musulmani

Padova: sposa bambina di 9 anni finisce in ospedale per un’emoraggia in corso

Pubblicato il 22 Nov 2017 alle 6:00am

Sposa bambina di 9 anni è stata violentata dal “marito”: scatta l’indagine.

Si tratta della triste storia di una bambina di origini musulmane, che vive con la sua famiglia in provincia di Padova. La piccola, secondo quanto riportato dal Gazzettino, sarebbe stata vittima della violenza di un uomo, del suo stesso credo religioso, molto più grande di lei.

Secondo quanto scrive il PadovaOggi, si tratterebbe di un matrimonio combinato. La piccola sarebbe stata data in sposa dalla famiglia ad un uomo di 26 anni più grande di lei. Il quale, senza troppi scrupoli avrebbe consumato con lei un rapporto di brutale violenza. Abuso che avrebbe portato la bambina ad un ricovero in ospedale per emoraggia in corso. I carabinieri indagano sulla vicenda e gli indizi raccolti incastrerebbero l’uomo.

Domani i musulmani nelle chiese in segno di solidarietà e rispetto verso la fede cristiana

Pubblicato il 30 Lug 2016 alle 8:58am

La Coreis (Comunità Religiosa Islamica) Italiana “sostiene e condivide pienamente la presa di posizione espressa nel comunicato dell’Ihei, organo che partecipa attivamente alle concertazioni con il ministero dell’Interno della Repubblica Francese, e darà seguito anche in Italia a questa iniziativa di testimonianza di fratellanza spirituale.

Domani, infatti, domenica 31 luglio, prima della Santa Messa, delegati della Coreis porteranno il loro saluto in chiesa al vescovo e al parroco nelle seguenti città: Roma, Milano, Novara, Genova, Verona, Sondrio, Ventimiglia, Brescia, Vicenza, Fermo, Siena, Piacenza, Brindisi, Palermo e Agrigento.

“Ci sembra fondamentale in questo momento drammatico – sottolinea La Coreis – dare con questo saluto dei musulmani d’Italia un segno concreto di profondo rispetto della sacralità dei riti, dei ministri e dei luoghi di culto del Cristianesimo dove i fedeli e i cittadini ricevono le benedizioni della comunione spirituale”.

Al Qaeda minaccia l’Italia in un video: “Ha occupato Tripoli e per questo se ne pentirà”

Pubblicato il 15 Gen 2016 alle 7:20am

«L’Italia romana ha occupato Tripoli». Il numero due dell’organizzazione di al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), l’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, in un video della durata di 23 minuti e 24 secondi il cui contenuto è stato rivelato dall’agenzia mauritana ‘al-Akhbar’, minaccia l’Italia.

Gli «invasori» italiani si pentiranno e saranno «umiliati e sottomessi». Per Anabi, inserito a settembre dello scorso anno dagli Usa nella lista nera dei terroristi più ricercati, quello in corso in Libia è un vero e proprio «complotto», a partire dall’accordo firmato a dicembre a Skhirat dai rappresentanti dei parlamenti di Tripoli e Tobruk, fino alla cosiddetta «occupazione» da parte dell’Italia.

Stando al terrorista, «un generale italiano», di cui non fornisce altri dettagli, «è a capo di un governo fantoccio di cui fa parte gente della nostra razza che ha venduto la sua religione», alla stregua di quanto accadde in Iraq con «la nomina di Paul Bremer dopo la campagna criminale di George Bush», per non parlare di come «il suo compagno di crimini Donald Rumsfeld ha insozzato Baghdad».

Nel video, Anabi spiega che «con le rivoluzioni arabe l’Occidente crociato ha assistito al ritorno dei musulmani alla loro religione, ha preso atto del loro desiderio ostinato di applicare la sharia, e non ha trovato altro rimedio che tornare a occupare quei territori, mettendo le sue avide mani sulle ricchezze e sul petrolio e continuare a controllarli».

Ma «la minoranza euro-americana controlla il mondo in generale e la nostra ummah (comunità, ndr) musulmana in particolare», mentre «chi non si rassegna e resiste è definito un terrorista ed è ricercato vivo o morto», laddove «il concetto di terrorismo mira a diffamare il jihad». Ai libici, il terrorista chiede pertanto di «trovare l’unanimità, unificare i discorsi, ordinare le fila e chiarire le divergenze» contro il «complotto» in corso.

Al Shabaab attacca bus, ma musulmani proteggono e salvano cristiani

Pubblicato il 22 Dic 2015 alle 10:19am

Una bellissima storia di solidarietà. Un gruppo di musulmani si sono rifiutati di dividersi dagli altri passeggeri cristiani che viaggiavano sullo stesso bus attaccato da un commando di militanti di Al Shabaab, salvando loro la vita.

