obesità infantile

Fimp, obesità infantile, allarme in Italia

Pubblicato il 28 Ott 2018 alle 7:59am

Il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) interviene sul nuovo allarme obesità. (altro…)

Obesità e disturbi alimentari: la famiglia è la prima arma di prevenzione

Pubblicato il 15 Set 2018 alle 8:35am

Il ruolo della famiglia come strumento di prevenzione dei disturbi alimentari e come luogo privilegiato di apprendimento dell’educazione alimentare attraverso la comunicazione, l’importanza dei primi 1000 giorni di vita, dall’allattamento ai due anni, nello sviluppo psico-fisico del bambino e la funzione fondamentale della prevenzione a tavola nel combattere l’obesità in età pediatrica e giovanile: sono solo alcuni dei temi trattati nel convegno nazionale che si è tenuto alcuni giorni fa a Bologna, dal titolo “La salute si impara da piccoli. Corretti stili di vita per #CrescereInSalute” dedicato all’educazione alimentare nell’infanzia e adolescenza. Manifestazione che è stata organizzata da UniSalute, compagnia del Gruppo Unipol, leader nell’assicurazione sanitaria.

Professori e ricercatori italiani, il divulgatore scientifico Marco Bianchi e la Responsabile Market Intelligence di Nomisma SpA Silvia Zucconi, insieme all’Amministratore Delegato di UniSalute Fiammetta Fabris, si sono confrontati sul tema dell’obesità infantile e della prevenzione a tavola di fronte ad una platea gremita dell’Oratorio San Filippo Neri. Un’importante occasione di confronto scientifico con lo scopo di dare vita a pratiche cliniche ma anche sostegno sociale alle famiglie, attraverso strumenti per la prevenzione e la cura, per combattere le cattive abitudini alimentari e la vita sedentaria dei più giovani.

Per questo motivo UniSalute e Nomisma hanno avviato GENZ Monitor, osservatorio che ha analizzato gli stili di vita dei giovani di età compresa tra i 6 e i 19 anni in tutta Italia, attraverso la valutazione dei comportamenti alimentari, dell’utilizzo del tempo libero e della sensibilità che manifestano nei confronti dell’ambiente. Lo studio ha rilevato una corretta abitudine ai 5 pasti giornalieri, con alto consumo di pasta cosa molto diversa per quanto riguarda l’apporto di frutta e verdura – in una giornata “normale” il 14% dei bambini 6-11 anni non consuma frutta in nemmeno una occasione, quota che sale al 32% per la verdura. Una situazione questa che va certamente peggiorando tra i ragazzi più grandi (18% di no user di frutta tra gli studenti della Secondaria e 21% di no user di verdura). Stupisce invece il dato sull’attenzione allo spreco: l’82% degli bambini è attento a conservare il cibo che avanza, così come l’89% degli studenti delle Secondarie. Un’attenzione a non sprecare non si limita dunque al cibo: il 63% dei bambini presta attenzione a spegnere la luce quando esce dalla stanza (67% tra i ragazzi 11-19) e a chiudere il rubinetto mentre si lava i denti (71% dei bambini lo fa sempre, percentuale che scende al 54% tra i ragazzi).

Seguire le regole di una corretta alimentazione già nei primi anni di vita è fondamentale per prevenire sovrappeso e obesità e quindi l’insorgere di patologie in età adulta. Ne ha parlato il prof. Andrea Pession, Direttore Responsabile Pediatria Policlinico Sant’Orsola Malpighi Bologna. Oggi non si raccomanda più un approccio dietetico-restrittivo, ma una strategia di tipo cognitivo-comportamentale. Dunque non più solo diete restrittive, ma un’educazione terapeutica centrata sulla famiglia che porti alla riduzione del peso attraverso il cambiamento dello stile di vita. Ciò è possibile grazie a colloqui motivazionali con lo scopo di combattere non solo le cattive abitudini a tavola ma anche quella serie di comportamenti in famiglia e di dannose rappresentazioni mentali legate all’obesità. Potenziando proprio le competenze familiari sul tema. Un ambiente psicologicamente sano difende il bambino dall’insorgenza di patologie stigmatizzanti.

I disturbi alimentari cronici rappresentano un vero e proprio disturbo della relazione che nasce all’interno della famiglia e si sviluppa in ogni contesto della vita. “Patologie della comunicazione”, così definisce i disturbi alimentari il prof. Emilio Franzoni, Direttore Responsabile Neuropsichiatria infantile del Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna. La tavola non è solo luogo di aggregazione ma di relazione, è il momento che riunisce tutta la famiglia, in particolare a fine giornata, il momento per ascoltare e ascoltarsi, per raccontarsi.

