occhio secco

Che cos’è l’iperemia?

Pubblicato il 09 Feb 2020 alle 6:48am

L’iperemia congiuntivale è un arrossamento degli occhi ed è un sintomo abbastanza comune di molte malattie, anche degli stati influenzali, in particolar modo se c’è febbre.

Questa condizione è però, molto spesso persistente o si manifesta in maniera ricorrente è opportuno consultare un oculista.

L’iperemia congiuntivale può essere causata o meno da un trauma. L’occhio può arrossarsi a seguito di un trauma e nascondere quindi lesioni più gravi che vanno oltre il semplice rossore quali ferite o corpi estranei all’interno dell’occhio. Interventi chirurgici agli occhi possono causare infezioni e quindi arrossamento. L’iperemia congiuntivale può inoltre essere causata da:

– secchezza oculare – pianto ed eccessiva lacrimazione – eccessivo consumo di alcol.

L’iperemia congiuntivale è a sua volta il primo segno di diverse patologie oculari: occorre quindi prestare attenzione ai sintomi e manifestazioni della malattia. Si possono distinguere tre tipi di iperemia congiuntivale:

– dovuta a reazione pericheratica – arrossamento con vene dilatate – iperemia della congiuntiva tarsale

La reazione pericheratica può essere un primo sintomo di glaucoma acuto, l’arrossamento con vene dilatate può segnalare la presenza di fistola carotideo-cavernosa, mentre l’iperemia della congiuntiva tarsale o del fornice possono essere sintomo di una comune congiuntivite.

A seconda dei segnali e del tipo di arrossamento, i medici specialisti potranno formulare una diagnosi accurata con relativa terapia: oltre all’arrossamento dell’occhio, gli altri sintomi che accompagnano l’iperemia congiuntivale sono:

– bruciore – sensibilità alla luce – lacrimazione – secrezione – edema – prurito.

Se l’iperemia congiuntivale non è dolente, potrebbe essere sintomo di un’emorragia sottocongiuntivale (spesso asintomatica), congiuntive acuta (con secrezioni, può essere cronica o allergica che si manifesta solitamente con un forte prurito all’occhio. In caso di iperemia congiuntivale accompagnata da dolore, la causa dell’arrossamento può essere dovuta a:

– attacco acuto di glaucoma (spesso accompagnata da nausea) – cheratite – sclerite – corpo estraneo – uveite anteriore acuta (calo della vista).

L’arrossamento dell’occhio può inoltre essere causato da altre cause quali sindrome dell’occhio secco, ipertiroidismo, neovascolarizzazioni, ustioni o terapie croniche a cui è sottoposto il paziente, lenti a contatto.

Prevenzione

Per prevenire tale arrossamento con tutti i sintomi che ne derivano basta evitare l’esposizione prolungata ad aria calda ma soprattutto secca, alla luce del sole o alla permanenza davanti a schermi luminosi. La secchezza è uno dei principali nemici dell’occhio insieme alle infezioni batteriche: per questo motivo bisogna rispettare le basilari norme igieniche e provvedere all’idratazione dell’occhio in caso di eccessiva secchezza.

Attenzione infine alle lenti a contatto: si consiglia di scegliere lenti e detergenti di alta qualità e di provvedere sistematicamente a disinfezione.

Rimedi, gel all’aloe vera, o colliri specifici possono lenire arrossamenti da iperemia.

Nato occhio artificiale con cellule umane, in grado di aprirsi e chiudersi

Pubblicato il 07 Ago 2019 alle 6:42am

E’ stato ricreato su chip dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania, che hanno sviluppato un modello 3D della sua superficie fatto con cellule umane, il nuovo occhio bionico capace di aprirsi e chiudersi e di ammiccare proprio come quello umano.

Pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine, lo studio in questione spiega che i ricercatori guidati da Dongeun Huh, hanno sviluppato un modello 3d della superficie oculare che imita geometria e composizione cellulare degli strati più esterni dell’occhio umano. Per ricrearne la superficie di questo occhio bionico, i ricercatori hanno coltivato cellule di tessuto derivate dalla cornea e dalla congiuntiva in un’interfaccia aria-liquido.

