mycobacterium tubercolosis avio

Roma, allarme guano: “Negli escrementi di storni si annida il germe della tubercolosi”

Pubblicato il 06 Gen 2016 alle 6:02am

La presenza nel guano prodotto dagli storni del germe mycobacterium tubercolosis avio, causerebbe una particolare tipologia di tubercolosi. Sebbene il contagio nell’uomo sia un evento eccezionale.

Il rischio, però, spiegano gli esperti non è zero, perché dipende dalla salute del sistema immunitario.

A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Antonio Chirianni, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) commentando anche la denuncia dell’Aduc, che evidenzia come “nelle feci degli storni”, che ricoprono il manto stradale a Roma, “può annidarsi il germe della tubercolosi”. Ma non solo: in esso possono essere presenti anche alcune malattie micetiche, protozoarie, virali, parassitarie e batteriche.

“La malattia da mycobacterium tubercolosis avio è un evento raro nell’uomo – ricorda l’esperto – e solo in casi fortemente immunocompromessi, come il caso di pazienti ad esempio con Aids o con fibrosi cistica. Ma se ci fossero stati già dei casi, il sistema di sorveglianza l’avrebbe segnalato e le Asl sarebbero corse ai ripari”.

Ma come potrebbe avvenire questo contagio tra guano infetto e uomo?

“Attraverso le vie aree, quando il guano si secca e, se polverizzato, viene liberato nell’aria – risponde Chirianni – ecco dunque che serve una attenta pulizia delle zone dove è più presente il guano. La stessa cosa può accadere anche nel caso di altre malattie che colpiscono i volatili presenti in città come ad esempio i piccioni; una – conclude – è l’ornitosi. Nell’uomo può provocare febbre, tosse, forti cefalee e, meno frequentemente, difficoltà respiratorie”.