Spesso però l’ambiente familiare è proprio quello in cui non ci si parla, non ci si relaziona, rimanendo attratti e distratti dalla tv. Come evidenziano i risultati di un questionario somministrato a 160 bambini tra i quali solo 4 hanno confermato di cenare senza la televisione accesa. Un piccolo esempio ma molto significativo. E non trovando altra strada per attirare a sé attenzione o per risolvere una sofferenza interna lo strumento diventa farsi del male, mettendo in atto devastanti pratiche di alimentazione e un rapporto con il peso e con il proprio corpo che esula dalla realtà. Ma si può guarire completamente, soprattutto attraverso la ricostruzione del legame spezzato con la famiglia e la conseguente rieducazione alimentare.

I “Primi 1000 giorni di vita”, dal concepimento al compimento del secondo anno, ma anche il periodo immediatamente precedente il concepimento, giocano un ruolo fondamentale nel benessere del bambino e dell’adulto che sarà. È infatti il periodo di sviluppo in cui la plasticità è massima e risente positivamente (o negativamente) dell’ambiente (stili di vita, comportamenti, fattori di stress, inquinamento) che circonda i futurigenitori, la madre e l’infante. È ciò che afferma il prof. Sergio Pecorelli, Professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università degli Studi di Brescia e Presidente della Giovanni Lorenzini Medical Foundation, che promuove il “progetto 1000 giorni”, un modello che prevede programmi di valutazione clinico-molecolare dell’individuo, attività di educazione/formazione personalizzata, utilizzo di dispositivi portatili per il monitoraggio in real-time dei parametri clinici.

Friuli Venezia Giulia, 1 bambino su 4 è obeso: possibili rischi per la salute

Pubblicato il 20 Ago 2017 alle 7:23am

In Friuli Venezia Giulia un’indagine nelle scuole ha fatto emergere una situazione al quanto preoccupante. Ai bambini ai quali è stato possibile somministrare un questionario, per accertare possibili casi di obesità, rilevando peso e altezza, è emerso che il 24 per cento dei bambini intervistati è grasso. Ovvero, un bambino su quattro presenta un eccesso ponderale che comprende sia il sovrappeso sia l’obesità. (altro…)

Obesità infantile quadruplica rischio diabete

Pubblicato il 27 Apr 2017 alle 9:36am

L’obesità infantile è una seria minaccia per lo sviluppo del diabete. Quadruplicherebbe il rischio di ammalarsi entro il 25/o compleanno. (altro…)

Napoli: “La salute dei ragazzi nei banchi di scuola”

Pubblicato il 29 Ott 2012 alle 9:48am

Nel capoluogo partenopeo le Associazioni “U.S. ACLI K.C.S.D.” e la “FEDIOS Napoli Centro Storico”, in collaborazione col centro studi ATENAEUM 2000, ed il centro PRO-JUVENTUTE MINERVA, hanno realizzato un importante progetto denominato “La salute dei ragazzi nei banchi di scuola”. (altro…)

Scuola: a Napoli lo ‘snackometro’ aiuta a scegliere le merendine più salutari

Pubblicato il 11 Ott 2012 alle 7:25am

Tornano anche quest’anno alcuni progetti del Comune di Napoli e Asl Napoli 1 per educare gli studenti alla corretta alimentazione ed al rispetto rigoroso dell’ambiente. (altro…)

Bambini italiani: il 6% rischia la vita perché con eccesso di grasso nel sangue

Pubblicato il 14 Mar 2012 alle 11:39am

Dai dati raccolti, durante il Congresso Nazionale della società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (Siprec), tenutosi a Napoli nei giorni scorsi, è emerso un identikit ben preciso e piuttosto preoccupante, dei bambini italiani. (altro…)

Obesità infantile: se i bambini mangiano con le mani il rischio si riduce

Pubblicato il 08 Feb 2012 alle 8:40am

Una delle principali abitudini dei bimbi durante lo svezzamento, è quella di mangiare di tutto con le mani. Ebbene, questa pratica, secondo uno studio, condotto dall’University of Nottingham (Gb), e pubblicato sul ‘British Medical Journal’, aiuterebbe a svezzarli grazie a degli alimenti in pezzi interi a base di carboidrati o proteine invece che con pappe o frullati, contribuendo così ad evitare che essi durante le varie fasi dello sviluppo, possano incorrere in cattive abitudini alimentari. (altro…)

In Toscana 1 bambino su 3 è obeso

Pubblicato il 21 Nov 2011 alle 7:34am

Un bambino toscano su tre è in sovrappeso o obeso e in molti casi i genitori non se ne rendono neppure conto. Questi sono i dati che emergono da un’indagine e che mostrano un leggero miglioramento rispetto al 2008. (altro…)

Sovrappeso e fumo in gravidanza sono le cause dell’obesità infantile

Pubblicato il 16 Nov 2011 alle 8:59am

Laura Pryor, ricercatrice del Dipartimento di Medicina sociale e preventiva dell’Università di Montreal, ha pubblicato un recente studio secondo il quale sarebbe possibile prevedere quali sono i bambini a rischio di obesità. (altro…)