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Coronavirus, l’Olanda pronta a sperimentare il farmaco che lo neutralizza

Pubblicato il 17 Mar 2020 alle 6:59am

Una speranza di cura arriva anche dall’Olanda per il coronavirus. Sembrerebbe essere pronto il primo farmaco specializzato per aggredirlo. E’ un anticorpo monoclonale, specializzato nel riconoscere la proteina, che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane. La ricerca stata pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang. I ricercatori hanno detto alla Bbc che saranno necessari mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà essere sperimentato per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.

Legandosi alla proteina “spike”, che si trova sulla superficie del coronavirus Sars-CoV-2, l’anticorpo monoclonale le impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi. Per questo motivo i ricercatori sono convinti che l’anticorpo ha delle potenzialità importanti “per il trattamento e la prevenzione della Covid-19”.

Al momento gli unici farmaci utilizzati sono stati sintetizzati per curare altre malattie, ad esempio l’antireumatico come il farmaco utilizzato a Napoli che da’ effetti incoraggianti in 24/48H e quelli anti-Aids. Si è lavorato intanto su più fronti, dalla possibilità di utilizzare il plasma delle persone guarite all’uso sperimentale di farmaci nati per altre malattie, come nel caso dell’Italia.

Da una sola mucca, produrre 175 milioni di hamburger, ecco come

Pubblicato il 11 Ago 2019 alle 6:37am

Mosa Meat, start-up dell’Università di Maastricht in Olanda, nata dal progetto di ricerca che nel 2013 ha portato il team del professor Mark Post a presentare al pubblico il primo hamburger creato in laboratorio, da coltura cellulare, raccogliendo investimenti per 7,5 milioni di euro e puntando a portare sul mercato i primi prodotti nel 2021, punta a produrre 175 milioni di hamburger dalle cellule di una sola mucca, invece di allevarne e macellarne 440mila. (altro…)

Causa collettiva contro banca del seme: almeno 22 persone somigliano al direttore

Pubblicato il 05 Giu 2017 alle 5:35am

Almeno ventidue fratelli a loro insaputa per errore o truffa perpetrati nella banca del seme in Olanda.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica, 22 persone, tutte nate negli anni ’90 grazie all’inseminazione artificiale e la donazione di seme nella banca di Bijdorp, vicino Rotterdam, avrebbero intentato una causa collettiva contro il dottor Jan Karbaat, morto a 89 anni lo scorso aprile, in quanto ex direttore della clinica, chiusa nel 2009 per irregolarità amministrative, perché convinte di avere una certa somiglia con lui e quindi di essere suoi figli illegittimi.

Il “pioniere della fertilità” – come lui stesso osava definirsi – Karbaat sarebbe sospettato di aver usato il suo seme in almeno una sessantina di casi di fecondazione assistita.

A rivelarlo ora sarà un test del Dna, che sarà effettuato su alcuni oggetti personali appartenuti all’uomo posti sotto sequestrate durante una perquisizione ordinata ieri dalla magistratura.

Già qualche settimana fa al test si sarebbe sottoposto il figlio di Karbaat, il quale è molto probabile possa avere la conferma di avere chissà quanti consanguinei.

Cocaina proveniente dall’Olanda per 10 ml di euro, Asti al centro dell’attività criminale

Pubblicato il 04 Giu 2013 alle 10:55am

Questa mattina un elicottero dei Carabinieri è in volo per ispezionare una vasta area all’interno dell’operazione antidroga che interessa la città di Asti.

A terra inoltre, sono impegnati circa 300 uomini sotto la guida del ten. col Fabio Federici comandante provinciale dell’Arma insieme ad una cinquantina di mezzi e cani antidroga. Trenta persone sono state già arrestate, si tratta di albanesi e di italiani, coinvolti in un vasto traffico di cocaina proveniente dall’Olanda.

Ebbene dalle prime indagini è emerso che gli inquirenti hanno scovato oltre trenta chili di cocaina di ottima qualità il cui valore complessivo si aggira sui dieci milioni di euro.

Nella conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso il comando provinciale sono stati comunicati i dettagli dell’operazione e dell’inchiesta coordinata dal magistrato Maria Chiavazza.

La droga era destinata al nord Italia.