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Fitness green, bastano 4 ore totali in 15 giorni per stare bene mentalmente e rimettersi in forma

Pubblicato il 26 Lug 2019 alle 8:27am

Secondo gli analisti del Global Wellness Institute che, hanno incluso il fitness green ai primi posti dei nuovi trend globali del benessere, ci vogliono 4 ore totali nell’arco di 15 giorni di camminate, corse lente, pedalate, giochi di gruppo oppure leggeri esercizi di stretching e respirazione dentro le pinete, nei boschi o nei parchi per innalzare in modo evidente i livelli di benessere.

Precisano infatti che “Ci vogliono 120 minuti alla settimana per quindici giorni, per un’impatto positivo a tutte le età: e farlo non costa nulla al contrario di personal trainer e palestre”, spiegano gli autori del focus che riporta una curiosa e salvifica indagine fatta da autorevoli studiosi inglesi su un vasto campione di persone (20.000 uomini e donne di diverse fasce d’età).

Lo studio, pubblicato su Nature, è più che attendibile.

Dopo innumerevoli sondaggi dedicati a cosa e come ritornare in forma, eliminando anche lo stress si scopre che il verde è la vera arma per stare bene e rigenerarsi, ritornare in forma.

Pertanto, vacanze o non vacanze, basta guardarsi intorno per fare un po’ di attività fisica non troppo impegnativa e respirare aria più pulita filtrata dagli alberi. Infine, spiegano i ricercatori, se si è fuori forma, affaticarsi troppo e fare movimento per 200-300 minuti alla settimana invece che 120 non dà i benefici sperati da chi si sacrifica. Anzi, esagerare quando durante l’inverno si è stati grossomodo sedentari innalza i livelli di stress, aumentando appetito e facendo cadere in tentazione verso cibi grassi e zuccherini in modo più diretto. Per questo, è sempre meglio puntare sul relax-green, guardarsi intorno e respirare profondamente. Il resto non serve.

Stress, come ridurlo con un rimedio tutto naturale

Pubblicato il 08 Apr 2019 alle 6:14am

Esiste un rimedio naturale efficacissimo contro lo stress, che tutti noi tendiamo ad ignorare, ma che è molto facile anche da praticare. Consiste nel trascorrere almeno 20 minuti al giorno a contatto con la natura, in un parco verde urbano o ovunque ci sia del verde. Secondo un recente studio infatti, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Psychology questa esperienza aiuterebbe all’organismo a ridurre il principale ormone dello stress, il cortisolo. Chi ha la possibilità, può concedersi passeggiate in montagna, chi vive in città può sempre trovare sollievo e ristoro in uno spazio verde, sotto casa o a portata di mano nella propria città o comuni limitrofi.

“Sapevamo che trascorrere del tempo immerse nella natura ha effetti anti-sterss, ma finora non era noto in quali ‘dosi’ e in che maniera ‘assumere’ il contatto con la natura”, dice MaryCarol Hunter, della University of Michigan che ha condotto lo studio. “Il nostro studio mostra che i risultati maggiori si ottengono trascorrendo da 20 a 30 minuti seduti o passeggiando in qualsiasi luogo che ci trasmetta il senso di vicinanza alla natura”.

La ricerca è stata condotta su un gruppo di volontari che per otto settimane hanno dovuto trascorrere del tempo in luoghi naturali, come ad esempio un parco pubblico, ma senza fare sport, conversare con amici o svolgere altre attività che possono già di per sé avere un’influenza sullo stress. Ai volontari è stata misurata a più riprese la concentrazione del cortisolo nella saliva ed è emerso che l’ormone diminuisce a partire dai 20 minuti trascorsi a contatto con la natura; la concentrazione cala in proporzione al tempo trascorso fino a un calo massimo a 30 minuti di immersione nella natura.

“I clinici possono usare i nostri risultati come regola basata sull’evidenza per stabilire come prescrivere il contatto con la natura” – afferma ancora Hunter. “Il nostro studio fornisce le prime stime di come l’esperienza a contatto con la natura impatti sui livelli di stress nel contesto della normale vita quotidiana”.

