ortopedia e in Chirurgia Plastica.

“Da qualche tempo si parla di novità nella cura delle patologie della cartilagine e delle lesioni tendinee. Tra queste novità troviamo sicuramente il Gel Piastrinico, detto anche PRP (Platelet-Rich Plasma) o Concentrato di Fattori di Crescita” a spiegarlo è il Prof. Stefano Folzani, Radiologo Interventista del Poliambulatorio Città di Collecchio.

“In Ortopedia in particolare il PRP viene utilizzato in alcune specifiche patologie dell’apparato muscolo scheletrico al fine di accelerare il naturale processo di guarigione e di favorire la rigenerazione nei tendini, nei muscoli e nella cartilagine articolare, se danneggiati” prosegue il Prof. Folzani. “È possibile poi sfruttare l’effetto antalgico e antinfiammatorio del PRP nel dare sollievo al paziente anziano affetto da artrosi”.

Studi recenti dimostrano che il PRP ha effetto anche più duraturo rispetto all’infiltrazione con acido ialuronico o corticosteroidi. L’alta concentrazione di Fattori di Crescita nel PRP è in grado infatti, dicono gli esperti, di stimolare una rigenerazione tissutale molto più rapida del normale.

“Da una piccola quantità di sangue dal paziente, con centrifugazione, si ottiene il plasma arricchito di piastrine che il medico, sotto guida ecografica, inietta nella zona da trattare. Sono sufficienti di norma 3 sedute distanziate di circa 3-4 settimane l’una dall’altra, ma molto dipende dalla specifica patologia trattata. Nella zona di iniezione si potrà sentire un po’ di dolore per alcuni giorni. Questo è il segno che la risposta fisiologica alla guarigione è stata attivata” precisa ancora il Radiologo.

Luce alleata della medicina rigenerativa e malattie cardiovascolari

Pubblicato il 11 Ott 2019 alle 7:19am

La medicina rigenerativa ha una nuova alleata. Si chiama ‘optoceutica’, ed è una tecnica innovativa che usa la luce visibile per promuove il rinnovamento dei tessuti stimolando così le cellule progenitrici. Precisa e mini-invasiva, è stata applicata con successo sui vasi sanguigni coltivati in provetta, favorendone la neoformazione. Il risultato ottenuto dai ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) a Milano, è stato pubblicato sulla rivista scientifica ‘Science Advances’.

Il lavoro in questione è stato realizzato nell’ambito di due ambiziosi progetti finanziati dall’Unione Europea (Lince e Lion-Hearted) dal gruppo di ricerca guidato da Maria Rosa Antognazza, responsabile dell’OptoCell Lab di Iit, in collaborazione con l’Università di Pavia e il Policlinico San Matteo.

“Si tratta di una tecnica completamente nuova, che potrebbe portare a sviluppi importanti nel campo dell’ingegneria tissutale”, spiega Antognazza. “L’uso della luce come mezzo di stimolazione è molto più flessibile e meno invasivo rispetto all’uso di elettrodi, e può essere direzionato in modo molto specifico su distinte popolazioni di cellule oggetto del trattamento. Lo scopo è quello di creare una nuova area di indagine, l’optoceutica, che si affianchi alla farmaceutica e all’elettroceutica, con un campo di applicazione potenzialmente vastissimo”.

In questo quadro, insieme a Francesco Lodola, fisiologo cardiovascolare e primo autore dello studio, con cui il team di ricerca ha dimostrato che è possibile rigenerare i tessuti dei vasi sanguigni, applicando il nuovo metodo a cellule progenitrici del tessuto endoteliale in vitro. Coltivando le cellule sopra nanomateriali fotoattivi stimolati con brevi impulsi di luce visibile, i ricercatori sono riusciti a stimolare efficacemente la neoformazione di vasi sanguigni, con implicazioni interessanti per la cura di malattie cardiovascolari.

Da ricerca italiana arriva terapia “wireless” capace di combattere il Parkinson

Pubblicato il 23 Lug 2015 alle 12:52pm

I neuroni possono stare a portata di “telecomando”. A rivelarlo è una ricerca congiunta eseguita dall’Istituto italiano di tecnologia e BioRobotica del Sant’Anna di Pisa, che ha messo a punto una nuova terapia contro il morbo di Parkinson capace di stimolazione la via “wireless” dei neuroni.

Un sistema non invasivo, che eviterebbe al paziente l’applicazione di elettrodi eliminando così il rischio di tossicità e di allergie grazie all’utilizzo di biomateriali.

Un nuovo passo in avanti verso la cura di malattie degenerative, grazie anche alla collaborazione internazionale tra ricercatori italiani e asiatici della Waseda University di Tokyo.

Che ha analizzato il meccanismo che porta verso la stimolazione neuronale, andando ad individuare quelli che sono i canali della membrana cellulare coinvolti nel fenomeno.

Risultati che hanno dimostrato anche, come l’elettricità delle nanoparticelle sia il requisito fondamentale per ottenere l’eccitazione dei neuroni, aprendo così a prospettive interessanti che spaziano dalla neuroprostetica alla medicina rigenerativa nella cura del Parkinson.

E oltre al cervello, possibile anche la rigenerazione del nervo periferico e la stimolazione sensoriale, ad esempio la stimolazione del nervo acustico nel caso di alcune tipologie di sordità.

Si può rigenerare il cuore senza ricorrere alle cellule staminali

Pubblicato il 29 Apr 2012 alle 9:24am

Secondo un gruppo di ricercatori del Duke University Medical Center, il cuore può rigenerarsi anche senza le cellule staminali, o meglio il tessuto cicatriziale del cuore, come ad esempio dopo aver subito un infarto, può rigenerarsi. A dichiararlo è Victor J. Dazu, autore dello studio. (altro…)