nuovo Dpcm

Nuovo Dpcm Covid: vietato spostamento tra comuni il 25 e il 26 dicembre e il 1° gennaio

Pubblicato il 03 Dic 2020 alle 8:54pm

Nessuna deroga al divieto di mobilità durante le festività, in base alla bozza del nuovo Dpcm. Dal 21 dicembre al 6 gennaio è vietato ogni spostamento “in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome”, e il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio ogni spostamento tra comuni, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute, È consentito il rientro alla residenza, domicilio o abitazione, escluse le seconde case in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre e del 1°gennaio, “anche ubicate in altro Comune, ai quali si applicano i predetti divieti”.

CENTRI COMMERCIALI – Niente riapertura per i centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi e negozi aperti fino alle 21. Lo prevede la bozza del Dpcm inviato alle Regioni. “Fino al 6 gennaio 2021 l’esercizio delle attività commerciali al dettaglio è consentito fino alle ore 21.00 nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture assimilabili, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole”.

RISTORANTI – I ristoranti resteranno aperti a pranzo anche a Natale, Santo Stefano, Capodanno e l’Epifania. La bozza del nuovo Dpcm non prevede restrizioni ulteriori rispetto all’orario limitato dalle 5 alle 18 anche per i bar e altri locali di somministrazione cibi e bevande. “Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi”, si legge nel testo.

CENTRI COMMERCIALI – Niente riapertura per i centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi e negozi aperti fino alle 21. Lo prevede la bozza del Dpcm inviato alle Regioni. “Fino al 6 gennaio 2021 l’esercizio delle attività commerciali al dettaglio è consentito fino alle ore 21.00 nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture assimilabili, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole”.

CROCIERE – Crociere sospese dal 21 dicembre fino alla Befana. “A decorrere dal 21 dicembre 2020 e fino al 6 gennaio 2021 – si legge nel testo – sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana, aventi come luoghi di partenza, di scalo ovvero di destinazione finale porti italiani”. Dal 20 dicembre al 6 gennaio, inoltre, “è vietato” fare ingresso nei porti italiani “alle società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle navi passeggeri di bandiera estera impiegate in servizi di crociera.

RIENTRI DALL’ESTERO – Tutti coloro che arrivano in Italia dai paesi extra Schengen dovranno rimanere in quarantena per 14 giorni presso l’abitazione o la dimora indicata.

EVENTI SPORTIVI – Fino al 15 gennaio si potranno disputare solo incontri e gare di “alto livello”. E’ quanto prevede l’articolo 1 del nuovo Dpcm che introduce una modifica rispetto al precedente decreto sullo svolgimento degli eventi sportivi. “Sono consentiti eventi e competizioni riconosciuti di alto livello e di interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) – si legge nel testo – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico”.

Dpcm: lo stop all’attività sportiva è in gioco la salute cognitiva degli italiani. L’analisi del neuroscienziato dello sport Aiace Rusciano

Pubblicato il 04 Nov 2020 alle 6:00am

Almeno fino al 24 novembre 2020, in Italia lo sport di base è congelato. Niente workout in palestra, niente allenamenti e gare delle società dilettantistiche, niente corsi di gruppo. A stabilirlo è il DPCM firmato il 24 ottobre dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che introduce severe restrizioni per arginare la seconda ondata della pandemia da coronavirus. Non è da escludere che il blackout duri addirittura più a lungo: considerati i tempi di incubazione, è ancora presto per capire se questo primo round di limitazioni sia sufficiente ad abbassare la curva dei contagi.

Immediata la levata di scudi da parte di società e associazioni sportive dilettantistiche, che in molti casi avevano già investito per mettersi in regola con le norme di sanificazione e distanziamento e ora temono di essere definitivamente affossate. L’economia che ruota attorno allo sport è uno degli argomenti di cui si è dibattuto molto in queste convulse giornate. Si sono spese anche tante parole sul suo valore sociale, così come sull’importanza del movimento per mantenere la forma fisica e rafforzare il sistema immunitario. Molto più di rado, però, ci si sofferma su un altro aspetto: lo sport è anche un irrinunciabile presidio per la salute mentale e cognitiva delle persone di tutte le età.

A sottolinearlo è il professor Aiace Rusciano, psicologo e Phd in neuroscienze cognitive, già responsabile dell’Area psicologica e del Lab psicofisiologico di AC Milan e AC ChievoVerona. “Secondo solide evidenze scientifiche, l’attività fisica stimola la memoria, la capacità attentiva, le funzioni di apprendimento e ragionamento. Inoltre migliora la qualità del sonno e regola il tono dell’umore perché innesca un aumento del metabolismo nei network dei lobi frontali, nei gangli nella base e nell’ippocampo, area del cervello responsabile di queste funzioni. Riassumendo, lo sport stimola la produzione di dopamine ed endorfine, proprio come un farmaco naturale antidepressivo e antistress”, spiega.

