ossigeno

Le piante di casa che purificano l’aria

Pubblicato il 26 Dic 2020 alle 7:52am

Esistono delle piante che possono rendere i nostri ambienti casalinghi più accoglienti e profumati, in quanto possono anche purificare l’aria e donarci un senso di natura e confort, essere anche un ottimo antistress. Vediamo quali sono:

1. Areca Progettata biologicamente per prendere anidride carbonica e rilasciare ossigeno ha la capacità di purificare anche l’ambiente in cui viene inserito eliminando sostanze chimiche pericolose come formaldeide, xilene e toluene. Produce ossigeno di giorno, ideale per il soggiorno.

2. Sanseveria Considerata altamente efficiente nella produzione di ossigeno, la pianta conosciuta anche come la lingua della suocera, è unica per la sua produzione di ossigeno notturno e la capacità di purificare l’aria attraverso la rimozione di benzene, formaldeide, tricloroetilene, xilene e toluene. Ideale per la camera da letto.

3. Pothos In grado di rimuovere sostanze chimiche e altri inquinanti dall’aria, in particolar modo benzene, formaldeide, xilene e toluene. E’ una delle più tipiche piante da appartamento, il nome latino è Scindapsus, o epipremnum. Piante erbacee rampicanti o prostrate, originarie delle isole del Pacifico. E’ ideale per la cucina e il soggiorno.

4. Gerbera Distinta per la sua capacità di produrre alti livelli di ossigeno durante la notte, pur rimuovendo sostanze chimiche nocive, come il benzene e il tricloroetilene, è efficace per chi soffre di apnea del sonno e disordini respiratori, da posizionare sul comodino per un sonno migliore. Ideale quindi nelle camere da letto.

5. Aglaonema L’aglaonema è una delle piante domestiche più diffuse nel mondo. Emette un alto contenuto di ossigeno purificando spazi interni di sostanze chimiche nocive come il benzene, la formaldeide e altre tossine. Ideale per cucina e soggiorno.

In Italia, le ricerche su Pinterest, motore di scoperta visiva, per “piante invernali” sono aumentate del 75%. Le piante invernali sono in grado di resistere alle basse temperature e non necessitano della luce solare per mantenersi vigorose e sempre verdi. Inoltre, grazie a vasi o apposite griglie, possono essere posizionate a varie altezze e in diversi punti della casa. Di seguito, alcuni consigli da Pinterest per creare un’oasi verde all’interno della propria casa. Si possono trovare paragrafi su:

Nobel per la Medicina 2019 vinto dagli americani William Kaelin e Gregg Semenza e il britannico Sir Peter Ratcliffe

Pubblicato il 09 Ott 2019 alle 7:30am

Sono gli americani William Kaelin e Gregg Semenza e il britannico Sir Peter Ratcliffe i vincitori del Nobel per la Medicina 2019. I tre sono stati premiati, in quanto hanno scoperto come le cellule sentendo che nell’ambiente manca ossigeno, si adattano modificando il loro metabolismo e i loro livelli di attività. “Si tratta di uno dei meccanismi essenziali per la vita” ha spiegato l’Accademia nel motivare la scelta, che viene messo alla prova ad esempio durante l’attività fisica, oppure per eventi traumatici come ferite, infarti o ictus. In molti tumori, inoltre, le cellule che crescono tumultuosamente consumano grandi quantità di ossigeno. Questo apre diverse possibilità per combatterli. Capire l’effetto del livello di ossigeno nelle cellule ha implicazioni per la cura di malattie come l’anemia, il cancro, per l’allenamento degli atleti o per l’adattamento del corpo all’alta montagna. L’ossigeno è essenziale per trasformare il nutrimento in energia. Viene sfruttato in particolare dai mitocondri: organelli presenti nelle cellule che vengono soprannominati le “centrali elettriche” dell’organismo. Accanto alle carotidi esistono delle cellule specializzate nel misurare la presenza di ossigeno (per la loro scoperta è stato assegnato il Nobel per la Medicina del 1938) che comunicano direttamente con il cervello e regolano il ritmo del nostro respiro.

Un’altra tecnica per reagire alla carenza di ossigeno è aumentare l’ormone eritropoietina nel sangue, come sanno molti atleti che fanno ricorso al doping. Il gene che regola la produzione di questo ormone è stato studiato in particolare da Gregg Semenza e Peter Ratcliffe. Nel cancro (il campo di ricerca di William Kaelin) la presenza di ossigeno è legata alla proliferazione dei vasi sanguigni all’interno del tumore. Vari farmaci sono ora allo studio per regolare questo meccanismo, con lo scopo di riuscire finalmente a bloccarlo.