Contatto con la natura, i benefici sulla salute

Pubblicato il 03 Set 2018 alle 2:15pm

Con la bella stagione non c’è niente di meglio che stare all’aria aperta. Perché vivere a contatto con la natura è la cosa migliore e lo dice anche la medicina. Almeno questo è quanto emerso da una recente revisione di oltre 140 ricerche scientifiche sul tema che hanno coinvolto oltre 290 milioni di persone. (altro…)

Pelle disidratata? Ecco alcuni rimedi naturali per nutrirla in profondità

Pubblicato il 25 Giu 2018 alle 10:42am

Esistono diversi rimedi naturali per combattere la pelle disidratata. (altro…)

Le persone a contatto con la natura, e che vedono più uccelli, sono meno esposte a stress, ansia e depressione

Pubblicato il 07 Mar 2017 alle 9:34am

Secondo un recente studio, condotto da un team di ricercatori dell’Università di Exeter, nel Regno Unito, le persone che vivono in aree urbane caratterizzate da una densa presenza di uccelli, arbusti e alberi, hanno meno probabilità di soffrire di depressione, ansia e stress.

La ricerca che ha coinvolto nello studio centinaia di persone è riuscita a mettere in luce i benefici che questi fattori naturali possono apportare alla salute mentale e al benessere psicofisico delle persone che si ritrovano a osservare gli uccelli e godono della presenza di arbusti e del verde che li circonda, anche se non vivono necessariamente in aree rurali ma in quartieri urbani e periferici.

Lo studio ha preso in esame oltre 270 persone valutando la loro salute mentale senza tener conto dell’età, del reddito o dell’etnia.

Ebbene, le indagini condotte si sono incentrate prevalentemente nei quartieri di Milton Keynes, Bedford e Luton, dove i ricercatori hanno preso in esame il numero di uccelli che transitano nell’area la mattina e il pomeriggio scoprendo che i livelli più bassi di depressione, ansia e stress derivavano proprio dal numero di uccelli che le persone avrebbero avvistato nelle fasce orarie pomeridiane.

Lo studio in questione, ha messo in luce che non c’è correlazione tra le specie di uccelli e la salute mentale, ma ciò che conta è il numero di uccelli che una persona riesce a osservare dalla finestra della propria abitazione, dal giardino o dal quartiere nel quale si trova.

Inoltre, le specie di uccelli prese in esame erano quelle più comuni come merli, pettirossi, cinciarelle e cornacchie. Tuttavia, non è la specie a influire sul benessere mentale del soggetto esaminato, ma il numero.

Il dottor Daniel Cox, ricercatore dell’Università di Exeter, che ha condotto lo studio ha sottolineato che: “La ricerca ha iniziato a porre l’accento sul ruolo che alcuni componenti chiave della natura giocano per il nostro benessere mentale”.

“Gli uccelli che volano intorno alle abitazioni e in generale la natura che ci circonda, rappresentano un punto importante nella prevenzione sanitaria, rendendo le città più sane e vivibili”, ha precisato il dottor Cox.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Bioscience.

Leonardo DiCaprio donati 15 milioni di dollari a difesa dell’ambiente

Pubblicato il 18 Lug 2016 alle 8:34am

Leonardo DiCaprio ha pronunciato nel suo discorso di ringraziamento per l’Oscar ricevuto con il film Revenant le seguenti parole: “Il climate change è reale, sta accadendo adesso. E’ la più urgente delle minacce per la nostra specie, dobbiamo combatterla insieme e smettere di rimandarla”.

Un’ottima occasione per ribadire al mondo il suo impegno a favore dell’ambiente.

Un impegno concreto quello di DiCaprio che proprio in questi giorni, ha staccato un assegno di ben 15 milioni di dollari in favore di progetti innovativi volti alla salvaguardia dei paesaggi ancora incontaminati. L’ammontare dei soldi impegnati, dal 1998 anno di fondazione della LDF, per l’ambiente sale così a oltre 60milioni di dollari.

Per il Time l’attore è il personaggio più influente al mondo sul fronte della difesa ambientale.

5 Giugno Giornata mondiale dell’ ambiente

Pubblicato il 04 Giu 2016 alle 10:10am

Si celebra domani, 5 giugno il World environment day, per ricordare la Conferenza di Stoccolma del 1972, durante cui è nato il Programma dell’Onu per l’ambiente.

La Giornata mondiale dell’ambiente nasce nel 1974 “per incoraggiare a livello mondiale la consapevolezza e l’azione della tutela dell’ambiente”.

Da quando è iniziata, è cresciuta fino a diventare una piattaforma globale per la sensibilizzazione globale. Per poi essere celebrata in oltre 100 Paesi del mondo.

