parodontite

Malattie della bocca in aumento, fate attenzione ai fattori di rischio

Pubblicato il 22 Lug 2019 alle 9:10am

Le malattie della bocca, dalla carie alla parodontite fino ad arrivare ai tumori del cavo orale, che colpiscono metà della popolazione mondiale sono in costante aumento. (altro…)

Denti troppo lunghi per 1 giovane su 5: la chirurgia li può correggere

Pubblicato il 03 Apr 2019 alle 9:12am

Non tutti sanno che la chirurgia plastica può migliorare anche il sorriso, intervenendo sulle gengive che si sono ritirate troppo. Il dente che assume la caratteristica forma allungata poiché il tessuto gengivale lo ha lasciato troppo scoperto è un problema molto diffuso e che colpisce fino a un giovane su cinque. Le ultime novità in questo settore, che permettono di rendere l’intervento meno ‘fastidioso’, sono state tra i temi affrontati in occasione del 19/mo convegno della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (Sidp) che si è tenuto a Roma pochi giorni fa.

“La recessione gengivale – spiega Luca Landi, presidente eletto della SIdP – è un problema colpisce una fetta importante della popolazione, almeno l’80% degli over 65. Ma non risparmia i giovani: ne presenta almeno una il 20% dei giovani sotto i 30 anni e ben il 50% degli under 40”. I tessuti gengivali possono presentare queste alterazioni per cause diverse: “può dipendere da un tipo di tessuto gengivale particolarmente sottile, ma anche dall’abitudine di spazzolare i denti troppo vigorosamente con lo spazzolino”.

L’intervento di chirurgia plastica è ambulatoriale e in anestesia locale. Consiste nello spostamento del tessuto, che viene prelevato dal palato e innestato sulle gengive. Ma, prosegue Landi, “sta offrendo risultati promettenti anche l’utilizzo di materiali biologici innovativi per la medicina rigenerativa, che evitano il prelievo palatale, rendendo il trattamento ancora meno invasivo”. “E’ consigliabile, però – precisa l’esperto – farlo nei casi in cui l’estetica compromessa generi particolare insicurezza, ovvero quando i denti appaiono troppo allungati a causa della gengiva si ritrae. Oppure nei casi in cui vi sia ipersensibilità gengivale causata dal colletto lasciato scoperto. Ma anche, e soprattutto, – conclude Landi- qualora si debba affrontare una cura ortodontica per correggere l’affollamento dentale, così come nelle condizioni di parodontite che, se non trattate, possono portare a un peggioramento”.

Arriva la nuova classificazione delle malattie parodontali

Pubblicato il 30 Mar 2019 alle 12:27pm

Ogni anno 400.000 italiani sviluppano una malattia legata ai denti, come ad esempio le gengive, mentre 8 milioni sono quelli che già soffrono in forma grave di questo problema e rischiano di perdere i denti. Per stabilire la terapia più efficace per ciascuno di loro, arriva la nuova classificazione delle malattie parodontali. Un “triage”, presentato a Rimini, al 19/mo congresso della Società Italiana di Parodontologia (SidP), che permette di classificare i casi in base alla gravità e rende possibile interventi su misura per ogni paziente. (altro…)

Denti, principali vittime del diabete. In occasione della Giornata Mondiale nelle piazze presenti anche odontoiatri per screening gratuiti

Pubblicato il 09 Nov 2018 alle 6:16am

In Italia secondo diversi studi, sarebbero 3,9 milioni le persone con diabete e 8 milioni quelle che hanno sviluppato una forma di parodontite, con forme molto spesso anche gravi. Ma non solo. (altro…)

Parodontite, staminali delle ossa della mandibola per curarla

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 7:09am

Un trapianto di cellule staminali estratte dall’osso che ospita le radici dei denti di pazienti potrebbe essere la soluzione giusta per i difetti ossei dovuti a grave malattia delle gengive (parodontite).

E’ questa la promessa da cui è partito uno studio clinico condotto da Danae Apatzidou, della Scuola di Odontoiatria dell’Università Aristotele di Thessaloniki. Una ricerca presentata ad Amsterdam la scorsa settimana in occasione di Europerio9, il congresso della Federazione Europea di Parodontologia.

“Si tratta di uno studio potenzialmente promettente – dichiara Cristiano Tomasi, Professore Associato presso il dipartimento di Parodontologia all’Università di Göteborg e membro della Società Italiana di Parodontologia (SIDP) – soprattutto considerando che è uno dei primi studi su pazienti ad avere testato una procedura basata sull’utilizzo di staminali per trattare i difetti ossei dovuti a malattia parodontale. Non ci si deve dimenticare, però, che siamo appena agli inizi dell’esplorazione delle possibilità terapeutiche legate all’utilizzo delle cellule staminali del paziente stesso (autologhe). Lo studio aveva soprattutto lo scopo di testare la sicurezza di questa procedura, più che la sua efficacia. Serviranno ancora molti studi e affinamenti tecnici prima di poter arrivare a una procedura clinica applicabile di routine, ma la strada è aperta”.