La superficie è stata poi coltivata all’interno di una piattaforma che l’ha esposta a fluidi lacrimali e ad una palpebra di idrogel artificiale che ha imitato il battito spontaneo delle palpebre. Utilizzando questa piattaforma, gli autori hanno riprodotto con successo la malattia dell’occhio secco, testando gli effetti terapeutici di un farmaco sperimentale. Un risultato veramente eccezionale che però va considerato con prudenza.

«Sebbene sia possibile che questo nuovo sistema basato su cellule possa eventualmente sostituire i modelli animali esistenti – hanno spiegato i ricercatori – sono necessarie ulteriori indagini per dimostrare la sua capacità di far avanzare la scoperte e i test di futuri farmaci. Sara’ inoltre necessario un lavoro ulteriore per incorporare in questi modelli altri tipi e funzioni cellulari, come la vascolarizzazione, le cellule immunitarie e l’innervazione».

Sindrome dell’occhio secco, più casi in Pianura Padana che al Centro-Sud, ecco perché

Pubblicato il 14 Lug 2019 alle 6:38am

La sindrome dell’occhio secco è molto più diffusa in Pianura Padana piuttosto che altrove, lo dice anche la scienza in una ricerca che sostiene che la colpa sia da attribuire allo smog e alla tecnologia, più diffusi in questa area.

Si tratta infatti dell’esito emerso nel corso di una campagna di prevenzione promossa dall’8 maggio al 14 giugno dal Centro italiano occhio secco (Cios) di Milano in collaborazione con la Clinica oculistica dell’università dell’Insubria di Varese, sotto la guida del ministero della Salute, Regione Lombardia, Comune di Milano e Società italiana di oftalmologia (Soi). Nata con l’obiettivo di «informare e sensibilizzare la popolazione su una patologia oculare molto diffusa, ma ancora sottovalutata e poco conosciuta», l’iniziativa ha permesso di eseguire gratuitamente 745 screening nei 15 centri aderenti in tutta la Penisola.

«Gli esami diagnostici – riferiscono gli organizzatori – hanno rilevato che l’83% dei pazienti dei centri dell’area della Pianura Padana (Milano, Varese, Torino e Padova), dove l’inquinamento ambientale e l’utilizzo delle tecnologie è più diffuso, presentava la sindrome dell’occhio secco (nel 29% dei casi in forma moderata), contro il 73% delle persone visitate nelle altre strutture aderenti all’iniziativa (Napoli, Arezzo, Pisa, Bari, Catania, Sassari e Lecce)». Gli screening hanno evidenziato che «l’utilizzo della tecnologia per più di 6 ore al giorno era maggiore tra i pazienti dei centri della Pianura Padana (47%) rispetto al gruppo del Centro e Sud Italia (33%)».

Tra le molteplici cause che scatenano la sindrome dell’occhio secco, fra i quali gli esperti elencano per esempio «invecchiamento, alterazioni ormonali, malattie sistemiche, fumo, alcol», rivestono «un ruolo chiave gli inquinanti atmosferici, che possono attivare segnali pro-infiammatori e influenzare la composizione del film lacrimale. L’inquinamento spesso supera la soglia massima consentita soprattutto nei grandi centri abitati», e «nel campione preso in esame il 33% della popolazione della Pianura Padana vive in città con oltre 500 mila abitanti». «Ma può alterare la funzionalità lacrimale – avvertono gli specialisti – anche lo stile di vita: soggiornare a lungo in ambienti con l’aria condizionata oppure usare per molte ore il computer, il tablet o il cellulare. Di fronte a questi dispositivi tecnologici si tende infatti ad ammiccare meno frequentemente, riducendo la produzione del liquido lacrimale».

Occhio secco, come riconoscerlo. Visite gratuite in tutta Italia sino al 14 giugno

Pubblicato il 09 Mag 2019 alle 7:00am

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito fra le più sottovalutate patologie dei nostri tempi la sindrome dell’occhio secco. In Italia colpisce il 90% delle donne in menopausa e il 25% della popolazione over 50: una diagnosi tempestiva e terapie mirate possono fare certamente la differenza. Ecco allora la necessità di lanciare una campagna di prevenzione dall’8 maggio al 14 giugno, da parte del Centro italiano occhio secco. (altro…)

Occhio secco, arriva un nuovo prodotto che si applica sulla zona frontale del viso

Pubblicato il 18 Giu 2018 alle 6:09am

Buone notizie per coloro che soffrono della sindrome dell’occhio secco. E’ in arrivo un neurosteroide, somministrato in maniera innovativa in modo da attivare la segnalazione neurale, senza necessità delle gocce oculari ma attraverso l’applicazione del prodotto in forma di gel sulla zona frontale del viso.