I rischi per la salute psicologica e cognitiva legati all’inattività riguardano tutti, ma le categorie più esposte sono bambini e over 65. È scientificamente provato – continua Rusciano – che in età infantile la corsa favorisce la nascita di nuove cellule cerebrali nell’ippocampo. La conferma è arrivata da svariati studi di neuroscienze, condotti con test neuropsicologici e risonanze magnetiche, che hanno testimoniato che i bambini di 9-10 anni che svolgono una regolare attività fisica possiedono migliori capacità di memoria e apprendimento rispetto ai coetanei più sedentari. Il cervello inoltre con il tempo si abitua all’aumento del flusso sanguigno che, a lungo termine, sviluppa la capacità di attivare e disattivare determinati geni. Senza contare che i nuovi neuroni stimolati attraverso lo sport proteggono la memoria nell’ippocampo e prevengono l’insorgere di gravi malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson.

C’è un altro elemento da considerare. Il 19 ottobre il Centro Studi del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha rilevato che, su una scala da 1 a 100, il 51% della popolazione italiana ha un livello di stress psicologico compreso tra 70 e 100. Il livello è analogo a quello del lockdown di marzo-aprile, ma le caratteristiche sono ancora più preoccupanti. All’epoca infatti a dominare era la componente ansiosa, mentre oggi prevalgono rabbia, depressione e forte disorientamento. In un clima del genere, l’esercizio fisico è un presidio non solo per il benessere individuale ma anche per la tenuta del tessuto sociale, perché favorisce il benessere psicologico e la percezione dell’autoefficacia personale, essenziali nella gestione dello stress e dell’ansia. In sintesi, “la pratica regolare di sport deve essere protetta dallo Stato, perché permette ai cittadini di godere di una migliore salute mentale”, ribadisce Rusciano.

Ma, considerati i numeri della seconda ondata della pandemia, è davvero possibile garantire la continuità dell’attività sportiva in condizioni di sicurezza? Secondo Rusciano, la risposta è sì. “Basterebbe fissare delle regole, che peraltro sono alla base del concetto stesso di sport. È sufficiente una semplice app gratuita per programmare le entrate e le uscite da palestre e centri sportivi, evitando gli assembramenti. Considerato poi che il Dpcm prevede la didattica in presenza per le scuole elementari e medie, c’è margine per aggiungere altre ore di educazione fisica”.

L’effetto combinato del lockdown, del distanziamento sociale e della mancanza di sport rappresenta insomma un rischio significativo per la salute mentale di bambini, adolescenti e anziani. “Esistono però numerose strategie promettenti per combattere il comportamento sedentario, che potrebbero essere attuate grazie al coordinamento tra Regioni, Asl, Ordine degli Psicologi ed esperti, con l’avallo dei decisori politici e il sostegno della scuola. La collaborazione fattiva di tutti questi attori ha il grande potere di incidere sulla futura curva della salute cognitiva della popolazione”.

Covid, nuovo Dpcm in vigore da domani lunedì 26 ottobre fino al prossimo 24 novembre

Pubblicato il 25 Ott 2020 alle 5:01pm

Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha firmato oggi il Dpcm in vigore da domani lunedì 26 ottobre, fino al prossimo 24 novembre. Fissata alle ore 18 la chiusura dei locali pubblici. La domenica e i giorni festivi bar e ristoranti potranno rimanere aperti (sempre fino alle 18). Su questo ha pesato il parere del Comitato tecnico scientifico consegnato al governo perché secondo gli esperti «l’apertura domenicale dei ristoranti può essere utile per limitare le riunioni familiari». E proprio sulla base di queste considerazioni si è deciso di accettare la richiesta della Regioni.

Gli scienziati hanno espresso la loro perplessità in merito alla raccomandazione di limitare lo spostamento tra Comuni, anche perché i dati dimostrano che i focolai sono soprattutto nelle aree metropolitane. Riserve forti anche rispetto alla scelta di autorizzare le fiere internazionali. Per il resto hanno condiviso il testo del decreto del governo.

Scuola «L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza. Per contrastare la diffusione del contagio, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari almeno al 75 per cento delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9».

Bus e metropolitane «È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi».

Spostamenti tra Regioni Eliminato il riferimento ai movimenti fuori dal Comune e dunque è sempre consentito anche lo spostamento tra Regioni.

Giochi, cinema, teatri «Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò; Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto».

Negozi «Le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio».

Bar e ristoranti «Le attività dei servizi di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze».

