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Malattia della muffa, come si manifesta?

Pubblicato il 19 Gen 2020 alle 7:29am

La malattia della muffa, è assai poco conosciuta, ma molto diffusa.

Le muffe sono organismi che appartengono al regno dei funghi. Possono avere effetti tossici, allergici o patogeni sugli esseri umani.

Si riproducono attraverso la diffusione di spore. Il loro habitat tradizionale ambienti caldi e umidi.

Le malattie provocate dalle muffe patogene (e in generale da tutti i funghi patogeni) sono di tipo infettivo o infezioni. In generale le infezioni da funghi prendono il nome di micosi.

Le muffe sono composte da tossine che il nostro organismo non riesce ad espellere. Se penetrate nel nostro organismo possono provocare una serie di sintomi che possono anche variare da persona a persona.

Ma come riconoscere la malattia della muffa?

I sintomi più comuni sono:

– Naso che cola. Accompagnato da congestione. Una reazione di difesa naturale dell’organismo, che è attuata attraverso una produzione di muco che serve a contrastare la muffa.

– Starnuti. La muffa può determinare sintomi paragonabili a quelli di un comune raffreddore. Per un’irritazione diffusa nelle vie aeree superiori.

– Tosse. Le spore inalate causano anche tosse e mal di gola.

– Prurito agli occhi. Anche la muffa causa il rilascio di istamina. Da qui il prurito e l’irritazione agli occhi, ma anche a naso e gola. Come avviene nel caso delle allergie.

– Lacrimazione. L’istamina di cui sopra, sempre a scopo difensivo, favorisce la secrezione delle lacrime.

– Secchezza della pelle. La reazione allergica alla muffa può determinare irritazione e infiammazione della pelle.

– Difficoltà a respirare. Quando si inalano le spore della muffa, queste irritano e infiammano le pareti della gola e delle vie aeree, riducendone il lume e quindi il flusso di aria.

– Dolore al petto. Questo sintomo è spesso associato ad una sensazione di pressione.

Asciugare panni in casa, un comportamento errato che fa male alla salute

Pubblicato il 17 Nov 2019 alle 6:39am

Asciugare i panni in casa è una scelta quasi obbligata, ma una prassi che, per la salute, andrebbe anche evitata.

Secondo la National Aspergillosis Centre di Manchester, infatti, l’umidità che viene generata dai panni stesi, può favorire la proliferazione di un fungo pericoloso per la salute, l’aspergillus fumigatus che se inalato può arrivare a causare una grave infezione dell’apparato respiratorio. Il fungo intacca maggiormente le persone carenti di difese immunitarie o che soffrono di asma.

La Mackintosh School of Architecture di Glasfow ha condotto uno studio sugli alti livelli di umidità presenti nelle abitazioni prive di spazi esterni e ha rilevato che addirittura un terzo di questa umidità deriva proprio dalla biancheria posta ad asciugare in casa.

Le migliori alternative per scongiurare qualunque tipo di problema sono o dotarsi di una asciugatrice, oppure procurarsi un telo in plastica così da proteggere lo stendibiancheria posto all’esterno.

Asciugare il bucato in casa, magari stendendo i panni direttamente sui termosifoni nella stagione invernale e nelle giornate di pioggia, può essere dannoso soprattutto per la salute di alcune persone. Negli ambienti umidi proliferano le muffe, le cui spore, una volta inalate, potrebbero scatenare infezioni polmonari in chi si trova in determinate situazioni patologiche. La dottoressa Francesca Puggioni, pneumologa e specialista in malattie dell’apparato respiratorio in Humanitas, spiega perché la muffa può far male alla salute.

“Le muffe sono microrganismi appartenenti alla famiglia dei funghi”, afferma la dottoressa Puggioni. “Esse si diffondono con la produzione di spore che formano vere e proprie colonie su diverse superfici come, per esempio, i muri di casa (soprattutto se ci sono infiltrazioni), i filtri dei condizionatori, il legno, i tessuti e il cibo, anche se riposto nel frigorifero. Un eccessivo tasso di umidità dell’aria, come quello causato dai panni messi ad asciugare in casa senza la giusta aerazione degli ambienti, rappresenta il terreno fertile per la crescita di muffe”.

“I luoghi più umidi della casa, in cui proliferano le muffe, sono la cucina e il bagno, in particolare per la presenza di lavandini e docce”, prosegue l’esperta. “Le muffe più diffuse negli ambienti domestici, e presenti tutto l’anno, sono l’Aspergillus e il Pennicillum. L’Alternaria e il Cladosporium, invece, sono funghi presenti per lo più sul terreno, poiché si formano in seguito al processo di decomposizione di foglie o frutti”.

“Le muffe sono degli allergeni, ossia delle sostanze che, una volta entrate nell’organismo di soggetti predisposti, possono scatenare reazioni allergiche a carico del sistema respiratorio quali, ad esempio, raffreddori, riniti e forti attacchi d’asma, soprattutto nei bambini”, precisa la dottoressa. “Inoltre, in particolare per gli asmatici o per chi ha un sistema immunitario debole o danneggiato, inalare le spore dell’Aspergillus è molto pericoloso, perché potrebbero sviluppare l’aspergillosi polmonare, una patologia che può avere gravi conseguenze, a volte anche irreparabili, sull’apparato respiratorio”, conclude la dottoressa.

Le principali norme di comportamento, consigliate dagli esperti, sono:

– asciugare i panni bagnati all’esterno e possibilmente al sole; – asciugare la biancheria in un’asciugatrice; – non stendere i panni nelle camere da letto e nelle zone giorno; – areare spesso le stanze dove si stende la biancheria; – deumidificare gli ambienti; – eliminare le muffe.

Lavatrice, come pulirla con rimedi naturali

Pubblicato il 15 Gen 2018 alle 7:34am

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