Ad annunciarlo sono Sifi, leader italiano nello sviluppo di soluzioni terapeutiche per trattare le patologie oculari, e Glia Llc, società di sviluppo farmaceutico di Boston, che hanno concordato una nuova collaborazione per il mercato europeo.

In uno studio di fase II realizzato negli Stati Uniti, la terapia ha dimostrato di ridurre o eliminare in maniera significativa la secchezza e la sensazione di sabbia negli occhi. Con l’uso del nuovo farmaco è stata infatti osservata la produzione di secrezione lacrimale entro alcuni minuti in più del 95% dei pazienti.

La sindrome da occhio secco è una delle cause più frequenti di visita negli studi degli oculisti e affligge oltre 30 milioni di persone negli Stati Uniti e almeno 344 milioni di persone in tutto il mondo. La sindrome sta aumentando anche nei bambini e negli adolescenti e l’Oms l’ha recentemente definita una delle patologie più ignorate e sottovalutate di questo secolo.

È infatti una malattia multifattoriale che interessa il film lacrimale e la superficie oculare e provoca sintomi di disagio, disturbi visivi e instabilità del film lacrimale, con potenziali danni alla superficie oculare, accompagnati dall’infiammazione della superficie oculare. Inoltre, le attività legate all’uso smisurato di smartphone, tablet e qualsiasi altro tipo di dispositivo digitale, sono una delle cause principali.

Occhio secco a soffrirne sono più le donne. Prevenzione gratuita dal 2 al 31 Maggio

Pubblicato il 29 Apr 2018 alle 7:29am

Occhi che bruciano, lacrimazione, bisogno di lavarsi e strofinarsi gli occhi, difficoltà ad aprirli spontaneamente al mattino, presenza di una secrezione mucosa e filamenti. Sono questi i sintomi della ‘sindrome dell’occhio secco’, che colpisce in prevalenza le donne, in rapporto di 2 a 1, e che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito “tra i più ignorati e sottovalutati disturbi della società moderna”.

Il Centro Italiano Occhio Secco (CIOS), in collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese promuove dal 2 al 31 maggio il ‘Mese della diagnosi e della prevenzione dell’occhio secco’, durante il quale si potranno fare esami e visite gratuite, nell’ambito di una Campagna che coinvolge 14 Centri in tutto il territorio nazionale, da Milano a Catania, da Padova a Lecce.

Per saperne di più, scegliere la struttura medica più vicino a te, visita il sito web www.centroitalianoocchiosecco.it

Occhio secco addio, arriva Lifitegrast

Pubblicato il 17 Set 2017 alle 8:23am

L’occhio secco è un disturbo che si presenta sempre con più grande frequenza,anche a causa dell’utilizzo di dispositivi elettronici. La soluzione, fino a ieri, erano i tradizionali colliri. Oggi, invece grazie a Shire, c’è a disposizione una nuova molecola particolarmente efficace che potrebbe anche farci dire addio, per sempre, a questo fastidiosissimo problema.

La molecola in questione, si chiama lifitegrast ed è un farmaco che sarà presto commercializzato anche nel nostro paese grazie a Shire. «Sarà il capostipite di una nuova classe di farmaci (Lfa-1 antagonista) per i segni e i sintomi della malattia dell’occhio secco negli adulti in Europa», ha dichiarato recentemente l’azienda in una nota.

Occhio secco nei bambini e negli adulti, la colpa è dei dispositivi elettronici e della tv

Pubblicato il 24 Mar 2017 alle 9:35am

Stare tutto il giorno con gli occhi puntati su tablet, smartphone, pc, certamente non fa bene alla salute e alla vista. Parola di esperti. Ore e ore in ufficio, per strada, sui mezzi pubblici, sul divano di casa, nel letto, causano bruciore, rossore ed occhio secco. (altro…)