E’ accaduto lunedì nei pressi del villaggio di El Wak, nel nord del Kenya, dove un gruppo di musulmani non ha voluto obbedire agli ordini degli jihadisti che volevano far fuoco solo sugli “infedeli”.

Nell’agguato sono morte solo due persone: non è ancora chiaro se raggiunte dai colpi di armi da fuoco esplosi contro l’autobus per fermarlo o perché “giustiziate” dopo aver provato a scappare.

Papa visita moschea, ai fratelli musulmani “Uniti contro la violenza in nome di Dio”. Poi messa allo stadio

Pubblicato il 30 Nov 2015 alle 9:47am

Papa Francesco come anticipato in precedenza secondo programma, ha deciso, nonostante i rischi legati alla sua sicurezza, di recarsi in visita nella moschea di Koundoukou a Bangui.

«Cristiani e musulmani sono fratelli – ha detto il Pontefice -. Dobbiamo dunque considerarci come tali, comportarci come tali. Sappiamo bene che gli ultimi avvenimenti e le violenze che hanno scosso il vostro Paese non erano fondati su motivi propriamente religiosi. Chi dice di credere in Dio dev’essere anche un uomo o una donna di pace. Cristiani, musulmani e membri delle religioni tradizionali hanno vissuto pacificamente insieme per molti anni».

«In questi tempi drammatici, i capi religiosi cristiani e musulmani hanno voluto alzarsi all’altezza delle sfide del momento, per giocare un ruolo importante nel ristabilire l’armonia e la fraternità». Ha continuato Papa Bergoglio.

Per questo Francesco ha espresso «gratitudine e stima» citando i «tanti gesti di solidarietà» compiuti dai musulmani verso rappresentanti di altre religioni.

E riferendosi alle prossime elezioni politiche il Papa ha auspicato che «il Paese trovi dei responsabili che sappiano unire i centrafricani e diventino così simboli dell’unità della nazione piuttosto che i rappresentanti di una fazione».

Francesco ha poi esortato tutti a rendere quel Paese «una casa accogliente per tutti i suoi figli, senza distinzione di etnia, di appartenenza politica o di confessione religiosa. La Repubblica Centrafricana, situata nel cuore dell’Africa, grazie alla collaborazione di tutti i suoi figli, potrà allora dare un impulso in questo senso a tutto il continente».

«Potrà influenzarlo positivamente e aiutare a spegnere i focolai di tensione che vi sono presenti e che impediscono agli africani di beneficiare di quello sviluppo che meritano e al quale hanno diritto». Il papa ha poi invitato a «pregare e lavorare per la riconciliazione, la fraternità e la solidarietà tra tutti, senza dimenticare le persone che più hanno sofferto per questi avvenimenti.

L’Imam da parte sua alla visita del papa ha risposto con queste parole: «Non ignoreremo e non dimenticheremo mai che decine di giovani soldati provenienti da altri Paesi hanno perso la vita per portare la pace al nostro popolo. A tutti diciamo grazie di cuore. Questa è la solidarietà che avevano auspicato il segretario generale Nazioni Unite e dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica. Da allora, queste organizzazioni non ci hanno deluso. A entrambi un ringraziamento speciale».

Subito dopo il Papa si è recato allo stadio Barthelemy Boganda di Bangui, dove sta celebrando in questo istante la ricorrenza liturgica di Sant’Andrea Apostolo.

Ad accoglierlo una folla oceanica di persone. Il Pontefice ha compiuto un giro a bordo della papamobile, ha salutato i fedeli che sventolavano al suo passaggio bandierine della Santa Sede.

Dopo questo appuntamento odierno il santo padre farà ritorno in Italia,

Fermati 15 migranti musulmani. Hanno gettato in mare 12 profughi cristiani

Pubblicato il 17 Apr 2015 alle 10:41am

Quindici migranti sono stati fermati dalla polizia giudiziaria di Palermo la notte scorsa con l’accusa di aver gettato in mare durante la traversata del Canale di Sicilia 12 loro compagni di religione cristiana. (altro…)

La serie tv Homeland non piace ai musulmani americani perché anti-islamica

Pubblicato il 07 Nov 2013 alle 9:20am

La famosa serie Tv incentrata sull’ex marine liberato dalla prigionia convertitosi all’islam, non piace ai musulmani che risiedono negli Usa. Homeland, tanto amato anche dal presidente americano Obama, è stato giudicato anti-islamico da parte delle associazioni arabo-americane e dagli editorialisti. (altro…)

“Four Lions” da oggi al cinema: tante risate!

Pubblicato il 03 Giu 2011 alle 8:47am

Four Lions è il nuovo film di Christopher Morris, in uscita oggi 3 giugno, nelle sale cinematografiche, destinato a scatenare tante risate. (altro…)