Il trattamento della parodontite grave in stadio avanzato comporta la combinazione di tecniche chirurgiche e non chirurgiche ed è criticata da alcuni per i suoi alti costi, riferisce Apatzidou, senza contare che offre risultati non sempre duraturi nel tempo. “C’è bisogno di approcci terapeutici alternativi – sostiene Apatzidou – che diano risultati più durevoli nel tempo. Di qui l’idea di tentare l’utilizzo delle cellule staminali del midollo osseo dei pazienti per riparare le lesioni parodontali, spiega Apatzidou, secondo un approccio centrato sul paziente che minimizzi i traumi e rispetti l’architettura naturali delle parti molle della bocca.

Parodontite: cellule staminali per la ricostruzione dei tessuti danneggiati

Pubblicato il 05 Mar 2018 alle 6:00am

Le cellule staminali dei denti possono essere impiegate per la ricostruzione dei tessuti danneggiati a causa della parodontite, una patologia – nota anche come piorrea – che porta sino alla perdita dei denti. Il parodonto, composto dall’osso alveolare, dalla gengiva, dal cemento della radice e dal legamento parodontale, è infatti l’insieme delle strutture che stabilizzano e bloccano i denti in bocca, che non sono impiantati nell’osso, ma bensì, ‘sospesi’ in una sorta di rete fatta di robustissime fibre.

I ricercatori italiani del Reparto di Parodontologia presso la CIR Dental School dell’Università di Torino hanno dimostrato, come attraverso la bioingegneria e le cellule staminali è possibile ricostruire i tessuti del parodonto onde evitare le conseguenze più gravi, come la perdita dei denti.

Coordinati dal professor Mario Aimetti, Presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, si sono concentrati sulle cellule staminali della polpa dentale (DPSC), ‘molto malleabili’ ai fini dei processi ricostruttivi. Ricavate dai denti stessi queste cellule possono essere fatte crescere in apposite impalcature di collagene riassorbenti, che una volta impiantate nella bocca dei pazienti permettono la ricostituzione dei tessuti danneggiati dalla parodontite.

Paradontite, due kiwi al giorno per tenerla lontana

Pubblicato il 05 Apr 2017 alle 9:54am

Per prevenire la parodontite, malattia dentale ad eziologia batterica e a patogenesi infiammatoria, nota anche come piorrea, che colpisce le gengive e se non curata – porta alla distruzione dei tessuti che assicurano sostegno e stabilità ai denti, basterebbe mangiare due kiwi al giorno, parola di esperti. (altro…)

Le 10 regole per salvaguardare denti e gengive

Pubblicato il 01 Nov 2015 alle 6:02am

Tra le linee guida mondiali sulla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie dentali, c’è senz’altro quella di lavarli più volte al giorno per circa 4 minuti.

Un vero e proprio manuale d’uso è stato stilato dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) insieme alla EuropeanFederation of Periodontology (EFP), l’American Academy of Periodontology(AAP) e l’Asian Pacific Society of Periodontology (APSP).

Nuove direttive che servono anche ad eliminare il fastidioso problema delle gengive infiammate e sanguinanti ogni volta che si spazzolano i denti e qualche volta ne lasciano anche scoperto qualcuno.

Un difficile problema da trattare che colpisce in media 20 milioni di italiani over 35, ma che pochi sanno di avere e la cui sintomatologia è da non sottovalutare, perché una gengivite non curata è causa di parodontite, sesta malattia più frequente al mondo che nella forma più grave, porta alla graduale perdita dei denti.

In Italia la parodontite colpisce oltre 3 milioni di persone, che spendono per tale patologia e le sue conseguenze, un miliardo di euro l’anno per rimpiazzare i denti caduti.

La perdita dei denti è un problema che affligge gran parte di questi malati in quanto comporta anche un peggioramento alimentare, nutrizionale e ed estetico. Per questo le più importanti società scientifiche mondiali hanno redatto un documento di consenso che verrà applicato in ogni parte del globo, per affrontare al meglio una patologia che si associa anche ad altre malattie sistemiche come quelle cardiovascolari, il diabete, l’ictus, le infezioni respiratorie.

Ecco allora i dieci consigli degli esperti:

1) Non fumare. 2) Assumere molta vitamina C e mangiare molta frutta e verdura. 3) Recarsi per un controllo dal dentista almeno un paio di volte l’anno. 4) Durante una visita dentistica eseguire il test PSR. 5) Qualora le gengive dovessero risultare infiammate, lavare i denti almeno 2 volte al giorno per una durata di 4 minuti. 6) Lo spazzolino elettrico è preferibile a quello manuale. 7) Per gengive e denti delicati scegliere appositi dentifrici. 8) Usare gli scovolini interdentali della grandezza adeguati ai nostri spazi al posto del filo. 9) Usare un collutorio antiplacca, ma è meglio farsi consigliare dal medico in che modalità assumerlo. 10) Se le gengive dovessero sanguinare o essere arrossate recarsi subito da un dentista.