In tale giornata tutte le persone sono invitate a prendersi cura della Terra, o fare qualcosa per essere parte di questo importante cambiamento.

Ma molto di più c’è da fare nel quotidiano, perché sappiamo tutti che la Terra è biodiversità, è risorse naturali, acqua, cibo e aria.

Verde allunga la vita delle donne: tasso di mortalità più basso

Pubblicato il 17 Apr 2016 alle 6:51am

Vivere nel verde allunga la vita. E’ quanto emergerebbe da uno studio della T.H. Chan School of Public Health di Harvard, secondo cui le donne statunitensi che vivono in case circondate dalla natura avrebbero infatti un tasso di mortalità inferiore del 12% rispetto a chi di trova in aree più urbanizzate.

A incidere secondo gli esperti sarebbero diversi fattori: una su tutte la migliore salute mentale, una più frequente attività fisica e una minore esposizione all’inquinamento dell’aria.

Da un’analisi è infatti emerso che lo stato di salute di oltre centomila donne in otto anni era migliore, di quelle residenti in aree verdi il tasso di mortalità legato a malattie respiratorie era inferiore del 34%, mentre quello legato al cancro era più basso del 13%.

Oscar dell’ecoturismo a 9 aree protette e 26 strutture turistiche, regione più premiata Emilia Romagna

Pubblicato il 13 Feb 2016 alle 2:45pm

L’Emilia Romagna è la regione che ha ottenuto il maggior numero di Oscar di Ecoturismo per le strutture ricettive, assegnati da Legambiente. Premiate 26, 9 le aree protette. I riconoscimenti sono stati consegnati alla Bit, Borsa Internazionale del Turismo.

Sette le strutture emiliane, 6 quelle toscane, 4 quelle abruzzesi, due le marchigiane, 1 lombarda, piemontese, ligure, laziale, pugleise e calabra.

Altri riconoscimenti sono stati assegnati al Parco delle Dune Costiere, Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Parco Nazionale Gran Paradiso, Parco nazionale Alta Murgia, Area marina protetta Isole Egadi, Parco regionale dell’Adamello Brenta, dell’Appennino Tosco Emiliano, della Maremma, del Conero.

“Questi Oscar rappresentano le eccellenze del panorama nazionale nell’ambito del turismo amico dell’ambiente – ha motivato Angelo Gentili, responsabile nazionale Legambiente Turismo -. Si tratta di strutture ricettive che hanno scelto la sostenibilità e il rapporto con il territorio come ingredienti essenziali per confezionare la proposta per i propri clienti, sempre più attratti da questo tipo di scelte, come indicato dai dati più recenti sul turismo ambientale”.

“Sorella Terra”, 40 scatti di fotografi del mondo su emarginazione, degrado a Palazzo Braschi fino al 28 febbraio

Pubblicato il 24 Dic 2015 alle 6:33am

Dai danni dell’inquinamento al degrado ambientale, dall’urbanizzazione massiccia all’emarginazione sociale. Sono solo alcuni dei temi affrontati attraverso le immagini, le fotografie di una mostra, che ritraggono, in maniera chiara, netta e drammatica, la difficile condizione del mondo circostante, della nostra amata Terra.

“Sorella Terra”, questo il nome scelto per l’esposizione fotografica di National Geographic Italia allestita a Palazzo Braschi e aperta al pubblico fino al prossimo 28 febbraio.

Una presa di coscienza su quanto sta accadendo nel mondo, intorno a noi, a causa di un irresponsabile deterioramento delle risorse naturali da parte della mano dell’uomo.

E come ha sottolineato più volte anche il santo padre papa Francesco, durante le sue diverse omelie e nella stessa enciclica “Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, la terra è ferita, serve una conversione ecologica”.

E proprio al testo del pontefice che si è ispirato National Geographic decidendo di allestire questa mostra che apre in concomitanza proprio con il Giubileo straordinario proclamato per la fine del 2015 e con l’accordo sul clima firmato tra i vari capi di Stato, di recente a Parigi.

Nell’esposizione troviamo scatti di Steve McCurry, autore della celebre immagine della bambina afghana, o di John Stanmeyer, che in questa mostra espone anche la foto vincitrice del World Press Photo 2014, e ancora, Mark Thiessen, Tyrone Turner, Mike Theiss, Luca Locatelli e molti altri e “ci riguardano e ci toccano molto da vicino”.