melanoma

Salute della pelle e melanoma, il CNR-IFC eccellenza italiana

Pubblicato il 08 Ago 2019 alle 8:11am

L’associazione italiana A_IATRIS, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), riunisce 22 strutture pubbliche di eccellenza tra cui Enti di Ricerca, Università e Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Il solo percorso della Regione Toscana presente in questo contesto di assoluta eccellenza e l’unica realtà della pelle certificata a livello nazionale è la struttura del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)-Istituto di fisiologia clinica/Melanoma & skin Cancer UNIT (MSCU) di Area vasta nord ovest, rete interaziendale costituita da Azienda USL Toscana nord ovest e Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, è resa possibile da una convenzione (che si sta riempiendo di contenuti) tra Asl e Istituto di Fisiologia Clinica del CNR (IFC) e sempre con il coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità. (altro…)

Tremila malattie della pelle, a soffrirne un italiano su quattro

Pubblicato il 09 Giu 2019 alle 11:37am

Tra le patologie più diffuse a carico dell’epidermide abbiamo la dermatite atopica, la psoriasi, l’acne, la alopecia areata, e tra quelle più gravi anche i tumori della pelle, tra cui il melanoma e così via, fino a citarne almeno tremila. Già, perché sono circa tremila le malattie della pelle, l’organo umano più esteso. (altro…)

Come distinguere un melanoma da un neo, e prevenirlo

Pubblicato il 20 Mag 2019 alle 7:28am

In Italia, ogni anno – secondo il registro Airtum – si fanno oltre 7.300 nuove diagnosi di melanoma tra gli uomini e 6.700 tra donne, con un’incidenza raddoppiata negli ultimi 10 anni. Un dato ‘contenibile’ grazie al kit della prevenzione: regola dell’Abcde (Asimmetria, Bordi frastagliati, Colore variegato, Dimensione superiore ai 6 millimetri, Evoluzione rapida nel tempo), alla salute dei nei, a comportamenti corretti sotto il sole e controlli periodici e regolari, almeno uno l’anno, meglio se prima o dopo l’estate.

Queste alcune delle raccomandazioni, sottolineate dagli esperti in occasione della Giornata mondiale del melanoma celebrata il 13 maggio.

Gli specialisti invitano a non perdere di vista anche alcuni sintomi come sanguinamento, prurito o secchezza di un neo preesistente, una ‘macchiolina’ circondata da un nodulo o da un’area arrossata. Fare inoltre prevenzione, per scoprire la malattia in fase iniziale, in quanto significa oggi rendere il melanoma più curabile, grazie a un approccio multidisciplinare, protocolli innovativi – da nuovi farmaci sperimentali, target therapy e immunoterapia.

“Rivolgersi a centri di eccellenza che dispongono al proprio interno di Unità dedicate al melanoma – spiega Alessandra Gennari, professore associato di Oncologia dell’Università del Piemonte Orientale e direttore della Struttura complessa di Oncologia dell’azienda ospedaliera di Novara – fa la differenza nell’approccio diagnostico-terapeutico alla malattia“. Queste strutture, infatti, “permettono di prendere in carico il paziente avvalendosi laddove necessario della stretta collaborazione fra oncologi e dermatologi, con il coinvolgimento di chirurghi, radioterapisti, anatomopatologi e di inserire il paziente in un Pdta. Ovvero un percorso ‘specializzato’ di diagnosi e cura al melanoma che accompagnato dall’accesso alla struttura per una prima visita per la mappatura dei nei, fino ad arrivare alle eventuali cure diagnostiche e terapeutiche, chirurgiche o oncologiche, in funzione dello stadio di malattia“.

Per evitare, pertanto che un neo si trasformi in qualcosa di negativo, benigno o maligno, è necessario attuare comportamenti corretti quando ci si espone ai raggi solari. Un kit preventivo e protettivo fatto da un lato di misure pratiche: gradualità dell’esposizione al sole, soprattutto nei primi giorni che si prende il sole; evitare le ore di punta (dalle 11 alle 17); tintarelle senza l’uso di una corretta crema solare con filtri adeguati alla propria epidermide, spalmandone un generoso strato su tutta la parte esposta (comprese le zone spesso dimenticare come palpebre, occhi, orecchie, piedi), dopo ogni bagno e ogni 2 ore dalla precedente applicazione.

