morbo di Alzheimer

Olio Evo, perché elisir miracoloso

Pubblicato il 31 Dic 2019 alle 6:35am

L’olio extra vergine di oliva, è un alimento base per alcune delle popolazioni più sane del mondo, l’Italia ne è la regina. Uno studio recentissimo, condotto dall’Università di Bari in collaborazione con AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), è riuscito a dimostrare che l’assenza di acido oleico nella dieta, in determinate condizioni, può portare a un’infiammazione che può essere un precursore del cancro intestinale. (altro…)

Alzheimer, connessione con salute orale

Pubblicato il 08 Giu 2019 alle 6:40am

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che esiste un reale collegamento tra l’igiene orale e il rischio di ammalarsi di morbo di Alzheimer. Nello specifico i ricercatori dell’Università di Bergen (UiB), guidati da Piotr Mydel, hanno scoperto che i batteri che causano la gengivite possono essere responsabili della veicolazione dalla bocca al cervello. (altro…)

Alzheimer: svelata la struttura atomica della proteina Tau, vicini a nuove cure

Pubblicato il 10 Lug 2017 alle 9:26am

Nel cervello dei malati di Alzheimer, la proteina Tau viene modificata in modo che, invece di adempiere alle sue funzioni normali, formi filamenti che si accumulano in grovigli, danneggiando le cellule nervose. (altro…)

E’ morto Gene Wilder, il dr. Frankenstein più amato del cinema

Pubblicato il 30 Ago 2016 alle 12:01pm

E’ morto all’età di 83 anni l’attore americano Gene Wilder. Affetto dal morbo di Alzheimer, da parecchio tempo.

Sceneggiatore, regista e scrittore, aveva raggiunto la grande popolarità grazie alla collaborazione con Mel Brooks, del quale era diventato l’attore-feticcio. I suoi ruoli più celebri sono quelli di Willy Wonka (in Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato) e quello del dottor Frankenstein in Frankenstein Jr, in cui pronuncia alcune battute entrate nella storia del cinema internazionale.

Jerome Silberman, questo il suo vero nome, era nato a Milwaukee l’11 giugno del 1933 da una famiglia di ebrei russi immigrati. Dopo aver completato gli studi in America si era trasferito in Inghilterra dove aveva frequentato la Bristol Old Vic Theatre School.

Durante il soggiorno inglese aveva anche frequentato una scuola di scherma, disciplina che gli fu d’aiuto al ritorno in patria dove, per mantenersi, fu costretto a tenere lezioni di scherma. Negli Usa ha cercato il suo spazio nei piccoli teatri di periferia, spettacoli poco redditizi in termini economici e di popolarità che tuttavia gli sono serviti per farsi le ossa e imparare il mestiere.

Una prima svolta, con la quale era riuscito ad accedere all’Actor’s Studio. Il suo debutto sul grande schermo avvenne solo come comparsata, in Gangster Story di Arthur Penn, nel 1967.

Alzheimer, scoperto farmaco antinfiammatorio che blocca malattia e ripristina capacità neurologiche

Pubblicato il 14 Ago 2016 alle 6:34am

Molto presto arriverà la cura contro l’Alzheimer grazie all’acido mefenamico, farmaco non-steroideo anti-infiammatorio (FANS), che viene già utilizzato solitamente per trattare il dolore. (altro…)

Importante scoperta sul Morbo di Alzheimer dal San Raffaele di Milano

Pubblicato il 17 Ott 2014 alle 6:51am

E’ stato individuato da ricercatori italiani il un nuovo fattore diagnostico per il Morbo di Alzheimer. Frutto di una ricerca condotta all’Ospedale San Raffaele di Milano, che ha coinvolto 106 pazienti in stadio avanzato e 51 con sintomi iniziali. (altro…)

Alzheimer: più a rischio le donne stressate della mezza età

Pubblicato il 03 Ott 2014 alle 1:26pm

Le donne più stressate nella mezza età possono avere un rischio superiore di sviluppare il morbo di Alzheimer. (altro…)

Olio extravergine d’oliva tiene lontano l’Alzheimer

Pubblicato il 27 Ago 2013 alle 10:31am

L’olio extravergine di oliva si sarebbe rivelato un valido alleato contro l’invecchiamento oltre a fare bene anche al cervello. (altro…)

Il galattosio, lo zucchero del latte materno è un aiuto per il Morbo di Alzheimer

Pubblicato il 07 Mag 2013 alle 9:15am

Con una somministrazione costante di galattosio i pazienti di Alzheimer possono avere un miglioramento della prestazione cognitiva e un abbassamento dei valori della glicemia. (altro…)

Alzheimer: è possibile diagnosticare questa malattia già a 20 anni e quindi curarla

Pubblicato il 10 Nov 2012 alle 8:46am

Una particolare forma del morbo di Alzheimer sarebbe stata scoperta nei giovani di 20, circa vent’anni prima che i sintomi della malattia iniziassero ad emergere.

Questo è quanto asserisce uno studio in Ariziona condotto su di un gruppo di giovani. Ebbene, il 30% di essi ha presentato una mutazione in un gene chiamato presenilina 1 capace di rendere i soggetti predisposti a contrarre questa malattia. (altro…)