Photo Credit quifinanza.it

Nuovo Dpcm, Conte: bar chiusi alle 21 e feste a casa (con mascherina) max 6 persone. Ipotesi lezioni da remoto alle superiori

Pubblicato il 12 Ott 2020 alle 8:29pm

Con il nuovo Dpcm del governo Conte per contrastare l’emergenza sanitaria da coronavirus, sono raccomandate le mascherine anche in casa non conviventi, feste a domicilio con un massimo 6 persone (ma anche questa è solo una raccomandazione), stop poi agli sport amatoriali di contatto e stop anche alle gite scolastiche.

Per i locali che non fanno servizio al tavolo chiusura anticipata alle 21.

Le mascherine all’aperto e in casa

«Nel Dpcm andremo a inserire la previsione delle mascherine all’aperto che abbiamo già messo in termini generali nel decreto legge. Mentre però è vincolante la norma sulle mascherine all’aperto, inseriremo una forte raccomandazione sulle mascherine all’interno delle abitazioni private in presenze di persone non conviventi. Non riteniamo di introdurre una norma vincolante ma vogliamo dare il messaggio che se si ricevono persone non conviventi anche in casa bisogna usare la mascherina», ha spiegato Conte nell’incontro con le Regioni e i Comuni.

Feste in casa, massimo sei persone

Stop alle feste private, con una «forte raccomandazione» a limitare anche quelle in casa, se partecipano più di sei persone. Il presidente del Consiglio avrebbe spiegato, a quanto si apprende, che sul punto è prevista una riflessione che è ancora in atto. Alcuni tra i ministri continuano infatti a spingere perché venga introdotto un divieto vero e proprio, anche in casa.

Locali, chiusura alle 21

La proposta del governo è di chiudere i locali senza servizio al tavolo e vietare il consumo di cibo e bevande all’aperto dalle 21, in modo tale da poter così evitare anche gli assembramenti. prevista, pertanto, la chiusura di pub, locali e ristoranti con servizio al tavolo a mezzanotte. Alcuni governatori, però, non sarebbero convinti su questa linea di contrasto al coronavirus.

Matrimoni, limite di 30 persone

Per quanto riguarda invece le cerimonie – matrimoni, comunioni, cresime e funerali – restano in vigore le regole dei protocolli già approvati ma viene messo un limite massimo di 30 persone per gli eventuali ricevimenti successivi.

Gli sport amatoriali di contatto

Confermata anche l’ipotesi di sospendere gli sport di contatto, come ad esempio calcetto o basket, a livello amatoriale, contentiti invece a livello dilettantistico, per le società che abbiano adottato protocolli per limitare i contagi. La ratio, viene spiegato, è non penalizzare chi per la ripresa dell’attività ha fatto investimenti e adottato protocolli, a partire dalle diverse federazioni sportive.

Ipotesi lezioni a distanza

Lezioni a distanza alle superiori, per alleggerire la pressione sui trasporti. È la proposta avanzata dal presidente dell’Emilia Romagna e presidente delle Regioni Stefano Bonaccini, nel corso della riunione con il governo. La proposta di tenere le lezioni in videoconferenza per gli alunni più grandi sarebbe stata condivisa dai presidenti di Regione e non è detto che il governo prenda una decisione anche oggi. Ma «il tema esiste», spiega un ministro. Tra le misure proposte dal governo a Regioni e Comuni c’è quella di impedire le gite scolastiche, attività didattiche fuori sede e gemellaggi.

Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza commentando a “Che tempo che fa” il nuovo editto che emanerà il premier Giuseppe Conte, si è voluto soffermare sulla stretta alle feste, anche a quelle private: “Io ho proposto che vengano vietate tutte le feste, che in questo momento possono essere evitate. Andare a scuola è una cosa fondamentale, andare a lavoro è fondamentale”. “Quando c’è una norma, questa va rispettata e gli italiani hanno dimostrato di non aver bisogno di un carabinieri o di un poliziotto a controllarli personalmente. Ma è chiaro che aumenteremo i controlli, ci saranno le segnalazioni”.

In pratica, Speranza si è appellato pubblicamente agli italiani chiedendogli di fare i delatori, gli spioni. E così da oggi, da domani e fino a non si sa quando, il vostro vicino o, magari, qualcuno a cui state sui cosiddetti…, potrebbe chiamare la polizia o i carabinieri perché secondo lui nella vostra casa c’è più movimento del solito. E, di conseguenza, spetterà alla discrezionalità del carabiniere o del poliziotto che avrà il compito di bussare alla vostra porta decidere se effettivamente in casa c’è una festa o meno e quindi comminarvi una bella multa. Tutti sappiamo che nessuna autorità può entrare in casa senza un mandato, e proprio per questo viene in mente un’altra normativa che in questo caso assume contorni decisamente inquietanti: la flagranza di reato. Se secondo le forze dell’ordine in casa vostra c’è una festa, in quanto colti in flagrante, gli agenti potrebbero fare irruzione in casa vostra anche senza un mandato.

Quale sarà il criterio per stabilire cosa è una festa e cosa no?

Photo Credit orizzontescuola.it