E ancora: indossare, o fare indossare in particolare modo ai bambini, indumenti e schermi protettivi: magliette, cappellini/bandane, occhiali da sole; idratare la pelle bevendo molta acqua e mangiando frutta e verdura anche sotto l’ombrellone nell’arco della giornata; nutrire la pelle quando si torna a casa con una buona crema idratante, un doposole

“Un ruolo chiave è svolto dal dermatologo – precisa Gennari – prima sentinella nell’individuare la presenza di un melanoma, ma anche educatore riguardo i fattori di rischio per il suo sviluppo. Questa neoplasia è infatti prevenibile sia con la corretta esposizione al sole, secondo i principi enunciati, sia sottoponendosi a controlli da effettuarsi periodicamente e ogni qual volta si osservino alterazioni nella ‘struttura’ dei nei“.

“La svolta terapeutica nell’ultimo decennio – conclude Gennari – è stata rappresentata dall’introduzione di nuovi farmaci che hanno migliorato la sopravvivenza e qualità di vita dei pazienti. Tra queste la target therapy, terapie a bersaglio molecolare che hanno ridotto l’utilizzo della chemioterapia nella malattia avanzata, oggi impiegabili anche in terapia adiuvante cioè a scopo preventivo dopo l’intervento chirurgico di asportazione del melanoma, e l’immunoterapia“.

Torino, qui il maggior numero di melanomi fra i 40 e i 60 anni

Pubblicato il 01 Apr 2019 alle 6:05am

E’ Torino, la città italiana, con il maggior numero di melanomi. E il trend è in costante aumento. La mortalità continua però ad attestarsi al di sotto del 12%, grazie ad una diagnosi precoce, una rapida azione da parte di medici specialisti e innovazioni terapeutiche. “Dalla chirurgia all’immunoterapia: nuovi paradigmi di trattamento nel melanoma” è questo l’appuntamento che ha riunito quest’anno sotto la Mole Antonelliana esperti del settore. Organizzato da Maria Teresa Fierro, direttore Dermatologia universitaria della Città della salute da Franco Picciotto e Paolo Broganelli, il convegno ha avuto lo scopo di discutere e uniformare le nuove procedure e gli standard internazionali alle realtà locali. Il melanoma è un tumore maligno della pelle, la cui incidenza è andata aumentando in Italia (+4% circa). Colpisce entrambi i sessi, con prevalenza tra i 40 e i 60 anni, ed è il terzo tumore maligno più frequente sotto i 30 anni. Ogni anno in Italia i decessi sono circa 1.800.

Nuovo test del sangue per identificare il melanoma

Pubblicato il 21 Lug 2018 alle 8:58am

Scienziati australiani hanno annunciato che sono riusciti a sviluppare un nuovo test del sangue in grado di individuare il melanoma nelle sue prime fasi di esordio.

Un test, creato a posta per individuare il tumore della pelle prima che diventi fatale.

Per i ricercatori questo esame del sangue fornirà un risultato più accurato del solo occhio umano e sarà in grado di salvare molte vite umane.

Sviluppato dagli scienziati della Edith Cowan University, il test trova il melanoma riconoscendo gli autoanticorpi prodotti dall’organismo per combattere il cancro nelle sue fasi iniziali.

Nella sperimentazione in cui hanno partecipato circa 200 persone, metà delle quali aveva il tumore, il test ha avuto una percentuale di successo pari all’81.5%.

Ora i ricercatori penseranno alla fase sperimentale seguente che si svilupperà entro tre anni, e avrà come fine principale quello di raggiungere un’accuratezza di risposta ancora più alta, pari al 90%.

Lo scopo degli scienziati è quello di arrivare al suo utilizzo entro i prossimi cinque anni.

Melanoma aggressivo, pericoloso per le donne incinte

Pubblicato il 07 Apr 2018 alle 6:48am

Le donne incinte devono avere cura della propria pelle, monitorandola con costanza per prevenire il melanoma; più aggressivo se colpisce le donne durante o subito dopo la gravidanza. A rivelarlo i ricercatori della Cleveland Clinic, che hanno sottolineato l’importanza della prevenzione. (altro…)

Olio di palma, non solo ricco di acidi grassi saturi ma anche capace di distruggere il melanoma

Pubblicato il 28 Set 2016 alle 8:45am

L’olio di palma, da molti demonizzato a causa delle sue alte concentrazioni di grassi saturi (potenzialmente dannosi per colesterolo, sistema cardiovascolare, obesità), sembra aver trovato un suo riscontro positivo in ambito sanitario e medicina antitumorale.

A rivelarlo un recente studio condotto dall’Università Statale di Milano in collaborazione con l`Università dell’Aquila e pubblicato sulla rivista scintifica Scientific Reports.

Secondo gli studiosi, infatti, i cosiddetti tocotrienoli, derivati della vitamina E contenuti anche in altri alimenti, hanno un’efficace azione antitumorale nei confronti del terribile tumore della pelle, il melanoma.

Studi in vitro hanno rilevato che il delta-tocotrienolo (d-TT) spinge le cellule di melanoma verso la morte programmata (apoptosi) attraverso un meccanismo intracellulare noto come “stress del reticolo endoplasmatico”.

Nei test in vivo, gli scienziati si sono accorti anche che il composto antitumorale riesce a rallentare in modo significativo la crescita del tumore e la progressione della malattia, e a non indurre alcun effetto nocivo sull’uomo.

Melanoma: Napoli, ricercatori del Pascale scoprono la molecola in grado di bloccare il più aggressivo dei tumori della pelle

Pubblicato il 25 Ago 2016 alle 6:29am

Un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto una molecola in grado di bloccare la crescita del melanoma, il più aggressivo dei tumori della pelle.

Il suo nome è miR-579-3p e appartiene alla classe dei microRna. A individuarla un gruppo di ricerca dell’Istituto Pascale di Napoli, guidato dal direttore scientifico, Gennaro Ciliberto, e dal direttore della struttura complessa di oncologia medica Melanoma, Paolo Ascierto, in uno studio finanziato dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) e in collaborazione con il laboratorio di Carlo Croce all’Università di Columbus negli Stati Uniti.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Pnas.

Un ricerca e un risultato importantissimo che potrà aprire la strada a nuove terapie e cure per sconfiggere questo terribile male.

Nei, superiori a 11 sul braccio destro, alto il rischio melanoma

Pubblicato il 20 Ott 2015 alle 6:06am

Avere più di 11 nei sul braccio destro potrebbe essere un allarme per la diagnosi precoce di melanoma. Secondo uno studio condotto da un ricercatore italiano al King’s College di Londra, questo numero di nei può suggerire un pericolo più alto rispetto alla media di sviluppare il cancro della pelle.

Il rischio è 5 volte superiore se i nei complessivi superano il centinaio in tutto il corpo.

Lo studio, pubblicato sul ‘British Journal of Dermatology’ ha posto in esame per 8 anni 3 mila gemelle residenti in Gran Bretagna raccogliendo ogni tipo di informazioni sul tipo di pelle, nei e lentiggini, presenti sul loro corpo.

Ebbene, le donne con più di 7 nei sul braccio destro presentavano un rischio 9 volte superiore di averne più di 50 di nei su tutto il corpo, e quelle con più di 11 oltre 100.

Di solito queste piccole macchie brune sulla pelle sono innocue, piatte e presentare anche dei peli. Se invece cambiano forma e colorazione, è il caso di verificare tale anomalia con una visita specialistica. “I risultati del nostro lavoro – afferma Simone Ribero, autore dello studio ricerca – potrebbero avere un impatto significativo sulle cure primarie”.

Agrumi sotto accusa: un alto consumo può provocare il melanoma

Pubblicato il 02 Lug 2015 alle 7:00am

Gli agrumi finiscono al centro del mirino di uno studio condotto dalla Brown University.

I cui risultati avrebbero portato ad un allarmante scoperto. Un possibile legame tra il consumo quotidiano di arance e pompelmi e l’aumento del 36% del rischio di sviluppare il tumore della pelle tra i più pericolosi, il melanoma.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Oncology.

Nel corso dello studio, un team di studiosi ha esaminato oltre 100mila americani scoprendo che 1.840 dei partecipanti avevano sviluppato il melanoma nel corso dei test.

Coloro che consumano una porzione di agrumi o di succo di agrumi più volte al giorno hanno più rischi di sviluppare il melanoma (36%), rispetto a chi mangia invece questi frutti meno di due volte a settimana.

Una porzione di agrumi che viene considerata equivalente a un’arancia, mezzo pompelmo o un bicchiere di succo.

A detta degli scienziati la causa sarebbe di una sostanza, detta furocoumarins, largamente contenuta negli agrumi. Ingrediente fotoattivo capace di innescare un meccanismo di difesa per i frutti, rispondendo intensamente agli stimoli dei raggi ultravioletti.

La pelle di chi consuma dunque grandi quantità di agrumi diviene più sensibile all’esposizione solare.

L’associazione americana Clinical Oncology ha però precisato che i dati devono essere ancora confermati prima di ipotizzare qualunque tipo di raccomandazione alimentare.